USA, cresce l'Internet banking

Indagine conferma il trend


New York (USA) – Il 44 per cento di utenti Internet adulti utilizza normalmente Internet per eseguire operazioni bancarie negli Stati Uniti, un balzo in avanti del 54 per cento se paragonato ai risultati del 2002.

Lo rileva uno studio condotto alla fine del 2004 sulla popolazione USA da Pew Internet & American Life Project , secondo cui i risultati ottenuti sono una conferma del grande sviluppo del settore bancario attraverso la Rete.

Ad attrarre gli utenti verso la gestione dei propri conti correnti online sono principlamente la convenienza e la comodità d’uso. La maggioranza degli utenti inoltre, non si ritiene preoccupata da problemi di sicurezza.

Un memo più esaustivo sulla ricerca è disponibile in inglese in questo file PDF .

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Re: Quale sapere?

    I fatti dimostrano che Open Source non
    è maggiore sicurezza, non è
    maggiore professionalità, non
    è interoperabilità ( quella
    sta nei formati di scambio e non nei codici
    che generano i programmi ),ma dove vivi? su Plutone?
  • Anonimo scrive:
    Re: Quale sapere? il NOSTRO
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: TADsince1995


    Da quell'algoritmo molti potrebbero
    imparare

    qualcosa, ecco dove sta il Sapere.
    Inoltre,

    molti altri potrebbero migliorarlo per
    il

    bene di tutti, utilizzatori e
    programmatori.

    Male! la tua sembra una posizione oscurantista
    Se vuoi imparare qualcosa ..
    leggi
    libri, ad esempio quelli di informatica libera
    studia, ad esempio testi e procedure dell'informatica libera
    vai a lavorare io ci lavoro, col software libero
    in qualche
    team "leader" o "competitivo".il mio lavoro è estremamente competitivo. FAccio tremare i miei competitori del sw closed, ad esempio
    Il codice aperto dell'algoritmo serve solo
    per:hai la vista ristretta

    Questa è una scelta, nessuno ti

    obbliga. Sei libero di farti pagare per
    il

    tuo software o di rilasciarlo free.

    Non è vero,dimostra il contrario

    i soliti sciacalli (in particolare un
    famoso

    dragasaccocce) hanno deciso di
    trasformarlo

    in un "business" coperto da segreto

    industriale. E tanti altri li hanno
    seguiti.

    E oggi conosciamo tutti la situazione...

    Non è un problema tecnicoo sì, invece: soprattutto quando un monopolio impone illegittimamente le sue "tecnologie"
    informatico, è un problema economico
    di monopolio, ma moltissimi informatici non
    hanno nozioni di diritto o di economia,dovranno adeguarsi ad averle oppure non capiranno la marea che li sommergerà
    è un problema non si risolve con
    l'open, anzi, con l'open ne crei di altri.io con l'open mi sono fatto un lavoro
    Non solo, ma condito con tutti i luoghi
    comuni e i miti del c.d. "software libero". detto da chi vuol vedere paradossi dove non esistono...
    Allora se qualcuno ci specula dobbiamo
    rendere tutto il codice libero? questo chi
    lo dice, tu? se aumentano i prezzi dei beni
    allora cosa devo fare? devo andare in
    negozio e prendere la roba gratis senza
    pagare il corrispettivo?devi solo adeguarti al mercato che cambiaSe non lo fai rischi di esser tagliato fuori
    Regalare ai quattro venti del software
    è solo un operazione promozionale per
    farsi conoscere oppure un metodo di
    concorrenza sleale per fare fuori i proprio
    concorrenti che non si possono permettere di
    farlo.io non potevo permettermi di entrare nel mercato del sw.Ci sono entrato da quando installo/adatto sw OS.
    Allora candidati alle elezioni, occupati di
    politica invece che di informatica, se non
    lo stai già facendo.ancora a vedere le persone come fatte a compartimenti stagni?tanto non riuscirai a farci fuori: siamo qui per restare


    di rendere pubblico qualcosa, ma
    lo deve


    fare per scelta



    E infatti, ripeto, nessuno ti obbliga.
    E'

    una tua decisione.

    No, se sviluppi su piattaforme libere con
    strumenti liberi sei COSTRETTO a rilasciare
    il codice; sei un emerito ballista
    se ora tu vorresti OBBLIGARE i
    fornitori delle PA a lavorare su piattaforme
    libere allora tutti saranno COSTRETTI a
    sviluppare in open source.bis , con lode

    Ne sei sicuro? Ci sono interi testi che

    parlano del modello open source. Li
    trovi in

    libreria. Inoltre ci sono anche intere

    aziende che vivono sull' OpenSource.

    E' una moda, balle.io ci VIVO con l'OSse è una moda è come quella dei Blue Jeans

    Si può campare benissimo anche
    con

    l'OpenSource.

    Certo, come ha già detto qualcuno si
    può campare anche con l'OpenSource,
    se vivi di rendita.poveraccio: finchè non imparerai a conoscere i tuoi competitori continuerai a sbattere i denti nel buoi esenza sapere ciò contro cui ti scontri.
  • Anonimo scrive:
    Re: Quale sapere? il NOSTRO
    - Scritto da: Anonimo
    In nome di quale Sapere, la procedura e
    l'algoritmo di cui sopra, DEVONO essere
    necessariamente liberamente distribuibili,chi vuole importi di distribuire il tuo lavoro closed source?Nessuno può farloPer contro, tu non puoi pretendere che ALTRI lo facciano
    Dietro a questo non ci vedo nessun Sapere.metti gli occhiali e ti presento il "saper fare"
    Dietro a questo ci vedo solamente una
    speculazione economica.non diversa da altre speculazioni economiche, e di certo non illegittima
    Dietro a questo ci vedo solamente una
    speculazione POLITICA.?????
    Poi, chi preferisce mettere l'enfasi sul
    sapere e la conoscenza anziché
    discutere di dettagli tecnici e commerciali,
    dovrebbe notare subito che i princìpi
    del c.d. "software libero" sanciscono una
    serie di divieti, in contraddizione con il
    fatto che libertà è assenza di
    divieti, il software libero è quindi
    un paradosso.ecco il solito FUD, basato su falsi presupposti.Definizione: un software è libero se rimane tale nel tempo, altrimenti è "predabile"E' arcinoto che il software libero, lasciato in pasto a coloro che vogliono renderlo prigioniero, torna in gabbia.Quindi il software libero propriamente detto deve essere protetto da licenze che ne vietino l'ingabbiatura a escusivo vantaggio di qualcuno.Ecco spiegato il "paradosso" (ma sarebbe bastato studiare un po' per risolverlo da se')
    una vessazione per chi
    costruisce software per professione.la libertà di rilasciare sw libero è garantita dalla legge
    Far West dei furbi, dove tutti
    copieranno da tutti a pieno diritto.solo quello che è stato rilasciato di propria volontà alla libera copia
    I fatti dimostrano non dai alcuna prova di questi fatti.In mancanza di questi fatti la tua rimane un'opinione. Io rimango della mia, confortata dalla mia esperienza
  • Mechano scrive:
    Re: Quale sapere?
    - Scritto da: Anonimo
    Ah no? Allora perché cercano di
    vendere, rivendere consulenze alla moda e
    software Open Source? Perché
    c'è un esercito di giovani
    installatori di Linux tirato su nelle
    edicole? Lo hanno scritto loro Linux?Fammeli conoscere perche' ne voglio assumere un paio.Io trovo solo ex-camionisti e magazzinieri che ad un tratto si propongono come programmatori dopo un corso Micro$oft professional...Su 50 curriculum di gente che sembrava dovesse spaccare l'atomo e fare la fusione fredda, ce ne fosse stato uno che conoscesse bene un server Linux e i suoi strumenti insieme ad un po' di MySQL e PHP.
    Falso, ho fatto solo un esempio, sei tu che
    dai per buona la sola licenza GPL & C.Do per buone tutte le licenze che garantiscano l'immortalita' a tutti gli autori di un software libero. E la BSD non e' tra queste.
    Diglielo alla Apple che ultimamente sta
    vivendo un Boom economico e di innovazione e
    che ha un Kernel open source BSD e non
    Linux.La Apple sta facendo esattamente cio' che ha fatto Micro$oft con lo stack TCP/IP. Ne ha preso uno BSD e lo ha sostituito alla porcheria che aveva prodotto lei. Riconoscendo di fatto la superiorita' di un pezzo di software libero rispetto al suo.
    Ah si? Capirai, mille formalità e poi
    chi controlla? ma sopratutto chi mi
    impedisce di rielaborare del software ( nel
    caso in cui trovassi qualcosa che veramente
    ne valesse la pena ) per poi rivenderlo?Sono gia' tanti i casi di violazione dela GPL e gia' alcune hanno perso in tribunale. Nel senso che ha vinto la GPL. E' una licenza valida perche' si basa sulle leggi del copyright tradizionale. L'obbligo della licenza GPl e' il ripubblicare il software cosi' come lo si e' trovato senza alterare le informazioni degli autori originari e rilasciandone le modifiche cosi' come lo si e' trovato.
    Tu in un file di testo puoi scriverci quello
    che vuoi, quelle licenze, in pratica, non
    valgono un fico secco.Questo lo dici tu.Hanno gia' portato in tribunale aziende che hanno preso software libero e non ne hanno rilasciato le modifiche.
    C'è una firma su quelle licenze?
    Le hai controfirmate?
    Ci sono delle penali da pagare?
    C'è un accordo o un contratto che ti
    obbliga a fare/non fare in cambio di una
    prestazione?E cosa centrano le penali?Chi le deve firmare e controfirmare?La licenza libera ti obbliga alla sola ripubblicazione del lavoro derivato e al divieto di eliminare i dati di coloro che hanno controbuito allo sviluppo.Per il resto hai tutti diritti non indifferenti come la copia, ridistribuzione, la modifica e perfino la possibilita' di rivendita.
    Proprio MySQL non la prenderei come esempio,
    vista la sua licenza commerciale.MySQL ha diverse linee di prodotto MySQL Max ha un tipo di licenza quello che usiamo tutti ne ha un'altra.E' un esempio chiaro di come le aziende del software libero possono tranquillamente unire i due mondi e vivere anche di software libero.
    Lo concepisco molto bene, anzi penso che
    quelli a cui piace programmare, dopo aver
    visto del codice open nella maggior parteVorrei vedere quello Micro$ozz allora...Meno male che e' closed.Se ti credi tanto bravo perche' non aiuti a migliorarlo?
    Tu che tanto parli, hai visto il codice
    della Bash il fulcro della linea di comando
    che, nel nuovo Millennio, ancora impera sui
    Desktop Linux? ( non se ne può fare a
    meno )La shell di unix e' ancora uno degli strumenti piu' potenti di automazione e sintesi che e' ancora insostituibile.Tutte le utility di download, espressioni regolari ed elaborazioni di stringhe, tool grafici o audio di elaborazione del suono, del video o delle immagini, si possono comporre in script automatizzati che in sistemi totalmente grafici ti sogni e che ti obbligano a scriverti software ad hoc.
    Questo che c'entra con il mercato e la
    professione? Se hai voglia di amici esci,
    spegni il computer, iscrivi al più
    vicino centro bocciofilo, vai a fare il
    missionario nel terzo mondo.Io ho preferito fondare un LUG nella mia citta'. Aiutiamo altre persone a provare Linux, lo mostriamo e proponiamo nelle P.A. della nostra provincia.La cosa funziona ed e' anche divertente. A te da forse fastidio?
    Bugiardo, non ho detto che sono cose brutte,
    non ne ho neanche parlato, sono fatti tuoi,
    questi hobby non c'entrano nulla col
    software commerciale o da usare nella
    Pubblica Amministrazione.E chi lo dice?OpenOffice.org e' software libero, si puo' usare nella P.A. per risparmiare su altri programmi commerciali.eGroupware e' un ottimo strumento di collaborazione.Tra non molto tempo ci saranno altri strumenti gestionali e se partono i progetti sponsorizzati dal ministero si potra' commissionare software libero da far scrivere una sola volta e poi ridistribuire a tutte le P.A. che hanno aderito al progetto o che ne hanno bisogno.
    Il VB non c'entra un FICO SECCO.Perche' io programmatori VB sono quelli che piu' odiano Linux, poiche' da una sua diffusione si troverebbero spiazzati e dovrebbero mettersi a studiare linguaggi piu' seri e complessi...Sono persone schiave della piattaforma che hanno scelto, e contro il loro volere.
    Tu puoi fare quello che ti pare in Internet
    e dove vuoi, ma non pretendere di IMPORRE
    nelle Pubbliche Amministrazioni il software
    "libero" e non pretendere di OBBLIGARE
    chiunque svolga questa attivitàIo non impongo, me lo chiedono...Sempre piu' spesso mi capita di vedermi chiedere programmi compatibili con OpenOffice.org o StarOffice ed io ho progettato un sistema di stampa basato sul parsing del formato XML di OpenOffice.org che permette anche di creare PDF server side in maniera autonoma e darli al client attraverso un browser. In questo modo non c'e' l'obbligo di avere Office e il Word o altri visualizzatori diversi da un comune visualizzatore PDF.
    Io almeno ho detto quello che pensavo, ho
    visto che a parte esserti sfogato e aver
    lanciato lo scontatissimo attacco stile
    guerrafondaio tipico degli open ( e poi
    sarei io intriso di cattiveria? ), le tue
    patetiche argomentazioni non vanno oltre il
    bello e brutto, non so, vuoi che parliamo
    del tempo?Intanto comincia con lo studiare meglio la GPL perche' di cavolate sul software libero ne spari di grosse.E inizia a metterti il cuore in pace perche' la sempre maggiore penuria di contante sta portando la P.A. a ripiegare verso il software libero in maniera fisiologica.Le conseguenze immediate sono il risparmio, ma anche l'ingresso in questo mondo di tutti coloro che hanno creduto nel software libero, che scalzeranno i venditori di prodotti Microzozz ed un modo diverso sviluppare e produrre servizi e programmi che sempre piu' vedranno finire in secondo piano od annullarsi la semplice vendita di un bene di tipo software..--Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    Re: Quale sapere?
    - Scritto da: Mechano
    Da chi ti e' stato "infrociato" cosi'
    irrimediabilmente il cervello?Modera i termini, non siamo in un Bar di scaricatori di porto e non ti ho mancato di rispetto, tu invece si fin dalla prima riga, e questo la dice lunga su TUTTO il tuo intervento, sulla qualità e le motivazioni che ti spingono ad offendere.
    Hai scritto una serie interminabile di
    inesattezze restringendo il campo delHo citato queste: http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.htmlSono queste le inesattezze?Oppure ti pare che la flessibilità del lavoro e il body-rental siano stati applicati in Italia così come negli altri paesi? A me non risulta, anzi, penso che siamo ai limiti della legalità, il colmo è che ora ci mettiamo pure il software gratis scopiazzato dagli altri e facciamo scacco matto.
    libero, se lo vedra' immediatamente rubato e
    sfruttato dal furbo di turno.Ah no? Allora perché cercano di vendere, rivendere consulenze alla moda e software Open Source? Perché c'è un esercito di giovani installatori di Linux tirato su nelle edicole? Lo hanno scritto loro Linux?
    Dai per buona la sola licenza libera BSDFalso, ho fatto solo un esempio, sei tu che dai per buona la sola licenza GPL & C.
    quando sappiamo entrambi che e' la peggiore
    licenza che un programmatore libero potrebbeDiglielo alla Apple che ultimamente sta vivendo un Boom economico e di innovazione e che ha un Kernel open source BSD e non Linux.
    Non accenni neppure di striscio a quali
    obblighi deve sottostare chi riceve software
    GPL, ossia a quello di riconoscere i dovutiAh si? Capirai, mille formalità e poi chi controlla? ma sopratutto chi mi impedisce di rielaborare del software ( nel caso in cui trovassi qualcosa che veramente ne valesse la pena ) per poi rivenderlo?Tu in un file di testo puoi scriverci quello che vuoi, quelle licenze, in pratica, non valgono un fico secco.C'è una firma su quelle licenze?Le hai controfirmate?Ci sono delle penali da pagare?C'è un accordo o un contratto che ti obbliga a fare/non fare in cambio di una prestazione?No No No No, allora perché parli?
    Yoper, ma anche MySQL AG ed altre aziendeProprio MySQL non la prenderei come esempio, vista la sua licenza commerciale.
    Non riusciresti neppure a concepire il fatto
    che molte persone programmano per il solo
    piacere nel far cio' e non gli importa deiLo concepisco molto bene, anzi penso che quelli a cui piace programmare, dopo aver visto del codice open nella maggior parte dei casi, hanno il voltastomaco ( indentazione, leggibilità, algoritmi: non pervenuti; ho fatto solo un piccolo esempio, non pensare che ho la mentalità ristretta ).Tu che tanto parli, hai visto il codice della Bash il fulcro della linea di comando che, nel nuovo Millennio, ancora impera sui Desktop Linux? ( non se ne può fare a meno )L'hai compilata?Hai provato a modificarla, correggerla, mettere in ordine i sorgenti, vedere come funziona?NoNoNoAllora perché parli di cose che non sai?
    Cosi' come esistono altri motivi che
    spingono degli appassionati della
    programmazione a unirsi in una community di
    amici o anche individui isolati per i qualiQuesto che c'entra con il mercato e la professione? Se hai voglia di amici esci, spegni il computer, iscrivi al più vicino centro bocciofilo, vai a fare il missionario nel terzo mondo.
    Che butte tutte queste cose vero? Che bruttoBello? Brutto? De gustibus non est disputandum.
    avere amici in giro per il mondo con cui non
    stare solo a parlare di computer e programmi
    commerciali, ma diventare addirittura
    protagonisti scrivendocisi i propri
    programmi e condividendoli. Che brutta tuttaBugiardo, non ho detto che sono cose brutte, non ne ho neanche parlato, sono fatti tuoi, questi hobby non c'entrano nulla col software commerciale o da usare nella Pubblica Amministrazione.Anzi, ti dirò sei ridicolo, perché leggendo questo paragrafo mi aspettavo di leggere "perché, è brutto avere una monofissazione?" e invece sei andato ben oltre perché non solo sei un fissato ( ma sono fatti tuoi ) ma non contento di essere un meccanico dei computer, vuoi pure essere Protagonista.
    questa gente che va a dare gratis quello per
    cui tu ti faresti pagare spropositatamente.
    Che brutta questo Internet che nel mondo
    permette ai singoli di diventare delle
    community o ad altri di trovare
    gratuitamente cio' di cui si ha bisogno in
    barba al programmatorino VB dietro l'angolo.Il VB non c'entra un FICO SECCO.Tu puoi fare quello che ti pare in Internet e dove vuoi, ma non pretendere di IMPORRE nelle Pubbliche Amministrazioni il software "libero" e non pretendere di OBBLIGARE chiunque svolga questa attività professionale a DOVER cedere aprioristicamente senza condizioni il frutto del proprio lavoro a chiunque possa trarne vantaggio o speculazione.
    Il mondo del software libero e' talmente
    vasto e vario che tu non ne hai idea e la
    tua mente ristretta si limita solo a
    guardare cosa mi potrebbe rubare il mio
    vicino e quanto guadagnare piu' di me.Vedo che sei a corto di argomentazioni e invece di attaccare quello che dico attacchi me.La mente ristretta sicuramente ce l'hai tu che non hai ancora capito che il software libero è un paradosso, una contraddizione in termini, nulla che porti l'aggettivo di libertà potrà mai essere definito da una serie di divieti, è un controsenso, l'aggettivo "libero" lo mettono solo per attirare schiere di studenti squattrinati e schiere di idealisti ( bada bene, anche io mi definisco tale ).
    Mentalita' ristretta e bigotta tipica della
    provincia italiana intossicata dallo stile
    di vita consumistico e istigata all'odio e
    all'invidia.Ma figurati, consumista io? istigato all'odio? Sicuramente non mi conosci. Guarda che quelli che istigano all'odio sono quelli del software libero/Linux/open source ( tutti della stessa pasta ) che hanno ingaggiato da sempre una lotta frontale contro chiunque la pensi in modo diverso offendendo tutti gli utonti e i macachi degli altri sistemi operativi ( e lo so molto ma molto bene anche per brutte esperienze sul posto di lavoro, veramente brutte, ed ero dalla parte 'open' ).Li riconosci a chilometri di distanza dalla loro arroganza e supponenza, il colmo è che poi tutto il discorso sulle idee e sul sapere si tramuta in danaro: lavori, consulenze, commesse.Fai un pò quello che ti pare, io alla tua demagogia non abbocco.Io almeno ho detto quello che pensavo, ho visto che a parte esserti sfogato e aver lanciato lo scontatissimo attacco stile guerrafondaio tipico degli open ( e poi sarei io intriso di cattiveria? ), le tue patetiche argomentazioni non vanno oltre il bello e brutto, non so, vuoi che parliamo del tempo?


    --
    Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    Re: Quale sapere?
    - Scritto da: TADsince1995
    Da quell'algoritmo molti potrebbero imparare
    qualcosa, ecco dove sta il Sapere. Inoltre,
    molti altri potrebbero migliorarlo per il
    bene di tutti, utilizzatori e programmatori.Male! Se vuoi imparare qualcosa recati in qualche Università del pianeta, leggi libri, studia, vai a lavorare in qualche team "leader" o "competitivo".Il codice aperto dell'algoritmo serve solo per:1- essere ricopiato senza idearlo e minutarlo2- essere rivenduto
    Questa è una scelta, nessuno ti
    obbliga. Sei libero di farti pagare per il
    tuo software o di rilasciarlo free.Non è vero, se voi volete IMPORRE il software libero nel mercato delle PA, tutti saranno COSTRETTI a sviluppare con gli strumenti LIBERI, le cui licenze virali ti OBBLIGANO a rilasciare il codice praticamente senza nessuna condizione.
    Ti ricordo che l'informatica è
    iniziata così. Inizialmente tutto il
    software era libero e girava liberamente col
    sorgente nelle università e neiErano altri tempi e si trattava o di software scientifico, oppure di software che faceva semplicemente andare avanti le macchine.
    centri di ricerca, all'epoca lo sviluppo era
    formidabile, oggi puoi metterti a scrivere
    nei forum grazie a quelle persone che hanno
    mantenuto il software libero. Poi un giornoFalso, oggi scrivo qui su PI grazie a Microsoft perché questa è la piattaforma che usa questo quotidiano.
    i soliti sciacalli (in particolare un famoso
    dragasaccocce) hanno deciso di trasformarlo
    in un "business" coperto da segreto
    industriale. E tanti altri li hanno seguiti.
    E oggi conosciamo tutti la situazione...Non è un problema tecnico informatico, è un problema economico di monopolio, ma moltissimi informatici non hanno nozioni di diritto o di economia, è un problema non si risolve con l'open, anzi, con l'open ne crei di altri.

    Dietro a questo non ci vedo nessun
    Sapere.

    Punti di vista. Io invece ci vedo tanto
    sapere. Quando iniziai io, da bambino, a
    muovere i primi passi nella programmazione
    lo sai da cosa imparavo? In edicolaQuesto è avvenuto tutto a livello hobbystico, non nego che si possa iniziare a livello amatoriale, ma poi si finisce nel livello professionale, forse tu non ci sei ancora arrivato.Il software nelle PA, perché si parlava di questo, non è un software amatoriale o hobbystico ma è un software professionale.
    Intere generazioni di miei coetanei e non
    hanno iniziato così. Dal software a
    sorgente aperto.Con questo discorso, tu, per pochi frammenti di codice amatoriale pubblicati sulle riviste vent'anni fa, e le riviste lo pubblicavano affinché venissero comprate in edicola, vorresti indurre il sorgente aperto, niente popò di meno che a tutta l'industria del software.Non solo, ma condito con tutti i luoghi comuni e i miti del c.d. "software libero".
    Io la speculazione la vedo invece nel
    software chiuso.
    Per carità, niente di male a voler
    vendere il frutto del proprio lavoro, ma non
    ai prezzi folli che pratica certa gente. (hoAllora se qualcuno ci specula dobbiamo rendere tutto il codice libero? questo chi lo dice, tu? se aumentano i prezzi dei beni allora cosa devo fare? devo andare in negozio e prendere la roba gratis senza pagare il corrispettivo?
    sentito di fogli excel per gestire le
    fattura a 11000 euro. Semplici gestionaliMa come, alla fine non contava il SERVIZIO?
    fatti in Visual Basic in massimo due
    pomeriggi di cliccaggio venduti a migliaia
    di euro, roba da denuncia) Inoltre nonDa denuncia penso sia rivendere software scaricato dalla rete dopo averci cambiato due virgole senza sapere chi l'ha scritto, copiando da dove, e cosa fa nei minimi particolari dati che non lo vende nessuno e non la scritto nessuno in particolare ma tutti in pratica.
    fornire il sorgente obbliga il cliente a
    rivolgersi sempre alla stessa azienda in
    caso di eventuali future modifiche.Falso. Il cliente può decidere di buttare il software, se non lo vuole buttare andrà da chi gli costa meno, e non è detto che si tratti della stessa azienda ( sapessi in quanto codice ho messo le mani io ).
    validissimi che chiunque può
    modificare e rivendere al cliente a prezzi
    enormemente inferiori di quelli praticatiLi può rivendere a prezzi inferiori perché non ci hanno lavorato, non li hanno fatti cioè non hanno fatto un'analisi e non hanno minutato il codice.E' come andare in un grande magazzino in una super vendita promozionale e poi RIVENDERE i beni acquistato a prezzo di mercato.Regalare ai quattro venti del software è solo un operazione promozionale per farsi conoscere oppure un metodo di concorrenza sleale per fare fuori i proprio concorrenti che non si possono permettere di farlo.
    Mah... La politica si può inserire in
    qualsiasi campo della vita umana... La
    speculazione pure...Allora candidati alle elezioni, occupati di politica invece che di informatica, se non lo stai già facendo.

    di rendere pubblico qualcosa, ma lo deve

    fare per scelta

    E infatti, ripeto, nessuno ti obbliga. E'
    una tua decisione.No, se sviluppi su piattaforme libere con strumenti liberi sei COSTRETTO a rilasciare il codice; se ora tu vorresti OBBLIGARE i fornitori delle PA a lavorare su piattaforme libere allora tutti saranno COSTRETTI a sviluppare in open source.

    se succede con un sistema

    operativo come i vari BSD regalati dalle

    università mi va bene, ma lo
    hanno

    scelto loro, e si tratta di un settore

    RISTRETTISSIMO ( sistemi operativi )

    rispetto a tutto il software
    informatico.

    E allora?E' una loro scelta.
    Non capisco che vessazione ci sia. Tu
    sviluppatore sei libero di rilasciare come
    software libero il tuo prodotto, o di
    venderlo come closed. Allo stesso modo
    l'utilizzatore è libero di scegliere
    una soluzione gratuita o una chiusa e
    inaccettabilmente costosa.Se l'utilizzatore è libero di scegliere la soluzione gratuita invece dell'inaccetabilmente costosa allora perché l'open source dovrebbe essere la soluzone a tutti i mali?Perché in questo caso non basta la sovranità del cosumatore? Quando fa comodo a te basta, quando non ti fa più comodo per ottener ragione allora non basta.
    Ne sei sicuro? Ci sono interi testi che
    parlano del modello open source. Li trovi in
    libreria. Inoltre ci sono anche intere
    aziende che vivono sull' OpenSource.E' una moda, li pubblicano per vendere libri, per guadagnarci soldi e per riempire le edicole approfittando della situazione del mercato, nessuno ti vieta di comprare libri di propaganda, li pubblicano tutti, anche i cattivoni closed.
    Si può campare benissimo anche con
    l'OpenSource.Certo, come ha già detto qualcuno si può campare anche con l'OpenSource, se vivi di rendita.
    Certo, gli sciacalli ci sono sempre, ma
    secondo me potrebbe essere una spin
  • TADsince1995 scrive:
    Re: Quale sapere?
    - Scritto da: Anonimo
    Quale Sapere c'è dietro a una
    procedura per la dichiarazione dei redditiEffettivamente ben poco...
    Quale Sapere c'è dietro ad un
    algoritmo sviluppato per risolvere un
    problema, per risolvere il quale il
    fornitore paga del DENARO in cambio di ore
    di analisi (nel migliore dei casi) e di
    progettazione, da parte di uno sviluppatore
    software o di una software house?Da quell'algoritmo molti potrebbero imparare qualcosa, ecco dove sta il Sapere. Inoltre, molti altri potrebbero migliorarlo per il bene di tutti, utilizzatori e programmatori.
    In nome di quale Sapere, la procedura e
    l'algoritmo di cui sopra, DEVONO essere
    necessariamente liberamente distribuibili,
    senza che, chi si è impegnato per
    costruirli, possa deciderne il prezzo ( per
    ricavarne un utile )?Questa è una scelta, nessuno ti obbliga. Sei libero di farti pagare per il tuo software o di rilasciarlo free.
    Perché chiunque dovrebbe poter
    copiare la procedura e l'algoritmo senza
    renderne conto a chi li ha costruiti?Vedi sopra.
    Questa non è Informatica.Ti ricordo che l'informatica è iniziata così. Inizialmente tutto il software era libero e girava liberamente col sorgente nelle università e nei centri di ricerca, all'epoca lo sviluppo era formidabile, oggi puoi metterti a scrivere nei forum grazie a quelle persone che hanno mantenuto il software libero. Poi un giorno i soliti sciacalli (in particolare un famoso dragasaccocce) hanno deciso di trasformarlo in un "business" coperto da segreto industriale. E tanti altri li hanno seguiti. E oggi conosciamo tutti la situazione...
    Dietro a questo non ci vedo nessun Sapere.Punti di vista. Io invece ci vedo tanto sapere. Quando iniziai io, da bambino, a muovere i primi passi nella programmazione lo sai da cosa imparavo? In edicola vendevano dei periodici pieni zeppi di software in formato sorgente da copiare a mano (altro che Setup.exe...), da lì ho cominciato a capire e a imparare. Oggi è il mio lavoro. Nelle riviste di informatica generiche trovavi i sorgenti dei programmi sviluppati dai lettori, che erano felici di veder pubblicato il loro lavoro nella rivista affinchè tutte le potessero fruire. Intere generazioni di miei coetanei e non hanno iniziato così. Dal software a sorgente aperto.
    Dietro a questo ci vedo solamente una
    speculazione economica.Io la speculazione la vedo invece nel software chiuso. Per carità, niente di male a voler vendere il frutto del proprio lavoro, ma non ai prezzi folli che pratica certa gente. (ho sentito di fogli excel per gestire le fattura a 11000 euro. Semplici gestionali fatti in Visual Basic in massimo due pomeriggi di cliccaggio venduti a migliaia di euro, roba da denuncia) Inoltre non fornire il sorgente obbliga il cliente a rivolgersi sempre alla stessa azienda in caso di eventuali future modifiche. Sarà "business", ma a me sembra una forzatura. Considerando anche che su internet si trovano ormai a decine i progetti opensource di gestonali, CRM, ERP validissimi che chiunque può modificare e rivendere al cliente a prezzi enormemente inferiori di quelli praticati dalle miriadi di aziende che fanno questi prodotti in Italia...
    Dietro a questo ci vedo solamente una
    speculazione POLITICA.Mah... La politica si può inserire in qualsiasi campo della vita umana... La speculazione pure...
    Posso capire che per scelta qualcuno decida
    di rendere pubblico qualcosa, ma lo deve
    fare per sceltaE infatti, ripeto, nessuno ti obbliga. E' una tua decisione.
    se succede con un sistema
    operativo come i vari BSD regalati dalle
    università mi va bene, ma lo hanno
    scelto loro, e si tratta di un settore
    RISTRETTISSIMO ( sistemi operativi )
    rispetto a tutto il software informatico.E allora?[cut]
    Per capire cosa è il "software
    libero" basta rifarsi alla definizione e ci
    si accorge che si tratta di un "esproprio
    informatico" a solo ed esclusivo favore
    dell'utilizzatore, una "libertà" a
    senso unico e una vessazione per chi
    costruisce software per professione.Non capisco che vessazione ci sia. Tu sviluppatore sei libero di rilasciare come software libero il tuo prodotto, o di venderlo come closed. Allo stesso modo l'utilizzatore è libero di scegliere una soluzione gratuita o una chiusa e inaccettabilmente costosa.
    Qui non si parla di brevetti, già
    quelli sono un grosso rischio per il mercato
    dell'informatica europeo, ora il colmo
    è che si ceda anche a questi facili
    proseliti dei ben pensanti, per ritornare
    nel Far West dei furbi, dove tutti
    copieranno da tutti a pieno diritto.Il discorso brevetti è un rischio per tutti. Sia per le piccole aziende che dovranno pagare il pizzo alle multinazionali perchè hanno messo la "progress bar" o il "doppio clic" nei loro software, sia per gli sviluppatori open che hanno, in genere, meno mezzi di un'azienda...
    I fatti dimostrano che Open Source non
    è maggiore sicurezza, non è
    maggiore professionalità, non
    è interoperabilità ( quella
    sta nei formati di scambio e non nei codici
    che generano i programmi ), il software open
    source non è avvolto da un alone
    esoterico che protegge i suoi utilizzatori
    dal Male e non ha un modello di businessNe sei sicuro? Ci sono interi testi che parlano del modello open source. Li trovi in libreria. Inoltre ci sono anche intere aziende che vivono sull' OpenSource.
    ha
    molte mancanze rispetto a chi, in buona o
    cattiva fede, con il software ci deve
    campare offrendo il prodotto che i clienti
    vogliono.Si può campare benissimo anche con l'OpenSource.
    non
    voglio immaginare cosa potrebbe scaturire se
    l'open source fosse davvero preso sul serio
    proprio da noi.Certo, gli sciacalli ci sono sempre, ma secondo me potrebbe essere una spinta al mercato dell'informatica che, in italia, è agonizzante.Ovviamente tutto IMHO. :)TADTAD
  • Mechano scrive:
    Re: Quale sapere?
    - Scritto da: Anonimo
    Questi, secondo me, sono aspetti di cui, un
    genuino amante del Sapere, può
    accorgersi facilmente, basta un pò di
    tempo per riflettere e farlo liberamente.Da chi ti e' stato "infrociato" cosi' irrimediabilmente il cervello?Hai scritto una serie interminabile di inesattezze restringendo il campo del software libero alle sole procedure gestionali aziendali.Dai per scontato che chi scrive un software e disgraziatamente decidesse di rilasciarlo libero, se lo vedra' immediatamente rubato e sfruttato dal furbo di turno.Dai per buona la sola licenza libera BSD quando sappiamo entrambi che e' la peggiore licenza che un programmatore libero potrebbe mai scegliere, perche' volendo ne puo' annullare qualsiasi greetings. E' una licenze nata in USA per garantire un ritorno a chi investe nelle universita' e nella ricerca.Non accenni neppure di striscio a quali obblighi deve sottostare chi riceve software GPL, ossia a quello di riconoscere i dovuti meriti a chiunque lo abbia preceduto, e l'obbligo di mantenere libero e accessibile agli altri anche le proprie aggiunte e personalizzazioni.Ti guardi dal considerare, perche' forse neppure le conosci o ti fa comodo non conoscere, tutte le aziende che sviluppano opensource e vivono dignitosamente di servizi annessi e sono tante nel mondo. Prime tra tutte quelle che hanno creato importanti distribuzioni come Mepis, SOL, Yoper, ma anche MySQL AG ed altre aziende che vendono, installano e mantengono presso le loro amministrazioni locali e aziende.Non riusciresti neppure a concepire il fatto che molte persone programmano per il solo piacere nel far cio' e non gli importa dei profitti dato che hanno gia' delle rendite provenienti da altre fonti di reddito.Cosi' come esistono altri motivi che spingono degli appassionati della programmazione a unirsi in una community di amici o anche individui isolati per i quali apparire nell'elenco degli sviluppatori e maintainer di un grande software libero e' la piu' grande gratificazione, anche piu' del denaro.Che butte tutte queste cose vero? Che brutto avere amici in giro per il mondo con cui non stare solo a parlare di computer e programmi commerciali, ma diventare addirittura protagonisti scrivendocisi i propri programmi e condividendoli. Che brutta tutta questa gente che va a dare gratis quello per cui tu ti faresti pagare spropositatamente. Che brutta questo Internet che nel mondo permette ai singoli di diventare delle community o ad altri di trovare gratuitamente cio' di cui si ha bisogno in barba al programmatorino VB dietro l'angolo.Il mondo del software libero e' talmente vasto e vario che tu non ne hai idea e la tua mente ristretta si limita solo a guardare cosa mi potrebbe rubare il mio vicino e quanto guadagnare piu' di me.Mentalita' ristretta e bigotta tipica della provincia italiana intossicata dallo stile di vita consumistico e istigata all'odio e all'invidia.--Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    Quale sapere?
    Quale Sapere c'è dietro a una procedura per la dichiarazione dei redditi per costruire la quale, un programmatore ha dovuto sudare ore e per cui è stato pagato e che ha generato un PROFITTO all'azienda per cui lavora?Quale Sapere c'è dietro ad un algoritmo sviluppato per risolvere un problema, per risolvere il quale il fornitore paga del DENARO in cambio di ore di analisi (nel migliore dei casi) e di progettazione, da parte di uno sviluppatore software o di una software house?In nome di quale Sapere, la procedura e l'algoritmo di cui sopra, DEVONO essere necessariamente liberamente distribuibili, senza che, chi si è impegnato per costruirli, possa deciderne il prezzo ( per ricavarne un utile )?Perché chiunque dovrebbe poter copiare la procedura e l'algoritmo senza renderne conto a chi li ha costruiti?Questa non è Informatica.Dietro a questo non ci vedo nessun Sapere.Dietro a questo ci vedo solamente una speculazione economica.Dietro a questo ci vedo solamente una speculazione POLITICA.Posso capire che per scelta qualcuno decida di rendere pubblico qualcosa, ma lo deve fare per scelta, se succede con un sistema operativo come i vari BSD regalati dalle università mi va bene, ma lo hanno scelto loro, e si tratta di un settore RISTRETTISSIMO ( sistemi operativi ) rispetto a tutto il software informatico.Poi, chi preferisce mettere l'enfasi sul sapere e la conoscenza anziché discutere di dettagli tecnici e commerciali, dovrebbe notare subito che i princìpi del c.d. "software libero" sanciscono una serie di divieti, in contraddizione con il fatto che libertà è assenza di divieti, il software libero è quindi un paradosso.Per capire cosa è il "software libero" basta rifarsi alla definizione e ci si accorge che si tratta di un "esproprio informatico" a solo ed esclusivo favore dell'utilizzatore, una "libertà" a senso unico e una vessazione per chi costruisce software per professione.Una definizione di software libero è reperibile qui:http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.htmlQui non si parla di brevetti, già quelli sono un grosso rischio per il mercato dell'informatica europeo, ora il colmo è che si ceda anche a questi facili proseliti dei ben pensanti, per ritornare nel Far West dei furbi, dove tutti copieranno da tutti a pieno diritto.I fatti dimostrano che Open Source non è maggiore sicurezza, non è maggiore professionalità, non è interoperabilità ( quella sta nei formati di scambio e non nei codici che generano i programmi ), il software open source non è avvolto da un alone esoterico che protegge i suoi utilizzatori dal Male e non ha un modello di business, ha molte mancanze rispetto a chi, in buona o cattiva fede, con il software ci deve campare offrendo il prodotto che i clienti vogliono.Tenuto conto che, almeno per la mia opinione, nel nostro paese le idee provenienti dall'estero vengono spesso declinate non sempre nel migliore dei modi ( vedi le agenzie interinali inglesi e i body-rental italiani, vedi la flessibilità anglosassone e la flessibilità all'italiana ), non voglio immaginare cosa potrebbe scaturire se l'open source fosse davvero preso sul serio proprio da noi.Questi, secondo me, sono aspetti di cui, un genuino amante del Sapere, può accorgersi facilmente, basta un pò di tempo per riflettere e farlo liberamente.Francesco
  • Anonimo scrive:
    che palle
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