Carlo Ruta, la chiusura del blog allarma la rete

Due storiche associazioni, punto di riferimento della Internet italiana, in una nota esprimono preoccupazione per il sequestro del sito dello storico. Tutti i blog sono dunque a rischio?

Roma – Il recentissimo sequestro del sito di Carlo Ruta ha suscitato viva emozione ed è stato analizzato dagli esperti , un sequestro che, tra gli altri, preoccupa anche due pilastri dei diritti nell’era digitale e due anime della Internet italiana, le storiche associazioni Metro Olografix e Peacelink , che ad una nota hanno affidato tutta la loro perplessità su quanto accaduto. Non a caso, proprio questo tema sarà al centro dell’atteso Metro Olografix Camp di Pescara.

“PeaceLink e Metro Olografix – si legge nella nota – esprimono la loro solidarietà con Carlo Ruta, condannato in primo grado dal tribunale di Modica per il reato di stampa clandestina. Va ricordato che la condanna di Ruta è conseguente alla pubblicazione sul sito www.accadeinsicilia.net – chiuso d’autorità nel 2004 – di documenti sull’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni mentre stava realizzando un’inchiesta su rilevanti intrecci tra economia, politica e mafia”.

“Questa sentenza – continuano le due celebri associazioni – si aggiunge agli altri ostacoli incontrati da Ruta nella sua attività di informazione antimafiosa. Attività per la quale ha subito anche diversi attentati, di cui il più clamoroso è stato l’incendio dell’auto dove teneva le copie di un suo libro che l’indomani doveva essere distribuito dall’editore”.

“Nel settembre 2005 Carlo Ruta, subito dopo l’oscuramento del suo sito – ricorda la nota – ha descritto le vicende giudiziarie culminate con l’attuale sentenza nel corso del convegno “Cyberfreedom”, organizzato a Pescara dalle associazioni PeaceLink e Metro Olografix per denunciare vari casi di limitazione del diritto costituzionale alla libera espressione del pensiero.
La testimonianza di Ruta sul prezzo pagato per ricordare chi combatte la mafia è tuttora presente all’indirizzo http://cyberfreedom.olografix.org/ che raccoglie gli atti del convegno.
In questi anni Carlo Ruta ha documentato con lucidità e competenza tante vicende della Sicilia, spesso ambigue e oscure, esponendosi a rischi importanti per questo insostituibile lavoro di memoria storica e giornalistica”.

Nella nota, le due associazioni fanno anche riferimento a quella legge sull’editoria , la 62 del 2001, che i lettori di Punto Informatico conoscono a menadito e che anche dopo le tardive modifiche richieste a furor di popolo rimane un problema di prima grandezza. “Già nel 2001 – scrivono infatti – le associazioni PeaceLink e Metro Olografix avevano duramente contestato l’ambigua legge sull’editoria che ha genericamente esteso l’obbligo di registrazione delle testate a non meglio specificati prodotti editoriali , lasciando ai giudici l’onere di decidere in base a criteri soggettivi cosa rientra in questa categoria e può essere pertanto sanzionato”.

“Oggi – sottolineano Peacelink e Metro Olografix – gli effetti nefasti di quel provvedimento legislativo ricadono su Carlo Ruta, ma domani potrebbero colpire chiunque. Secondo i rilevamenti della stessa Polizia Postale, il sito di Carlo Ruta veniva aggiornato senza alcuna periodicità. Così come già evidenziato da molti dovrebbe essere quindi assimilato ad un blog. Dobbiamo quindi concludere che tutti i blogger italiani sono a rischio? Chiunque aggiorna un qualsiasi sito può arbitrariamente essere arrestato e condannato?”

“I rappresentanti di PeaceLink e Metro Olografix, convinti che l’attività di Ruta non sia etichettabile come Stampa Clandestina , ma sia al contrario una meritevole opera di volontariato per preservare la memoria storica della lotta alla mafia, esprimono la loro piena solidarietà a Carlo Ruta”.

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  • Giulio Vinci scrive:
    Implementeranno il sadismo?
    beh non avranno la pietà di un soldato ma nemmeno il sadismo che si è visto in qualche carcere...
  • nessuno scrive:
    figli di puttana
    non ci sono altre parole:chi usa la propria intelligenza per fare cose per uccidere meglio è solo un gran figlio di puttana.la tristezza è nessuno li fermerà mai, perchè anche se fanno strage di civili non lo sapremo mai...
  • curioso scrive:
    e' perfetto
    Perche' non li sgunziagliamo su un famoso prato? Vediamo che fanno e se rispettano la 1a legge di Azimov... dai testiamoli con i loro padroni e creatori.
    • sbaragnaus scrive:
      Re: e' perfetto
      - Scritto da: curioso
      Perche' non li sgunziagliamo su un famoso prato?
      Vediamo che fanno e se rispettano la 1a legge di
      Azimov... dai testiamoli con i loro padroni e
      creatori.mi associo pienamente!
  • cvbfghdrdtb szdfb scrive:
    ok niente fuoco amico..
    ..ma come distingue i combattenti nemici dai civili che si trovano in mezzo?
    • IamSomber scrive:
      Re: ok niente fuoco amico..
      - Scritto da: cvbfghdrdtb szdfb
      ..ma come distingue i combattenti nemici dai
      civili che si trovano in
      mezzo?I nemici sono quelli morti...
    • .... scrive:
      Re: ok niente fuoco amico..
      è comandato non è autonomo ma li leggete gli articoli?
  • Gaetano scrive:
    Speriamo che li liberino in Parlamento
    Speriamo che li lascino liberi in parlamento, senza limitazioni e con una volontà propria plasmata sugli istinti di un operaio italiano medio.
  • Soldato Joker scrive:
    La storia si ripete
    "L'equipaggiamento è stato inoltre arricchito con limitatori meccanici del movimento della torretta di fuoco"Questa cosa mi ricorda molto le mitragliatrici dei primi aerei da guerra, quelle montate dietro al pilota e manovrate da un secondo soldato. All'inizio non c'erano limitazioni e se il soldato si faceva prendere troppo dal voler abbattere un aereo nemico rischiava di mitragliare la coda del proprio aereo (mi pare capiti anche nel terzo episodio di indiana jones con Sean Connery che spara danneggiando il proprio aereo). In seguito furono inseriti delle specie di fine corsa che senza limitare la manovrabilità della mitragliatrice, interrompevano il flusso di cartucce in corrispondenza della coda, in questo modo il soldato poteva tranquillamente tenere premuto il grilletto senza preoccupazioni ;)
    • curioso scrive:
      Re: La storia si ripete
      giusto! e' come sincronizzare la mitragliatrice di fronte con la rotazione della tua elica... altrimenti fai una brutta fine :)
  • Alessandrox scrive:
    Ho paura che...
    prima o popi si arrivera' a questo:http://images.google.com/images?q=robocop-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 giugno 2008 00.37-----------------------------------------------------------
    • Alexander DeLarge scrive:
      Re: Ho paura che...
      se non a questo ...http://filmonic.com/wp-content/uploads/2007/11/terminator_004.jpg
      • Conte Mascetti scrive:
        Re: Ho paura che...
        - Scritto da: Alexander DeLarge
        se non a questo ...

        http://filmonic.com/wp-content/uploads/2007/11/terMagari a questihttp://en.wikipedia.org/wiki/Berserker_probe#Berserkershttp://en.wikipedia.org/wiki/Berserker_(Saberhagen)
    • Rockf ckr scrive:
      Re: Ho paura che...
      non preoccuparti ...chuck norris usa robocop come lettore mp3
      • Azarel scrive:
        Re: Ho paura che...
        e se questi simpaticoni sparano a tutto spiano sulla popolazione civile?spero non li dispieghino mai in europa.
        • Gaetano scrive:
          Re: Ho paura che...
          Speriamo che li lascino liberi in parlamento, senza limitazioni e con una volontà propria plasmata sugli istinti di un operaio italiano medio.
        • pabloski scrive:
          Re: Ho paura che...
          - Scritto da: Azarel
          e se questi simpaticoni sparano a tutto spiano
          sulla popolazione
          civile?
          Chuck Norris li frantumerà con un calcio volante :D
          spero non li dispieghino mai in europa.speri male soprattutto in Itaglia dove gli itagliani sono pronti all'avventura di mettere un soldato ad ogni angolo di stradadiranno che è per combattere il potentissimo clan dei casalesi, versione tutta italiana della megaballa chiamata Al Qaeda
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