Wikia, perde pezzi la creatura di Wales

La società for profit fondata dal founder di Wikipedia non ce la fa

Roma – I suoi molti progetti faticano a raggiungere il mercato e soprattutto la popolarità che sperano i suoi promotori e forse è per questo che Wikia, l’azienda voluta da Jim Wales per i suoi progetti collaborativi for profit, stenta a decollare.

Notizie non confermate parlano in queste ore dell’ormai prossimo licenziamento di un terzo del personale della società, che oltre allo stesso Wales conta altre 43 persone.

Wales, già fondatore di Wikipedia, il più importante progetto di sviluppo collaborativo dei contenuti in rete, aveva deciso di ricorrere a Wikia per dare corpo in vari settori, dal search all’ambiente, fino ai videogiochi, ad un oggetto commerciale capace di estrarre dal lavoro collaborativo un profitto e, da questo, generare ulteriori progetti e crescita di ambienti aperti a tutti.

Fino ad oggi, con l’ultima tranche pagata nel dicembre di due anni fa, Wikia ha raccolto circa 14 milioni di dollari di capitali di investimento, denaro che potrebbe iniziare a pesare in queste ore e giustificare i licenziamenti che sarebbero in arrivo.

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  • Pirovano Brevetti scrive:
    la vendita di oggetti in una rete
    Penso sia meglio chiarire, per chi è interessato a creare un sito o un software di e-commerce o di una vendita di oggetti in una rete che NON E' ASSOLUTAMENTE VERO che POSSA ESISTERE UN BREVETTO che GARANTISCA AL TITOLARE DI AVERE UNA ESCUSIVA sulla VENDITA DI OGGETTI IN UNA RETE.Cito quello che è scritto nella notizia --------------------------------------------------------..........Tra gli esempi di brevetti sul software già garantiti in Europa, ossia accettati nonostante la loro natura, il sito della petizione cita "la vendita di oggetti in una rete", piuttosto che "eseguire degli ordini da un telefono mobile" o, ancora, pagare con carta di credito su Internet, allestire un servizio di video streaming o di stampa da remoto via Internet e altro ancora.--------------------------------------------------------- e sottolineo NON E' COSI' !!Pertanto invito chi ha scritto quella notizia a meditare, perchè anche riportare cose INESATTE genera paure INESISTENTI in chi magari sviluppa o vorrebbe sviluppare software di questo tipo!Ad esempio Ebay è riuscita a proteggere l'esatto modo con cui funziona attualmente il sito, il che significa che se si sviluppa un sito di aste online o di compravendità con una modalità diversa (e ce ne sono tante di modalità diverse) è fuori dal brevetto ! Certo che però se si va a scrivere che EBAY ha brevettato una qualsiasi asta online o ..... "la vendita di oggetti in una rete" E' UN PO' DIVERSO DALLA REALTA' !!!!Perciò scrivere così forse forse può essere più controproducente addirittura del brevetto, perchè si incute in chi non conosce la materia un timore assoluto che nemmeno i titolari di quei brevetti spererebbero di ottenere !!Invito perciò i lettori a diffidare della validità di frasi di quel tipo dove si da per assunto e GARANTITO quello che si trova scritto in una petizione senza conoscere la veridicità di quelle frasi ( o peggio dandole per assolute senza conoscere la materia e averne verificato la veridicità.Un brevetto per Invezione è sostanziulamente UNA SOLUZIONE TECNICA AD UN PROBLEMA TECNICO.Nel caso di invenzioni implementate mediante l'utilizzo di un calcolatore (Software Implemented Invention, chiamati erroneamente Brevetti Software), per poter ottemperare ai requisiti di brevettabilità Vi deve necessariamente essere un Ulteriore Effetto Tecnico che va oltre la normale interazione del software con gli elementi e i dispositivi hardware. La mancanza di un problema Tecnico, consente spesso di poter distinguere un "software" fine a se stesso (ossia un programma per un computer in quanto tale, e NON BREVETTABILE) da un programma in grado di consentire l'ottenimento di una soluzione Tecnica capace di risolvere un Problema Tecnico (e non LUDICO) in maniera nuova e inventiva rispetto allo Stato dell'Arte. Lo Stato dell'Arte è l'insieme di tutto ciò che risulta noto ed accessibile al pubblico mediante qualsiasi divulgazione, scritta o orale, fino al giorno prima della data di deposito di una domanda di brevetto. Ad esempio non è brevettabile un programma che elabora delle immagini. È invece brevettabile un nuovo algoritmo che permette in maniera nuova ed inventiva di elaborare le immagini provenienti da un telescopio, consentendo di aumentare la risoluzione e la qualità delle immagini del telescopio stesso. Un'invenzione basata su computer che risolve solamente un problema commerciale e non un problema tecnico non è considerata brevettabile[3]. Tuttavia, il fatto che un'invenzione sia utile nel settore commerciale non significa automaticamente che non sia brevettabile. Al giorno d'oggi in molti settori della tecnica si avvalgono di strumenti informatici per aumentare l'efficienza di prodotti, di sistemi e di metodi produttivi.Questo anche grazie all'elettronica e alla automazione industriale.Nei brevetti per invenzione è possibile proteggere anche i procedimenti e i metodi che espressi in termini di azioni (di fasi) consentono di risolvere un problema tecnico.Infatti un brevetto è una SOLUZIONE TECNICA ad un PROBLEMA TECNICO.Ci deve essere però una innovazione rispetto a quello che è noto nell'arte.Non può essere una soluzione banale ad un problema. La soluzione deve essere NUOVA e INVENTIVA.Le azioni e le fasi possono essere anche quelle che vengono eseguite, realizzate mediante un calcolatore.In questo caso si parlerà di SOFTWARE IMPLEMENTED INVENTION, ossia INVENZIONI implementate mediante un programma.I diritti di proprietà industriale ed in particolare i brevetti servono per impedire ai concorrenti di realizzare soluzioni tecniche simili.Esistono perchè chi rischia spendendo soldi tempo e denaro per sviluppare qualcosa di migliore , deve poter avere la possibilità di rientrare delle spese sostenute ( che possono essere anche tempo dedicato per risolvere e sviluppare nuove soluzioni e quindi un mancato guadagno)Infatti a fronte di una esclusiva che è al massimo di 20 anni, si fornisce allo stato la conoscenza per risolvere quel problema, in modo tale che al termine del brevetto tutti possano realizzare quella soluzione tecnica.SalutiIng Pirovano
  • Alfiere scrive:
    Per chiarirmi le idee
    Sono titolare di una piccola impresa che sviluppa sw. Abbiamo ora un sw che non esiste in commercio e che svolge in effetti una serie di funzioni a nostra conoscenza non disponibili nel mercato del sw per l'industria. Sono funzioni che consentono di cambiare e migliorare (in modo considerevole) dei processi industriali finora svolti in modo diverso. Mi e' stato detto che il sw non e' brevettabile in se per se ma che lo e' l'idea. Ma la cosa che mi lascia perplesso e' che l'idea deve descrivere il proXXXXX e le funzionalita, cioe' descrivere cosa riesce a fare il software e non come e' costruito. E' come se dicessi: 'ecco ho inventato l'automobile', e l'esperto legale dello studio che si occupa di brevetti mi risponde : 'descrivi come si usa, come ci si sale, come mi avvia, come si guida... e sei a posto'. Come se si desse per scontato che i competitors vedendo un'automobile per la prima volta siano in grado di costruirla, abbiano a disposizione tutte le conoscenze per replicarla.Tutto cio non fa che aumentare la gran confusione che ho in testa riguardo alla brevettabilita del sw. C'e' qualcuno che mi puo indirizzare verso della documentazione decente (che non siano 300 pagine di testo) ed aggiornata su questo argomento? Come funziona il diritto d'autore e i brevetti nel campo del sw?Grazie in anticipo.A.
    • Pirovano Brevetti scrive:
      Re: Per chiarirmi le idee
      Per quello che ha scritto il modo migliore per tutelare il risultato del Vostro lavoro è un brevetto per invenzione.Il diritto d'autore è preferibile in altri casi, nel caso di copia identica ad esempio del CD di un sistema operativo ad esempio.Una delle possibili definizioni che permettono di descrivere cosa è un brevetto per invenzione è la seguente:Un brevetto per invenzione è SOLUZIONE TECNICA ad un PROBLEMA TECNICO.Un brevetto è sostanzilamente un contratto tra il titolare del brevetto e lo stato, in cui il titolare ottiene un diritto esclusivo che può durare al massimo 20 anni a fronte della conoscenza di come risolvere quel problema tecnico, in modo tale da consentire, al termine dei 20 anni o nel caso di decadimento per mancato rinnovo delle tasse di mantenimento, a tutti coloro che lo vogliono di poter realizzare o implementare quella soluzione tecnica e/o le sue varianti.Nel caso del software di cui parla, ossia relativo al funzionamento di impianti industriali, dal momento che si tende ad automatizzare i processi industriali, il software permettendo l'effettivo funzionamento permette di realizzare una SOFTWARE IMPLEMENTED INVENTION, ossia una invenzione implementata mediante l'utilizzo di un software.In quel caso si potrà definire una domanda di brevetto volta a proteggere ad esempio un sistema ed metodo di controllo e comando di un impianto di produzione di qualcosa ed il relativo software che implementa le nuove funzioni del metodo di controllo.Gli elementi di novità che si potrebbero proteggere sono molteplici, non solo il software, ma anche ad esempio alcune parti hardware NUOVE (non presenti in impianti di quel tipo) che vanno installate nell'impanto e che interagiscono con il software, oltre che anche il metodo espresso in termini di fasi che permettono di realizzare quelle nuove funzionalità.Spero di aver chiarito almeno in parte.Cordiali saluti.Ing. Pirovano
  • Bastard Inside scrive:
    Per prima cosa...
    ...bisognerebbe impiccare Charlie McCreevy davanti al Consiglio d'Europa, cospargerlo di pece e lasciarlo appeso finché non casca da solo, così, per dare l'esempio agli altri europretoriani dei brevetti SW...
  • Mr. lo Pesce scrive:
    Una cosa che non capisco
    Come mai se i brevetti software fanno così male, in america dove esistono da sempre c'è anche la maggiore industria informatica del pianeta?
    • none scrive:
      Re: Una cosa che non capisco
      Perché all'atto pratico le grosse compagnie non li utilizzano temendo i veti incrociati.Li usano solo come strumenti di pressione per intimidire le piccole imprese (vedi campagne contro Linux).Ho letto da qualche parte (ma non saprei ritrovare la fonte) che lo stesso Bill Gates avrebbe ammesso che se la Microsoft dovesse cominciare adesso si troverebbe bloccata.
    • andy61 scrive:
      Re: Una cosa che non capisco
      Le ragioni sono molte, e risiedono sostanzialmente nel modo in cui viene approcciato il business in America.La semplicità con cui sono stati concessi fino a poco tempo fa i brevetti ha sicuramente facilitato la nascita di una miriade di start-up, che grazie alla copertura di un brevetto sono riuscite ad interessare anche venture capitals e business angels.Recentemente la tendenza sta cambiando proprio per il numero e la pervasività delle cause legali per infrazione di brevetto, soprattutto nel settore del software.Il problema dei brevetti sul software è che purtroppo agiscono come un cancro: restano latenti nel prodotto anche per anni, per esplodere quando qualcuno scopre (o semplicemente attendeva soltanto il momento più economicamente propizio) per richiedere risarcimenti e danni, spesso con cifre da capogiro (anche difficili da dimostrare e da confutare).Siamo ormai al punto che verificare che un qualunque pezzo di software che abbiamo in mente, per quanto piccolo, possa costare decine o centinaia di migliaia di Euro di analisi e ricerche per verificare che non infranga nessun brevetto depositato.Resta comunque il rischio che il brevetto sia stato depositato ma non ancora approvato, e quindi che tutti gli sforzi fatti vengano vanificati da una data di deposito antecedente alla propria.Il sistema di brevetti sul software potrebbe funzionare soltanto se fosse possibile verificare in tempo reale la completa indipendenaza da qualsiasi brevetto precedentemente depositato, e di avere la certezza che una volta avuta la conferma, la propria richiesta di brevetto risulti automaticamente approvata.Il limite attuale del brevetto è che uno si trova a depositare un'idea che ha potenzialmente un mercato (spesso al momento), ma non può investirci ingenti somme fino al momento della certezza dell'approvazione.Se questa arriva con anni di ritardo, può capitare (ed è frequente che capiti) che il momento d'oro venga oltrepassato, e che il brevetto a quel punto non valga più niente.A differenza degli altri tipi di brevetti, il software contiene troppe linee di codice e troppi algoritmi per poter essere esaustivamente verificato.Sui brevetti sussistono poi una miriade di altri dubbi e problemi, come quelli relativi alla forma chimica delle molecole, nel qual caso ha molto più senso brevettare il procedimento industriale attraverso cui si costruisce una molecola, piuttosto che la molecola stessa, ma questa è un'altra storia ...
    • precisino scrive:
      Re: Una cosa che non capisco
      - Scritto da: Mr. lo Pesce
      Come mai se i brevetti software fanno così male,
      in america dove esistono da sempre c'è anche la
      maggiore industria informatica del
      pianeta?E' dovuto alle cross-license.In pratica ogni grande azienda ha un accordo d cross-license con tutte le altre. Cioè concede il diritto di licenza sui propri brevetti in cambio dello stesso diritto sui brevetti di un altra.In pratica si crea un blocco di grandi aziende che possono tranquillamente lavorare senza preoccuparsi dei brevetti delle altre, e tutte queste sono invece in condizione di bloccare l'ingresso di ogni altra. Il giochino si è un po' (poco) inceppato quando piccole aziende fuori dal blocco sono riuscite a trovare qualche buco non ben coperto dalle grandi, e graziea qualche idea "scappata" alle grandi hanno cominciato a battere cassa. La verità è che il sistema brevettuale odierno è ormai una barriera all'ingresso, cioè un meccanismo per ridurre la concorrenza e guadagnare di più, non uno stimolo alla ricerca (che quando viene intrapresa è solo per rispondere a forze di mercato ingestibili in altro modo). In pratica se non ci fossero i brevetti la ricerca procederebbe con lo stesso passo attuale o forse più rapidamente (perchè il mercato sarebbe più aperto, qualche piccolo operatore -i soli che hanno interesse a innovazioni realmente rivoluzionarie, che intaccano le posizioni dominanti- potrebbe costringere i grandi a rispondere).A mio parere, comunque, il compromesso più adatto alla nostra situazione attuale sarebbe la licenza obbligatoria.In questo modo tutti potrebbero far uso dei risultati della ricerca, pagando una cifra stabilita a priori che dovrebbe incentivare le ricerche ad ampio impatto (cioè che impattano positivamente sulla vita di molte persone). Perchè non è vero progresso se non è per tutti.
    • markit scrive:
      Re: Una cosa che non capisco
      Non esistono da sempre, sono partiti dopo una delirante sentenza negli anni '90 e hanno solo recentemente assunto proporzioni devastanti, ma ovviamente solo ai danni dei "non giganti" e dei "non produttori di software ma solo detentori di brevetti" che i big chiamano sprezzantemente "patent trolls" ma che sono legittimi proprietari di illegittimamente concessi monopoli sulle idee.Oramai è impossibile produrre un qualunque programma anche mediocremente complesso senza infrangere qualche decina di brevetti. L'unica fortuna è essere così piccoli e di così poco successo da non finire nei radar dei possessori degli stessi. Bella prospettiva, eh?I grandi, fra di loro, si scambiano "licenze incrociate" e non si fanno mai la guerra.Insomma, un sistema escogitato per creare/mantenere oligopoli in un settore fondamentale.
  • LuigiT scrive:
    Banner su punto-informatico.it
    Per coerenza non sarebbe male veder comparire il bannner della campagna contro i brevetti su punto-informatico .. :-)Buon lavoro a tutti
    • fred scrive:
      Re: Banner su punto-informatico.it
      si puo' fare su di un blog, ma non su una testata giornalistica poiche' deve mantenersi il piu' possibile neutrale nei confronti dell'onformazione che pubblica;il compito di una testata infati e' di informare, non di pubblicizzare o sostenere, poi la posizione personale di giornalisti ed editori e un fatto a parte e per quanto possibile non dovrebbe influire nel loro lavoro se non per conoscere meglio cio' di cui parla.
      • LuigiT scrive:
        Re: Banner su punto-informatico.it
        Questo a meno che uno non paghi, visto che la pubblicità non mi pare soddisfi quanto da te detto (ad esempio se Stop Software Patents pagasse per mettere il banner tutto bene, ..)
      • marcov scrive:
        Re: Banner su punto-informatico.it
        - Scritto da: fred
        si puo' fare su di un blog, ma non su una testata
        giornalistica poiche' deve mantenersi il piu'
        possibile neutrale nei confronti
        dell'onformazione che
        pubblica;
        il compito di una testata infati e' di informare,
        non di pubblicizzare o sostenere, poi la
        posizione personale di giornalisti ed editori e
        un fatto a parte e per quanto possibile non
        dovrebbe influire nel loro lavoro se non per
        conoscere meglio cio' di cui
        parla.Storicamente il tutto è sempre demandato alla sensibilità dei singoli editori/direttori. Sia dal punto di vista legale che da quello deontologico nulla vieta ad una testata giornalistica di appoggiare o contrastare apertamente un progetto
  • rosetta scrive:
    Rosetta, eccezionale!
    eccezionale!il software online per la traduzione collettiva/collaborativa ... nel tempo in cui traducevo un blocco un sacco di altre persone ne traducevano altri... nel giro di 15 minuti era stato tradotto praticamente tutto quanto ... è spettacolare :)Rosetta Rulez!!!!! :)
    • goofy scrive:
      Re: Rosetta, eccezionale!
      - Scritto da: rosetta
      eccezionale!
      il software online per la traduzione
      collettiva/collaborativa ...


      nel tempo in cui traducevo un blocco un sacco di
      altre persone ne traducevano altri... nel giro di
      15 minuti era stato tradotto praticamente tutto
      quanto ... è spettacolare
      :)

      Rosetta Rulez!!!!! :)si però bisogna anche saper tradurre... ci sono parti che sono tradotte da culo
      • goofy scrive:
        Re: Rosetta, eccezionale!
        - Scritto da: goofy
        - Scritto da: rosetta

        eccezionale!

        il software online per la traduzione

        collettiva/collaborativa ...





        nel tempo in cui traducevo un blocco un sacco di

        altre persone ne traducevano altri... nel giro
        di

        15 minuti era stato tradotto praticamente tutto

        quanto ... è spettacolare

        :)



        Rosetta Rulez!!!!! :)

        si però bisogna anche saper tradurre...
        ci sono parti che sono tradotte da culomitico PI, la parte tradotta nell'articolo è proprio quella che nella petizione versione italiana era tradotta da culo.ottimo!!copiaincollato (siete in creative commons!)
  • Patentend scrive:
    Mi brevetto il c....
    Ipotesi di brevetto:Sistema idraulico-meccanico per espellere residui nocivi dal corpo umano.Si tratta di una idea che mi e' venuta l'altro giorno in bagno. Quindi ho inventato una procedura piuttosto innovatica che implica un procedimento per liberarsi dalle scorie prodotte dal sistema digerente. Il procedimento e' a buon punto, se tutto va bene ogni volta che tirate lo sciaquone attraverso apposito contatore inserito nello stesso (altro brevetto il cui montaggio diverra' obbligatorio, tipo sniffaggio di tutte le connessioni Internet e relativi log) pagate royalty.La parte migliore e' che incasso un sacco di royalty anche quando questi signori dei brevetti, aziende, politici e funzionari parlano, solo dove gli applico il contatore?
  • Pino scrive:
    Firme Italia
    Hey! Su 164 firme, 116 sono italiane!!! :D
    • goofy scrive:
      Re: Firme Italia
      - Scritto da: Pino
      Hey! Su 164 firme, 116 sono italiane!!! :Dallora non c'è solo da firmare ma anche da dare una mano alla diffusione!(e magari far tradurre meglio in italiano le parti complesse in legalese)
  • sabbiolina scrive:
    Firmate COPIOSI
    L'altra volta e' servito!
    • goofy scrive:
      Re: Firmate COPIOSI
      - Scritto da: sabbiolina
      L'altra volta e' servito!che stai dicendo?comunque l'attuale traduzione fa schifo, staremmo firmando roba che non significa nulla!!!!andate a leggere l'originale inglese e aiutata a tradurre le parti in LEGALESE!!!!!!!!!!!!!!! ... ma fatelo con qualcuno che lo fa di mestiere, sono cose troppo importanti!!!!!!!!!!
  • francososo scrive:
    l'unione fa la forza ....
    l'unione fa la forza ! 8)(newbie)non ho detto l'Unione ! @^
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