A testa bassa verso i 6Mbps

Come Fastweb, anche Tiscali annuncia l'upgrade a costo zero per gli utenti. A Punto Informatico Fastweb spiega cosa accadrà, quali sono le ragioni per l'upgrade gratuito e quanto ci si potrà attendere per i prossimi mesi
Come Fastweb, anche Tiscali annuncia l'upgrade a costo zero per gli utenti. A Punto Informatico Fastweb spiega cosa accadrà, quali sono le ragioni per l'upgrade gratuito e quanto ci si potrà attendere per i prossimi mesi

Milano – Da oggi le ADSL di Fastweb passano a 6 Mbps (0,512 in upload), senza cambiare di prezzo. L’ultimo atto della battaglia tra provider e operatori a chi la offre più veloce? Una trovata pubblicitaria? Una realtà tecnologica? Punto Informatico lo ha chiesto a Stefano Parisse, direttore della divisione “Business & Residenziale” di Fastweb.

Punto Informatico: Che accade da oggi, agli utenti Fastweb?
Stefano Parisse: A quelli coperti da fibra, niente: continueranno ad andare a 10 Mbps (upload e download). Quelli che hanno la nostra ADSL, invece, potranno chiedere l’upgrade a 6/0,512 Mbps. Prima la velocità era di 4/0,512 Mbps.

PI: Il passaggio è gratis?
Parisse: Sì, per i nuovi e i vecchi utenti, il canone non cambia. Fanno eccezione quelli che hanno scelto di pagare con bollettino postale (a differenza che con Rid o con carta di credito): a loro chiediamo 50 euro una tantum per l’upgrade, comunque facoltativo.

PI: Proprio da oggi Alice ADSL arriva a 4 Mbps. Sembrerebbe quasi che abbiate scelto di passare a 6 Mbps proprio per mettervi, ancora, un passo avanti rispetto al concorrente principale…
Parisse: No, è soltanto una curiosa coincidenza. Del resto, abbiamo diversi modi per differenziarci da Telecom Italia.

PI:Ovvero?
Parisse: Loro stanno facendo un upgrade solo delle ADSL flat, quelle a consumo sono ferme a 640. Per noi gli utenti sono tutti uguali, quelli che pagano un canone come quelli che spendono poco per Internet. Abbiamo fatto una scelta precisa a portare a 6 Mbps anche le ADSL a consumo. Inoltre, c’è un’altra differenza importante, che possono capire gli utenti smaliziati…

PI: Ci dica pure, i nostri lettori hanno fama di esserlo
Parisse: Le ADSL di Telecom, come quelle dei provider che ne rivendono i servizi, dichiarano una velocità che è solo di picco. Alice 4 Mbps può arrivare a 4 Mbps, ma forse solo qualche volta… Noi invece dal primo aprile certifichiamo che le ADSL possono reggere i 6 Mbps, sempre.

PI: Che cosa è cambiato, quindi?
Parisse: La novità è che i nostri utenti possono accedere, dal portale, ai risultati ottenuti con un tool usato da Fastweb per testare la linea ADSL. Per tre giorni dall’attivazione, la mettiamo sotto forte carico, per capire se regge i 6 Mbps. Non ci interessa che li possa raggiungere con un picco, un giorno sì e 20 no. Vogliamo che quella sia proprio la velocità standard della linea.
Dal primo aprile gli utenti possono vedere i risultati di questo test e avere quindi certificata la velocità a 6 Mbps. È un impegno ufficiale. Quello che sarà difficile far capire loro è che ci possono essere colli di bottiglia appena usciamo dalla nostra rete… Se vanno su un sito coreano, non si aspettino di scaricare a 6 Mbps.

PI: E non cercate di ridurre questo collo di bottiglia, comprando banda internazionale?
Parisse: Certo, continuiamo a espanderci, a fare accordi. Del resto, la banda internazionale ormai costa poco. Però, secondo nostre indagini, l’80 per cento del traffico degli utenti è su IP italiani.

PI: Ma gli utenti di Fastweb non faranno traffico solo tra loro. Non incontrano colli di bottiglia, andando su server italiani esterni a Fastweb?
Parisse: Sì, ma abbiamo una grande disponibilità di banda nazionale, grazie a collegamenti in fibra al Mix e a Telecom Italia, tra l’altro.

PI: Una cosa che mi sorprende è che possiate certificare 6 Mbps. Gli altri provider ADSL invece dichiarano solo velocità di picco e, in certi casi, una banda minima garantita. Come fate? Mi risulta che anche la vostra ADSL si basi su un sistema a banda condivisa tra gli utenti
Parisse: Certo, la banda è condivisa, ma ce n’è tanta: almeno 6 Mbps per ogni utente attivo. Da ogni Dslam presente in centrale parte un collegamento a 622 Mbps, scalabili all’infinito… Se il numero di utenti cresce oltre una certa soglia, mettiamo un altro Dslam e così possiamo continuare a garantire 6 Mbps. Il nostro vantaggio è che abbiamo una rete tutta in fibra e con Full IP, senza parti ATM, che potrebbero fare da collo di bottiglia. Come sa, le ADSL che non sono in unbundling hanno una parte in ATM fino alla centrale, dove c’è una certa quantità di banda suddivisa per gli utenti.

PI: Però, ATM o no, comunque dovete sottostare alle leggi del doppino in rame, nelle case in cui portate l’ADSL invece che la fibra. E non tutti i doppini arrivano a 6 Mbps
Parisse: Vero, è un problema che riguarda meno del 20 per cento dei doppini. Comunque, ce ne accorgiamo in quei tre giorni di test e facciamo sapere all’utente se il doppino non può raggiungere i 6 Mbps. Quale altro provider è così trasparente?

PI: Che avete dovuto fare per raggiungere i 6 Mbps? Avete cambiato i Dslam, siete passati a Adsl 2?
Parisse: No, per ora restiamo con Adsl 1. Siamo proprio ai limiti di questo standard, in effetti. Semmai, in futuro, magari fra meno di sei mesi, potremmo toglierci un’altra soddisfazione: aumentare la banda di upload, portarla a 1 Mbps. Lo so, andremmo in controtendenza, ma daremmo così una scossa al mercato e apriremmo le porte a nuove applicazioni, che hanno bisogno di tanta banda in upload.

PI: Che interventi avete fatto quindi alla rete, se non avete cambiato i Dslam?
Parisse: Il nostro backbone per adesso è sovradimensionato, quanto a banda disponibile. Abbiamo però aggiornato la release software di alcuni apparati in centrale e cambiato le schede di rete per supportare i 6 Mbps.

PI: Ma se è costato così poco fare il passaggio a 6 Mbps, perché avete atteso finora? Fino a pochi mesi fa dicevate che 4 Mbps erano più che sufficienti per l’utenza residenziale…
Parisse: Prima il mercato non era pronto. Adesso, al contrario, vediamo che i provider spingono molto a colpi di Mbps; Internet si è evoluta, Telecom ha imparato una lezione che noi da sempre raccomandavamo, cioè che l’ADSL si misura in Megabit e non in Kilobit. Inoltre, i nostri stessi utenti ci hanno mostrato di avere molta sete di banda.

PI: Ecco, gli utenti: per loro che cosa cambierà, in sostanza? Vedranno la Tv meglio, grazie a 6 Mbps? A che pro, questo upgrade?
Parisse: Per la Tv non ci saranno differenze: è già fluida a 4 Mbps. Però ora potranno vederla e allo stesso tempo fare download di file, magari da un altro PC in rete. Inoltre potranno scaricare più velocemente file di grandi dimensioni. Sì, lo so, adesso lei sta pensando al peer to peer…

PI: Lei no? Il peer to peer andrà più veloce, se la banda cresce: è un dato di fatto. Spesso sono infatti tanti download e upload in cascata, si fa presto a saturare la banda
Parisse: Io preferisco dire che potrò scaricare una canzone con Itunes più velocemente. Ma anche il network gaming migliorerà: le latenze saranno più basse. Tutta l’esperienza su Internet progredirà, per i nostri abbonati. E si riduce la differenza tra utenti ADSL e in fibra.

Intervista a cura di Alessandro Longo

Di seguito i dettagli dell’offerta Tiscali a 6Mbps
Cagliari – Ieri anche Tiscali ha annunciato novità sul fronte dei 6 Mbps, estremo avamposto della competizione tra operatori. In particolare, il provider sardo ha annunciato l’upgrade delle sue attuali offerte a 3 Mbps fino a 6 Mbps senza ritocchi nel prezzo: la tariffa mensile rimane quindi di 29,95 euro al mese.

In pratica l’offerta ADSL flat di base in unbundling di Tiscali raddoppia con un bonus per i nuovi abbonati: chi sottoscrive l’offerta entro il 30 aprile infatti non dovrà pagare i primi tre mesi di connessione. L’offerta comprensiva di modem prevede un canone di noleggio di 3 euro al mese (IVA inclusa).

“La nuova offerta – si legge in una nota di Tiscali – sostituisce l?offerta base flat a 3MB e, per gli utenti residenti nelle aree coperte dal network ULL, Tiscali effettuerà un upgrade automatico e gratuito della velocità”.

Tiscali offre i servizi di ultimo miglio in più di 300 comuni in Italia.

“L?upgrade di banda – osserva Tiscali – avviene in un momento particolarmente favorevole per il mercato, ovvero all?indomani della delibera dell?Authority per le Comunicazioni che, in merito alla fornitura ed alla gestione del servizio di ULL in shared access, stabilisce che debbano essere minimizzati i disservizi tecnici nel caso in cui il cliente decida di cambiare operatore. (Delibera n. 1/05/CIR)”.

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31 03 2005
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