SIM scadute, ottenuto un rimborso

Interessante decisione di un giudice di pace che accoglie il ricorso di un utente e impone all'operatore telefonico il rimborso del traffico scaduto

Roma – Una delle conseguenze più vistose del pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni nella parte che tocca le TLC è la disposizione secondo cui il traffico telefonico acquistato dagli utenti non è soggetto a scadenza . Una novità che ha iniziato a produrre le prime conseguenze.

Riporta infatti MiaEconomia di come un giudice di pace di Napoli, Riccardo De Miro, sia intervenuto in un caso di SIM scadute , costringendo l’operatore telefonico a rimborsare l’utente che ha fatto ricorso contro la cancellazione del credito telefonico non ancora goduto al momento della cancellazione della SIM.

Come noto, infatti, gli operatori mobili fino ad oggi procedevano in automatico a “chiudere” le SIM prepagate acquistate dai clienti quando questi nel corso di 13 mesi non effettuavano alcuna ricarica del traffico. Una cancellazione che portava con sé non solo il numero di telefono corrispondente alla SIM ma anche il minutaggio telefonico già pagato dall’utente .

Secondo il giudice De Miro questa cancellazione va considerata una clausola vessatoria che non può essere inserita in un normale contratto telefonico. Tutt’alpiù può essere sottoscritta dall’utente con una nota specifica a parte.

Si tratta, niente più niente meno, dell’applicazione della riforma Bersani, laddove prevede appunto che il credito telefonico non sia soggetto a scadenza .

Carlo Claps, legale dell’associazione del consumo Aidacon che ha seguito il caso, ha spiegato che “la diffusione di questa sentenza consentirà agli utenti di poter richiedere gli importi residui sulle schede disattivate, oltre alla richiesta di risarcimento danni per illegittima disattivazione della scheda SIM”.

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  • soulista scrive:
    SCF... e frasi prive di senso...
    Alla fine dell'articolo il Tizio della SCF parla di "utilizzo illegale della musica"... ma, pensandoci bene, che vuol dire? Ha un senso questa frase?Prendiamo per esempio un coltello da cucina: é un oggetto legale ma accoltellare una persona é un utilizzo illegale di quello strumento.Ma la musica? quale potrebbe essere un suo utilizzo illegale?(ne propongo una: costringerci ad ascoltare quella "materia organica anfibia" che producono?)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 febbraio 2007 10.38-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Meta-parassiti...
    Evviva, evviva: siamo finalmente arrivati ai parassiti che cercano di spillare soldi ai parassiti! L'evoluzione continua... :D
  • ishitawa scrive:
    piatto ricco mi ci ficco
    ormai si fa a gara nel cercare di spillare soldi a chiunque nel nome dei "diritti d'autore" (ma poi a questi autori, quante fette di torta vanno veramente?)e a pagare sempre e solo chi vuole fare le cose oneste e per bene. questo mi chiede dei soldi, è della società dei fonografi (già il nome...ti immagini il cane che sta a sentire "la voce del padrone" dalla tromba del fonografo)evabbè diamoli anche a lui...
  • Ekleptical scrive:
    Posizione REA ineccepibile
    Effettivamente la REA ha perfettamente ragione. Giusto dare i soldi agli artisti se si utilizza un loro brano, ma per quale assurdo motivo bisognerebbe dare dei diritti "di riproduzione" ai produttori dei CD (ossia le case discografiche)???Queste ultime dovrebbero campare solo della vendita dell'oggetto (CD, mp3). Non trovo giustificazione logica al pagar loro dei diritti d'autore, non essendo autori di niente!
    • Anonimo scrive:
      Re: Posizione REA ineccepibile
      mi permetto di correggere in parte la tua osservazione.La REA non dice che i produttori non vanno pagati, certo è assurda la pretesa degli stessi ma la legge all'73 dice che "lor signor" hanno diritto ad un compenso per l'uso [b]diretto[/b] del disco o di analogo supporto prodotto dai produttori. la misura del compenso è stabilita da un DPCM del 75/76 che lo fissa, salvo diverso accordo tra le parti, al 2%.Ciò che dice la REA ed è assolutamente ineccepibile è che il produttore (la scf in questo caso) non ha diritto a pretenderlo "direttamente" dall'utente ne di porre in essere una vera e propria campagna di (dis)informazione sul tipo "paga e sei legale". Ciò è sbagliato per quell'art. 180 che dice che solo la siae rilascia le licenze che servono ad "essere legali" e che tali licenze comprendono sia i diritti d'autore che quelli connessi (art 73). E' la SIAE che deve garantire con la propria azione la distinzione dei diritti verso gli aventi causa e, quindi, anche verso i produttori i quali poi ripartiscono con interpreti ed esecutori.Ciaomassimo
  • Anonimo scrive:
    Ci vorrebbe che qualcuno abolisse questa
    maledetta legge che consente a dei PRIVATI la riscossione di soldi che non gli spettano...Una bella petizione ?Un referendum ?...Tutti contrari a pagare tasse sui supporti vergini.Tutti contrari a pagare balzelli quando si mette un po' di musica in pubblico.Tutti ad incazzarsi per il rastrellamento di denaro a danno di utenza e mercato.Pero'...ci fosse un singolo politico, un avvocato decente, o anche un semplice cittadino che si intende un minimo di faccende legali o politiche che crea una petizione o una qualche forma referendaria.E ora non mi dite : "perche' non lo fai tu".Io non sono esperto in questioni legali, non ho contatti con societa' come la REA che si vedono danneggiate, ne' sono nel giro degli artisti "sfruttati"...che avrebbero tutto l'interesse a portare avanti un iniziativa di questo genere.Continuiamo cosi', che i dvd vergini li compro all'estero e la musica... lo sapete meglio di me... la vendono online :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci vorrebbe che qualcuno abolisse qu
      Ci vorrebbe un bel meteorite su questo mondo di merda!!!! :@
    • Lopippo scrive:
      Re: Ci vorrebbe che qualcuno abolisse qu
      Prima del regio decreto del 1941 come si sostentavano?Cantando/suonando a feste e facendo concerti forse?E nel caso... cosa li tratterrebbe dal continuare a sostentarsi in quel modo, utilizzando le moderne tecnologie di diffusione solo come mezzo pubblicitario di massa pressoché gratuito (rispetto alle persone raggiunte i costi sono davvero prossimi allo zero), e al contempo tutelando la paternità delle loro opere per difenderli dal plagio?Non ditemi il fine di lucro, che sarebbe da malpensanti, sicuramente ci sono ragioni più profonde che ad un non addetto ai lavori come me sfuggono.Non pretendo di abolire il diritto d'autore, non ho la piena consapevolezza di cosa sia, del perché ci sia, e del perché venne istituito.Ma se qualcuno volesse spiegarmelo nella sua interezza senza essere fazioso ne sarei felice, è un pezzo di cultura sociale che mi manca ma con cui ogni persona ha, suo malgrado, a che fare quotidianamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci vorrebbe che qualcuno abolisse qu
      - Scritto da:
      maledetta legge che consente a dei PRIVATI la
      riscossione di soldi che non gli
      spettano...

      Una bella petizione ?

      Un referendum ?

      ...

      Tutti contrari a pagare tasse sui supporti
      vergini.
      Tutti contrari a pagare balzelli quando si mette
      un po' di musica in
      pubblico.
      Tutti ad incazzarsi per il rastrellamento di
      denaro a danno di utenza e
      mercato.

      Pero'...ci fosse un singolo politico, un avvocato
      decente, o anche un semplice cittadino che si
      intende un minimo di faccende legali o politiche
      che crea una petizione o una qualche forma
      referendaria.Il partito dei pirati o qualcosa di simile:un partito/movimento come sono stati i verdi negli anni 80 in germania che con la forza dei voti ha posto all'attenzione generale il problema ecologico.da evitare quello che sono stati e sono ora i verdi italiani ovviamente....
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