A chi dà fastidio il FreakNet MediaLab?

La Giunta comunale di Catania sembra pronta a decidere lo smantellamento di una associazione e di un laboratorio open source messo in piedi senza aiuti pubblici e frequentato da più di 300 utenti
La Giunta comunale di Catania sembra pronta a decidere lo smantellamento di una associazione e di un laboratorio open source messo in piedi senza aiuti pubblici e frequentato da più di 300 utenti


Roma – Un laboratorio autogestito messo in piedi senza una lira di finanziamento pubblico, realizzato in locali abbandonati e fatiscenti (ex monastero di Sant’Agata), “legittimato” da una convenzione comunale del ’98, frequentato da 300 e più utenti tra cui molti extracomunitari: questo il profilo rapido del FreakNet MediaLab , lab ospitato dall’Associazione culturale Lorenzo Aiello che ora la Giunta comunale di Catania sembra intenzionata a far chiudere.

La “scusa” per un’azione del genere, stando ad un documento della Giunta, sarebbero reati ascritti a frequentatori del Centro sociale Auro, denominazione precedente dell’associazione L.A.. Nel documento si legge anche che la maggioranza della Giunta vuole istituire una Commissione di inchiesta per “motivare la rescissione della convenzione stipulata tra la passata amministrazione comunale e l’associazione Lorenzo Aiello”.

A guidare l’operazione è il consigliere comunale Marco Consoli del gruppo consiliare CCD-Catania Viva. Nell’interrogazione di Consoli, che ha dato il via alla crociata, si legge che “i giovani del Centro Sociale Auro nell’arco degli anni hanno commesso gravi reati, il consumo e la detenzione di sostanze stupefacenti, furto di energia elettrica e acqua, disturbo della quiete pubblica, organizzazione di manifestazioni musicali senza alcuna autorizzazione”.

Ma la Commissione di inchiesta non sembra destinata ad indagare su reati di singoli, materia che peraltro poco si presta ad una Commissione politica e più all’iniziativa della magistratura, bensì a trovare “la motivazione” per rescindere la convenzione.


Va anche detto che già nel febbraio 1998 la Giunta comunale varò una commissione di inchiesta che valutò l’operato di una incursione nel Centro sociale Auro da parte dei vigili urbani, incursione che aveva provocato il mese prima il sequestro dei locali dell’Auro. Una Commissione che concluse il suo lavoro stipulando la convenzione di cui sopra con il Centro sociale…

Oggi l’Associazione persegue progetti che vanno dalla biblioteca al laboratorio di scacchi passando per proiezioni di film indipendenti e corsi di informatica (a cura del FreakNet).

Visto il rilievo assunto dal FreakNet come esempio di laboratorio informatico, la questione ha già superato i confini di Catania e se ne parla già moltissimo off e on line (qui una prima rassegna ).

Asbesto, uno dei protagonisti del FreakNet, ha spiegato a Punto Informatico che mettere in piedi il FreakNet MediaLab ha richiesto il lavoro di cinque-sei persone per quasi un triennio. “Oggi – ha spiegato Asbesto – i computer collegati in Rete che mettiamo a disposizione di tutti vengono utilizzati da più di 300 utenti, tra cui numerosi extracomunitari”. Sono computer realizzati con hardware regalato da amici e supporters e messo in piedi da quelli del FreakNet.

“Per aiutarci in questo frangente – ha concluso Asbesto – ci si può recare sul nostro sito , informarsi e decidere se iniziare a raccogliere firme come stanno già facendo in tanti”.

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29 01 2001
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