Windows Media 8 esce allo scoperto

Microsoft rilancia la sfida ai formati concorrenti per lo streaming on-line e rilascia l'atteso Windows Media 8, un codec audio/video che promette ancora più qualità a fronte di file più piccoli. Al debutto anche il nuovo lucchetto


Redmond (USA) – In quello scontro all’ultimo sangue che vede contrapposte Microsoft, RealNetworks ed Apple per la conquista del settore dello streaming di contenuti multimediali, il big di Redmond spara l’ennesima bordata annunciando il rilascio della versione finale del Windows Media 8.

Microsoft dichiara che questo nuovo aggiornamento alla sua piattaforma audio/video porta con sé un incremento del 30% nella tecnologia di compressione, consentendo di raggiungere una qualità del video simile a quella DVD già a partire da un bit-rate di 500 Kbps (a 640×480 pixel, 24 fps) ed una qualità audio simile a quella CD a partire da 64 Kbps.

Microsoft dichiara che con il suo nuovo codec video sarà dunque possibile godere della qualità DVD attraverso una connessione a larga banda come ADSL, ed eventualmente accontentarsi di una qualità pari al VHS (320×240 pixel) con un’occupazione di banda pari a 250 Kbps.

Con il nuovo codec audio, di cui abbiamo provato recentemente una versione beta, il big di Redmond sostiene che la qualità del formato MP3 è ormai cosa lontana… Il Windows Media Audio 8 (WMA) riesce infatti a comprimere un file audio in qualità CD nella metà dello spazio richiesto dall’MP3: si parla infatti di un bit-rate di 64 Kbps del WMA contro i 128 Kbps dell’MP3.

Entrambi i codec sono compatibili all’indietro con le versioni 6.4 e 7 del Windows Media Player, ed incorporano funzionalità per la gestione del diritto d’autore che impediranno la copia e la distribuzione di file protetti.

La piattaforma Windows Media 8 verrà integrata in Windows XP insieme all’imminente Windows Media Player 8, un software che consentirà di estrarre tracce audio da un CD, ricercare brani in rete a scaricarli in automatico sul proprio hard disk, riprodurre DVD e ricercare scene, masterizzare CD audio, comprimere file in formato WMA ed altro ancora.

Microsoft ha anche annunciato la disponibilità del Windows Media Player 7 per Macintosh, scaricabile dall’home page Windows Media .

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  • Anonimo scrive:
    pago=pretendo, cybermafia & politica
    Ho provato a sollevare il problema della qualita' del servizio dei provider gratuiti su una ml (dicoil peccato e non il peccatore per discrezione) ed e' successo un putiferio: i beneficiati dalla generosita' dei provider in oggetto si sono imbestialiti con questo deviante (io e quant'altri) che metteva in risalto disservizi e insinuava che i benefattori agivano comunque con un fine e non per puro non-lucro: la tesi era che godendo di un servizio gratis l'utente non ha diritto a protestare per i malfunzionamenti perche' a caval donato non si guarda in bocca. Chi dissentiva era rautiano/bertinottiano, in entrambi i casi un vero insulto nell'era dell'irresistibile ascesa del cavaliere sulle cui dubbie fortune e' proibito fare domande (non per caso il tutto partiva dalla qualita' del collegamento sui pop jumpy, uno dei tentacoli della piovra/biscione). Dormi popolo bue: questo (a caval...) e' proprio quello che vogliono che pensi l'utenza quei provider che fingendo di essere gratuiti intanto dividono con il monopolista di fatto telecom gli introiti della tut o come diavolo l'hanno ribattezzata derivanti dalle nostre chiamate ai loro pop. Quindi l'era del gratis non e' mai esistita, abbiamo sempre pagato a nostra insaputa, e in ogni caso e' vero: l'era del gratis sta per finire; ora che i generosi provider hanno un tot di abbonati possonodiventare a pagamento, perderanno qualche utente per strada ma si rifaranno comunque con il balzello su quelli che restano. Non mi scandalizzache un provider lucri, ma che offra un cattivo servizio si; se poi si pensa che quest'abbondanza di offerta finto/gratuita e' servita solo a mettere fuori mercato i piccoli provider locali cisi sente autorizzati a parlare di cybermafia, con buona pace delle nuove possibilita' occupazionali offerte dalla rete: in italia la diffusione del web non ha coinciso con nuovi posti di lavoro ma con la chiusura di piccole aziende e la conseguente perdita di occupazione. Ho un abbonamento a pagamento oltre a diversi finti/gratuiti (ai quali presumibilmente dovro' presto rinunciare) e se voglio collegarmi al primocolpo al massimo della velocita' consentita dal mio modem e non avere problemi con la posta DEVO usare il provider a pagamento; spero solo che quando i finti/gratis usciranno allo scoperto e sifaranno ufficialmente pagare adeguino il servizio,il rischio e' che con un'utenza addomesticata al malfunzionamento proseguano a canzonarci e basta. Mentre i politici si riempiono demagogicamente la bocca di internet e altre amenita' di cui sanno poco o niente al solo fine di ruspare voti tra glisprovveduti, sarebbe il caso di far si' che le ex regie poste cominciassero a occuparsi di posta elettronica: facciano anche pagare una sorta di francobollo sulle email ma offrano un servizio accessibile a tutti i cittadini (anche a quelli che non hanno un personal) presso i loro uffici, questa sarebbe veramente un'iniziativa liberale (visto che il vocabolo va di moda, ma meglio sarebbe se fosse democratica, sic) altro che "le tre i" dei manifesti stradali che malcelano il vuoto pneumatico (ma no, il prodigioso ha tutto chiaro in mente, e' solo che non puo' esporre il suo pensiero ora). L'importante e' non abboccare, sia sottoscrivendo con un provider, sia in cabina elettorale. Perche' rimarco il lato politico? ma e' per il conflitto di interessi baby, ve lo immaginate chi fara' gli interessi della collettivita' quando a legiferare potrebbe esserciqualcuno che fara' gli interessi delle sue aziende?
  • Anonimo scrive:
    Tanto tra poco la pacchia finisce....
    I provider gratuiti trasformeranno a breve le loro offerte... questo perche' non riescono piu' ad avere abbastanza introiti per ammortizzare le spese...Quindi preparatevi a pagare...
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto tra poco la pacchia finisce....
      - Scritto da: TI
      I provider gratuiti trasformeranno a breve
      le loro offerte... questo perche' non
      riescono piu' ad avere abbastanza introiti
      per ammortizzare le spese...
      Quindi preparatevi a pagare...Menagramo!!!!!!!E comunque, staremo a vedere..... *EG*
  • Anonimo scrive:
    Ma quando???
    Utilizzo da oltre un anno un ISP gratuito, e non ho mai avuto problemi con la posta per ricevere o spedire. Inoltre quando sono stati fatti lavori che avrebbero potuto sospendere il servizio era segnalato nel sito dell'assistenza. Credo che il discorso valga per tutti gli ISP e comunque nessuno di loro ha interesse a creare disserivizi ai propri clienti.
  • Anonimo scrive:
    Meno male che fa l'administrator...

    Tempo dopo, altro grande provider gratuito, il
    cliente mi dice che da lì non si riesce ad
    inviare posta verso i miei indirizzi. Quando ci
    provano, ricevono indietro un bel "message
    rejected:exceeded message size".Il problema della gente e' che non legge mai i contratti che approva. Molti provider mettono un limite alla grandezza dei singoli messaggi che si inviato (generalmente 3 o 5 mega, ma anche 1 o 2),ed il rifiuto in questo caso proviene proprio dal mailserver di chi prova a spedire.Se esistono ancora i servizi a pagamento il motivo c'e' (anzi, ce ne sono vari).
  • Anonimo scrive:
    Mi sembra proprio che stiate esagerando con questa
    campagna.Tortane alla ragion contabile.
  • Anonimo scrive:
    SPAM?
    Non mi trovo assolutamente d'accordo sulla politica di filtrare i server SMTP sulla base delle liste anti spam: non sto assolutamente dicendo di vietare tali liste, né che i server che filtrano devono sparire dalla faccia della Terra, tuttavia nel momento in cui io stipulo un contratto con un provider, mi aspetto che questo riceva l'email e la metta nella mia casella, e la riceva TUTTA, non solo quella che a suo insindacabile giudizio risulta legittima. (Se non riconosco una 'autorità' in grado di stabilire quale email può essere accettata e quale no, considero i filtri applicati direttamente dal provider, che se ne assume la piena responsabilità)In altre parole, se il provider applica d'ufficio dei filtri, visto che non posso avere la garanzia che posta perfettamente legittima non venga perduta (il caso prospettato comporta esattamente questo), questo non è il provider che fa per me, e tra l'altro mi chiedo se gli utenti sono almeno avvertiti di questo fatto e del fatto che possono perdere posta legittima.Se invece questo provider vuole applicare dei filtri 'qualora io abbia dato il mio consenso', o meglio voglia darmi la possibilità di attivare e disattivare a piacere i filtri, così come voglia darmi la possibilità di attivare o disattivare a mio piacimento un controllo sui virus negli attachment, ha tutta la mia approvazione e può benissimo addebitare una cifra aggiuntiva per questo servizio. Censure d'ufficio, però... no.La censura d'ufficio va parimenti benissimo nei server delle aziende, ove le policy di filtro vengono decise a livello di amministratori, e gli utenti non possono lamentarsi più di tanto, non per utenti privati o comunque indipendenti fra loro.
    • Anonimo scrive:
      Re: SPAM?
      Il tuo provider riconosce l'ente che mantiene le liste di spammer come un'autorità e si tutela affidandosi al lavoro di tale autorità.Se non ti sta bene cambia provider, evidentemente non ti fidi del tuo provider.Wallacen.b.: anche io sono un fanatico della libertà individuale, ma sono contento quando qualcuno mi tutela da comportamenti scorretti e cedo volentieri il diritto di non ricevere TUTTA la posta....piuttosto che buttare 10 minuti al giorno per fare una cernita tra quella che mi serve e quella che fa solo traffico inutile.- Scritto da: DPY
      Non mi trovo assolutamente d'accordo sulla
      politica di filtrare i server SMTP sulla
      base delle liste anti spam: non sto
      assolutamente dicendo di vietare tali liste,
      né che i server che filtrano devono sparire
      dalla faccia della Terra, tuttavia nel
      momento in cui io stipulo un contratto con
      un provider, mi aspetto che questo riceva
      l'email e la metta nella mia casella, e la
      riceva TUTTA, non solo quella che a suo
      insindacabile giudizio risulta legittima.
      (Se non riconosco una 'autorità' in grado di
      stabilire quale email può essere accettata e
      quale no, considero i filtri applicati
      direttamente dal provider, che se ne assume
      la piena responsabilità)
      In altre parole, se il provider applica
      d'ufficio dei filtri, visto che non posso
      avere la garanzia che posta perfettamente
      legittima non venga perduta (il caso
      prospettato comporta esattamente questo),
      questo non è il provider che fa per me, e
      tra l'altro mi chiedo se gli utenti sono
      almeno avvertiti di questo fatto e del fatto
      che possono perdere posta legittima.
      Se invece questo provider vuole applicare
      dei filtri 'qualora io abbia dato il mio
      consenso', o meglio voglia darmi la
      possibilità di attivare e disattivare a
      piacere i filtri, così come voglia darmi la
      possibilità di attivare o disattivare a mio
      piacimento un controllo sui virus negli
      attachment, ha tutta la mia approvazione e
      può benissimo addebitare una cifra
      aggiuntiva per questo servizio. Censure
      d'ufficio, però... no.

      La censura d'ufficio va parimenti benissimo
      nei server delle aziende, ove le policy di
      filtro vengono decise a livello di
      amministratori, e gli utenti non possono
      lamentarsi più di tanto, non per utenti
      privati o comunque indipendenti fra loro.
      • Anonimo scrive:
        Re: SPAM?
        Non sono daccordo, anche secondo me dovrebbe essere possibile disabilitare i filtri. Se poi questo tecnicamente e' un problema (i filtri non sono piu' a livello di server, ma a livello di singolo utente) se ne puo' parlare, ma quanto a opportunita' preferirei ricevere tutta la posta per poi decidere quale buttare e quale no.- Scritto da: Wallace
        Il tuo provider riconosce l'ente che
        mantiene le liste di spammer come
        un'autorità e si tutela affidandosi al
        lavoro di tale autorità.
        Se non ti sta bene cambia provider,
        evidentemente non ti fidi del tuo provider.
        Wallace

        n.b.: anche io sono un fanatico della
        libertà individuale, ma sono contento quando
        qualcuno mi tutela da comportamenti
        scorretti e cedo volentieri il diritto di
        non ricevere TUTTA la posta....piuttosto che
        buttare 10 minuti al giorno per fare una
        cernita tra quella che mi serve e quella che
        fa solo traffico inutile.
        • Anonimo scrive:
          Re: SPAM?
          - Scritto da: Rompi.B
          Non sono daccordo, anche secondo me dovrebbe
          essere possibile disabilitare i filtri. Se
          poi questo tecnicamente e' un problema (i
          filtri non sono piu' a livello di server, ma
          a livello di singolo utente) se ne puo'
          parlare, ma quanto a opportunita' preferirei
          ricevere tutta la posta per poi decidere
          quale buttare e quale no.
          I filtri anti-spam vogliono configurati a livello di server. E non c'e' scelta: al giorno d'oggi sono essenziali per qualsiasi provider.
  • Anonimo scrive:
    pero'....
    Noto che il Sig. Fusi utilizza un account di posta gratuito...... un po' paradossale vero ?P.S.: non sono affiliato a nessun provider o simili.... a scanso di equivoci....
    • Anonimo scrive:
      Re: pero'....
      non è detto, libero ha abbonamenti flat e ADSL- Scritto da: TheFace
      Noto che il Sig. Fusi utilizza un account di
      posta gratuito...... un po' paradossale vero
      ?






      P.S.: non sono affiliato a nessun provider o
      simili.... a scanso di equivoci....
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