2012, il cellulare come bussola urbana

Gli studiosi non hanno dubbi: entro pochi anni sarà tutto un pullulare di cellulari con navigatore incorporato. E sarà un nuovo mondo per utenti ed operatori. Al centro di tutto la vita delle città

Roma – “Dove siamo? Dove andiamo?” Non sono quesiti esistenziali, ma domande di geolocalizzazione: nell’utenza forse serpeggia un diffuso timore di perdersi, visto che il mercato dei navigatori satellitari prospera. Ma la possibilità di integrare i telefoni cellulari con strumenti di navigazione potrebbe cambiare il panorama, tanto che si stima che, entro cinque anni, oltre 40 milioni di utenti nel mondo avranno un telefonino dotato di applicazioni per la navigazione urbana.

A lanciarsi in questa previsione è In-Stat , che basa le sue previsioni di diffusione su una ricerca che mette al centro proprio il fiorire di strumenti di localizzazione adattati e utilizzati per l’ambiente urbano, con le sue caratteristiche di orientamento ma anche e soprattutto di servizi ed esercizi commerciali che sui navigatori potranno essere presentati, consigliati, promossi.

“A differenza di player MP3 e fotocamere digitali – dichiara David Chamberlain, analista In-Stat – le applicazioni di navigazione per telefoni cellulari costituiranno la sola alternativa a basso costo in un mercato dalla crescente popolarità”. La società americana è convinta che gli operatori di telefonia mobile abbiano già fiutato il business e si daranno presto da fare con offerte mirate, che potrebbero cambiare radicalmente lo scenario del mercato e il modo stesso di fruire della città.

Al momento, per dispositivi mobili dotati di Windows Mobile, e non proprio low-cost, esiste la soluzione di Google Maps che si pone come alternativa ai vari software da installare sugli smartphone. Ma non è detto che in un prossimo futuro non venga lanciata una versione non-windows – magari per smartphone con supporto Java, o per Symbian, o per distribuzioni mobili di Linux.

In definitiva, entro cinque anni – o poco più – benzinai, edicolanti e persone sedute sulle panchine delle fermate d’autobus potrebbero non dover più dare indicazioni stradali ai camionisti di passaggio.

Dario Bonacina

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • MARCO scrive:
    Guardate qui...
    http://ingegneridisoccupati.blogspot.com
  • paolo g scrive:
    cambiate lavoro
    Anche se si costituisce un albo, i problemi continueranno ad esserci per via dell'uso, ormai da molto tempo e lungamente approvato, di strumentalizzare gli informatici ai fini di lucro. Ne sò qualcosa io che cerco costantemente la mia dimensione lavorativa in questo campo ma non riesco a trovarla. Sono continuamente a disposizione della mia azienda che mi sposta sempre di progetto, mi sollecita a cambiare tecnologia, mi spinge ad essere quello che non sono. Oramai sono ben 14 anni di schiavitù ed ora mi ritrovo senza una identità. La mia ragazza aspetta che qualcosa cambi nel mio lavoro, per ottenere la tranquillità necessaria per costruirsi una famiglia, ma mi rendo conto che se rimango in questa gabbia non riuscirò a concretizzare la mia vita e le mie speranze. Un lavoro autonomo? peggio che mai! E' necesario capire!. Qui in Italia la qualità non esiste e non esistono miracoli. Solo chi è fortunato sopravvive o chi è da tanti anni nella stessa azienda o presso lo stesso cliente e non fa da tempo un ca...! Ci si può buttare nelle Risorse Umane, forse qualche soddisfazione e soldo si può fare...
  • pinco pallino scrive:
    Il grosso problema per gli "informatici"
    è proprio nella definizione stessa di "informatico", non abbiamo un'identità, l'idrualico, il meccanico, l'architetto l'avvocato, il medico etc etc hanno tutti un'identità: qualunque persona anche la più ignorante sa cosa fanno questi professionisti.Se chiediamo loro cosa fa un informatico, bé le cose cominciano a complicarsi perché ognuno avrà la sua visione di informatico (spesso associata allo smanettone, quello che ci sa fare con i PC!).a proposito conoscete qualche sito italiano che sia simile a questo?http://www.tecnoempleo.com/Per "simile" intendo un sito dove sia possibile scegliere un particolare linguaggio di programmazione o tecnologiaad esempio SAPhttp://www.tecnoempleo.com/busqueda-empleo.asp?te=Sape sulla destra scremare in base a vari fattori (Contratto, Experiencia, Salario!!!)io lo trovo molto funzionale, ne esiste uno simile in Italia?
  • Federico "Lox" Lucignano scrive:
    Ironia della sorte...
    Bhe, ti/vi hanno fregato/i loro prima che lo facessi/ste tu/voi nei loro confronti, e sinceramente hanno fatto anche bene a bloccare la cosa sul nascere.
  • luigi giannattasio scrive:
    le cose non cambiano......
    ho letto con interesse il tuo articolo.laureato in scienze delle informazioni nel 1978.nel 1980 ho fatto una ricerca per riunire tutti i laureati in informatica e mettere le basi del famoso ordine.la stragrande maggioranza all'epoca risultò totalmente disinteressata al progetto.esistevano già delle caste di informatici non laureati che misero i bastoni tra le ruote.ti auguro maggior fortuna.luigi
  • porcacchia scrive:
    caro Paolo Holzl
    Il problema e che manca una regolamentazione del settore a livello legislativo. E' purtroppo finche' L'AIP e le associazioni serie come la vostra non avranno voce in capitolo ci sara' putroppo assai poco da Fare.I primo problema in Italia e' la totale deregolamentazione del settore, che va avanti da anni e ogni anno sempre peggio.Basta dare un occhiata a certe richieste di assunzione per far venire i brividi a chiunque- Skill consolidato su amministrazione sistemi Unix Sun Solaris 8, 9, 10.- Skill consolidato su Solstice disk suite- Servizi di posta su unix .Installazione, Configurazione ed Amministrazione Sun Clustercontratto? Sei mesi a progetto.Ma il problema paolo non e' solo chi li pubblica questi annunci, il problema e' sopratutto CHI RISPONDE A QUESTO TIPO DI ANNUNCI.Ora come si puo' chiedere ad un clusterista 6 mesi a progetto? Finche' caro Paolo queste cose in italia non saranno espressamente vietate, sara' come urlare al vento. Manca poi un evidente vigilanza continua delle istituzioni di controllo vedi l'erario (visto che mi devi spiegare cosa ci fa una azienda di 20 dipendenti con un clusterista per sei mesi) soprattuto in ambito di controllo della gestione dei subappalti. Io caro paolo rimango all'estero con un eccellente stipendio e con i benefits che qui all'estero mi danno.Il resto caro paolo sinceramente mi interessa poco. Se esistono nel nostro settore persone talmente poco lungimiranti da non riuscire a capire che accettare queste proposte significa PER LORO tra 20 anni stare a gambe per aria senza prospettiva, senza futuro e senza pensione, beh scusa se te lo dico ma sono (volatili per diabetici loro).Non cambiera' IN ITALIA E NEL NOSTRO SETTORE finche' ci saranno persone, poco lungimiranti o che "dicono di essere tecnici IT" e si rivendono per un piatto di lenticchie, e non cambiera' mai nulla finche' le istituzioni adette a vigilare questo tipo di situazioni non avranno abbastanza tempo o supporto per poter vigilare.Io dopo parecchi anni in Italia ho preso una decisione drastica, fatto le valigie e salutato le aziendine pizzaefichi sss e antani sasrlss.Se si vuole cambiare qualcosa significa che i professionisti IT (quelli veri) si alzino e comincino a manifestare a chiedere diritti. Per quanto mi riguarda stare a piu di 2500 kilometri di distanza con gli stipendi di qua (che fidati sono alti) non mi pesa proprio.AP
    • paoloholzl scrive:
      Re: caro Paolo Holzl
      sono in gran parte daccordo con te.Anzi aggiungo altro, vai a vedere i bandi per le assunzioni e troverai che si cercano esperti Sitemisti con competenze in Database, Sitemi Win, Unix. Titolo richiesto ... laurea in informatica, in ingegnieria o in ... 'lettere e filosofia'.O un bando del genere lo ha fatto un deficente o uno in mala fede, ma ne trovi finché vuoi di esempi analoghi.Cordialmente
  • shevathas scrive:
    Re: Non è come 15 anni fa...
    Questo perche' i sistemi sono diventati sempre piu' facilida gestire e configurare. eppure molti credono ancora che sia giusto venire pagati come quando chi sapeva mettere mano alla configurazione di una rete o di un router era raro come una mosca bianca.Basta vedere le lettere mandate un po di tempo fa con le proteste per le paghe basse per chi lavora nell'ICT. Ma per favore, non cadiamo nel ridicolo. Chiunque faassistenza a codesti livelli (milioni di euro di valore)non ha certo un'azienducola di 5 persone. Anche perche'se dovessi farmi fare assistenza, e il rischio fossequello, io azienda cliente mi affiderei di sicuro acentri di assistenza efficienti, referenziati etc etc. Sacrosanto, se ho esigenze di avere macchine critiche che, caschi il mondo, devono rimanere in piedi il contratto di assistenza lo faccio con qualcuno che:A) mi può garantire che invierà un tecnico entro 1H dalla segnalazione del guastoB) riesce a rimettere in piedi tutto entro 24H dalla visita del tecnico.C) nel caso non mantenga A e B sia in grado di pagarmi il risarcimento danni.Di certo non ti rivolgi al negozietto sotto casa, ma ad aziende grosse che possono fornirti garanzie.Certo paghi di più rispetto al ragazzino, ma è come un assicurazione, paghi per essere tutelato in caso di rogne.
  • George scrive:
    Re: Non è come 15 anni fa...
    - Scritto da: Davide
    In questo forum ho letto una frase significativa
    che suonava tipo: negli anni 90 non occorreva
    l'albo perchè c'era trippa per tutti. Oggi che il
    lavoro è duro e scarseggia, si crea l'albo.No. Il senso di quella frase era un altro. Ovvero che chi chiede l'albo non lo fa per tutelare il cliente dagliincompetenti ma solo per togliere di mezzo i concorrenti.Che e' tutta un'altra cosa.
    E io dico: e allora? E' giusto.Sara' giusto per te, perche' magari ti puoi iscrivere,e invece chi ha gia' un lavoro nel settore e deve campareuna famiglia come fa? Perche' dev'essere costretto a cambiare lavoro, solo perche' qualche sfigatello neolaureato in cerca di prima occupazione non trova lavoro?
    (grazie alla concorrenza
    ignorante dei grandi distributori) anche il
    servizio ad esso associato.Non vedo dove sia il nesso. Il prezzo di un pc e' calato,ma il costo della manodopera e' aumentato. 9 anni fa quandolavoravo in un negozio prednevo 50.000 lire a intervento.Adesso so che nello stesso negozio dove lavoravo io, prendono 50 euro.
    E anche perchè la qualità del servizio è calata.Questo perche' i sistemi sono diventati sempre piu' facilida gestire e configurare.
    L'albo, che a mio avviso deve essere per esami e
    non per titoli, Che sarebbe gia' un bel passo avanti...
    Ma quando fai assistenza devi essere
    professionale e tenere a mente che se sbagli
    perdi dati per milioni di
    valore.Ma per favore, non cadiamo nel ridicolo. Chiunque faassistenza a codesti livelli (milioni di euro di valore)non ha certo un'azienducola di 5 persone. Anche perche'se dovessi farmi fare assistenza, e il rischio fossequello, io azienda cliente mi affiderei di sicuro a centri di assistenza efficienti, referenziati etc etc.
    Non volete l'albo informatici? Spiegatemi perchè.
    Ma sul serio.Credo che il motivo principale sia dovuto al fatto che moltissimi professionisti (tra cui mi c'inserisco), lavorano nel settore ormai da svariati anni (personalmente 10) e non mandano giu' l'idea di dove essere estromessi daquella che e' la loro professione, solo perche' non laureati (visto che cmq e' dimostrato e palese che unlaureato non ti garantisce piu' professionalita' di unapersona che non lo e', visto tra l'altro il bassissimolivello dell'informatica in italia).Se da una parte abbiamo i laureati che non riescono a trovare lavoro e quindi vogliono sbaragliare la concorrenzatagliando le gambe a chi lavora gia' (perche' e' questo ilreale motivo), e' normale che dall'altra parte ci sia chi lavora gia' che tuteli i propri interessi e che sia contrario a questo tipo di corporazione.Poi, se tu mi dici che si dovrebbe entrare per esami e nonper titoli, allora la situazione sarebbe gia' molto diversa, anche se, come di sicuro saprai, l'informatica e' talmente vasta che andrebbero studiati per bene gli esami.E cmq tanto nessuno fara' mai niente, per fortuna. Questeassociazioni tipo l'AIP esistono da svariati anni, ma rimangono sempre li, il loro unico scopo e' ciucciare i soldi a chi s'iscrive (perche' per iscriverti devi pagare) e il resto e' fuffa.
  • Federico "Lox" Lucignano scrive:
    La storia dell'informatica insegna...
    ... che le migliori idee/soluzioni sono nate in cantine/garage, opera di ragazzi per la maggior parte non laureati, alcuni studenti liceali, che poi sono riusciti a trasformarle in ottimi strumenti di marketing su cui fondare società di successo (in America questa è ormai cosa comune, cfr. Youtube & Co.).Cos'è, i neolaureati hanno paura che tecnici con anni di (sudata) esperienza alle spalle gli soffino il posto?E tutti quei professionisti del settore che magari hanno una laurea in discipline diverse ma altrettanto (Io ad esempio ho una società di informatica che gestisco insieme ad altri 2 soci e che sta andando bene, ma a Novembre mi laureerò in Grafica e Progettazione presso la facoltà di Architettura della Sapienza qui a Roma, una scelta sensata per me che lavoro nel campo del Web ormai da più di 10 anni e nel campo dell'informatica dall'età di 15 anni)? Li vogliamo tagliare fuori?Ma fatemi il favore... Battiamoci invece al fine di forzare le università Italiane che ospitano facoltà in materie tecnico/scientifiche a fornire una gamma più ampia di possibilità di effettuare tirocini in aziende VERE dove il laureando possa imparare veramente come si lavora sul campo ed arrivare alla laurea con un minimo di esperienza lavorativa RICONOSCIUTA come valida; c'è chi non lo sa ma alcune facoltà non forniscono alcuna scelta in merito o delegano allo studente il compito di trovarsi una società disponibile a prenderlo come tirocinante, e tutta la procedura è a carico dello studente (come capita per la maggior parte dei corsi di studio presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia in Roma per fare un esempio) e parecchi neolaureati in Informatica o Ingegneria Informatica che non sanno dove mettere le mani quando viene loro assegnato un compito.
    • Davide scrive:
      Re: La storia dell'informatica insegna...
      Non mi sembra che se non sei laureato non ti puoi iscrivere all'albo
    • Federico "Lox" Lucignano scrive:
      Re: La storia dell'informatica insegna...
      Bhe, a quanto ne so io:Albo Architetti (Abilitati da esame di stato)Albo Ingegneri (solo laureati)Albo medici (solo laureati)Albo avvocati (Abilitati da esame di stato)Quindi se un nuovo albo viene costruito sul "template" di quelli già esistenti accetterà solo professionisti o laureati o abilitati da un esame statale (che di norma non passi se non sei laureato, come accade per l'esame di abilitazione alla professione di Architetto, non per mancanza di preparazione ma per ostilità della commissione), d'altronde un albo accetta solo professionisti certificati come tali da un qualche tipo di attestato.Ben venga un esame di abilitazione se mai fosse necessario, ma diretto da commissioni imparziali (i.e. senza pregiudizi verso i non laureati) e soprattutto qualificate.
    • Cluster scrive:
      Re: La storia dell'informatica insegna...
      Beh, sembrerà strano ma per una volta che un governo vuole mettere le mani su una liberalizzazione delle professioni collegate a libere associazioni, dove i riconoscimenti sono dati dall'esperienza lavorativa PRIMA e dal curriculum studiorum DOPO, ci sia ancora chi pensa ad esami.Ragazzi gli esami ve li fa il cliente con la bontà di ciò che producete per lui!!!Ecco perchè le associazioni professionali servono. Servono per eliminare quella assurdità e distorsione solo italiana che sono gli ordini, per far si che uno con la licenza media MA CON LE OO ottagonali sia riconosciuto come un professionista con il suo attestato di competenze. Se una associazione "attesta" lo fa sulla base di cose che si verificano "fuori" della sua sfera d'azione.. cioè sul mercato.
  • anonimo scrive:
    mah
    Non ho mai visto un articolo più contraddittorio di questo sembra che voglia listituzione dellalbo ma poi fa esempi che esplicano il contrario Forse se non ho capito è colpa mia
    • no-aip scrive:
      Re: mah
      vedi.. te lo dice uno che ha militato per 10 anni in aip e ha finalmente capito quanto sia tempo perso: si contraddicono a questo modo da anni... e infatti se ti iscrivi potrai ottenere solo un cappellino o una penna griffata ma niente che sia VERA SOSTANZA...- Scritto da: anonimo
      Non ho mai visto un articolo più contraddittorio
      di questo sembra che voglia listituzione
      dellalbo ma poi fa esempi che esplicano il
      contrario

      Forse se non ho capito è colpa mia
    • Si-AIP scrive:
      Re: mah
      A me piacerebbe sentire qualcuno dei saccenti anti associazione che oltre che criticare propongano qualcosa di concreto. Se qualcuno ha militato in una associazione _sa_ che essa vive di volontariato e coloro che ci mettono dentro il loro tempo non lo fanno certo perchè sono assunti o ricevono parcelle milionarie. Cercano per quanto possibile di creare coesione su un territorio che non è il condominio di casa e dove le realtà sono le più disparate, senza parlare poi delle specializzazioni informatiche o para informatiche da tenere coese.Quei saccenti che parlano di gadget forse non sono mai andati ad un assemblea o hanno fatto via associativa, pensando che gli altri facessero per loro.Un sindacato cosa vi da per la vostra tessera associativa?Un partito cosa vi da?Pensate per caso che nessuno si sia posto come creare "valore" ad una quota associativa?Questi problemi sono i problemi di ogni associazione, anche quella dei giocatori di scacchi!In ogni associazione esiste il voto ed esistono le vie democratiche per cambiare "le cose da dentro", chi critica da fuori è meglio che si turi la bocca, serve solo ad aumentare l'entropia. Inoltre mi piacerebbe conoscere le "alternative" che costoro propongono e cosa fanno a livello associativistico verso i "normali" associati, c'è sempre da imparare dal prossimo!
    • paoloholzl scrive:
      Re: mah
      Scusa ho scritto l'articolo e mi dispiace non essere stato sufficientemente chiaro.Vedo se riesco a chiarire meglio, nessuno in AIP ha intenzione di fondare un Ordine professionale anche perché l'Unione Europea caldeggia (ove possibile) la rimozione degli ordini.Il problema è che gli ordini esistono in quanto rappresentano (lobby) e hanno un forte potere nelle contrattazioni nazionali ed internazionali mentre gli informatici italiani non sono rappresentati ufficialmente.Il corrispondente degli ordini professionali, se passa la liberalizzazione delle professioni, saranno le associazioni riconosciute.Questo è quello che auspichiamo che avvenga, in quel momento anche noi avremo modo di competere sul mercato 'ad armi pari' senza subire passivamente le decisioni di chi ha una rappresentanza riconosciuta.Spero di aver meglio chiarito il concetto.Cordialmente
  • ishitawa scrive:
    l' ordine c' e gia...
    e' l' ordine degli ingegneri informaticiteoricamente questo blocca qualsiasi lavoro di sviluppo sw, progettazione reti etc a chi non ne e' iscrittoe come al solito l' ennesima legge (ingiusta) non fatta applicarema che c'e, e l' accusa di esercizio abusivo della professione pende come una spada di damocle su tutti noi
  • anonimo scrive:
    W3C
    Da siti del "genere" te lo aspetteresti e invece... http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Fwww.aipnet.it%2F (rotfl)
    • anonimo scrive:
      Re: W3C
      trova errori su tutti i siti...
    • PROFESSIONISTI? scrive:
      Re: W3C
      - Scritto da: anonimo
      Da siti del "genere" te lo aspetteresti e
      invece...


      http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Fwww

      (rotfl)HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!DIMMI, DIMMI, E QUANTO LO FARESTI PAGARE UN SITO COME QUESTO FATTO DA PROFFFFFFESSSSSIONISTI (magari divenuti tali per aver coseguito la Ecdl)?Dai, magari se invece delle 120 euro dò 300 euro mi fanno iscrivere anche ho solo la terza media! se mi fanno iscrivere prometto che faccio tutti gli esami della Ecdl.PAGLIACCI!!!!!!
    • markoer scrive:
      Re: W3C
      E perché mai?Io me lo aspetterei /al massimo/ da un sito della pubblica amministrazione. E invece, guarda caso, pure quelli sono ben poco W3C compliant...E comunque sappiamo benissimo che è una pagliacciata... la gran parte dei siti non valida affatto, infatti è molta diffusa l'abitudine (vedi Yahoo) di mescolare TABLE e DIV in modo che un sito possa essere visto da *tutti* i browser - ma questo ovviamente rende il sito "non validabile". Ma guarda caso, pare che fruibile e "validabile dal W3C" siano due concetti diversi.E, per tua informazione, da una associazione senza scopo di lucro, che si basa sul lavoro volontario di chi offre il proprio tempo libero, questpop è il massimo di quello che puoi aspettarti. Tutti bravi a sputare sulle fatiche degli altri, ma assai MENO bravi a dare una mano... scena già vista, passa alla cassa, grazie - si chiama IPCRISIA.Cordiali saluti
      • Sorcerer01 scrive:
        Re: W3C
        si vabbè può essere utile come indicazione...ma trova 47 errori sulla pagina praticamente bianca di google.com
  • e7r3m scrive:
    ordine ingegneri
    ciao. forse mi è scappato qualcosa...esiste già un ordine: l'ordine degli ingnegneri settore dell'informazione.E' accessibile sia per i laureati in ingegneria informatica che per i laureati in informatica. Esiste comunque un problema: questo albo non è accessibile ai laureati in informatica VO, che dovrebbero fare una rilaurea (assurdo :|)
  • VDM scrive:
    L'albo esiste già!
    ... e si chiama Albo degli Ingegneri Informatici, e accetta anche i laureati in Informatica. Forse non si nomina perché è stata una battaglia di un'altra associazione (ALSI, Associazione Laureati in Scienze dell'Informazione)? (e comunque tutti gli ordini sarebbero da abolire).
    • paoloholzl scrive:
      Re: L'albo esiste già!
      non voglio entrare in 'guerre di religione' tra informatici e ingegneri, ciascuno ha i sui ruoli.Purtroppo la stragrande maggioranza di esperti in informatica, in particolare quelli di vecchia data, non è laureata anche perché una volta tali corsi di laurea si trovavano alla Normale di Pisa con obbligo di frequenza o poco più o erano derivazioni di facoltà di Matematica o Fisica.Nonostante esista da decenni resta un mestiere relativamente 'nuovo'.Sono due mestieri quello dell'ingegnere e dell'informatico che pur con punti di convergenza onestamente sono mestieri diversi.Cordialmente
  • IPsec scrive:
    Che sia la volta buona?
    Il quadro e' conosciuto i problemi anche, l' associazione anche quella.Personalmente sono un po al di fuori del contesto, lavorando in irlanda per una societa' leader nel campo della virtualizzazione (e non e' un modo di dire tipo solito annuncio di lavoro...) senza laurea ma con qualche certificazione tecnica ed i soliti anni di esperienza che quel che leggo ingiro non mancano a nessuno qui.L' associazione serve? Se fa valeri i suoi diritti e che siano diritti reali roba tangibile forse si, sorse serve .Se garantisce di poter avere un contratto differente dal solito contratto a progetto si, allora serve.Perche' il mio problema per ritornare in Italia e' proprio quello di dover sottostare alle meccaniche del contratto a progetto. Probabilmente un problema di tutti gli informatici italiani forse.Il nostro problema e' che non esistono dei minimi salariali e dei contratti con delle clausule standard.Come molti hanno detto prima di me qui si va avanti al ribasso (del nostro salario) ed al rialzo del fatturato di aziende composte alle volte da 5 persone con una schiera di ragazzi a progetto.Se questa associazione ha la forza di canbiare queste cose allora ha il diritto di esistere in quanto la sua presenza e' utile, altrimenti forse e' meglio dirigere le energie in un' altro modo.Piuttosto che parlarne tra noi forse ne dovremmo parlare al ministro (fate voi quale ) sole le leggi cambiano le cose.Servono leggi, non parole.
    • David scrive:
      Re: Che sia la volta buona?
      Hai ragione IPSec!Servono le leggi, è su quello che si sta combattendo con il COLAP. Avere una legge.Le battaglie le abbiamo contro le lobbies di potere (come in tutti i paesi del mondo) contro coloro che sentono la "vecchia solida terra" sbriciolarsi grazie alla voce di migliaia di persone che sono stanche di essere pagate meno di un idraulico e per contratti che vanno bene forse in india.Sai, non è semplice. Non è semplice per tante ragioni, sopratutto perchè devi fare in certi frangenti più "politica" che "professione" perchè quando la fai qualcuno che ti era amico ti diventa nemico, perchè nel gioco delle parti c'è chi bistratta il lavoro di pochi ma non fa nulla per migliorarlo, anzi rema contro. E intanto gli informatici rimangono al palo sacrificale dei contratti co.co.pro!!Fai bene IPSec a stare in Irlanda. Almeno li nella logica del "saper fare" e non del "saper essere" si va lontano.Ciao
    • paoloholzl scrive:
      Re: Che sia la volta buona?
      Hai ragione ma per parlare occorre avere un ruolo e un gruppo che ti rappresenti, al ICT PArk di Caramanico ad esempio c'era il vertice della Polizia Postale, rappresentasti del Parlamento e tante altre figure istituzionali.Se avrete modo di frequentare iniziative di questo tipo vi renderete conto che 'dall'altra parte' non ci sono persone con l'anello al naso o necessariamente in mala fede.Sono anche disposti ad ascoltare e AIP ha notevoli rapporti istituzionali pur rimanendo assolutamente apolitico, per dialogare occorre essere riconosciuti ed avere rappresentanza.Se poi uno mi dice non mi interessa tanto io la mia pagina web la faccio per i fatti miei e del resto non mi interesso, è una posizione che ha una sua logica, ma non tutti la pensano così.In ambito europeo la rappresentanza può avere un peso altrimenti saremo costretti a subire gli altri.Cordialmente
  • Angelo marzetti scrive:
    ma il problema rimane
    e cioe' stipendi da 1000 euro in co.co.pro.qui si parla di ordini...associazioni bla bla blama la realta' e' quella e basta
    • paoloholzl scrive:
      Re: ma il problema rimane
      hai ragione ci sono situazioni di questo tipo a bizzeffe.Ma mettiti nei panni di un professionista serio non laureato che voglia far capire al suo interlocutore che è qualcosa di più di un 'cantinaro'.Una strada ?Potrebbe certificarsi con qualcuna delle centinaia di certificazioni di Vendors alcune blasonate e rilasciare a fronte di corsi davvero validi. Potrebbe fare delle proposte (magari con l'illusione che qualcosa passi) alle istituzioni, in questo caso appoggiandosi a un ordine, o a una grossa associazione o a un partito politico.Una associazione potrebbe farsi garante del suo rispetto per lo statuto, per la deontologia o altro.Poi magari resterà un co.co.pro. a 1000 euro al mese ma potrà dire di averci provato.(a tua ... relativa consolazione, un laureato indiano prende 350 euro)Cordialmente
  • Davide scrive:
    Secondo me serve
    Io sono convinto che fare un albo degli informatici sia l'unica strada per garantire un minimo di professionalità al nostro mestiere. Sempre che non accettino tra le loro fila cani e porci. E questo semplicemente perchè in Italia l'informatico è trattato peggio di un idraulico.Avete mai provato a rispondere al cliente che ha un problema "vengo tra due giorni perchè prima non riesco" ?Vedrete gente che inizia a bestemmiare, a dirvi addosso di tutto, a minacciare e a strapparsi i capelli.Ora supponiamo che vi si guasti un rubinetto. Chiamate l'idraulico. Questo vi risponde che non riesce a venire prima di 15 giorni, e noi lo ringraziamo un milione di volte per la sua disponibilità.Ecco cos'è l'informatico in italia.E' il bistrattato ragazzino (anche se si hanno 50 anni) che smanetta con il computer.E poi avete mai visto una ditta di idraulica dove il titolare non abbia mai fatto l'idraulico in vita sua? Non esiste. Fanno l'idraulico per 20 anni poi aprono la loro azienda. Ed ora pensate invece a quante sono le aziende che trattano di informatica dove il titolare o la dirigenza sa di informatica. Poche, molto poche. Spesso il titolare era un ex commerciale della buffetti, un venditore di fotocopiatrici, un cartolaio, ecc.Suvvia. L'ordine a mio avviso serve, una volta per tutte, per delimitare la linea tra professionisti e trappolai, tra gente seria con un codice deontologico e una certa professionalità, e ragazzini che smanettano in garage.Di creare delle caste non interessa a nessuno.Di creare un sistema meritocratico tutelato, invece, credo che sia nell'interesse di tanti del settore.Il grosso problema è che, con un sistema come questo, comincerebbe la rivolta degli smanettoni che, avendo la loro vita piu difficile, non accetterebbero di essere esclusi. Ma tutto ciò, ripeto, a grande beneficio della qualità del lavoro e della rispettabilità della categoria.Saluti
    • ryoga scrive:
      Re: Secondo me serve
      Chi potrebbe far parte dell'ordine?Chi avrebbe diritto ad entrarci in prima battuta?Chi avrebbe il diritto ad entrarci in seconda?Con che criterio vengono selezionati gli esperti dai non esperti?In base ai titoli di studi?E un laureato ha priorità di un diplomato con 10 anni di esperienza sul campo?E un laureato ha priorità su di un non diplomato con 30 anni di esperienza?Insomma.... dire "Creiamo l'ordine dove io ci entro e altri no", e' un qualcosa di egoistico che difficilmente verrà creato.Bisogna creare una categoria di lavoratori con un loro contratto e una loro posizione lavorativa CHIARA.Dopo è possibile pensare a creare Albi e quant'altro per gli ingegneri. Ma fino ad allora il settore informatico non deve subire danni da chi vuole avere un monopolio.
    • Guybrush scrive:
      Re: Secondo me serve
      - Scritto da: Davide
      Io sono convinto che fare un albo degli
      informatici sia l'unica strada per garantire un
      minimo di professionalità al nostro mestiere.
      Sempre che non accettino tra le loro fila cani e
      porci. E questo semplicemente perchè in Italia
      l'informatico è trattato peggio di un
      idraulico.no.
      Avete mai provato a rispondere al cliente che ha
      un problema "vengo tra due giorni perchè prima
      non riesco"
      ?Si: 999 volte su 100 riesco a metterci una pezza per telefono, in modo che il cliente abbia pochi fastidi fino al mio arrivo, che di solito risolve.
      Vedrete gente che inizia a bestemmiare, a dirvi
      addosso di tutto, a minacciare e a strapparsi i
      capelli.Nessuno dei miei clienti ha mai dato questi problemi.
      Ora supponiamo che vi si guasti un rubinetto.con alcune rarissime eccezioni un computer non è un rubinetto.
      Chiamate l'idraulico. Questo vi risponde che non
      riesce a venire prima di 15 giorni, e noi lo
      ringraziamo un milione di volte per la sua
      disponibilità.Se non riesce a venire prima di 15 giorni sua moglie sara' molto infelice.Battute da caserma a parte: io non ringrazio 1.000.000 di volte la sua disponibilità e chiamo un altro idraulico.
      Ecco cos'è l'informatico in italia.
      E' il bistrattato ragazzino (anche se si hanno 50
      anni) che smanetta con il
      computer.Ma forse è quello che succede a te.Io presento un preventivo -a ore- e rilascio regolare ricevuta al momento del pagamento.
      E poi avete mai visto una ditta di idraulica dove
      il titolare non abbia mai fatto l'idraulico in
      vita sua? Non esiste.Temo di doverti dare una grossa delusione.Oltretutto: esiste l'ordine degli idraulici?!?
      Fanno l'idraulico per 20
      anni poi aprono la loro azienda.Togli uno zero da quell'affermazione. C'e' una quantità di vampiri travestiti da idraulici, elettricisti ecc... che ha alle spalle un'esperienza da operetta e si fa pagare in nero.
      Ed ora pensate
      invece a quante sono le aziende che trattano di
      informatica dove il titolare o la dirigenza sa di
      informatica.Più di quelle che credi, per fortuna.
      Spesso il
      titolare era un ex commerciale della buffetti, un
      venditore di fotocopiatrici, un cartolaio,
      ecc.Ma dove? Ma di cosa stai parlando? Certo: il calzolaio riciclato in programmatore/sistemista/tecnico hardware lo troverai sempre, così come troverai l'arrotino e l'ombrellaio che ripara le cucine a gasse, ma stai portando un problema dove problemi non ce ne sono.
      L'ordine a mio avviso serve, una volta
      per tutte, per delimitare la linea tra
      professionisti e trappolai, tra gente seria con
      un codice deontologico e una certa
      professionalità, e ragazzini che smanettano in
      garage.No.L'ordine pone una riga tra chi può pagare per entrarci e chi non può permetterselo.L'ordine, in questo caso, porterebbe nell'illegalità tutta quella schiera di persone (magari esserini implumi di appena 17,99 anni, ma con l'esperienza di un 30enne in campo informatico) che non sanno come si lavora, ma sanno usare bene un sistema operativo.
      Di creare delle caste non interessa a nessuno.Tranne che a te.
      Di creare un sistema meritocratico tutelato,
      invece, credo che sia nell'interesse di tanti del
      settore.No.Il mercato è meritocratico e assolutamente imparziale.Stai sul mercato? Sei bravo, sei competente, sai fare il tuo lavoro.Non sai stare sul mercato? O crepi, o crei un ordine per buttare fuori tutti quelli che secondo determinati criteri (stabiliti da chi?) non sono all'altezza del compito.Mi sta bene, ma allora voglio l'ordine degli idraulici, degli elettricisti, degli arrotini e dei carpentieri, poi pure quello dei falegnami, dei telefonisti ecc... ecc... ecc...
      Il grosso problema è che, con un sistema come
      questo, comincerebbe la rivolta degli smanettoni
      che, avendo la loro vita piu difficile, non
      accetterebbero di essere esclusi.Vero.Infatti io ho cominciato proprio come uno smanettone, categoria che ritengo essere quello che il "vivaio" rappresenta per una squadra di calcio.Segando via gli "smanettoni" come li chiami tu, di fatto lasci la categoria senza ricambio generazionale.
      Ma tutto ciò,
      ripeto, a grande beneficio della qualità del
      lavoro e della rispettabilità della
      categoria.La laurea e il diploma, da soli, non bastano.Nessuna formazione, per quanto valida, ti darà mai la passione che anima lo "smanettone" (io preferisco chiamarlo hacker) e che porta questi ultimi a ricercare, sperimentare ed applicare soluzioni fuori da ogni schema.Tipo il tubo delle pringles usate per costruire un'antenna direzionale WiFi.5 euro di materiale contro le 35 spese per un'antenna "canonica" suggerita dal sedicente esperto.Considerazione finale:l'informatica cambia di mese in mese, ciò che sai fare oggi, tra sei mesi ci sarà un programma che lo fa al posto tuo e meglio, tra un anno sarà integrato nel sistema operativo in automatico e tra due anni nessuno ti chiederà più miente al riguardo.Se Ordine ci deve essere, devono esserci anche esami di controllo biennali cui tutti gli aderenti devono sottoporsi.Più semplicemente: lascia che sia il mercato a decidere chi può fare l'informatico e chi no.Su una popolazione di 55.000.000 di abitanti la metà ha un PC, di questi forse 500.000 sono "informatici" a vario titolo (laureati, diplomati, smanettoni e calzolai riciclati).Vuol dire una media di 50 e più clienti a testa, numero che è destinato a raddoppiare, senza contare aziende private & pubbliche.A mio modesto parere instaurare un regime di Ordine professionale, oltre a far rimediare all'Italia una procedura di infrazione dalla C.E., renderebbe la figura dell'informatico inutilmente costosa.GT
  • anonimp scrive:
    anonimo
    Abbasso gli ordini. E poi, cari voi signore dell'AIP, vivantate tanto della professionalita' e poi cosa fate? Stipulate accordi con le universita' per far laureare lagente in "scienze della comunicazione!!!!" ma per favore!Il corso di laurea piu' inutile che esista in italia! E questo dovrebbe garantire la profesisonalita'? Ahahahahaha
    • Vegeta scrive:
      Re: anonimo
      Ciao,Inutile è chi come te scrive stupidaggini.Lavora che è meglio.
    • anonimpo scrive:
      Re: anonimo
      - Scritto da: Vegeta
      Ciao,
      Inutile è chi come te scrive stupidaggini.Quali stupidaggini? E' un dato di fatto che quel corsodi laurea sia pressoche' inutile, non insegni niente allepersone, e che la percentuale di disoccupati in quel corsodi laurea sia tra le piu' alte.
    • paoloholzl scrive:
      Re: anonimo
      Ciao 'anonimo', francamente avrei preferito parlare con qualcuno con nome e cognome (in AIP l'anonimato non esiste) ma comunque mi adatto.Ciascuno ha l'assoluta libertà di giudizio sull'utilità o no di determinati corsi di laurea, lasciamo che il giudizio lo dia il mercato.Abbasso gli ordini, sono daccordo con te chi mi conosce sa che sono per Open Source, contro i Brevetti ecc.Ma purtroppo esistono e bisogna conviverci anche perché non spariranno.Nessuno comunque vuole generare nuovi ordini professionali, oltretutto L'Unione Europea é giustamente contraria, si vuole però poter avere rappresentanza e potersi presentare dal cliente con delle credenziali, sarà poi il cliente a valutarle.Ti faccio un esempio se vuoi un diploma ci sono delle scuole che te lo danno in tre settimane, come ti puoi fare facilmente una laurea alle isole Cayman, il problema non è se ha il diploma o la laurea ma quanto è spendibile per referenziarti.Questo per dire che AIP fa di tutto per cercare di attestare competenze vere per mostrare un gruppo di professionisti, ogni consiglio in questo senso è gradito. Cordialmente
  • beppe scrive:
    Finchè vi fate pagare poco....
    Bisogna avere il coraggio di dire no a chi vi offre due lire per fare qualsiasi cosa informatica , a chi vi fa contratti a progetto , quando sono a tempo indeterminato;Solo così si starà meglio , rifiutate i contratti dove tra voi e il cliente ci sono intermediari che non fanno una mazza e speculano.Non accettate mai lavori dove prendete di meno di una segretaria , non accettate mai lavori dove fate sia il sistemista di rete, sia il programmatore , sia il magazziniere ,ecc..Più che un ordine professionale , ci vorrebbero una serie di dogmi , fuori dai quali si dice no grazie , io non sono qui a lavorare a gratis.Vedrete che alla fine il settore interesserà solo a chi lo fà per passione.
    • anonimous scrive:
      Re: Finchè vi fate pagare poco....
      Finché il mestiere dell'informatica in italia è fatto da ragazzini programmatori di visual basic o sistemisti autoproclamatisi tali, non c'è da stupirsi se c'è chi si fa pagare due soldi.D'altronde se le aziende trovano più conveniente assumere gente senza il minimo titolo perché li pagano poco, c'è poco da fare. Basta guardare la qualità media dei siti web (non solo italiani in questo caso) per rendersene conto, o la qualità del software prodotto per uso interno in italia.Questo on significa che chiunque non abbia un titolo sia un incapace, anzi! Ma come si fa a distinguere? Non è possibile che chiunque possa inventarsi una competenza e una professione senza alcuna verifica.
    • ottomano scrive:
      Re: Finchè vi fate pagare poco....
      Io ho 23 anni e non mi muovo per meno di 30 euro + IVA ad ora lavorata se è una chiamata spot.Se invece vi è una collaborazione continuativa la tariffa scende a 20+iva.Se mi vogliono è così, sennò amen.
  • Roberto scrive:
    Eliminare gli ordini professionali...
    Il problema non e' costituire l'albo o ordine degli informatici, il problema e' eliminare tutti gli altri ordini professionali, quella sarebbe la via per le liberalizzazioni.
    • Pejone scrive:
      Re: Eliminare gli ordini professionali...
      Non ti viene in mente che gli ordini servono anche a tutelare chi ne fa parte?
      • pino scrive:
        Re: Eliminare gli ordini professionali...
        tutela chi non ha voglia di lavorare o chi non sa lavorare,al pari dell'impossibilità di licenziare un dipendente da parte delle impreseè il mercato che deve decidere chi deve lavorare e i prezzi che deve fare, non un inutile pezzo di cartanoi italiani dobbiamo modernizzarci se non vogliamo diventare un paese del terzo mondooccorre abolire tutti gli ordini e aprire i mercati
  • shevathas scrive:
    Ordine, no grazie
    Mi spiace ma non sono d'accordo che nasca l'ennesimo inutile ordine professionale.Posso capire gli ordini solamente per professioni delicate come quelle mediche o legate all'ingegneria civile.Non vedo quale utilità possa avere un albo degli informatici; in primo luogo cos'è e cosa fa un informatico? ormai la situazione è la più disparata possibile, si va dai "tuttologi-tappabuchi" delle piccole aziende agli esperti iperspecializzati in determinati settori delle realtà più grosse.Secondariamente quali attività dovrebbero essere prerogativa esclusiva degli informatici iscritti all'albo? Programmi ? basi di dati ? gestione di sistemi ? in che ordine di grandezza e/o di complessità ?Un non iscritto all'albo può farsi da solo le sue pagine web ? e le pagine web per la salumeria dell'amico ? o un programmino per svilupparsi i sistemi per il superenalotto? qualche pasticcio in access per il cognato ?No, l'unica cosa utile a mio avviso sarebbe creare un tariffario di riferimento non vincolante, ma nulla di più.
    • marco scrive:
      Re: Ordine, no grazie
      concordo
    • max scrive:
      Re: Ordine, no grazie
      forse più che un ordine un'ala nei sindacati per definire un contratto e difendere i diritti della categoria, beninteso secondo resposabilità *effettive*l'iscrizione dovrebbe essere anche per titoli, ma soprattutto da contratto di assunzione
    • d scrive:
      Re: Ordine, no grazie
      - Scritto da: shevathas
      Posso capire gli ordini solamente per professioni
      delicate come quelle mediche o legate
      all'ingegneria civile.Anche io sono contrario agli ordini (perlomeno nella forma corrente), ma attenzione a definire quella dell'informatico una professione "non delicata". Se si gestiscono sistemi mission critical che controllano ospedali, centrali elettriche, nucleari, etc. la cosa e' delicata eccome e ci vuole gente con la palle quadre.
    • ryoga scrive:
      Re: Ordine, no grazie
      Scritto da d:
      Anche io sono contrario agli ordini (perlomeno nella forma
      corrente), ma attenzione a definire quella dell'informatico
      una professione "non delicata". Se si gestiscono sistemi

      mission critical che controllano ospedali, centrali
      elettriche, nucleari, etc. la cosa e' delicata eccome e ci

      vuole gente con la palle quadre.Dipende dal contesto.Potrei dirti la stessa cosa per il mestiere del meccanico, anche quella e' una professione "non delicata". Se si mette a punto un'auto in modo errato e il conducente finisce fuori strada.....L'ordine degli informatici sarà ( se verrà creato ) una istituzione solo per pochi eletti dato che il mercato, oggi ci pone sempre come "i nerd che aggiustano il pc di casa" e che quindi possono lavorare per pochi euro al giorno.Dovrebbe cambiare prima l'immagine del professionista IT e solo dopo provare a creare associazioni et simila.P.s. : Anche il tariffario è inutile. Non possiamo andare da un cliente e dire.... per la telefonata sono 50 per un form di anagrafica cliente 60 per il trattamento dei dati su supporto ottico 100, per il backup del server 80..... bisogna analizzare prima le situazioni e magari il backup di un server richiede degli sforzi in piu' rispetto a quelli previsti dall'ordine o dal tariffario
    • paoloholzl scrive:
      Re: Ordine, no grazie
      E' una posizione interessante e condivisibile.Come ho scritto in un altro post nessuno vuole creare nuovi ordini ma se speriamo che quelli che ci sono spariscano ci illudiamo.Quindi occorre conviverci e confrontarsi.Un tariffario ? Qualcuno ci ha provato, purtroppo le differenze sono abissali dipendono dalla competenza, dal rischio, dalla localizzazione dell'intervento, e come giustamente dici, dall'estrema varietà delle prestazioni.L'importante che si siano documentati preventivi e in caso di problemi revisione degli stessi.Mi hanno sempre detto, se uno viene da te perché ti paga un euro in meno quando qualcuno si farà pagare un euro in meno di te andrà da lui.Cordialmente
  • devil64 scrive:
    Come direbbe Rispoli ...
    ma che belle parole.HO dato uno sguardo al vs. sito, ho letto la lettera di prsentazione.Ma credo che in Italia molte persone come me e parlo di professionisti e non di azzeca garbugli ha semplicemente qualche anno di studi universitari senza aver conseguito una laurea/specializzazione. Anzi la specializzazione se la sono fatta sul campo cercando di "rubare" il mestiere a chi era più capace.Bene la mia domanda è questa: "Che garanzie date voi e la vostra associazione per garantire anche a chi come me senza laurea, ma con una professione tra le mani, possa vedere riconosciuta a pieno titolo le sue capacità e la sua proessionalità sia in Italia che in tutta Europa.Io sarei disposto ad iscrivermi oggi stesso ma solo se avessi la certezza matematica di vedere riconosciuto quello che ho chiesto.Grazie
    • Giank scrive:
      Re: Come direbbe Rispoli ...
      Forse qualcosa non è chiaro.Le associazioni per le libere professioni sono nate non tanto "contro" i sistemi ordinistici quanto per garantire che i professionisti (laureati e non) possano avere un riconoscimento sia giuridico che del mercato.Queste associazioni raccolte nel COLAP stanno svolgento campagne di sensibilizzazione che stanno portando alla famosa e arcinota "riforma delle professioni".Quindi AIP e con essa le altre centinaia di associazioni si battono per definire delle "attestazioni di competenza" come vuole la direttiva europea, affinchè possano essere riconosciuti "professionisti" coloro che svolgono sul campo e tutti i giorni, con o senza laurea, il loro mestiere, che sia di un informatico o di un massaggiatore shiatzu. Mentre in un ordine professionale basta che fai l'esame di stato e sei iscritto e riconosciuto dallo Stato, oggi i professionisti non hanno nessun riconoscimento. Con la nuova legge tale riconoscimento lo Stato lo effettua tramite le libere associazioni professionali "riconosciute".Spero di aver dipanato alcune tue perplessità.CiaoGiank
Chiudi i commenti