2006, l'anno della pubblica amministrazione digitale

Moltissime le novità introdotte dal Codice che impegna a cambiamenti epocali la pubblica amministrazione e la rende più facilmente accessibile a cittadini ed imprese. Piace anche ai cinesi
Moltissime le novità introdotte dal Codice che impegna a cambiamenti epocali la pubblica amministrazione e la rende più facilmente accessibile a cittadini ed imprese. Piace anche ai cinesi


Roma – Azzeramento dei certificati, aumento drastico dell’uso della posta elettronica, registrazione digitale di atti e documenti della pubblica amministrazione, conferenza dei servizi online, riuso delle tecnologie nella PA, sportelli unici informatici. C’è questo ed altro nel Codice dell’amministrazione digitale , un complesso di norme e regolamenti approvato lo scorso novembre dal Governo, entrato ora in vigore, e teso a rivoluzionare sia l’operatività della PA che il rapporto di questa con imprese e cittadini.

La necessità del Codice è nei numeri: la PA nel suo complesso spende, tra enti centrali e locali, più di 3 miliardi di euro che hanno sì portato postazioni di lavoro informatiche e connesse alla rete per il 91 per cento dei posti “informatizzabili” ma, come ammette anche il Dipartimento all’Innovazione, “a tale sforzo spesso non si è accompagnato un incremento effettivo di efficienza e quindi un risparmio nei costi di funzionamento”.

Il Codice, ha infatti sottolineato il ministro all’Innovazione Lucio Stanca, “pone le condizioni normative per realizzare una amministrazione pubblica che sia più efficiente, elimini gli sprechi e costi meno, offrendo a cittadini ed imprese il diritto di interagire sempre, ovunque e verso qualunque amministrazione attraverso la rete e, nello stesso tempo, obbliga tutte le amministrazioni a rendere disponibili on line tutte le informazioni”.

Che il Governo riponga grandi speranze nel Codice si deduce dal lavoro che ha portato alla sua definizione: alla sua redazione, che ha richiesto due anni di lavoro, hanno collaborato le amministrazioni interessate, gli enti locali e una pletora di esperti scelti nel mondo dell’industria e dell’imprenditoria, dell’università e degli organi professionali. “Per le sue caratteristiche – sottolinea il Dipartimento – è stato già chiesto dalla Repubblica Popolare Cinese come testo base per redigere le norme per l’ammodernamento digitale dell’amministrazione statale e periferica, oltre che del Sistema Paese”. Una notizia, quest’ultima, che sembra testimoniare il buon lavoro svolto; ma in molti sperano che quel testo non arrivi mai in Cina: significherebbe infatti dar linfa ad un regime fondato sulla censura .

Scendendo nel dettaglio, ecco alcune delle novità del Codice come vengono raccontate dal Dipartimento:

L’azzeramento dei certificati (art. 53)
Sono 35 milioni i certificati prodotti annualmente dalle pubbliche amministrazioni con un costo per i cittadini di circa 13,50 ? per ciascun certificato. La PA digitale azzererà il numero dei certificati attraverso la trasmissione telematica dei documenti tra amministrazioni e la condivisone dei database. Cittadini ed imprese potrebbero risparmiare oltre 400 milioni di euro.

L’uso della posta elettronica (art. 6,49,50,51,52)
Sono stimati in 31 milioni i messaggi di posta elettronica inviati tra pubbliche amministrazioni e nei contatti di queste con l’esterno, e in 18 ? il risparmio ottenuto per ogni e-mail rispetto alla gestione di un messaggio di posta tradizionale fisico. Il Codice, riconoscendo piena validità giuridica alle comunicazioni per via telematica, pone le basi per un incremento del loro numero e, soprattutto, per una sostituzione quasi totale della vecchia trasmissione cartacea. Una stima molto prudente valuta in circa 360 milioni di ? i risparmi che ne potrebbero derivare sin dal primo anno.

Gli archivi digitali (art. 46 e seguenti)
Con il Codice, la pubblica amministrazione senza carta diventa realtà. Tutti gli atti, i dati, i documenti, le scritture contabili e la corrispondenza prodotti o riprodotti in maniera digitale, secondo le regole che garantiscono la conformità agli originali, hanno la stessa validità giuridica di documenti cartacei e devono essere conservati in archivi informatici, grazie ai quali si riducono tempi e costi di ricerca dei documenti, ma anche quelli di gestione e manutenzione degli archivi: processi più veloci, risparmi di spesa per le amministrazioni, enorme recupero di spazi (spesso presi in locazione) prima occupati da ingombranti archivi cartacei.

Le Conferenze dei Servizi on-line (art. 37)
Quando un qualsiasi procedimento pubblico (una licenza, una nuova opera, un evento, ecc.) coinvolge più amministrazioni, per semplificare e rendere più rapido il suo svolgimento viene indetta una “conferenza dei servizi” a cui partecipano responsabili di tutti gli enti interessati. Il Codice prevede la possibilità che le conferenze si svolgano on-line, evitando viaggi, spese di trasferta, perdite di tempo e, quindi, con notevole risparmio di denaro e maggiore velocità.

Banca del Riuso delle tecnologie (art. 70 e segg.)
Il Codice istituisce la Banca del Riuso, una banca-dati dei programmi informatici riutilizzabili, un elenco di programmi applicativi di proprietà pubblica presso il CNIPA. Prima di acquisire nuove applicazioni tecnologiche, le pubbliche amministrazioni devono verificare se sono disponibili soluzioni riutilizzabili, cedute in maniera gratuita dalle amministrazioni titolari. Il riuso abbatte i costi degli investimenti in tecnologie con un risparmio nella fase iniziale di almeno 45 milioni di ?; elimina i tempi del progetto e aiuta anche le amministrazioni con minore capacità di spesa ad acquisire tecnologie innovative, facilitando il processo di erogazione di servizi avanzati a cittadini e imprese.

Gli sportelli unici per le imprese (art. 9)
Gli sportelli unici per le attività produttive divengono telematici: devono riorganizzarsi per gestire i procedimenti e le attività interne in maniera informatica, acquisire istanze da parte delle imprese ed erogare i servizi attraverso internet e posta elettronica. Per ottenere una maggiore efficienza e per risparmiare risorse, il Codice prescrive forme di coordinamento tra le varie amministrazioni interessate che permetta alle imprese di trovare ovunque una procedura omogenea. A livello centrale nasce il Registro informatico degli adempimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni centrali, nell’ambito però di una rete integrata di servizi gestiti dagli sportelli sul territorio.

Per saperne di più vedi il sito dedicato PAdigitale.it

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08 01 2006
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