899, dagli arresti al suicidio

Si toglie la vita una delle persone arrestate in seguito all'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze
Si toglie la vita una delle persone arrestate in seguito all'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze

Firenze – La vicenda delle truffe telefoniche legate a numerazioni a sovrapprezzo (899 e affini), su cui sta indagando la Procura di Firenze e che la scorsa settimana ha fatto scattare le manette ai polsi di 18 persone, assume toni drammatici: uno degli arrestati si tolto la vita.

Si tratta di Niki Aprile Gatti di Avezzano (L’Aquila). Il corpo senza vita dell’uomo è stato rinvenuto nel bagno della sua cella del carcere di Sollicciano.

La scoperta è stata effettuata da alcuni compagni che condividevano con lui la stessa cella: l’uomo si è impiccato con un cappio fatto di stringhe e indumenti. Franco Corleone, garante del Comune di Firenze per i diritti dei detenuto, ha dichiarato: “Al termine dell’interrogatorio di garanzia, ieri il gip ha confermato gli arresti in carcere per Aprile Gatti, mentre per altri ha optato per i domiciliari. Questo potrebbe essere stato l’elemento scatenante di uno stato di depressione”.

“Aprile Gatti – ha precisato Corleone – era incensurato e l’esperienza del carcere deve essere stato per lui oltremodo dura. Se posso fare una riflessione ampia e non legata strettamente al fatto di oggi, dico che non si puo’ pensare di risolvere tutto con il carcere e che a volte se ne dovrebbe fare un uso più prudente”.

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24 06 2008
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