NetFraternity ricorre alle denunce

Agli sponsor dell'azienda arrivano email con insulti e oscenità contro l'azienda e il suo presidente Alberto Vazzoler che con gli inserzionisti decide di sottoporre la cosa alla magistratura. Per diffamazione e minacce


Roma – Il presidente di NetFraternity, Alberto Vazzoler, ha comunicato ieri a Punto Informatico la propria intenzione di ricorrere alla Procura della Repubblica per rispondere a quello che considera un attacco sconsiderato da parte di un gruppo di ex abbonati di NetFraternity.

“In questi giorni – spiegano all’azienda – sono arrivate all’indirizzo dei principali Sponsor pubblicitari della società delle mail contenenti ingiurie nei confronti del presidente Alberto Vazzoler e minacce nei confronti delle stesse società Sponsor”.

NetFraternity e le imprese che partecipano in qualità di Sponsor al suo programma di distribuzione pubblicitaria, hanno quindi deciso di far “scattare” la tutela giuridica, partendo dall’indirizzo email di chi ha inviato quelle comunicazioni agli Sponsor, che l’azienda considera “minatorie” e “diffamanti”.

A quanto pare, la denuncia scatterà nei prossimi giorni per sei persone. “Sospettiamo – ha detto a Punto Informatico lo stesso Vazzoler – che dietro queste lettere minatorie ci sia la regia di qualcuno. Netfraternity in questi anni si è fatta dei nemici e questo è inutile nasconderlo”.

“Non è infatti credibile – ha continuato – che qualcuno voglia rischiare con tanta leggerezza dei reati severamente puniti dal codice penale come la diffamazione e le minacce (la diffamazione è punita con una multa consistente o con la reclusione fino a tre anni e le minacce con la reclusione fino ad un anno, n.d.r.) senza uno scopo deliberatamente mirato a portare del discredito a Netfraternity per ottenere da tutto questo dei risultati di natura commerciale”.

Conclude Vazzoler: “I nostri nemici hanno approfittato dell’ovvio malcontento generato dalla rigida ma necessaria politica attuata da Netfraternity contro i Cheaters per creare un pretesto a cui agganciare un’aggressione che ha assunto dei contorni di concorrenza sleale.”

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