A rischio il sito di Articolo21

Servono 15mila euro al sito sulla libertà di informazione e contro la censura che ora cerca sostegni per poter proseguire. Un contatore illustra i tempi della crisi

Roma – L’amarezza serpeggia tra i sostenitori del sito di Articolo21, articolo21.com , che da lungo tempo si batte per un’informazione libera e pluralista, contro la censura sui media e in rete. Il sito, infatti, rischia di chiudere tra pochi giorni.

“Il pluralismo dell’informazione – si legge in home page – ha necessità di sostegno economico per sopravvivere. Non permettere la chiusura della nostra voce e aiutaci con un contributo. Clicca sulla modalità di pagamento che preferisci utilizzare.” Una richiesta di aiuto posizionata sotto un contatore che, mentre scriviamo, racconta:
“MANCANO 15 giorni, 11 ore, 45 minuti, e 12 secondi alla chiusura del sito web di ARTICOLO 21”

“www.articolo21.com – scrive poi la redazione – ha recentemente festeggiato il milione di pagine viste. Un successo di tutto rispetto per un portale ?di nicchia? che si occupa dei temi del pluralismo e della libertà di informazione e di espressione ma che è diventato, non lo diciamo noi, un punto di riferimento importante per gli operatori della comunicazione. Ma è un festeggiamento amaro perché il sito di Articolo21 è senza risorse”.

La Home Page di Articolo21 Un sito, dunque, che non ha la possibilità di mantenersi con la pubblicità e che, come afferma la redazione, “rischia seriamente la chiusura”.
“Una sede, il telefono, il fax, i computer, gli abbonamenti ad Internet, il server in cui è alloggiato il sito – spiega la redazione – Questi costi non sono più sostenibili per un portale che non ha pubblicità, né finanziatori trasparenti e ?occulti?. Abbiamo pertanto bisogno di un sostegno concreto, sollecito”.

“Dobbiamo raggiungere quota 15mla euro per pagare bollette e affitti – spiegano in redazione – E la scadenza è la fine del mese di ottobre. Se questa cifra non sarà raggiunta dovremo forzatamente, malauguratamente, oscurare il sito”.

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  • AdessoBasta scrive:
    Buuuuuhhhh!!!
    Cominciamo dalla fine
    abbiamo avuto moltissime critiche costruttive da esponenti
    della comunità tecnologica, e siamo loro molto grati.
    Credetemi, vogliamo assicuravi che vi ascoltiamo, che ci
    preoccupiamo, che quanto dite è per noi importante e che
    su quelle basi intendiamo muoverciLo insegnano nelle scuole di marketing in america?Facciamo SOLDI! Non importa se li facciamo a modo nostro o a modo vostro. L'importante è fare soldi!E' chiaro che sono stati sculacciati e adesso il loro SiteFinder (la patata bollente) lo sbolognano al gruppo Pivotal Private Equity e una volta garantito che li lascieranno in pace al timone, ci penseranno i secondi a fare il lavoro sporco. Così è tutto regolare. No? Come sempre.
    • DPY scrive:
      Re: Buuuuuhhhh!!!
      - Scritto da: AdessoBasta
      E' chiaro che sono stati sculacciati e
      adesso il loro SiteFinder (la patata
      bollente) lo sbolognano al gruppo Pivotal
      Private Equity e una volta garantito che li
      lascieranno in pace al timone, ci penseranno
      i secondi a fare il lavoro sporco. Così è
      tutto regolare. No?No. Il business della registrazione dei dominii non ha nulla a che fare con SiteFinder. VeriSign sta cedendo il primo, un'attività espletata in regime di normale concorrenza con tutti gli altri registrar, mentre vuole tenersi stretto il secondo.Per avere un Top Level Domain (TLD) funzionante non basta avere uno o più registrar autorizzati a assengare nomi di quel dominio, occorre anche avere una struttura centrale che smisti i nomi a dominio, li assegni ai vari registrar che li richiedono e gestisca la struttura di server DNS autorevoli per tale TLD. Questa attività deve essere svolta da una sola entità, non è possibile operare in regime di concorrenza. VeriSign gestisce questo discorso per il TLD .com e .net, ed è questo discorso, grazie al fatto di controllare i DNS competenti, che le ha consentito di inventarsi il servizio SiteFinder. Ma questa attività rimane saldamente nelle mani di VeriSign, anche perché deriva da un accordo specifico con l'ICANN, non credo che possa essere ceduta a terzi e anche se fosse dubito fortemente che VeriSign sia interessata a cederla.
      • AdessoBasta scrive:
        Re: Buuuuuhhhh!!!
        Grazie per le precisazioni! Devo dire la verità: il mio post è stato dettato non sulla base di informazioni precise, come le tue, ma da da puro e sincero pregiudizio.Dalla assoluta convinzione che, una volta fissato l'obbiettivo, VeriSign sarà in grado di perseguirlo, aggirando gli ostacoli burocratici o di qualunque altra natura e avrà il suo SiteFinder.Insomma penso male per il semplice motivo che ci sono precedenti per dire che il potere di questa gente sta diventando ineluttabile e temo che il caso di VeriSign vada presto ad aggiungersi agli altri.
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