Fake Steve Jobs esce di scena

Il blog che da lungo tempo intrattiene la rete chiude i battenti

Roma – “I ‘m sailing away”. Così Fake Steve Jobs ha annunciato al mondo la propria intenzione di chiudere il blog, un blog satirico che da lungo tempo intrattiene milioni di utenti e dietro il quale si cela un noto giornalista. Un blog ispirato nientemeno che al CEO di Apple Steve Jobs, le cui particolarissime caratteristiche di personalità e professionalità erano state estremizzate da Fake Steve per il piacere di tutti.

Con l’occasione, l’autore Daniel Lyons ha immagazzinato la hit dei post pubblicati sul blog in due pacchetti realizzati con Blurb: chi vuole potrà comprare l’antologia del blog ad un prezzo minimo di 25 dollari.

Tutto finito dunque? Parrebbe di no. Fake Steve fa infatti sapere che “lancerò un nuovo sito a mio nome nel prossimo futuro. Forse la prossima settimana. Lo annuncerò qui non appena sarà pronto e fornirò un link, spero che verrete a vederlo”.

“So che vi mancherà Fake Steve Jobs – scrive infine Lyons – mancherà anche a me. Ma state sicuri, Fake Steve non sta sparendo. Sta solo assumendo una nuova forma. Come una volta ha detto Jimi Hendrix, se non ti vedrò più in questo mondo allora ti vedrò nel prossimo, ma non mancare”.

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  • skiaffallah scrive:
    simuleranno anche quella
    verissimo.ma simuleranno anche l'espressività.
    • Picander scrive:
      Re: simuleranno anche quella
      Simulare l'espressione rimane pur sempre una riproduzione di qualcosa che già c'è.Certo immagino che si possa migliorare il gusto interpretativo di un pc ma la vedo difficile. E' un po' come migliorare un text-to-speech in modo da leggere una poesia col giusto sentimento. Si arriverà a tanto?
  • Senbee scrive:
    Sono dubbioso
    Mi piacerebbe sapere come è stato fatto lo studio.Prima di tutto: era in doppio cieco? Ossia: gli scienziati che analizzavano i dati, sapevano già quali musiche erano suonate da umani e quali da computer? Senza questo requisito lo studio non è scientifico.Poi: cosa vuol dire "suonate da umani" e "suonate da computer"? Vuol dire che lo strumento era diverso? Oppure vuol dire che si tratta dello strumento (evidentemente un piano MIDI) suonato una volta da un umano e una volta da un computer?Ma soprattutto: i brani "suonati dal computer" come sono stati realizzati? Ricordo che far suonare uno spartito a un computer così com'è provoca da sempre un difetto orribile, ossia una meccanicità e una sterilità che si conosceva già dai tempi dei primi oscillatori comandati da schede perforate. Ma non è un difetto della musica elettronica: è un difetto della NOTAZIONE MUSICALE, che non incorpora una serie di dati necessari alla resa del pezzo che quindi ha bisogno dell'interpretazione da parte di un musicista.Per evitare questo problema, quando si programma un pezzo musicale senza poterlo registrare direttamente da una tastiera MIDI pesata e suonata da un pianista vero, si utilizzano alcuni tool che umanizzano la lettura dello spartito, introducendo piccolissimi errori nel tempo e nella "velocity" (la forza con cui si preme un tasto). Questi algoritmi, presenti da più di 15 anni persino sui software più banali, si chiamano "humanizer" e sono il contrario del "quantizer" che invece meccanizza l'esecuzione. Tipicamente, quando si registra una base, si immette il pezzo con la tastiera, si quantizza per correggere gli errori se non siamo bravi pianisti, e poi si umanizza per simulare l'esecuzione di un pianista vero.Se nell'esperimento si è usato uno spartito suonato senza umanizzazione, cioè in modo assolutamente meccanico, è stata scoperta l'acqua calda. È ovvio che un testo letto da una voce sintetizzata al computer non potrà mai essere emozionale come lo stesso testo letto da un attore, non ci vuole un esperimento per dimostrare questa ovvietà.Se nell'esperimento è stato usato uno spartito suonato con algoritmi di umanizzazione, si è semplicemente dimostrato che l'algoritmo usato non è un gran che.In generale, l'interpretazione di un testo o di una musica, non può essere demandato completamente a un computer, in quanto i computer non capiscono il SENSO delle cose che elaborano. È il solito vecchio dilemma (sollevato inizialmente da Turing) che ha fatto separare l'intelligenza artificiale nel ramo delle scienze cognitive: la prima cerca di imitare il comportamento umano con trucchi che nascondono il fatto che il computer non capisca il senso, le seconde cercano di indagare che cosa sia esattamente quello che noi chiamiamo "senso" per poterlo riprodurre su supporti artificiali. Si è scoperto per esempio che il senso è relativo al meccanismo di apprendimento "ellittico" del cervello, da cui il concetto di scienze "cognitive" e che si deve basare su un sostrato caotico che può condurre a errore, e non quindi a un supporto logico come quello dei computer. Ecco perché oggi per riprodurre realmente una macchina "pensante" ci si rivolge alle reti neurali e non ai computer comuni.Un esperimento del genere risulta decisamente poco sensazionale, confermando (peraltro con un campione non significativo) banalità su cui si basano diverse scienze almeno da quarant'anni. Anche se totalmente privo di interesse però è utile, perché la scienza deve in continuazione rimettere in dubbio anche le cose che dà più per scontate. sarebbe stato sensazionale se nessuno si fosse accorto della differenza!...
    • Ricky scrive:
      Re: Sono dubbioso
      Domanda:Prendo un robot e faccio in modo che suoni al pianoforte uno spartito.Lo fa senza nemmeno un errore, battendo i tasti alla perfezione.Risultato...musica classica senza il minimo errore di eseguzione ma senza alcuna "personalita'" nell'eseguire.Lo fa un uomo, un bravo pianista, che evidentemente per quanto bravo sia fara' errori di battitura e di tempo.Alla fine la musica e' la stessa, lo strumento anche, uno suona quello che legge l'altro ci prova ma sbaglia.E' possibile che questi errori siano il succo della reazione diffferenziata del cervello?Che "l'motivita'" non sia altro che un "rilevare un errore"?Se una nota sta' li, precisa, con il suo tempo, con i suoi silenzi, perche' l'eseguzione umana dovrebbe avere "anima" mentre quella di un robot no?L'Anima sono gli errori?Le note non sono forse numeri?E gli spartiti non sono forse sequenze di note ben precise che non puoi "interpretare" a meno di fare DIVERSO da quanto stai elggendo!?
      • Senbee scrive:
        Re: Sono dubbioso
        No, perché nello spartito non sono assolutamente comprese tutte quelle sfumature che un bravo interprete mette nell'esecuzione. Sono differenze di millisecondi e di millidecibel nel tempo, nella durata, nel timbro e nell'intensità dello strumento, che non sono "errori", ma ben volute - anche se leggermente "inconsce" - sfumature riproducibili a ogni esecuzione. È il motivo per cui si riesce a capire quando un pezzo è diretto da Muti e quando è diretto da Karajan, pur lo spartito essendo lo stesso.Queste sfumature interpretative non sono contenute nello spartito, ma nulla vieta di registrarle e farle riprodurre da una macchina.Se metti un grande pianista a una tastiera MIDI e fai registrare dal computer tutto, e poi fai riprodurre al computer le note immesse dal pianista, nessuno noterà la differenza perché questa volta le differenze sono state registrate.Quello che non può fare, almeno oggi, il computer è quello di "metterci del suo", è quello di aggiungere spontaneamente e non riprodurre la parte interpretativa. E questo perché, come dicevo, il computer non percepisce il SENSO della composizione, non "capisce" le emozioni e quindi non le traduce nel bagaglio di informazioni aggiuntive on contenute nello spartito ma naturalmente aggiunte da tutti i musicisti.
        • Picander scrive:
          Re: Sono dubbioso
          Quoto! semplificando direi: il computer riproduce la musica, ma non comunica niente con la musica. Questo perchè il computer non ha niente da dire, poverino!
          • braincrash scrive:
            Re: Sono dubbioso
            - Scritto da: Picander
            Questo perchè il computer non ha niente da dire,
            poverino!Che bella scoperta :)Il computer è un ammasso di 0-1 vero-falso acceso-spento e chi più ne ha più ne metta...Forse il problema di quelli che paragonano computer e esseri viventi, non hanno ancora capito che un computer farà sempre e solo quello che gli viene detto di fare.Anche nel caso possa essere creato un qualcosa di particolarmente elaborato, raffinato e/o "emozionante" è perchè è stato programmato per farlo...da un essere umano.Ovvio che se prendo uno spartito e lo faccio suonare così com'è, il risultato sarà "neutro". Ma se un grande musicista si mettesse a "dire" al computer come suonare ogni singola nota, magari il discorso cambierebbe...
          • Picander scrive:
            Re: Sono dubbioso
            esatto, è quelo il concetto discriminatore.L'uomo con la musica comunica, il computer no perchè non ha autocoscienza.LA cosa bella dell'esperimento è che non c'è bisogno di conoscere il linugaggio musicale per accorgersene...
    • Frank scrive:
      Re: Sono dubbioso
      Hai riportato esattamente i miei stessi dubbi. Mi piacerebbe che l'autore dell'articolo ci potesse rispondere.
    • Picander scrive:
      Re: Sono dubbioso
      lo studio per me rimane valido o comunque interessante.1.Sono state prese persone a digiuno musicale2.Hanno fatto ascoltare loro un pezzo da sequencer, e un pezzo suonato "a mano"3.hanno appurato che nonostante l'impreparazione il cervello era più attivo durante l'ascolto umano.Aggiungere un po' di rumore alla precisione del sequencer non centra, come dici tu è solo simulare un imprecisione che però non aggiunge significato. Lo spartito ti da solo le note, ma l'interpretazione umana le fa vivere con una serie di accorgimenti che danno un senso linguistico/comunicativo alla musica (variazioni intensità, ritardi, rubati, fraseggio, accelerazioni, vibrati etc..). Quello che è interessante è che non solo i musicisti traggono gusto dall'espressione ma anche i profani, a dimostrazione che essa è un senso innato istintivo dell'essere umano, probabilmente a base del centro del linguaggio.
      • Ricky scrive:
        Re: Sono dubbioso
        Se posso dire...da tutto questo deduco che lo spartito non e' la musica ma una sorta di "indicazione di base".La VERA musica la fa chi interpreta e suona lo sparitito mettendoci quelle sfumature che lo rendono unico ed irriproducibile.Quindi la musica e' una sorta di sequenza di suoni generati dall'uomo per l'uomo e quindi con inserimenti anche inconsci che l'uomo riesce ad interpretare,magari spesso solo a livello inconscio.Quello che mi affascina di piu' e' il PERCHE'...perche' la musica di un uomo ci colpisce mentre quella di un pc no?Perche' quelle sfumature per noi sono cosi' importanti?Cosa celano?Quale informazione intrinseca hanno per il nostro subconscio?Perche' se ascolti musica puoi passare da uno stato di torpore ad uno di ilarita' e subito dopo di forte passione e pianto?PErche' l'uomo, dai tempi dei tempi, non sapendo suonare alcuno strumento ha comunque cercato questa cosa e l'ha avoluta sino ad oggi?:) Ok basta domande...
        • Picander scrive:
          Re: Sono dubbioso
          Esatto!Io vedo in questo una dimostrazione pratica che il musicista con la sua interpretazione non fa altro che mettere in atto i fondamenti istintivi del linguaggio umano.Come dici tu lo spartito da solo è una traccia, seppure di straordinaria efficacia. Lungi essere un critica al pentagramma, invenzione geniale di possibilità infinite e ancora valida nonstante i circa 500 anni dell'attuale forma.Nella musica interpretata però c'è molto di più. Potrei fare un paragone con un copione di teatro... le parole ci sono tutte, ma se fossero lette su un palco con il pathos di chi legge i numeri del lotto su rai uno perderebbero tutto.Invece l'attore ti tocca il cuore grazie alle pause, all'intensità della voce, al cambio della sicurezza del tono, alla gestualità. Tutte cose non scritte ma eseguite. E cose che a quanto pare comunicano inconsciamente più delle parole stesse.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 luglio 2008 15.28-----------------------------------------------------------
  • ... scrive:
    Re: sì però è da vedere...
    In questi esperimenti si usano già le tecniche che indichi. Il paziente non sa su cosa debba concentrarsi, non sa cosa debba fare, sa solo che se vuole può interrompere l'esperimento; l'esecutore non sa quali siano i suoni umani e quali siano i sintetici, questo per evitare che possa influenzare il paziente con un'espressione facciale; e l'analista non sa quali dei due risultati sta analizzando.
  • Nilok scrive:
    Il Cervello non è la Mente
    Augh,sappiamo che gli "scienziati" sono piuttosto lontani dall'aver "compreso" il funzionamento del cervello.Professano e promulgano TEORIE cercando di affermare che la Mente è il Cervello: NON E' così!Fino a quando le due cose non saranno e resteranno distinte e ben separate, si faranno POCHI progressi nella comprensione "meccanicistica" del funzionamento del cervello:http://it.youtube.com/watch?v=aXH1dOQJ7GYHo parlatoNilok
    • ... scrive:
      Re: Il Cervello non è la Mente
      Senti va a studiare e poi torna a trollare con più stile :
    • Funz scrive:
      Re: Il Cervello non è la Mente
      - Scritto da: Nilok
      Augh,

      sappiamo che gli "scienziati" sono piuttosto
      lontani dall'aver "compreso" il funzionamento del
      cervello.
      Professano e promulgano TEORIE cercando di
      affermare che la Mente è il Cervello: NON E'
      così!Te l'ha detto LRH? Allora sarà certamente così...
      Fino a quando le due cose non saranno e
      resteranno distinte e ben separate, si faranno
      POCHI progressi nella comprensione
      "meccanicistica" del funzionamento del
      cervello:Certo, certo.Se la mente (e l'anima, lo spirito, eccetera) non risiede nel cervello, dove risiederebbe, di grazia?Nel pancreas?Nel subspazio extradimensionale?Siamo fatti di cellule che si scambiano sostanze chimiche e segnali elettrici, non esistono entità extracorporee...
      Ho parlatoMa tacessi, ogni tanto.

      Nilok
      • Ricky scrive:
        Re: Il Cervello non è la Mente
        Dunque, il cervello e' un coso superminiaturizzato con miliardi di connessioni e neuroni.Quel COSO macina un po di tuttoe lo fa in modalita' a noi per lo piu' sconosciute.Vero e' che se asporto parte del cervello di un uomo o piu' semplicemente vi ci ficco dei punzoni elettrici questo povero sfortunato non solo non capita' piu' un fico ma cambiera' anche la propria personalita', si scordera' chi e', regredira' a stato infantile o partira' per la tangente.Quindi...con buona pace di chi crede di essere qualche cosa di piu' di SE STESSO,noi siamo un cervello + le sue percezioni negli anni della vita vissuta e delle esperienze.FINE...Insomma...siamo esseri viventi con un cervello "diverso" dagli altri e un dna spesso sin troppo simile ad animali poco edificanti (porci, pesci,gibboni et simila, persino mosche!Fatevene una ragione...abbiamo un inizio ed una fine,niente prima , niente dopo, la scatola cranica conserva sin che puo' e poi...ciao ciao CHIUNQUE TU SIA.
        • Bluedeath scrive:
          Re: Il Cervello non è la Mente
          O meglio la mente (fisica) non è solo nel cervello, sembra una cosa assurda ma diverse funzioni emotive vengono sub-elaborate dal sistema nervoso dell'intestino. e probabilmente a questo e dovuto il modo didire che quando qualcuno ha un'idea poco furba che è una cag... oops. Scherzi a parte ci sono studi che provano che il cervello è solo una parte dell "computer" che esegue il programma "mente" e il sistema nervoso "periferico" non lo è cosi tanto.
    • Gaetano scrive:
      Re: Il Cervello non è la Mente
      E' vero la mente è Xenu! Viva Xenu il benevolo dittatore dell'universo!Augh, ho parlato!
  • Ste scrive:
    E che scoperta...
    Nel nostro piccolo credo che tutti ce ne fossimo accorti.Anche perchè la musica suonata dal vivo è arte che viene creata "al momento", per quanto segua uno schema (partitura) abbastanza definito. Mentre una riproduzione non può che essere uguale a se stessa all'infinito.Inoltre in un "live" entrano in gioco anche fattori emozionali non possibili in una riproduzione: la location, la co-partecipazione ad un evento assieme a tutti gli altri spettatori.
    • Rockf ckr scrive:
      Re: E che scoperta...
      Quoto in pieno.C'e' gente che ancora si stupisce a scoprire delle ovvietà
      • Paolino scrive:
        Re: E che scoperta...
        - Scritto da: Rockf ckr
        Quoto in pieno.

        C'e' gente che ancora si stupisce a scoprire
        delle
        ovvietàC'e' differenza tra scoprire e dimostrare.
        • N.C. scrive:
          Re: E che scoperta...
          Quoto. Cmq se siete tutti così bravi ... perchè non lo avete dimostrato voi ?? Vorrei smontare una brutta abitudine dei commenti. Ogni volta sento dire "e che ci voleva ?" ... cosa ci vuole ? Un'idea , e se non ce l'hai anche una stupidaggine può rimanere tale per molto molto tempo .. e le idee non crescono sugli alberi !!Cominciate a rispettare il lavoro degli altri e riceverete lo stesso rispetto quando sarà il vostro momento.
    • Picander scrive:
      Re: E che scoperta...
      la differenza non è tra live e registrato.La differenza è tra espressione e non espressione musicale.
  • UKBoy scrive:
    Però...
    Se ascolti Marco Masini o Laura Pausini ti addormenti o ti tagli le vene, se ascolti i Future Sound of London, Kraftwerk, Boards of Canada, Ellen Allien invece vengono i brividi.
    • No. scrive:
      Re: Però...
      Guarda che anche se la musica dei kraftwerk è elettronica, è comunque suonata da degli umani su una tastiera, tramite la quale è possibile dare espressività o meno. Che differenza c'è tra un piano e un sinteizzatore? L'imulso lo da comunque un umano nel momento stesso in cui la musica viene fuori. Diverso invece è se apri il jeskola buzz, inserisci le note nei pattern, metti play, e ascolti quello che hai fatto. Quella è musica suonata da un pc.
    • Nic scrive:
      Re: Però...
      - Scritto da: UKBoy
      Se ascolti Marco Masini o Laura Pausini ti
      addormenti o ti tagli le vene, se ascolti i
      Future Sound of London, Kraftwerk, Boards of
      Canada, Ellen Allien invece vengono i
      brividi.Quoto, la musica di Masini/ Pausini (e company) anche se è suonata dal vivo rimane na Monnezza!!!Led Zeppelin Forever
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