Windows Media colpisce Kazaa con Kazaa

Microsoft vuole dimostrare come il nemico pubblico numero uno nel P2P possa essere il veicolo ideale di contenuti controllati dalle sue tecnologie. E su Kazaa fa circolare due video gratuiti ma protetti. Il P2P double face
Microsoft vuole dimostrare come il nemico pubblico numero uno nel P2P possa essere il veicolo ideale di contenuti controllati dalle sue tecnologie. E su Kazaa fa circolare due video gratuiti ma protetti. Il P2P double face


Roma – Una strada inusuale quella scelta da Microsoft per dimostrare la bontà e le capacità delle proprie tecnologie di produzione, distribuzione e controllo dei contenuti digitali, in particolare della piattaforma Windows Media 9 (WM9) presentata recentemente. Una strada che passa per Kazaa , sistema peer-to-peer utilizzato ogni giorno da milioni di utenti internet.

L’idea di Microsoft, almeno quella che è stata annunciata alla stampa, è di dimostrare come persino nel mondo selvaggio della condivisione di file, dove regna lo scambio di qualsiasi contenuto anche protetto da copyright al di fuori di qualsiasi controllo, le sue tecnologie possono averla vinta. Uno dei più accaniti sostenitori della proprietà intellettuale a tutti i costi, dunque, si reca nella tana del lupo, del sistema P2P che più di ogni altro ha deciso di sfidare le major della musica e del cinema.

In particolare Microsoft ha incaricato Altnet, che già si occupa di distribuire online contenuti protetti da lucchetti digitali, di diffondere via Kazaa due video, uno di 8 minuti e uno decisamente più lungo, a cui è associata la piattaforma WM9 che si aggiorna automaticamente quando i file vengono visualizzati dall’utente.

La strategia Microsoft è perigliosa, vista la fama che circonda Kazaa negli ambienti industriali, che accusano questo software, chi lo distribuisce (Sharman Networks) e chi lo usa di essere sostanzialmente “pirata”.

La “visione” Microsoft è stata spiegata da Jonathan Usher, a capo di Windows Media in Microsoft, secondo cui “siamo interessati a verificare quanto i network peer-to-peer possano essere utilizzati per la distribuzione legale di contenuti”. Secondo Usher, i primi risultati sono incoraggianti perché sarebbero numerosi gli utenti che hanno già scaricato i video. Per ogni video scaricato Sharman Network e Altnet ottengono un piccolo “rimborso” dall’azienda di Bill Gates. Ma nulla viene chiesto a chi scarica il tutto.

Che Kazaa possa essere legittimamente sfruttato a fini legali è convinto come noto anche Tiscali, che ha stretto un accordo con Sharman Network attirandosi gli strali dei produttori discografici.

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21 10 2002
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