3 Italia, 93mila euro di multa dall'Antitrust

L'operatore sanzionato per una campagna promozionale ritenuta pratica commerciale scorretta. Adiconsum: sanzione tardiva, non si pensa ai consumatori danneggiati
L'operatore sanzionato per una campagna promozionale ritenuta pratica commerciale scorretta. Adiconsum: sanzione tardiva, non si pensa ai consumatori danneggiati

È stata ritenuta “pratica commerciale scorretta” la campagna Scendi in campo lanciata lo scorso anno da 3 Italia legata alla promozione di cellulari DVB-H e servizi abbinati. Una decisione che ha comportato per l’operatore una multa di 93mila euro da parte della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato .

Con testimonial Luciana Littizzetto e Marcello Lippi, la campagna – comparsa in TV, ma anche su molti manifesti – era finalizzata a trasmettere messaggi pubblicitari che invitavano all’acquisto di telefoni cellulari abilitati alla ricezione del segnale digitale terrestre, con i relativi servizi. Un messaggio che l’Antitrust, sentito anche il parere dell’ Authority TLC , ha ritenuto “idoneo a indurre in errore le persone alle quali è rivolto o da esso raggiunte sulle reali caratteristiche, natura e condizioni economiche e limitazioni tecnologiche cui sono offerti il TVfonino e i servizi abbinati di telefonia mobile, lasciando intendere, contrariamente al vero, che la visione delle partite possa costituire un omaggio a fronte dell’acquisto del TVfonino e, a causa della sua ingannevolezza, pare suscettibile di pregiudicare il comportamento economico”.

Spot e manifesti non chiarivano – o addirittura omettevano – informazioni fondamentali dal punto di vista commerciale, inducendo l’utente a pensare di poter fruire contenuti sportivi (partite, selezioni di azioni significative) senza costi aggiuntivi oltre a quelli sostenuti per l’apparecchio. Questo uno degli spot incriminati:

Adiconsum si è espressa manifestando apprezzamento per la sanzione comminata all’operatore, ma sottolinea come queste procedure siano “inefficaci ad indurre le aziende a pratiche commerciali corrette e senza pubblicità ingannevoli” e questo perché “le sanzioni, peraltro ampiamente sostenibili da società con fatturati miliardari, arrivano quasi sempre a campagna ormai terminata, quando le aziende hanno potuto cogliere i frutti a danno dei consumatori”.

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27 07 2008
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