USA, Qualcomm paga per la corruzione cinese

Per dieci anni l'azienda statunitense ha corteggiato funzionari cinesi con doni di lusso e assunzioni strategiche per avvantaggiarsi sul mercato. Qualcomm non si dichiara colpevole, ma paga per chiudere il caso

Roma – La U.S. Securities and Exchange Commission statunitense ha rilevato che Qualcomm ha agito in maniera illecita in Cina per guadagnare una posizione di rilievo rispetto ai concorrenti sul mercato: assunzioni di parenti delle autorità locali, regali e viaggi per blandire i rappresentanti dell’operatore mobile di stato, così da convincerli ad adottare le sue tecnologie. Qualcomm ha accettato di pagare 7,5 milioni di dollari per chiudere il caso.

L’azienda statunitense, riferisce la SEC, per oltre 10 anni ha reclutato e offerto formazione pagata a individui ritenuti “speciali” e “da assumere” in quanto parte delle famiglie dei funzionari cinesi che avrebbero potuto influenzare l’andamento del mercato e il posizionamento di Qualcomm. L’azienda ha poi concesso che parenti di autorità cinesi approfittassero di viaggi premio per visitare le proprie famiglie in Cina, ha assegnato incarichi a soggetti per cui sono stati richiesti trattamenti di favore nonostante non detenessero le necessarie qualifiche per svolgerle.

Pasti, doni di lusso, intrattenimento e biglietti aerei per le famiglie dei funzionari stranieri sono poi stati mascherati nei libri contabili con delle spese insospettabili, nonostante avessero l’unico scopo di “provare a influenzare le decisioni” di questi soggetti.

I documenti della SEC risultato delle indagini hanno rilevato che “Qualcomm ha violato le leggi anticorruzione, i sistemi di controllo interno sui bilanci e le prescrizioni sulla contabilità previste dal Securities Exchange Act del 1934”.

A Qualcomm è stato concesso di non pronunciarsi sulle proprie responsabilità, e senza ammettere alcuna colpevolezza ha scelto di pagare i 7,5 milioni di dollari fissati dalla SEC e di rendere disponibili alla SEC per i prossimi due anni dei report relativi al rispetto delle normative anticorruzione, a dimostrazione del fatto che i gradi di parentela costituiscono occasione di controlli aggiuntivi sull’assunzione, piuttosto che di agevolazioni.
L’azienda si è dichiarata soddisfatta di “essersi lasciata questo problema alle spalle” e ha rinnovato il proprio impegno a “mantenere una condotta etica e a rispettare tutte le leggi e le regolamentazioni”.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti