Un'email imbarazza i nemici di Microsoft

Nel corso delle deposizioni al processo antitrust il boss di Liberate Technologies consente a Microsoft di sferrare un colpo al fronte dell'accusa


Washington (USA) – La durissima battaglia che si conduce a suon di testimonianze dinanzi al giudice che presiede il caso antitrust contro Microsoft ha vissuto nelle scorse ore una tappa di certo importante. Microsoft, grazie ad alcune email, ha infatti messo in grave imbarazzo il boss di Liberate Technologies e con lui il fronte delle imprese concorrenti che accusano Microsoft di pratiche monopolistiche.

In particolare, l’azienda di Bill Gates ha presentato una serie di email scambiate con Mitchell E. Kertzman a proposito del suo parere sulla possibilità che Microsoft venisse divisa in due, come paventato dopo la condanna in primo grado per abuso di posizione dominante.

Secondo Microsoft, lo scambio di email avuto con Kertzmann dimostra come il manager fosse pronto a modificare pubblicamente la propria opinione in merito qualora Microsoft avesse stretto un importante accordo commerciale con la sua azienda, Liberate Technologies appunto.

Kertzmann ha reagito sostenendo che aveva cambiato idea ben prima di quanto Microsoft voglia far credere e che il suo era un legittimo desiderio di attivare un business con Microsoft, ritenendo che anche per quest’ultima sarebbe stato vantaggioso dimostrare la propria volontà di “fare business” con altri del settore.

Ma Dan K. Webb, uomo di punta del collegio legale che difende Microsoft, ha puntato sulle email presentate in tribunale per dimostrare come Kertzmann avrebbe cambiato idea se Microsoft si fosse mostrata d’accordo per vendere a Liberate la propria divisione legata alla televisione interattiva in cambio di azioni Liberate.

E ha affondato la lama ricordando che Kertzmann aveva pubblicamente definito Microsoft in passato come “il Freddie Krueger del software”, “il grande squalo bianco”, “l’assassino di aziende” e ha chiesto: “E nonostante tutto questo lei voleva comunque fare affari con Microsoft?”

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  • Anonimo scrive:
    insomma, conessi alla rete disconesso il cervello
    Se è vero infatti che gli utenti devono apprendere come sfruttare al massimo i sistemi di ricerca è anche vero, dicono Spink e Xu, che questi devono sapersi adattare meglio "ai comportamenti informativi" dell'utente.====insomma prenderlo per mano e portalo a navigare su questo immenso mare...che orrore...imparate ad usare i computer cazzo...
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