E' ufficiale, Indrema chiude

Indrema, l'azienda con l'utopia di portare Linux nel lucroso quanto spietato mondo delle console da gioco, chiude i battenti e mette fine ad un progetto che aveva fatto sognare la comunità del Pinguino. Ci sarà un seguito?


Alameda (USA) – Dopo che in un’ intervista di pochi giorni fa aveva già espresso il suo scetticismo sul futuro della propria console da gioco, John Gildred, il boss di Indrema, ne ha ora ufficialmente annunciato la prematura morte.

“Sebbene ci fosse un certo interesse nel prodotto, la dura realtà è che dopo 6 mesi di ricerche non siamo riusciti a trovare i fondi per continuare le operazioni” ha affermato Gildred, aggiungendo poi: “Ho già licenziato diversi membri dello staff ed entro la settimana saranno tutti a casa”.

Gildred ha però fatto sapere che nonostante Indrema sia morta, parte delle idee che aveva in testa verranno riciclate in un nuovo progetto riguardante una set-top box per la TV interattiva, progetto di cui si occuperà, in veste di dipendente, all’interno di un’azienda giapponese che produce apparecchi elettronici di consumo.

Il boss di Indrema, che non ha precisato se questo nuovo dispositivo sarà sempre basato su Linux, ha però assicurato che questa volta lascerà il mondo dei videogiochi fuori dalla porta.

Con Indrema non finisce solo un’ambiziosa iniziativa imprenditoriale ma anche un sogno in cui la comunità Linux ormai quasi credeva: poter vedere il Pinguino battersi sul lucroso mercato videoludico, alla pari con colossi del calibro di Microsoft, Sony e Nintendo.

Con l’uscita di Indrema sfuma purtroppo anche un po’ di quell’entusiasmo che aveva portato molti sviluppatori open source indipendenti a gettarsi sullo sviluppo di giochi per la futura console, creando i presupposti per l’inaugurazione di un mercato videoludico anche per Linux.

Slashdot, commentando la notizia, si chiede che fine faranno le decine di giochi già in sviluppo e se l’SDK distribuito da Indrema potrà essere riciclato per la creazione di titoli in grado di girare sotto una qualsiasi distribuzione Linux. E la speranza della comunità è ora quella che lo spunto offerto da Indrema non vada inutilmente perduto.

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