Vodafone e Telecom, insieme sulla rete mobile

I principali player del mercato della telefonia mobile hanno siglato un accordo per condividere le infrastrutture di accesso
I principali player del mercato della telefonia mobile hanno siglato un accordo per condividere le infrastrutture di accesso

Milano – Una partnership di alto livello è stata ufficializzata ieri tra i due principali operatori del mercato italiano della telefonia mobile, TIM-Telecom Italia e Vodafone , che hanno comunicato di aver sottoscritto un accordo per la condivisione dei siti della rete di accesso radio alla rete mobile.

Una sorta di One Network in salsa mobile, nata però per iniziativa privata e non istituzionale. L’intesa, come precisano le due aziende, riguarda comunque le cosiddette infrastrutture “passive”: pali e tralicci, impianti elettrici e di condizionamento, infrastrutture civili. Restano esclusi dallo sharing gli apparati elettronici che erogano il servizio di telefonia mobile ai Clienti, delle frequenze o delle attività operative di gestione della rete.

Ciascun operatore, mantenendo la titolarità delle proprie infrastrutture, offrirà ospitalità all’altro presso le stazioni radiomobili presenti sul territorio nazionale “con l’obiettivo – si legge nella nota Telecom – di ottimizzare la copertura della rete mobile”.

“La valenza di questo accordo è duplice – spiega Stefano Pileri, Direttore Generale Technology di Telecom Italia – Dal punto di vista dell’efficienza, infatti, sarà possibile ridurre significativamente i costi unitari per l’affitto dei siti, che costituiscono una delle principali voci di costo dell’esercizio delle reti mobili. Inoltre, la riduzione progressiva delle stazioni radio consentirà un miglioramento sotto il profilo dell’impatto ambientale esterno”.

In virtù di questa partnership, conferma il direttore delle Tecnologie di Vodafone Alberto Ripepi, “si avranno notevoli benefici in termini di riduzione dei costi infrastrutturali di gestione della rete. Basti pensare agli affitti e al risparmio dell’energia elettrica. Notevolmente positivo, inoltre, sarà anche l’impatto derivante dalla riduzione del numero di installazioni di rete radio sia nelle città che nelle zone rurali”.

D.B.

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12 11 2007
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