XO guadagna audio e megahertz

Un progetto per creare musica libera su laptop di OLPC mette a disposizione migliaia di tracce libere e software. Nel frattempo, i geek sono al lavoro per clockare il notebook verde

Roma – Ci sono 8,5 gigabyte di sample audio, in licenza Creative Commons, a disposizione di tutti. E una versione di Csound , tool di sintesi e manipolazione di effetti audio, personalizzata per l’XO. A quanto pare OLPC fa davvero sul serio per stimolare l’inclinazione musicale dei bambini di tutto il mondo, e mette a loro disposizione quasi tutto quello che è necessario per trasformarli in musicisti in erba.

XO guadagna audio e megahertz Il progetto è stato portato avanti grazie al contributo di alcuni istituti, quali il Berklee College of Music , aziende note nel campo dell’audio come Avid Technology , e con il supporto di alcuni nomi noti nel campo della musica elettronica: tra tutti spicca il nome di BT , al secolo Brian Wayne Transeau , celeberrimo creatore di colonne sonore per il cinema e di brani di musica trance e progressive nonché ex-alunno del Berklee.

“One Laptop per Child ha spinto i musicisti a donare la loro collezione audio ai bambini del mondo” ha detto il dottor Richard Boulanger, professore di musica al Berklee e tra gli organizzatori dell’iniziativa: “Fornendo un accesso alle risorse per suonare, mixare, trasformare, imitare e creare suoni, effetti, musica e audio art, questa donazione permetterà ai ragazzi che possiedono un XO la possibilità di imparare qualcosa della musica, di se stessi e del mondo”.

I campioni audio, come detto, sono tutti rilasciati con licenza CC . Non solo dunque è possibile utilizzarli liberamente, ma è possibile anche realizzare opere derivate purché vengano dichiarate le fonti in modo esplicito: non è neppure necessario possedere un XO per scaricare i sample.

Il punto, tuttavia, non è semplicemente mettere a disposizione dei ragazzi un po’ di musica o un software. Il punto, secondo Peter Kirn di Create Digital Music , è l’opportunità che un progetto come questo offre alla comunità : “OLPC è riuscita a catturare la fantasia di tutti, spingendo ad immaginare cosa sarà il futuro dei computer e il loro ruolo per la popolazione del pianeta”. Ma soprattutto, secondo Kirn, il merito di XO è anche aver dato modo di creare un ambiente stabile per lo sviluppo di Linux: “Ho i miei dubbi sul progetto OLPC in se stesso, ma l’idea di creare musica open va oltre il solo hardware”.

Ma se è l’hardware quello che interessa del laptop verde, ecco affacciarsi la possibilità di spremere fino all’ultimo cavallo megahertz dalla piattaforma basata sul processore AMD Geode: quelli di One Laptop Per Child News hanno scovato un metodo per portare la CPU dai 433MHz di base a 566MHz , garantendo anche un boost alle memorie che passano da 166 a 233MHz. Il guadagno in frequenza, pari a circa il 30 per cento, sembrerebbe garantire un miglioramento generale del funzionamento del computer, senza comprometterne la stabilità o la durata della batteria.

Per pompare la macchina basta accedere al bios, il cosiddetto open firmware prompt : si schiaccia un bottone all’avvio, si inseriscono una serie di stringhe e si modifica il clock attraverso una serie di codici esadecimali elencati in questa guida . Perché funzioni, è necessario essere in possesso di una developer key per l’XO, oppure procedere a rimuovere i blocchi di sicurezza sul proprio laptop OLPC.

Luca Annunziata

( fonte immagine )

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  • Categorico scrive:
    Quand'anche Rambus fosse...
    ...innocente del reato di frode, resterebbe comunque altissima la possibilità che sia colpevole di violazioni contrattuali o di regolamenti del consorzio cui aderiva e di cui quindi accettava le regole. Oltretutto il consorzio JEDEC non forza nessuno dei membri a cedere i suoi brevetti, ma impone solo di dichiarare preventivamente quali fra quelli in loro possesso potrebbero riguardare gli standard elaborati dal consorzio, affinché si possa scegliere fra eventuali accordi per l'utilizzo o la modifica dello standard prima che sia definitivo ed approvato. Che Rambus abbia violato questo regolamento è più che lampante, se non è stata frode è comunque stata una scorrettezza molto grave.
  • Overture scrive:
    Io non riesco a capire il problema...
    ...rambus ha spinto il jedec ad utilizzare tecnologie nascondendo di essere in possesso di tali brevetti ?Benissimo, una volta che tali tecnologie diventano acquisite come standard, qualsiasi brevetto automaticamente decade o passa in mano al jedec che lo libera a tutti (poi cosa s'intenda per tutti, se tutti tutti o solo i partecipanti al gruppo, lo lascio decidere a qualcun altro)La primaria e fondamentale regola per l'acquisizione di uno standard è la sua liberazione da eventuali vincoli brevettuali.
  • iLuke scrive:
    Tecnologie brevettate divenute standard
    Mhm... questo caso mi ricorda qualcos'altro, ma non ricordo precisamente cosa... @^
    • r p scrive:
      Re: Tecnologie brevettate divenute standard
      Attento a quello che dici altrimenti i dipendenti di "tu sai chi" ti accusano di essere un cantinaro... XD
      • iLuke scrive:
        Re: Tecnologie brevettate divenute standard
        hahha, e io ricorderei a tali dipendenti che il loro capo quasi in pensione è stato cantinaro 30 anni prima di me :D
        • Overture scrive:
          Re: Tecnologie brevettate divenute standard
          Però cribbio un cantinaro con la Jacuzzi invece del catino per distillare l'alcol... :D
  • iRoby scrive:
    Ohi ohi
    Ohi ohi, vedo un aumento di prezzo su tutte le DDR in arrivo...
    • Termite scrive:
      Re: Ohi ohi
      Rambus é stata una fregatura fin dal primo momento che é arrivata...
      • James Kirk scrive:
        Re: Ohi ohi
        La storia è notevolmente più complessa sai, ed aha anche fare con i produttori di RAM che, parrebbe, abbiano fatto cartello.
        • FabioDeep scrive:
          Re: Ohi ohi
          Si, lol, hanno fatto cartello e vendono le DDR2 a 15 euro al giga :D
          • Gauss scrive:
            Re: Ohi ohi
            Non c'è nessun cartello sulle ram, guardati come variano i listini all'ingrosso! Se vuoi le DDR3 a 10 euro e non le trovi, non vuol dire che c'è un cartello! E' solo pura e semplice economia e strategie di marketing
          • FabioDeep scrive:
            Re: Ohi ohi
            appunto
  • Salvo scrive:
    Eppure risolvere il problema spam si può
    Eppure sono certo che, facendo uno sforzo di fantasia, dare scacco matto allo spam si può...
    • Ruben F. Bernardino scrive:
      Re: Eppure risolvere il problema spam si può
      Certo che si può... Bisogna partire dalle conoscenze attuali, tipo:qual è la maggior fonte di spam, a prescindere dalle nazioni di provenienza degli spammer e dalle varie discussioni filosofico-geo-politiche che ne potrebbero scaturire...Parlo di tecnologia: per fare spam oggi si usano gli spambot, che dovrebbero essere degli script che sfruttano alcune particolari debolezze del protocollo e.mail.Quali sono queste debolezze? C'è un modo di creare un protocollo di posta che possa superarle a livello di principio, qualcosa che potrebbe stare allo spam come Linux sta ai virus: cioè che renda proprio inutile concettualmente lo spam così come Linux rende inutili i virus (Ora non vorrei suscitare dei flames al riguardo, in linea di massima è così...)Come si può vincere lo spam in linea di principio? Occorrerebbe spremere le meningi su questo punto.
      • Salvo scrive:
        Re: Eppure risolvere il problema spam si può
        Io veramente un'idea precisa ce l'ho e spero di avere l'opportunità di presentarla alle maggiori aziende.Comunque è vero, chi ha inventato la posta elettronica non poteva immaginare che sarebbe esistito lo spam. Allora era davvero solo una comunità di ricercatori che usavano internet e l'email e i ricercatori sono persone serie.Quando ho iniziato ad interessarmi di internet, la prima cosa da fare era leggere il documento sulla Netiquette, ovvero le norme di "buona educazione" per chi entrava in rete (già SCRIVERE UNA FRASE IN MAIUSCOLO equivaleva a gridare e non era considerata buona cosa). Oggi la parola netiquette non si incontra quasi più; ma sono altri tempi e per ogni tempo anche gli strumenti vanno aggiornati.Ciao
        • Fabio scrive:
          Re: Eppure risolvere il problema spam si può
          La netiquette c'è ancora e vive... Chi non sa di cosa si stia parlando visiti: http://www.nic.it/NA/netiquette.txt
  • ics ipsilon zeta scrive:
    "Io non ci avevo mai pensato"
    Ma chi sei? Un marziano? Bo forse nel 71 le cose erano MOLTO diverse. Spero per lui che sia così altrimenti è veramente penoso che venga ad ammettere di non aver pensato ad una cosa tanto ovvia come gli usi impropri e la crescita dell'uso del mezzo.Se crei un tagliaburro laser, sarà anche nuovo, ma ca..o ci pensi bene se quel tagliaburro può essere usato per fare a fette la gente.Mi sa che questo tizio è tutto tecnica e niente scintilla del buonsenso.
    • enneci scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      Se leggi bene, vedrai che l' unica cosa che non si aspettava erano le dimensioni raggiunte dal fenomeno. In pratica non aveva considerato all' epoca le botnet, dato che non esistevano.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      - Scritto da: ics ipsilon zeta
      Ma chi sei? Un marziano? Bo forse nel 71 le cose
      erano MOLTO diverse. Togli pure il 'forse'. In quegli anni bisognava aver fantasia anche solo per immaginare l'esistenza stessa di PC.
    • Enrico Giancipoli scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      Credo che 40 anni fa neanche il più lungimirante profeta si sarebbe mai immaginato una "ragnatela attorno al mondo", una rete che mette in collegamento in tempo reale i capi estremi della terra. Spesso tendiamo noi stessi a non rendercene conto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 marzo 2008 12.14-----------------------------------------------------------
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      contenuto non disponibile
    • .pp scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      - Scritto da: ics ipsilon zeta
      Ma chi sei? Un marziano? Bo forse nel 71 le cose
      erano MOLTO diverse. Spero per lui che sia così
      altrimenti è veramente penoso che venga adLOL devi avere veramente 12 anni. anzi no, i dodicenni ora ne sanno decisamente più di te
    • Fra Martino scrive:
      Re: "Io non ci avevo mai pensato"
      che osservazioni banali. quanti anni hai? meno di uno?
  • enneci scrive:
    Policy del forum
    Si ricorda ai gentili utenti del forum che qualsiasi messaggio inviato a questo forum, verrà molto probabilmente censurato per una delle seguenti cause:- il messaggio non piace al mod di turno o allo staff di PI;- il messaggio potrebbe essere scomodo per qualsiasi motivo (anche improbabile);- è uscito l' ID del messaggio sui dadi tirati da lamb;- il T1000 scazza o è in manutenzione.Questo messaggio verrà censurato tra 5 minuti.
  • Lamb scrive:
    Policy del forum
    Ciaosolo per ricordare che quando si clicca su "invia" si accetta una policy che non permette commenti offensivi, razzisti e lesivi della dignità di alcuno. Inoltre, i post devono essere in topic, ossia essere in tema e contribuire alla discussione.Alla prox, Lamb
  • Wolf01 scrive:
    Non era imprevedibile secondo me....
    Effettivamente anche fuori dal mondo dell'informatica, il sistema postale, o meglio, prevalentemente qualsiasi pezzo di carta (e talvolta anche plastica) viene usato per veicolare spam, dai depliant dei centri commerciali (non dico che non siano utili, però quando è troppo è troppo), alle varie buste "lei ha vinto un'automobile, deve solo pagare 500 e fare l'abbonamento a tutte le nostre riviste" fino ad arrivare ai bigliettini che mettono sul tergicristallo della macchina...ma no le multe daiiii, sapete quali intendoL'altro giorno quasi mi tagliavo una mano tentando di strappare dal tergicristallo posteriore uno di quei biglietti che si appendono alle maniglie... era di plastica rigida e quando l'ho tirato è esploso in mille pezzi :|Quindi non deve prendersela l'inventore delle email, lui ha fatto un buon lavoro... sono gli altri che ne abusano
    • Fra Martino scrive:
      Re: Non era imprevedibile secondo me....
      del senno di poi son piene le fosse. tu l'avresti previsto? tu? ma non diciamo fesserie.
  • Ruben F. Bernardino scrive:
    Non saranno troppi 37 anni...
    Per un protocollo internet la cui sostanza non è variata granché in tutto questo tempo?Ormai si sente un leggero sentore di obsolescenza in questo glorioso ma ormai sorpassato (e surclassato) strumento di trasmissione.Onore alle armi, ma l'email, come è concepita oggi, non credo possa più dire molto in quanto a sicurezza e affidabilità del messaggio.Occorrerebbe diffondere dei protocolli che garantiscono una maggiore o per lo meno più semplice tracciabilità del mittente, in modo da poter essere identificato in maniera lampante anche dall'utente medio che abbia scarsa dimestichezza con il labirinto di informazioni che può essere l'header del messaggio.ci si perde troppo tra messaggi, risposte, inoltri multipli follow, redir, server e controserver... Ci vorrebbe qualcosa che permetta sì la comunicazione asincrona, ma anche più tracciabile a livello di utenza finale. Qualcosa che utilizzi la firma digitale, o di analoghi sistemi di identificazione univoca della persona...Potrebbe risolvere ogni problema relativo all'identificazione del mittente, ma dovrebbe essere obbligatoria già a livello di client e comunque a livello di server.Anche l'uso di userid e password per l'identificazione di un soggetto è un concetto superato: basti pensare che nei centri di ricerca si sviluppano computer quantistici che si mangiano in un boccone una "ridicola" chiave binaria di 1024 bit (cosa che richiederebbe millenni anche eseguita in parallelo da tutti i computer del mondo...) e noi vogliamo ancora andare avanti con user e pass... Tornando sulla terra,c'è da dire che macchine simili sono ancora puro esercizio di teoria per fisici (ci studi in merito, non è fantascienza), ma dà l'idea di quanto un sistema di trasmissione così facilmente violabile come quello attuale non abbia molto futuro.Qualcuno avrebbe un'idea in proposito? Si potrebbe sviluppare un protocollo di rete tutto nuovo, che sostituisca integralmente quelli attuali, nati quando ancora il web era ai suoi albori e non ci si immaginava dove sarebbe arrivato nei 30 anni successivi. Si potrebbe lavorare per farlo diventare standard ISO, per ridare alla email un volto nuovo e sicuramente più affidabile.Ovviamente, dovrebbe essere anche open source, anche per garantire la trasparenza e il continuo aggiornamento delle specifiche.Io ho messo un bel bisteccone sulla griglia... Non resta che ravvivare le braci con una buona discussione tecnica come raramente ne ho mai viste in più di un anno che leggo i commenti di questo forum.Informatici di tutto il mondo... unitevi!
    • Ruben F. Bernardino scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...
      Mentre scrivevo qualcuno ha fatto in tempo a inserire un messaggio dal contenuto non proprio edificante... Cerchiamo di essere più costruttivi e di dare fondo alle nostre conoscenze per escogitare qualcosa di innovativo
    • Enrico Giancipoli scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...
      - Scritto da: Ruben F. Bernardino
      Per un protocollo internet la cui sostanza non è
      variata granché in tutto questo
      tempo?Alla fine in un email hai bisogno di: write, reply, forward, cc. Se nel corso degli anni sono bastati, vuol dire che erano necessari e sufficienti.
      Occorrerebbe diffondere dei protocolli che
      garantiscono una maggiore o per lo meno più
      semplice tracciabilità del mittente, in modo da
      poter essere identificato in maniera lampante
      anche dall'utente medio che abbia scarsa
      dimestichezza con il labirinto di informazioni
      che può essere l'header del
      messaggio.Facile a dirlo, molto, molto meno a farlo. Inoltre un sistema di identificazione unica, oltre che tecnicamente ed economicamente laborioso, sarebbe a scapito della privacy. One man one mail, ti piacerebbe che per avere un indirizzo email ci si debba rivolgere a, che ne so, un ente statale? E vai di censura, e vai di limitazione della libertà individuale. Da una parte c'è sempre da perderci. Internet è rimasto l'unico mezzo con cui diffondere informazioni liberamente, lottiamo piuttosto gli abusi, lottiamo l'analfabetismo informatico - tanto per cominciare -.

      Anche l'uso di userid e password per
      l'identificazione di un soggetto è un concetto
      superato:

      basti pensare che nei centri di
      ricerca si sviluppano computer quantistici che si
      mangiano in un boccone una "ridicola" chiave
      binaria di 1024 bit (cosa che richiederebbe
      millenni anche eseguita in parallelo da tutti i
      computer del mondo...) e noi vogliamo ancora
      andare avanti con user e pass...
      Tornando sulla terra,c'è da dire che macchine
      simili sono ancora puro esercizio di teoria per
      fisici (ci studi in merito, non è fantascienza),
      ma dà l'idea di quanto un sistema di trasmissione
      così facilmente violabile come quello attuale non
      abbia molto
      futuro.Ecco, per quanto riguarda la sicurezza possiamo il discorso "etico" è messo in vacanza e possiamo fare sicuramente discorsi più lucidi. Io qualcosa in giro ho letto, ma non ho trovato nulla di particolarmente interessante. Se fai una critica devi cercare di portare esempi di alternative, altrimenti stiamo qui a discutere il sesso degli angeli. Se ci pensi, tutta questa tecnologia di cui cerchiamo di vantarci - in giro - non c'è affatto. Pensa ad un semplicissimo e fastidiosissimo spambot: il massimo che siamo riusciti ad inventarci è un altro bot che cerca (captcha) di fermare il primo con la generazione casuale di testo che spesso non bloccano lo spambot ma bensì l'utente "umano". O meglio, c'è una bella differenza fra la tecnologia della ricerca e la tecnologia "per tutti": bisogna valutare anche gli aspetti economico e pratico della situazione. Tornando all'identificazione tramite username e password: pensa ad un dispositivo di riconoscimento dell'iride o ad altre tecniche biometriche di identificazione: richiedono strumenti terzi affinché possano essere utilizzati. Non certo alla portata di tutti. E quale azienda si prenderebbe la briga di lanciare sul mercato qualcosa che tre giorni dopo potrebbe essere violata dall'hacker di turno rivelandosi un completo fallimento?
    • raudi scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...

      Qualcuno avrebbe un'idea in proposito? Si
      potrebbe sviluppare un protocollo di rete tutto
      nuovoSecondo me un metodo abbastanza semplice c'è: bisognerebbe valutarne pro e contro.Per ogni dominio sono listati degli MX record, ovvero dei server che scambiano la posta per il dominio.Si potrebbe verificare che il messaggio provenga effettivamente da uno di quei server e, in caso contrario, rifiutare il messaggio oppure "marcarlo" di modo che il mua lo posso identificare.Ovvio che sarebbe necessario abilitare l'autenticazione SMTP su tutti gli mx e fare in modo che i mua utilizzino un server smtp differente a seconda del mittente.
      • amedeo scrive:
        Re: Non saranno troppi 37 anni...
        Il record MX indica il server SMTP che RICEVE le posta per il dominio, non il server che invia la posta. Provider con larghe utenze hanno diversi server per la ricezione e diversi server per l'invio; i server per l'invio NON sono elencati come MX.Lo spam puo' essere evitato dal gestore del server in uscita tramite il controllo 1) della rete di accesso del client (accetto solo client sulle mie sottoreti) 2) dell'autenticazione SMTP (accesso solo utenti che riconosco) 3) da meccanismi tipo POP before SMTP (permetto l'invio solo da client che sono stati identificati tramite POP non piu' di pochi minuti addietro) 4) dall'autenticazione IMAPIl problema principale e' dato dal fatto che se il gestore non ha le capacita' o le intenzioni per mantenere il controllo, il server puo' essere utilizzato per inviare spam e questo e' dimostrato dalla presenza di tanti server malconfigurati che permettono il relay come da provider che non si preoccupano di buttare fuori utenti che abusano. Inoltre ora ci sono macchine che ad insaputa del proprietario (PC zombie in primis) utilizzano un server SMTP 'interno' per inviare direttamente lo spam senza passare dal provider.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...
      - Scritto da: Ruben F. Bernardino
      Ormai si sente un leggero sentore di obsolescenza
      in questo glorioso ma ormai sorpassato (e
      surclassato) strumento di trasmissione.Non sento tutta questa obsolescenza. In cosa, più precisamente, ti sembra un protocollo anziano? In che modo è sorpassato? E da cosa altro?Mi pare che la e-mail attuale abbia tutte le funzioni necessarie.
      Occorrerebbe diffondere dei protocolli che
      garantiscono una maggiore o per lo meno più
      semplice tracciabilità del mittente, in modo da
      poter essere identificato in maniera lampanteIn che modo? Hai qualche idea che salvaguardi anche la privacy? Non bastano crittazione e firma elettronica?
      Anche l'uso di userid e password per
      l'identificazione di un soggetto è un concetto
      superatoIo non credo. Ma dovresti spiegare perché ti sembra superato, da quale altro sistema e come pensi di sostituirlo.Non mi sembra sensato chiamare in causa futuribili computer quantistici.
      Qualcuno avrebbe un'idea in proposito? Tu ne hai?L'età di un protocollo non mi sembra una ragione sufficiente per decretarne la necessaria fine.
      • Ruben F. Bernardino scrive:
        Re: Non saranno troppi 37 anni...
        ok... ho sparato un po' in alto, ho vaneggiato un tantino, ma il discorso è sempre incentrato sul fatto che ora come ora, la comunicazione asimmetrica ha bisogno di rinnovarsi. Il protocollo e-mail è obsoleto in quanto basta una procedura automatica come uno spambot per vanificare l'utilità del mezzo sommergendolo in un mare di spam.Tecnicamente bisognerebbe lavorare sul sistema di identificazione del mittente. Ora mi si contesta che la soluzione da me ipotizzata sia per molti versi lesiva della privacy. Benissimo, ok, one mail one user non va bene.... ma io non intendevo un sistema così... Altrimenti basterebbe assegnare un indirizzo ipv6 a ogni macchina (e basterebbero per tutte....) e il problema avrebbe soluzione immediata, quella che in algebra lineare è la soluzione banale di un sistema omogeneo: x1=...=xn=0.Ho messo in conto che mi sarebbero piovute critiche da ogni dove, e per un certo verso me le sono cercate: tenete conto del fatto che chi vi scrive ha giusto qualche nozione di base sui protocolli di rete fondamentali, frequenta il primo anno di informatica dopo aver frequentato uno di quegli stupidi corsi IFTS organizzati dalla Regione Sardegna dove il massimo che danno è un'infarinatura generale. Ah... il pezzo di carta igienica rilasciatomi dice che sarei tecnico superiore specializzato in applicazioni open source... ma in pratica so giusto scrivere qualche scemenza in C finalizzata al superamento di Algoritmi e Strutture Dati.Quello che volevo era dare il via a qualcosa di costruttivo: qui scrivono fior di informatici, gente con le contropalle da cui magari si può imparare qualcosa.La domanda era e continua ad essere: esiste la possibilità di creare un protocollo di comunicazione asimmetrica che, oltre ai vantaggi che l'email ci ha fornito per 40 anni, ci possa dare anche quello della tracciabilità di chi ci manda il messaggio senza però che il contenuto del medesimo arrivi in mano all'autorità di turno?Dopotutto, se io mando una mail seria, ci tengo che il destinatario sappia che gliel'ho mandata io e nessun altro.Occorrerebbe studiare il comportamento di uno spambot, quali falle sfrutta del nostro caro protocollo, e cosa occorrerebbe implementare affinché la sua azione non avesse più senso.Lungi da me, miserabile matricola ignorante, sparare soluzioni affrettate... voglio soltanto rendere utile questa discussione.Buona giornata.
        • amedeo scrive:
          Re: Non saranno troppi 37 anni...
          Secondo te invece gli SMS sono a prova di spam ? come tu puoi mandare un messaggio ad una lista di utenti, lo puo' fare anche uno spammer; questo significa che gli SMS sono una tecnologia obsoleta ?Eliminiamo anche la telefonia, visto che ci sono quelli che chiamano per vendere prodotti vari, eliminiamo la posta visto che qualcuno la usa ancora per mandare la pubblicita'.
          • Ruben F. Bernardino scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            Se lo mando io posso essere identificato al volo... E comunque sì, a dirla tutta anche gli sms, nella loro estrema semplicità sono qualcosa che ormai sta sfuggendo di mano. Ma la questione non è abolire la telefonia: vedo che nel giro di neanche 10 anni si sono susseguiti diversi sistemi di trasmissione mobile: forse sarebbe ora di implementare qualcosa di più efficace anche a livello di protocolli per gli sms e gli mms.Magari un sistema che ti permetta di sapere chi ti sta chiamando anche se lo fa da un interno o da un call center, qualcosa che permetta di identificare davvero da dove parte la chiamata o il messaggio e, volendo, di inibirne la ricezione...
          • amedeo scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            Le aziende che utilizzano un centralino, a volte hanno la necessita' che gli interni non vengano divulgati, per cui il numero visualizzato e' quello del centralino. Nessuno abbliga a rispondere al telenono, tanotpiu' quando al posto del numero visualizza 'privato' o 'sconosciuto' sul display (a meno di avere ancora un telefono senza display) ...anche se a dire il vero io in genere rispondo sempre.In effetti con lo spam e' piu' difficile risalire al vero mittente (ma questo a causa dei provider scorretti) rispetto alla telefonia ma del resto vediamo come da noi diventi difficile anche risalire ai responsabili di truffe con i vari 899 e simili, grazie a delle normative (almeno sencodo le varie telecom) sulla privacy
        • .pp scrive:
          Re: Non saranno troppi 37 anni...

          Quello che volevo era dare il via a qualcosa di
          costruttivo: qui scrivono fior di informatici,
          gente con le contropalle da cui magari si può
          imparare
          qualcosa.
          LOL "qui scrivono fior di informatici" sei nuovo di PI eh? il 70% di quelli che scrivono ne sa meno di te ;-)btw un consiglio: la prossima volta non spararle troppo grosse, il discorso che hai fatto sul quantum computing non si può ascoltare :)peace,.pp
    • amedeo scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...
      mai sentito parlare di posta certificata ?
      • Ruben F. Bernardino scrive:
        Re: Non saranno troppi 37 anni...
        Sicuro... Qualcosa l'ho sentita. Ma perché non è un sistema diffuso?
        • amedeo scrive:
          Re: Non saranno troppi 37 anni...
          perche' costa, e' poco pubblicizzato e la gente non ha voglia di imparare ad utilizzare uno strumento nuovo (anche se non e' cosi' differente dall'utilizzo normale)
          • Ruben F. Bernardino scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            Ecco un obiettivo da raggiungere nello sviluppo un nuovo protocollo di comunicazione dovrebbe essere l'inclusione nativa di un sistema di crittografia e/o certificazione...
          • amedeo scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            La crittografia e la certificazione (come certificazione del contenuto) non possono risolvere il problema dello spam, se ti mando della rumenta, il fatto che sia o no crittografata non cambia nulla; vedi i dialer che cercano di installarsi ed hanno un certificato di autenticita'.La posta certificata (PEC) in realta' e' qualcosa di piu':1) utilizza la crittografia con certificazione di un ente abilitato come garanzia che il messaggio sia stato scrtitto dal mittente2) viene gestita da server certificati da un ente abilitato per cui si suppone che i server stessi siano gestiti 'correttamente' dal providerLa PEC ha la stessa validita' legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui mandare spam via PEC verrebbe a costare parecchio inoltre il controllo sull'utenza (buttare fuori chi abusa) sarebbe possibile ed efficace.Purtroppo il rovescio della medaglia e' dato principalmente dai costi che la rendono utile solo alle aziende (e non in tutti i casi)
          • Ruben F. Bernardino scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            Dici che sarebbe il caso di lavorare in tal senso a livello di provider?E poi... Dove sono i costi? Ci sarebbe una maniera per abbatterli o per lo meno rendere conveniente il sistema anche usandolo a livello privato?
          • amedeo scrive:
            Re: Non saranno troppi 37 anni...
            Purtroppo non e' cosi' semplice: prova a cercare un po' di informazioni sulla PEC (puoi iniziare da legalmail di infocamere o da quella fornita da aruba): nessuno offre il servizio gratis e non solo per avidita'; un mio cliente si era informato per mettere su il servizio ed ha scoperto che i requisiti per farlo sono piuttosto alti, in pratica in Italia le aziende in grado di farlo potrebbero essere meno di una cinquantina.
    • Ruben F. Bernardino scrive:
      Re: Non saranno troppi 37 anni...
      http://www.cnipa.gov.it/site/it-it/In_primo_piano/Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/Ormai coi sistemi di messaggistica istantanea, le uniche applicazioni che hanno bisogno di servirsi dell'e-mail sono le comunicazioni ufficiali tra aziende, PPAA e tra queste ultime e i privati... Da privato non troverei la benché minima utilità di gestire altre comunicazioni via email se non quelle ufficiali... Infatti nella mia casella email non ricevo altro che spam. Le uniche comunicazioni che svolgo via email sono quelle con i docenti o relative comunque all'ambito lavorativo, e didattico e amministrativo. Bisognerebbe lavorare sullo sviluppo della mail in tal senso.Un'ultima domanda:Comunichereste qualcosa di privato a un vostro contatto via email, non sapendo neppure se riceverete o meno una risposta immediata quando si potrebbe contare sull'IM?Alzi la mano chi usa l'email per comunicare con la fidanzata... Non so voi, ma io userei l'IM!Non preferireste usare l' email più come mezzo di comunicazione tra voi e, chessò... un ospedale per farvi comunicare un referto medico? O per comunicare in maniera chiara con un ufficio pubblico senza recarvi al medesimo...
  • ogrish forum scrive:
    bella scoperta del cazzo
    l'ennesimo ebreo diventato ricco pseudomeritocraticamente
    • UKBoy scrive:
      Re: bella scoperta del cazzo
      - Scritto da: ogrish forum
      l'ennesimo ebreo diventato ricco
      pseudomeritocraticamenteAlmeno lui qualcosa l'ha inventato, e direi che ha avuto anche un discreto successo, rispetto a chi sputa sentenze in un forum e domani andrà a compiacersene coi compagni al centro sociale, no?Se è diventato ricco se lo merita e basta.
      • LockOne scrive:
        Re: bella scoperta del cazzo
        - Scritto da: UKBoy
        - Scritto da: ogrish forum

        l'ennesimo ebreo diventato ricco

        pseudomeritocraticamente

        Almeno lui qualcosa l'ha inventato, e direi che
        ha avuto anche un discreto successo, rispetto a
        chi sputa sentenze in un forum e domani andrà a
        compiacersene coi compagni al centro sociale,
        no?per giunta poi centro sociale di fasci, che e' gia' una bella rarita'. anvedi a questo, anvedi.
    • fox82i scrive:
      Re: bella scoperta del cazzo
      Facile dare sentenze con il senno di poi!Magari sei uno di quelli che non possono fare a meno dell'e-mail
    • ... scrive:
      Re: bella scoperta del cazzo
      Cosa c'entra se è ebreo oppure no?Tu, piuttosto, sei un razzista di mer*a...
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