Accessibilità dei siti web? Che cos'è?

di Commissione Osservatorio Siti Internet (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) - Prima parte di un percorso esplorativo su normative, costi e vantaggi di una rete finalmente accessibile

Roma – Se avessimo posto questa domanda 5 o 10 anni fa, molti avrebbero sgranato gli occhi. Fortunatamente oggi il problema dell’accessibilità ai siti web da parte delle persone diversamente abili è noto alla stragrande maggioranza dei professionisti della Rete. Tuttavia, sebbene la situazione sia assai migliorata rispetto a qualche anno fa, permangono fraintendimenti e punti critici.

Che cos’è l’accessibilità?
Il concetto di accessibilità dei siti web non è facile da definire. Poiché dal 2004 esiste in Italia una legge (L. 9 gennaio 2004 n. 4) che regolamenta la materia, conviene partire dalla definizione di accessibilità contenuta nell’art. 2 di questa legge:

“accessibilità: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”

Questa definizione non richiede molte spiegazioni. I siti web devono essere realizzati in modo tale che chiunque possa accedervi ed utilizzarli, reperendo le informazioni in essi contenute.

Esistono delle regole tecniche che, se rispettate, garantiscono la certezza di creare un sito accessibile, anche se non si deve mai sottovalutare l’importanza di effettuare una verifica sul campo, con il coinvolgimento di persone disabili, sebbene questo aspetto non sia obbligatorio per legge.

Chi ne beneficia

Le regole tecniche dettate per garantire l’accessibilità dei siti web si rivolgono anzitutto ai disabili ed in particolare:
– ai non vedenti, che non possono vedere lo schermo e si servono di programmi per la lettura dello schermo o browser vocali, che interpretano il codice HTML e danno un riscontro vocale di ciò che appare sullo schermo, con indicazioni aggiuntive utili per cogliere la presenza di particolari oggetti, quali liste, tabelle, moduli, frames;
– agli ipovedenti, persone che presentano limitazioni più o meno gravi alla funzionalità visiva, i quali hanno difficoltà nel leggere caratteri molto piccoli, oppure utilizzano opzioni di personalizzazione dello schermo, che possono stravolgere il normale layout delle pagine, senza contare i problemi legati ai contrasti di colore;
– agli ipoacusici, che non possono sentire le parti audio del sito;
– ai dislessici e ad altri disabili cognitivi, i quali possono trovare difficoltà nel leggere ed interpretare correttamente il testo delle pagine web;
– ai disabili motori con problemi agli arti superiori, per i quali si deve garantire che l’interazione con il sito web sia possibile anche mediante dispositivi di input diversi da tastiera e mouse.

Gli accorgimenti che si devono adottare per rendere un sito accessibile risultano utili anche agli utenti normodotati. Basti pensare alla chiarezza dei testi, al mancato uso di colori sfumati o effetti grafici eccessivamente disturbanti ecc.

Un esempio assai interessante di questo “effetto collaterale” dell’accessibilità è dato dalle versioni dei siti web per computer palmari e cellulari. A quanti è capitato di usarli non solo con questi dispositivi, ma anche con il proprio pc multimediale, perché si caricano più velocemente e consentono di giungere più rapidamente alle informazioni di nostro interesse?
Vediamo ora nello specifico le regole tecniche che consentono di garantire l’accessibilità.
Già nel 1995 all’interno del W3C fu creata la WAI (web accessibility iniziative), con il compito di definire delle regole che garantissero l’accessibilità non solo ai contenuti web, ma anche agli user agents ed agli strumenti per la creazione di pagine web. Sono stati prodotti diversi documenti contenenti raccomandazioni, che nel corso degli anni si sono imposte come standard al pari di HTML, XHTML ed altri standard prodotti dal W3C.

Le legislazioni nazionali, prima fra tutte quella degli Stati Uniti, si sono ispirate a queste linee guida per dettare regole vincolanti. Ciò vale anche per la L. 4/2004, cosiddetta “Legge Stanca”, dal nome del ministro per l’innovazione Lucio Stanca.

Sia le linee guida del W3C per l’accessibilità dei siti web sia la Legge italiana individuano diversi livelli di accessibilità, ai quali corrispondono regole tecniche sempre più stringenti. Il W3C ha individuato tre livelli di accessibilità, mentre la Legge italiana prevede due livelli: il primo, basato sull’applicazione di 22 requisiti di tipo oggettivo, è obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni e per i siti di pubblica utilità o di aziende che ricevono finanziamenti pubblici; il secondo, basato su una valutazione di tipo soggettivo, è facoltativo.

Chi rispetta i diversi livelli di accessibilità può esporre sul proprio sito un apposito bollino, che ne attesta la conformità alle specifiche regole tecniche.

Dove reperire maggiori informazioni?

Sono molti i siti che si possono consultare per reperire informazioni su questo argomento. Il testo integrale della L. 4/2004 ed i relativi decreti attuativi si trovano a questo indirizzo .

Esistono poi molti siti tematici, contenenti manuali, articoli, traduzioni, forum. Segnaliamo:

http://www.webaccessibile.org : accessibilità e standard W3C (sito nato dalla collaborazione tra la sezione italiana dell’IWA/HWG e Human di Bazzman.com);
http://www.bazzmann.com : accessibilità, usabilità, standard W3C, webdesign (sito creato e gestito da Marco Trevisan);
http://www.webxtutti.it : sito nato dal progetto Infoweb della fondazione Ugo Bordoni, dedicato all’accessibilità ed all’usabilità del web;
http://www.webusabile.it : risorse on-line, articoli, libri, linee guida, mailing-list sull’usabilità, nato per iniziativa di Marco Sangalli e di Etnoteam;
http://www.diodati.org : traduzioni dal W3C e temi di accessibilità, curato da Michele Diodati, autore tra l’altro di un CMS per la creazione di blog accessibili;
http://www.fucinaweb.com : idee per forgiare siti accessibili ed usabili; raccolta di articoli, recensioni ed interviste sugli argomenti dell’accessibilità, usabilità e webdesign, curato da Antonio Volpon (in questo sito trovate anche in mio articolo sull’accesso al web da parte dei non vedenti);
http://www.webimpossibile.net : internet, comunicazione, diritto: riflessioni giuridiche sui diversi aspetti del web, compresa l’accessibilità, curato da Giovanni Acerboni e Lorenzo Spallino.
Sebbene la legislazione italiana si discosti leggermente dalle linee guida dettate dal W3C, è sicuramente opportuno conoscerle. Il testo integrale (in inglese) delle 14 linee guida, conosciute con il nome di Web contents accessibilità guidelinews ( WCAG ).
Paolo Graziani e Laura Burzagli nel sito dell’Istituto Nello Carrara del CNR hanno scritto una guida introduttiva alle linee guida, aggiungendovi dei consigli pratici. La guida si basa su una versione non definitiva delle WCAG 1.0, tuttavia conserva la sua validità, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo argomento. Potete leggerla a questo indirizzo .
Attualmente il WAI sta sviluppando una nuova versione delle linee guida, la 2.0. Tuttavia, per ora non possiamo che rifarci alla versione 1.0 del maggio 1999.

In generale l’applicazione delle linee guida WAI non è difficile, richiede solo un minimo di attenzione. Non si può tuttavia negare che alcune regole siano di difficile applicazione, vuoi per la loro genericità (es.: il testo dev’essere semplice e chiaro), vuoi per l’effettiva impossibilità di prescindere dall’uso di determinate tecnologie non standard, come Java e ActiveX, specie per i siti di commercio elettronico.

Il quadro normativo

La legislazione italiana è all’avanguardia per quanto riguarda i temi dell’accessibilità. Limitandoci al campo delle tecnologie, i disabili hanno diritto di ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale la fornitura totale o parziale di quasi tutte le tecnologie assistive oggi esistenti.

La L. 4/2004 obbliga le Pubbliche Amministrazioni, le aziende che forniscono servizi pubblici e le aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico, a realizzare siti accessibili, cioè siti che rispettano i 22 requisiti tecnici contenuti nel D.M. 8 luglio 2005 n. 183. Le aziende private escluse da tale obbligo sono incentivate al rispetto dei requisiti tecnici mediante la possibilità di esporre un bollino, che attesta il diverso grado di accessibilità del sito web.

La legge prevede delle sanzioni per chi non realizza o adegua i siti web alle nuove regole. In particolare, il contratto tra l’azienda proprietaria del sito e quella incaricata di realizzarlo è nullo se non prevede il rispetto dell’accessibilità o se comunque porta alla realizzazione di un sito non accessibile. C’è anche una responsabilità disciplinare del dirigente incaricato dell’attuazione della legge, che tutte le Pubbliche Amministrazioni devono nominare.

Non è, invece, previsto un diretto risarcimento per il singolo disabile che non può accedere ad un determinato sito. Tuttavia la Legge 1 marzo 2006 n. 67 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) apre nuove possibilità in questo senso.

Naturalmente si spera sempre di non dover ricorrere a questi strumenti, ma che sia sufficiente diffondere a tutti i livelli la cultura dell’accessibilità per poter avere un numero sempre maggiore di siti web veramente accessibili e fruibili da tutti.

La Legge prevede due tipi di valutazione dell’accessibilità dei siti web:
– valutazione oggettiva: navigando nelle pagine web e controllando il codice HTML delle pagine si verifica il rispetto dei 22 requisiti tecnici contenuti nell’allegato A del D.M. 8 luglio 2006 n. 183; in particolare si devono utilizzare diversi browser, con e senza supporto di javascript, applet ed altre tecnologie non standard, con diverse risoluzioni dello schermo e provando ad utilizzare gli strumenti offerti dai browser per migliorare la leggibilità delle pagine da parte degli utenti ipovedenti;
– valutazione soggettiva: condotta da un pool di esperti, comprendenti anche persone con diverse disabilità, consente di verificare la facilità d’uso e la piena corrispondenza delle soluzioni alternative predisposte in presenza di singoli contenuti o pagine non accessibili nella loro versione standard.
L’accessibilità dev’essere tenuta presente fin dal momento della progettazione. Ciò consente di creare un sito ben strutturato, di separare nettamente gli elementi strutturali dal contenuto, il che rende più semplice la gestione del sito da parte del webmaster.
Se l’accessibilità è tenuta presente fin dal momento della progettazione, assieme all’usabilità ed alla veste grafica, non vi sono costi aggiuntivi, poiché il “costo” dell’accessibilità rientra nel costo globale di progettazione.

Il discorso è diverso se si deve adeguare un sito preesistente. A volte sarà meno costoso riprogettare il sito da zero, mentre in altri casi, se il sito è già ben strutturato e la presentazione grafica è ottenuta tramite i CSS, sarà sufficiente effettuare poche modifiche, quali aggiungere le descrizioni alternative per le immagini significative, aggiungere elementi di contestualizzazione, creare una mappa del sito, rendere accessibile il motore di ricerca e gli altri moduli presenti nel sito mediante la corretta marcatura delle etichette dei campi.

In alcuni casi, per rendere accessibile un sito particolarmente complesso, può essere opportuno elaborare una o più skin alternative. Si tratta semplicemente di creare uno o più layout differenti da quello standard, che però presentino gli stessi contenuti, soltanto disposti in modo diverso o con caratteri di dimensioni maggiori e con un contrasto cromatico più elevato. L’utente potrà scegliere la skin che meglio si adatta alle proprie esigenze.

I vantaggi dell’adeguamento del sito web alle regole tecniche che ne garantiscono la piena accessibilità sono evidenti, sia in termini di immagine, sia per l’aumento di potenziali utenti e per la loro fidelizzazione.
Il rispetto delle regole tecniche dell’accessibilità migliora anche il posizionamento del sito nei motori di ricerca. Sebbene non siano noti i criteri utilizzati dai diversi motori di ricerca per assegnare il ranking ai siti che vengono indicizzati automaticamente, è certo che l’uso di una DTD (document type declaration) pubblica, l’uso di testi alternativi per le immagini, l’esplicita dichiarazione della lingua in cui è scritto il testo ed altri accorgimenti legati all’accessibilità influiscono positivamente sul posizionamento del sito.

Nella primavera del 2006 Google, il principale motore di ricerca, ha lanciato in via sperimentale un servizio chiamato Google Accessible Search , che dovrebbe porre ai primi posti tra i risultati quei siti che rispettano le regole tecniche sull’accessibilità. Attualmente non è possibile esprimere un giudizio esaustivo su questo servizio, dato che i siti che rispettano le linee guida del W3C sull’accessibilità sono relativamente pochi rispetto allo sterminato numero di pagine web indicizzate da Google, quindi si possono ottenere buoni risultati solo su ricerche specifiche, come ad es. la ricerca di informazioni relative alle associazioni dei disabili o alle tecnologie assistive.

La creazione di skin alternative apre la possibilità di rendere navigabile il sito anche con strumenti diversi dal computer, quali palmari e smartphone, nei quali, date le dimensioni ristrette del display, è gioco forza necessario presentare i contenuti in modo diverso.

Commissione Osservatorio Siti Internet – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

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  • simone scrive:
    nessuna risposta
    la pec sarà pure una svolta, ma io non l'ho vista!!!ho mandato 3 mail dal 17/12/09 alla sede inps della mia città.ancora mi devono rispondere. quindi di che parliamo!!!
    • claudio.caprara scrive:
      Re: nessuna risposta
      - Scritto da: simone
      la pec sarà pure una svolta, ma io non l'ho
      vista!!!
      ho mandato 3 mail dal 17/12/09 alla sede inps
      della mia
      città.
      ancora mi devono rispondere. quindi di che
      parliamo!!!dipende dalla pratica ma possono avere 30/60/90 giorni per la risposta.in ogni caso anche io non ne sono entusiasta
  • Anonimo scrive:
    La sponsorizzazione di Aruba
    in bella mostra tra le offerte speciali stona un tantinello....
  • ufo1 scrive:
    Fatti
    In merito a questa e altre notizie in genere, dove PA e aziende di pubblica utilità sono coinvolte, avevo sempre l'idea che più o meno appare sui vari post: e cioè che la burocrazia, gli interessi e il capitale, bloccassero lo sviluppo dell'era informatica.Mi si sono aperti un po' gli occhi dopo aver assistito un paio di riunioni assieme ad alti vertici, a titolo informativo, per avere idee poi da sviluppare in merito, una volta stilato il progetto richiesto dalle varie PA. Riunioni che alcuni miei colleghi ed io, siamo invitati a partecipare più per non doverci poi spiegare cosa si vuole, che per fornire in quella sede opinioni.Più volte ed in varie occasioni, ho sentito i due interlocutori, intercalare i loro progetti di businnes con frasi tipo:"... in materia informatica sono ignorante assoluto ma, credo che facendo così.."In pratica, ci si vanta di non conoscere l'argomento e purtuttavia avere capacità manageriali tali, da creare il businnes.Questi i nostri capitani d'azienda, questi i nostri politici. Che dell'informatica, delle sue regole non solo non sono a conoscenza, ma è più ganzo chi sapendo niente, sa combinare un buon affare. Il solito mondo dei furbi, delle persone che non hanno tempo per capire, ma solo dirigere e quando intravedono uno che ne capisca qualcosa, gli tagliano la strada, lo bloccano per il timore di perdere qualche spicciolo e quindi dimostrare di non essere all'atezza del compito. E chi sopra di loro anche peggio, non guardano cosa realmente viene fatto, ma il bilancio, che deve riportare "+1" rispetto all'anno prima e valorizzano i loro sottoposti in base a ciò. Il fatto che quest'ultimi adoperino sistemi anche illeciti, non li riguarda e fanno la faccia di uno che cade dalle nuvole.La base di un progetto tipo PEC, difficilmente può passare. Gli addetti ai lavori sanno come rendere certificata ed univoca una e-mail, senza che terzi cerchino di farci la cresta garatendo cose che non sanno nemmeno come sono fatte.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2007 17.59----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2007 18.00-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    E' possibile avere la PEC gratuita?
    Ho visto che per ora la PEC è disponibile solo a pagamento.Sarà sempre così o in un futuro sarà possibile trovare provider che offrano tale servizio gratuitamente?Vorrei capire se è a pagamento in quanto appena uscita (tipo quando uscirono le prime offerte dial-up 56k di TIN) o se ci sono dei costi fissi, ad esempio per i certificati di crittografia, che rendono irrealizzabile rendere in futuro questo servizio gratuito.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' possibile avere la PEC gratuita?
      Un messaggio persa sull'hardware circa 10 volte un normale messaggio di posta elettronica e circa tre volte a livello di banda. La firma viene eseguite con hardware particolare ad alta sicurezza denominiato HSM e che contiene la catena di certificati e firme (le caratteristiche di tali costose macchine sono definite nelle norme tecniche). Non vi sono costi particolari di firma per ciascun messaggio inviato. I costi per le marche temporali dei log sono modesti sia in numero che in valore assoluto.Sono significativi i costi di assistenza, audit e controllo. Le norme impongono (giustamente) un alto standard di qualita' che richiede tecnici altamente specializzati e di provata esperienza.Esiste anche un importante costo iniziale rappresentato dalla gestione documentale necessaria a garantire l'identificabilita' del titolare della casella PEC.Ottima la tua domanda, difficile immaginare la risposta. I costi sono indubbiamente piuttosto elevati nel loro complesso, tirando ad indovinare direi che sara' molto difficile vedere offerte gratis perpetue. Magari qualche proposta temporanea come del resto e' gia' successo.
    • claudio.caprara scrive:
      Re: E' possibile avere la PEC gratuita?
      - Scritto da:
      Ho visto che per ora la PEC è disponibile solo a
      pagamento.mi pare che inps e aci te la danno anche gratuita ma è utilizzabile solo con la pubblica amministrazione. Se vuoi una casella utilizzabile con tutti allora devi acquistarla da un provider pec.
  • Anonimo scrive:
    LA COMUNITA' VUOLE LA PEC OPEN SOURCE
    LA COMUNITA' OPEN SOURCE SI RIFIUTA DI UTILIZZARE QUALSIASI TECNOLOGIA RELATIVA ALLA POSTA CERTIFICATA FINCHE' NON AVREMO TUTTI I SORGENTI DEGLI ALGORITMI DISPONIBILI SU SOURCEFORGE.NETSE NON OTTEMPERETE A QUESTI COMPITI ESCLUDEREMO PEC DA QUASIASI SISTEMA OPERATIVO OPEN SOURCE (LINUX IN PRIMIS) E PROIBIREMO A QUALSIASI PROGRAMMATORE FREESOFTWARE DI OCCUPARSENEVOGLIAMO I SORGENTI E LI VOGLIAMO ADESSO, QUINDI DATEVI UNA MOSSA SE NON VOLETE PROBLEMI IN FUTURO O SE NON VORRETE FARE LA FINE DI MICROSOFT :@VIVA LINUX, VIVA L'OPEN SOURCE(linux)(linux)(linux)(linux)(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: LA COMUNITA' VUOLE LA PEC OPEN SOURCE
      http://www.openpec.org/La PEC di Aruba e' basata su Openpec che e' Open Source
      • Anonimo scrive:
        Re: LA COMUNITA' VUOLE LA PEC OPEN SOURC
        il solito linux-troll che spara sentenze senza neanche informarsi."PROIBIREMO A QUALSIASI PROGRAMMATORE FREESOFTWARE DI OCCUPARSENE"sei tu il capo della comunità opensource? (troll1)(troll3)(troll2)
  • Anonimo scrive:
    Ma chi certifica ?
    Sono un informatico di professionema questa posta certificata non mi piaceper niente.Almeno finchè ci sono soggetti privatie business di mezzo.Perchè la posta certificata diventi veramenteun istituto dovrebbe essere lo stato stessoa gestirla, dotando chiunque ne faccia richiesta di una casella certificatasenza che i soliti soggetti new economyentrino in mezzo e spingano per lucrarci.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma chi certifica ?
      - Scritto da:
      Sono un informatico di professione
      ma questa posta certificata non mi piace
      per niente.
      Almeno finchè ci sono soggetti privati
      e business di mezzo.
      Perchè la posta certificata diventi veramente
      un istituto dovrebbe essere lo stato stesso
      a gestirla, dotando chiunque ne faccia richiesta
      di una casella
      certificata
      senza che i soliti soggetti new economy
      entrino in mezzo e spingano per lucrarci.già a che ci siamo facciamo che tutte le banche diventino di stato e anche le telecomunicazioni, le fabbriche di medicinali e di qualsiasi prodotto industriale di massa, così entro 10 anni saremo pronti anche noi per una nuova Armata Rossa (rotfl)se un servizio è privato hai la scelta e non dipendi da Dio-Stato con i suoi pretoriani-burocrati, penso invece che dovremmo impegnarci affinchè l'erogazione di questo servizio non rimanga delegato alle solite 4 grosse aziende tlc, altrimenti è come se fosse un servizio di stato, anzi peggio
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma chi certifica ?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Sono un informatico di professione

        ma questa posta certificata non mi piace

        per niente.

        Almeno finchè ci sono soggetti privati

        e business di mezzo.

        Perchè la posta certificata diventi veramente

        un istituto dovrebbe essere lo stato stesso

        a gestirla, dotando chiunque ne faccia richiesta

        di una casella

        certificata

        senza che i soliti soggetti new economy

        entrino in mezzo e spingano per lucrarci.

        già a che ci siamo facciamo che tutte le banche
        diventino di stato e anche le telecomunicazioni,
        le fabbriche di medicinali e di qualsiasi
        prodotto industriale di massa, così entro 10 anni
        saremo pronti anche noi per una nuova Armata
        Rossa
        (rotfl)

        se un servizio è privato hai la scelta e non
        dipendi da Dio-Stato con i suoi
        pretoriani-burocrati, penso invece che dovremmo
        impegnarci affinchè l'erogazione di questo
        servizio non rimanga delegato alle solite 4
        grosse aziende tlc, altrimenti è come se fosse un
        servizio di stato, anzi
        peggio...aggiungo che lo stato dovrebbe soltanto occuparsi di dare le giuste autorizzazioni alle aziende che vogliano certificare la posta
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma chi certifica ?
      Anche le Poste sono un soggetto privato. Siamo nel 2007 ed i Borboni sono andati via.La garanzia di trasparenza e' data dalla certificazione e dalle norme. La firma e' quella del CNIPA che e' l'Istituto che controlla ed emana le regole tecniche.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma chi certifica ?
        - Scritto da:
        Anche le Poste sono un soggetto privato. Siamo
        nel 2007 ed i Borboni sono andati
        via.

        La garanzia di trasparenza e' data dalla
        certificazione e dalle norme. La firma e' quella
        del CNIPA che e' l'Istituto che controlla ed
        emana le regole
        tecniche.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Ovvero centralizzare gli oneri e decentralizzare gli utili. In poche parole gli stai dando ragione, seppur in modo indiretto. :)
    • claudio.caprara scrive:
      Re: Ma chi certifica ?
      - Scritto da:
      Sono un informatico di professione
      e business di mezzo.che ti piaccia o no ( e ame non piace) è già legge da un pò quindi adattati a farla gestire ad un privato. Anche le poste sono dei privati ormai (poste spa)
  • Anonimo scrive:
    ARUBA A 5 Euro/annuo ... non per ora ??
    Volevo acquistare il servizio base di PEC aruba quello che viene pubblicizzato anche sul sito e riportato al punto 5.1.1 del manuale operativo ma ho notato che nei moduli per la rihciesta si pregava di indicare il domain da registrare, che invece nel servizio da 5 Euro e' semplicemente @PEC.aruba.it, allora ho inviato uan email mi hanno chiesto un num. di telefono e mi hanno richiamato per dirmi che quel servizio al momento non e' attivo e non ci sono previsioni su uqnado lo sara' ... certo per 5 Euro l'anno l'avrei sottoscritto il servizio ma se devo registrare un domain pagare l'hosting e chissa ocsa altro beh!
    • Anonimo scrive:
      Re: ARUBA A 5 Euro/annuo ... non per ora
      Sono i soliti furbi ad Aruba...
      • Anonimo scrive:
        Re: ARUBA A 5 Euro/annuo ... non per ora
        se hai il dominio ti costa 5 eurose non ce l'hai e lo compri ti costa 9.99 + 5 euro.Visto che io l'avevo gia' comprata da un'altro pagandola 48 euro e ha il nome del dominio del fornitore e non il mio direi che avrei fatto meglio ad aspettare e comprarla da Aruba. anche perche' su di un dominio ne puoi attivare anche mille e ticostano tutte 5 euro l'una e basta.
        • claudio.caprara scrive:
          Re: ARUBA A 5 Euro/annuo ... non per ora
          - Scritto da:
          se hai il dominio ti costa 5 euro
          se non ce l'hai e lo compri ti costa 9.99 + 5
          euro.
          Visto che io l'avevo gia' comprata da un'altro
          pagandola 48 euro e ha il nome del dominio del
          fornitore e non il mio direi che avrei fatto
          meglio ad aspettare e comprarla da Aruba. anche
          perche' su di un dominio ne puoi attivare anche
          mille e ticostano tutte 5 euro l'una e
          basta.Io ci ho provato perchè mi sembrava una buona offerta ma sinceramente mi hanno affogato di email e non sono riuscito a completare il procedimento. Ci ho rimesso anche 5 euro se non ricordo male. Ma è capitato diversi mesi fa il servizio era annunciato da pochi giorni.
  • Anonimo scrive:
    Ho la PEC... ma non so a chi spedire !
    Ho registrato una casella postale conforme alle norme PEC... bene, funziona, mi sono anche mandato i messaggi da solo! E mi conservo le ricevute, così posso sempre dimostrare di avermeli mandati!L'unico problema è che NESSUNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LA USA ! Nemmeno il CNIPA!Cari signori che state nei Palazzi... che ne dite di provare ad adeguarvi alle norme che voi stessi definite ?Mi ricorda tanto il progetto di carta d'identità elettronica... Nulla di fatto... come nella normale prassi del Belpaese!
    • Anonimo scrive:
      Lettera aperta ai Ministeri
      Visto che ci sono, mi permetto di chiedere, pubblicamente, ai Ministeri, di rendere pubblica nei tempi tecnici strettamente necessari, nei rispettivi siti, l'indirizzo email di Posta Elettronica Certificata, ai sensi del DPR 11/02/2005 n. 68, e dell'art. 27 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3, affinché sia data facoltà al cittadino di utilizzare detto strumento ai fini dell'invio di lettere aventi valore legale, come previsto dalla normativa vigente.Mi permetto anche di chiedere al Dipartimento per le Innovazioni e Riforme nella PA (Funzione Pubblica) di fissare una data di scadenza obbligatoria entro il quale TUTTI gli uffici della PA rendano disponibile al pubblico tale strumento.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho la PEC... ma non so a chi spedire
      Anche inviando da una casella PEC ad una ordinaria si mantiene il valore di raccomandata, anche se senza ricevuta di ritorno.Si puo' infatti dimostrare di avere inviato quel messaggio da quell mittente a quell'ora verso quell'indirizzo e-mail. Oltre a questo e molto importante e' che anche il contenuto del messaggio e' certo, inclusi gli allegati. La firma del gestore comprende l'intero messaggio, se anche solo un carattere viene modificato la firma non torna con conseguente messaggio di errore. Un valore quindi superiore sicuramente al fax ed equiparabile alla raccomandata semplice. Con il vantaggio di avere anche la certezza del contenuto che non esiste neanche con le raccomandate cartacee con ricevuta di ritorno.
      • claudio.caprara scrive:
        Re: Ho la PEC... ma non so a chi spedire
        - Scritto da:
        Anche inviando da una casella PEC ad una
        ordinaria si mantiene il valore di raccomandata,
        anche se senza ricevuta di
        ritorno.neanche per idea, la ricevuta di accettazione non ti arriverà mai
        Si puo' infatti dimostrare di avere inviato quel
        messaggio da quell mittente a quell'ora verso
        quell'indirizzo e-mail. no si dimostra solo di aver inviato al proprio server un messaggio da recapitare (ricevuta di accettazione) è firmata dal tuo server e non contiene il messaggio inviatoOltre a questo e molto
        importante e' che anche il contenuto del
        messaggio e' certo, inclusi gli allegati. La
        firma del gestore comprende l'intero messaggio,
        se anche solo un carattere viene modificato la
        firma non torna con conseguente messaggio di
        errore. Un valore quindi superiore sicuramente al
        fax ed equiparabile alla raccomandata semplice.
        Con il vantaggio di avere anche la certezza del
        contenuto che non esiste neanche con le
        raccomandate cartacee con ricevuta di
        ritorno.questo accade se invii ad un utente pec, la ricevuta di consegna contiene tutto compreso il tuo messaggio originale.Se invii ad un utente NON PEC non riceverai mai LA RICEVUTA DI CONSEGNA. L'utente che riceve la tua Email , vede che firmata dal tuo server, ma riceve anche la segnalazione che il messaggio non è valido, perchè è stato modificato (cosi dice la verifica)
  • Anonimo scrive:
    Spam certificato
    :D :D :D :D :D :D :DAlle volte nel tentativo di piazzarti il prodotto vengono fuori delle affermazioni veramente divertenti. Il grosso dello spam vien fuori da computer compromessi, il fatto che la posta sia certificata o meno ha influenza zero sulla cosa dal momento che chi te la spara in casella ne è del tutto inconsapevole.
    • Anonimo scrive:
      Re: Spam certificato
      Il dominio del mittente deve essere certificato, la connessione tra server puo' avvenire solo se crittografata. Niente spam sulla PEC.
      • Anonimo scrive:
        Re: Spam certificato

        Il dominio del mittente deve essere certificato,
        la connessione tra server puo' avvenire solo se
        crittografata.L'affermazione è valida solo se il mittente e destinatario sono di PEC
        Niente spam sulla PEC.Purtroppo lo spam lo puoi ricevere anche sulla PEC, e per ovvi problemi legali è difficile filtrarli direttamente nei mailer dei provider, quindi è potenzialmente più esposto del normale servizio di posta
      • Anonimo scrive:
        Re: Spam certificato
        - Scritto da:
        Il dominio del mittente deve essere certificato,come avviene per un utente PEC con pc compromesso....
      • claudio.caprara scrive:
        Re: Spam certificato
        - Scritto da:
        Il dominio del mittente deve essere certificato,
        la connessione tra server puo' avvenire solo se
        crittografata. Niente spam sulla
        PEC.non è cosi, in altro post spiego anche cosa succede quando invii da pec a non pec
  • Anonimo scrive:
    Poblemino da nulla....
    L'associazione dei provider Assoprovider mette in luce un limite normativo. "La legge stabilisce una presunzione assoluta di lettura in capo al destinatario nel momento in cui riceve la mail e non quando la legge", spiega a PI Antonio Ruggiero, segretario dell'associazione: "Quindi, nel momento in cui un privato o un'azienda sottoscrive un servizio di PEC, deve assumersi l'onere di controllare la posta ogni giorno per evitare sgradevoli sorprese"...........a questo aggiungiamoci la non identificabilità di chi riceve la mail e non se ne esce più. La PEC va bene solo ed esclusivamente nei rapporti formali dove sicuramente non ci sarà contezioso, ma c'è bisogno di un atto formale, per gli altri è un autentico suicidio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Poblemino da nulla....
      Anche le raccomandate cartacee si danno per consegnate trascorso il periodo di "compiuta giacenza" anche se non ritirate dal destinatario.
      • Anonimo scrive:
        Re: Poblemino da nulla....
        - Scritto da:
        Anche le raccomandate cartacee si danno per
        consegnate trascorso il periodo di "compiuta
        giacenza" anche se non ritirate dal
        destinatario.Non è per niente così, controlla la sentenza della Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione :Sent. n. 7815/2006.Comunque il problema non è solo questo, c'è proprio un problema di mancata notifica a una persona fisica.
        • Anonimo scrive:
          Re: Poblemino da nulla....
          La compiuta giacenza vale anche per le notifiche del tribunale, oltre che che per le raccomandate. Faccio un esempio: convocazione dell'assemblea di una qualsiasi societa'. Se l'invio e' stato effettuato regolarmente nei tempi previsti al domicilio del socio la "compiuta giacenza" rende legittima la comunicazione anche se non e' stata ritirata. Per quanto riguarda la PEC probabilmente quello che non e' chiaro e' che non esiste un legame diretto tra il possedere una casella di posta ed avere eletto una sorta di domicilio elettronico dove ricevere le PEC. L'indirizzo PEC deve essere dichiarato espressamente in ciascun singolo rapporto, per esempio in sede contrattuale.
          • Anonimo scrive:
            Re: Poblemino da nulla....
            - Scritto da:
            La compiuta giacenza vale anche per le notifiche
            del tribunale, oltre che che per le raccomandate.
            Faccio un esempio: convocazione dell'assemblea di
            una qualsiasi societa'. Se l'invio e' stato
            effettuato regolarmente nei tempi previsti al
            domicilio del socio la "compiuta giacenza" rende
            legittima la comunicazione anche se non e' stata
            ritirata.Le recenti sentenze di cassazione parlano chiaro e di fatto hanno mandato in soffitta la compiuta giacenza. Per quanto riguarda la PEC
            probabilmente quello che non e' chiaro e' che non
            esiste un legame diretto tra il possedere una
            casella di posta ed avere eletto una sorta di
            domicilio elettronico dove ricevere le PEC.Il concetto di "domicilio elettronico" non esiste e non risolve comunque il problema della notifica che va fatta a persona fisica.
            L'indirizzo PEC deve essere dichiarato
            espressamente in ciascun singolo rapporto, per
            esempio in sede contrattuale.Nessuno, con piena cognizione di causa, accetterebbe di avere una casella di posta elettronica come sostituto di un indirizzo fisico per nessun rapporto di lavoro. Resta poi da capire se la cosa avrebbe pieno valore giuridico. In caso di truffa che fai denunci la società personale con recapito email pinco palla ?!!!! :| :| :| :| :|
  • Anonimo scrive:
    pec VS deposito opere inedite SIAE
    Se ho due caselle PECe invio un'opera digitale da una casella all'altra (o addirittura autoinvio nella stessa casella)questa dovrebbe essere una certificazione legalmente riconosciuta della data dell'opera.Posso quindi rimpiazzare al 100% il deposito opere inedite della SIAE?
    • Anonimo scrive:
      Re: pec VS deposito opere inedite SIAE
      Normativamente non ti so dire... ma di sicuro funge da servizio di data certa...
      • Anonimo scrive:
        Re: pec VS deposito opere inedite SIAE
        non solo la data, anche il contenuto e' certo, inclusi gli allegati. E vale anche se la spedisci al tuo stesso indirizzo.
  • Anonimo scrive:
    Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta !
    Ancora con questa storia della PEC !non serve a nulla, non è opponibile a terzi, non prevede concetti giuridicamente rilevanti come la "compiuta giacenza" e mille altri. E soprattutto: funziona (anzi, forse "funzionerà") solo in Italia.Quindi smettiamola: è un FLOP, fine. Con buona pace di "Stefano Cecconi, CEO di Aruba" Poteva investire i suoi soldi in un modo migliore, non è che adesso ci volete convincere a comprare sta benedetta PEC perchè aruba ci ha investo sopra, su siamo seri !
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
      ahah io ho visto l'offerta di Aruba e ho ordinato due caselle PEC il giorno dopo ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
        quindi direi che la PEC funziona alla perfezione ! ha fatto alla grande il sporco lavoro:farti comprare una, addirittura due (utile non c'è che dire, hai capito alla perfezione lo spirito della PEC) caselle PEC ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
        - Scritto da:
        ahah io ho visto l'offerta di Aruba e ho ordinato
        due caselle PEC il giorno dopo
        ;)Ottima mossa, se non altro ti potrai mandare la posta da una casella all'altra. :D :D :D :D :D :D
      • driope scrive:
        Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
        Premesso che non ho ancora avuto tempo di leggere l'offerta di Aruba o di informarmi in maniera soddisfacente sulla PEC, a me un sostituto della raccomandata con ricevuta di ritorno farebbe proprio comodo.Sono all'inizio di un'attività lavorativa autonoma, i miei contratti durano in media una settimana e ogni 7 giorni devo mandare ricevuta (presto fattura) a qualche ufficio contabilità di Milano o Torino. In media lascio in posta non meno di 15 euro al mese. Se con 5 euro all'anno invece avessi la certezza che i miei documenti arrivano a destinazione senza drammi firmerei con Aruba subito.Ma dai commenti e dagli articoli letti finora in P.I. mi sembra di capire che non è questo l'ambito dove posso cercare di risparmiare. Giusto?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
          Consiglio spassionato: se ci son di mezzo soldi usa i vecchi sistemi. gli esperimenti lasciali fare agli altri. Al max puoi usarla nei rapporti con i clienti ma solo se ti serve come conferma dell'ordine e sei sicuro d'avere altri elementi che in caso di contezioso confermino quello che hai ricevuto via PEC. Ad oggi la pec più che una AR può sostituire un fax e da quel punto di vista può essere comoda.
        • friser scrive:
          Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
          Io ti "consiglio" di diffidare dei "consigli" del forum ;) e di informarti bene su cosa è la pec e come funziona. Puoi trovare info sui siti dei gestori oppure online facendo qualche ricerca con google.Solo così potrai farti un'idea seria ed evitare "discorsi da bar sport" che invece trovi su questo forum.Mi sembra che l'unico obiettivo di alcuni interventi sia quello di parlar male dell'Italia e screditare l'iniziativa che a mio avviso è invece molto interessante.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da: friser
            Io ti "consiglio" di diffidare dei "consigli" del
            forum ;) e di informarti bene su cosa è la pec e
            come funziona.Non succeda mai che qualcuno gli faccia notare l'ovvio....

            Puoi trovare info sui siti dei gestori oppure
            online facendo qualche ricerca con
            google.
            Solo così potrai farti un'idea seria ed evitare
            "discorsi da bar sport" che invece trovi su
            questo
            forum.
            Mi sembra che l'unico obiettivo di alcuni
            interventi sia quello di parlar male dell'Italia
            e screditare l'iniziativa che a mio avviso è
            invece molto
            interessante.E si ci sono un sacco di aziende che danno informazioni imparziali.... :)Per dovere di trasparenza sarebbbe il caso tu gli indicassi per quale azienda lavori. ;)
          • shezan74 scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:
            E si ci sono un sacco di aziende che danno
            informazioni imparziali....
            :)
            Per dovere di trasparenza sarebbbe il caso tu
            gli indicassi per quale azienda lavori. ;)Scusa, ma questo che c'entra?Sono perfettamente d'accordo con lui, se questo può interessarti, e l'azienda nella quale lavoro non è un provider che fornisce un servizio di PEC, nè una compagnia di spedizioni...Per dovere di trasparenza sarebbe interessante invece sapere se tu lavori per le Poste Italiane, per le quali la PEC è di sicuro una forte erosione sui margini di guadagno derivanti dalle raccomandate AR...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da: shezan74
            - Scritto da:

            E si ci sono un sacco di aziende che danno

            informazioni imparziali....

            :)

            Per dovere di trasparenza sarebbbe il caso tu

            gli indicassi per quale azienda lavori.
            ;)

            Scusa, ma questo che c'entra?
            Sono perfettamente d'accordo con lui, se questo
            può interessarti, e l'azienda nella quale lavoro
            non è un provider che fornisce un servizio di
            PEC, nè una compagnia di
            spedizioni...C'entra ed anche parecchio dal momento che la sua azienda opera proprio in quel settore:http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1853996&id=1853010&r=PI
            Per dovere di trasparenza sarebbe interessante
            invece sapere se tu lavori per le Poste Italiane,
            per le quali la PEC è di sicuro una forte
            erosione sui margini di guadagno derivanti dalle
            raccomandate
            AR...E dagli con l'insinuazione, la raccomandata AR è un 'altra cosa e ti da delle garanzie legali che la PEC non ti da:- Certezza della consegna a persona fisica- Certezza sulla data di consegna- Indipendenza della certificazione del contenuto dall'obsolescenza tecnologica dei protocolli di sicurezza.Chi dice che la PEC è uguale alla raccomandata AR non sa di cosa parla, che lo dica un'azienda che ci campa può avere un senso, che lo dica un privato no.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta

            E dagli con l'insinuazione, la raccomandata
            AR è un 'altra cosa e ti da delle garanzie
            legali che la PEC non ti da:
            - Certezza della consegna a persona fisica
            - Certezza sulla data di consegna
            - Indipendenza della certificazione
            del contenuto dall'obsolescenza tecnologica
            dei protocolli di sicurezza.Tu sei al delirio.La pec prevede una serie di timestamp certificati proprio nel processo dicrittazione.Leggiti le specifiche sul sito del CNIPA e spettila di sparar sentenze su un argomento che evidentemene non conosci.
            non sa di cosa parlaappuntoA chi interessa veramente il consiglio è quello di informarsi sul serio e non ascoltare i quaqquaraqqà di questo forum-- GGG
          • Alessandrox scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:

            E dagli con l'insinuazione, la raccomandata

            AR è un 'altra cosa e ti da delle garanzie

            legali che la PEC non ti da:

            - Certezza della consegna a persona fisica

            - Certezza sulla data di consegna

            - Indipendenza della certificazione

            del contenuto dall'obsolescenza tecnologica

            dei protocolli di sicurezza.
            Tu sei al delirio.
            La pec prevede una serie di timestamp certificati
            proprio nel processo
            di
            crittazione.
            Leggiti le specifiche sul sito del CNIPA e
            spettila di sparar sentenze su un argomento che
            evidentemene non
            conosci.


            non sa di cosa parlaE' forse l' unico vero limite della PEC: la raccomandata AR arriva, il postino suona e te la fa firmare, TU sai che e' arrivata e l' hai presa in consegna, se non la apri sono cavoli tuoi.la PEC arriva nella tua casella, viene scaricata nel PC anche automaticamente e NON c'e' assicurazione che tu l' abbia realmente presa in consegna; il fatto che l' abbia "presa" il PC non significa granche'... non e' in nulla diverso dal fatto di aver messo semplicemente una lettera nella cassetta postale di casa. Quindi:1) NOn si identifica cioe' in modo certo chi prenderebbe in consegna il messaggio2) Non si sa se il mesaggio arrivato sia poi stato effettivamente letto...esisterebbero pero' dei sistemi che certificano la lettura... ma c'e un problema LEGISLATIVO:"La legge stabilisce una presunzione assoluta di lettura in capo al destinatario nel momento in cui riceve la mail e non quando la legge".Il problema e' che la ricezione di una AR avviene sempre "di persona", una e-mail non e' detto...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            Tempo fa ho inviato una raccomandata AR ad una associazione per esercitare i diritti parla la legge sullal privacy la raccomandata e' rimasta in giacenza UN MESE presso l'ufficio postale xche' nessuno l'ha ritirata e quindi e' tornata intatta , non aperta, al mittente ... chi dice che l'AR viene sicuramente ricevuta viene ricevuto l'avviso di giacenza di una AR presso l'Ufficio Postale ma non ci vai e tutto finisce li
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:
            Tempo fa ho inviato una raccomandata AR ad una
            associazione per esercitare i diritti parla la
            legge sullal privacy la raccomandata e' rimasta
            in giacenza UN MESE presso l'ufficio postale
            xche' nessuno l'ha ritirata e quindi e' tornata
            intatta , non aperta, al mittente ... chi dice
            che l'AR viene sicuramente ricevuta viene
            ricevuto l'avviso di giacenza di una AR presso
            l'Ufficio Postale ma non ci vai e tutto finisce
            liSe la raccomandata non viene ricevuta, il postino è tenuto a scrivere il perchè. Il fatto che la raccomandata sia stata inviata ma rifiutata ha comunque un valore legale. Nel caso della raccomandata nel momento della ricezione hai un'identificazione certa di chi e quando la riceve, nel caso della PEC no, anzi una PEC scaricata è automaticamente accettata, indipendentemente dal fatto che venga ricevuta o meno dal destinatario.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:

            E dagli con l'insinuazione, la raccomandata

            AR è un 'altra cosa e ti da delle garanzie

            legali che la PEC non ti da:

            - Certezza della consegna a persona fisica

            - Certezza sulla data di consegna

            - Indipendenza della certificazione

            del contenuto dall'obsolescenza tecnologica

            dei protocolli di sicurezza.

            Tu sei al delirio.
            La pec prevede una serie di timestamp certificati
            proprio nel processo
            di
            crittazione.
            Leggiti le specifiche sul sito del CNIPA e
            spettila di sparar sentenze su un argomento che
            evidentemene non
            conosci.
            Tu no sai di cosa parli, il timestamp non certifica nulla di quanto menzionato e in caso di compromissione dei protocolli il valore legale è meno di zero.

            non sa di cosa parla

            appunto

            A chi interessa veramente il consiglio è quello
            di informarsi sul serio e non ascoltare i
            quaqquaraqqà di questo
            forum

            --
            GGGSu questi siam d'accordo, anche perché c'è un po' di gente che stranamente non vede dei punti deboli manifesti della PEC....
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:



            garanzie


            legali che la PEC non ti da:


            - Certezza della consegna a persona fisica


            - Certezza sulla data di consegna


            - Indipendenza della certificazione


            del contenuto dall'obsolescenza


            tecnologica


            dei protocolli di sicurezza.



            Tu sei al delirio.

            La pec prevede una serie di timestamp

            certificati proprio nel processo di

            crittazione.

            Leggiti le specifiche sul sito del CNIPA e

            spettila di sparar sentenze su un argomento

            che evidentemene non conosci.



            Tu no sai di cosa parli, il timestamp non
            certifica nulla di quanto menzionatocito: "Certezza sulla data di consegna"
            e in caso di
            compromissione dei protocolli il valore
            legale è meno di zero.Vabbè... smettiamola: "compromissione dei protocolli" non vuol dire nulla e da quel che scrivi non mi pare che tu sappia veramente come funzinano le crittazioni a chiave pubblica né come vengono usati i timestamp nella PEC.Ergo: sei un troll.Bye bye-- GGG
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:
            - Scritto da:





            garanzie



            legali che la PEC non ti da:



            - Certezza della consegna a persona fisica



            - Certezza sulla data di consegna



            - Indipendenza della certificazione



            del contenuto dall'obsolescenza



            tecnologica



            dei protocolli di sicurezza.





            Tu sei al delirio.


            La pec prevede una serie di timestamp


            certificati proprio nel processo di


            crittazione.


            Leggiti le specifiche sul sito del CNIPA e


            spettila di sparar sentenze su un argomento


            che evidentemene non conosci.






            Tu no sai di cosa parli, il timestamp non

            certifica nulla di quanto menzionato

            cito: "Certezza sulla data di consegna"
            Capirai: "Oste il vino è buono ?" "ottimo"Peccato si siano dimenticati di dirti che di quanto menzionato non certifica nulla, la consegna in casella dal punto di vista legale non certifica nulla e come il postino che ti lascia la posta nella buca delle lettere.

            e in caso di

            compromissione dei protocolli il valore

            legale è meno di zero.

            Vabbè... smettiamola: "compromissione dei
            protocolli" non vuol dire nulla e da quel che
            scrivi non mi pare che tu sappia veramente come
            funzinano le crittazioni a chiave pubblica né
            come vengono usati i timestamp nella
            PEC.Ma per favore gli algoritmi di crittazione vengono periodicamente cambiati proprio per il fatto che sono soggetti a compromissione, un processo civile in Italia dura una decina d'anni e nessuno, che si sia anche solo lontanamente occupato di protocolli di sicurezza, si sentirebbe di assicurare un protocollo per un periodo del genere.
            Ergo: sei un troll.
            Se lo dici tu....
            Bye bye

            --
            GGGbye, bye....
          • friser scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da:
            - Scritto da: friser

            Io ti "consiglio" di diffidare dei "consigli"
            del

            forum ;) e di informarti bene su cosa è la pec e

            come funziona.

            Non succeda mai che qualcuno gli faccia notare
            l'ovvio....





            Puoi trovare info sui siti dei gestori oppure

            online facendo qualche ricerca con

            google.

            Solo così potrai farti un'idea seria ed evitare

            "discorsi da bar sport" che invece trovi su

            questo

            forum.

            Mi sembra che l'unico obiettivo di alcuni

            interventi sia quello di parlar male dell'Italia

            e screditare l'iniziativa che a mio avviso è

            invece molto

            interessante.


            E si ci sono un sacco di aziende che danno
            informazioni imparziali....
            :)
            Per dovere di trasparenza sarebbbe il caso tu gli
            indicassi per quale azienda lavori. ;)
            non ho problemi a farlo, l'ho già fatto nel forum del 18/1. Lavoro per EXENTRICA (http://www.exentrica.it) un'azienda che effettua consulenza sulle problematiche pec e che fornisce supporto per diventare gestori accreditati.Faccio anche parte del team di sviluppo di openpec (http://www.openpec.org)Mi ritengo sufficientemente esperto da poter esporre le mie opinioni in questi forum.Il fatto che lavori in un'azienda che fa business con la pec non significa che le informazioni che do siano di parte. Ti invito a controllare i miei post e a cercare in essi discorsi che non siano attinenti al tema trattato o che scadano in banali quanto inutili litigi.E te, sconosciuto, per chi lavori? ;-)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2007 18.06-----------------------------------------------------------
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta
            - Scritto da: friser
            - Scritto da:

            - Scritto da: friser


            Io ti "consiglio" di diffidare dei "consigli"

            del


            forum ;) e di informarti bene su cosa è la
            pec
            e


            come funziona.



            Non succeda mai che qualcuno gli faccia notare

            l'ovvio....









            Puoi trovare info sui siti dei gestori oppure


            online facendo qualche ricerca con


            google.


            Solo così potrai farti un'idea seria ed
            evitare


            "discorsi da bar sport" che invece trovi su


            questo


            forum.


            Mi sembra che l'unico obiettivo di alcuni


            interventi sia quello di parlar male
            dell'Italia


            e screditare l'iniziativa che a mio avviso è


            invece molto


            interessante.





            E si ci sono un sacco di aziende che danno

            informazioni imparziali....

            :)

            Per dovere di trasparenza sarebbbe il caso tu
            gli

            indicassi per quale azienda lavori. ;)



            non ho problemi a farlo, l'ho già fatto nel forum
            del 18/1.

            Lavoro per EXENTRICA (http://www.exentrica.it)
            un'azienda che effettua consulenza sulle
            problematiche pec e che fornisce supporto per
            diventare gestori
            accreditati.
            Faccio anche parte del team di sviluppo di
            openpec
            (http://www.openpec.org)

            Mi ritengo sufficientemente esperto da poter
            esporre le mie opinioni in questi
            forum.
            Il fatto che lavori in un'azienda che fa business
            con la pec non significa che le informazioni che
            do siano di parte.
            Da esperto imparziale sarebbe il caso che tu mettessi in evidenza le differenze sostanziali tra una raccomandata e una PEC, sostenere che siano servizi intercambiabili è assolutamente inesatto e potrebbe portare a chi li usa dei bei problemi.

            Ti invito a controllare i miei post e a cercare
            in essi discorsi che non siano attinenti al tema
            trattato o che scadano in banali quanto inutili
            litigi.Basta esser chiari e dire semplicemente, sono una parte in causa e credo in questo servizio.Peraltro come EXENTRICA offrite i servizi ad Aruba e questo IMO è bene che sia noto in sede di discussione. Sia chiaro che questo non toglie nulla al servizio che offrite ma dev'essere chiaro che è il punto di vista di chi offre il servizio.

            E te, sconosciuto, per chi lavori? ;-)
            Libero professionista. ;)Avendo avuto a che fare sia con la PA che con furbetti di ogni specie, posso garantirti che in sede di contenzioso si vede la gente attaccarsi a tutto, affidarsi oggi a un sistema che non dia un'affidabilità pari a quella del sistema tradizionale non ha senso. Se le aziende hanno la granitica certezza dell'affidabilità della PEC farebbero bene ad offrire una copertura danni totali ai clienti in caso di inadeguatezza della certificazione offerta, mettendo ben in chiaro quali sono i limiti della certificazione che offrono.PS. Sia chiaro che la PEC in se per me ha una sua utilità, specialmente in ambito aziendale, ma oggi come oggi non è un sostituto della raccomandata a/r in sede di contenzioso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora.... un FLOP è un FLOP e basta


            PS. Sia chiaro che la PEC in se per me ha una sua
            utilità, specialmente in ambito aziendale, ma
            oggi come oggi non è un sostituto della
            raccomandata a/r in sede di
            contenzioso.Ma la finisci di dire minchiate? I limiti della PEC sono solo nella tua capacità di comprensione.
          • Anonimo scrive:
            X l'Admin
            Ma la policy che fine ha fatto ?
          • Wakko Warner scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da:
            Ma la policy che fine ha fatto ?C'è il pulsante apposito "Segnala abusi"... non farmi fare un foto-shot allo schermo stile blatta...
          • Anonimo scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da: Wakko Warner

            - Scritto da:

            Ma la policy che fine ha fatto ?

            C'è il pulsante apposito "Segnala abusi"... non
            farmi fare un foto-shot allo schermo stile
            blatta...Si lo so ma se si manda un'email per ogni assurdità non se ne esce più. Di solito gli admin son più solerti.
          • Wakko Warner scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da:

            - Scritto da: Wakko Warner



            - Scritto da:


            Ma la policy che fine ha fatto ?



            C'è il pulsante apposito "Segnala abusi"... non

            farmi fare un foto-shot allo schermo stile

            blatta...

            Si lo so ma se si manda un'email per ogni
            assurdità non se ne esce più. Di solito gli admin
            son più
            solerti.Se non ricordo male avevo già scritto alla redazione riguardo l'opportunità di rendere la segnalazione abusi più semplice. Sarebbe bene che premendo il pulsante il post venisse portato all'attenzione del moderatore senza dover per forza stare ad inviare un'email. Sarebbe più efficente e la gente lo userebbe più volentieri... o forse è proprio questo il problema.
          • Anonimo scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da: Wakko Warner

            - Scritto da:



            - Scritto da: Wakko Warner





            - Scritto da:



            Ma la policy che fine ha fatto ?





            C'è il pulsante apposito "Segnala abusi"...
            non


            farmi fare un foto-shot allo schermo stile


            blatta...



            Si lo so ma se si manda un'email per ogni

            assurdità non se ne esce più. Di solito gli
            admin

            son più

            solerti.

            Se non ricordo male avevo già scritto alla
            redazione riguardo l'opportunità di rendere la
            segnalazione abusi più semplice. Sarebbe bene che
            premendo il pulsante il post venisse portato
            all'attenzione del moderatore senza dover per
            forza stare ad inviare un'email. Sarebbe più
            efficente e la gente lo userebbe più
            volentieri... o forse è proprio questo il
            problema.Son pienamente d'accordo con te :)
          • Anonimo scrive:
            Re: X l'Admin
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl) L'off-topic è arrivato subito la moderazione no !!!! (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • Wakko Warner scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da:
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl) L'off-topic è
            arrivato subito la moderazione no !!!!
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)E poi dici che il moderatore non è solerte. 8)
          • Anonimo scrive:
            Re: X l'Admin
            - Scritto da: Wakko Warner

            - Scritto da:

            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl) L'off-topic
            è

            arrivato subito la moderazione no !!!!

            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)

            E poi dici che il moderatore non è solerte. 8)(rotfl)(rotfl)(rotfl) Facendo passare certi messaggi attira-flame alla fine azzoppano la netzine. Contenti loro. :)
          • Anonimo scrive:
            Re: X l'Admin
            E' arrivata la moderazione :) Grazie admin. ;)
  • Anonimo scrive:
    Sulla PEC co vogliono fare un altro...
    MAGNA-MAGNA.Ce stanno a pigliare per il cuXo con sta storiella della posta elettronica certificata.L' unico problema di cui discutono è quanto DRAGARCI per sta roba.
    • Gino Viroli scrive:
      Re: Sulla PEC co vogliono fare un altro...
      MAGNA TU CHE MAGNO IO come diceva Nino Manfredi in un famoso film in bianco e nero.Niente di più vero, la PEC è l'ennesima vergogna Italiana come la legge sulla privacy, la registrazione dei domini .it più complessa rispetto ai .com , tutta roba INUTILE che serve a far CAMPA' tanta gente nella pubblica amministrazione che non ha voglia di fare una mazza!Il fatto che sia tutta roba INUTILE lo dice il fatto stesso che esiste solo in ITALIA, e in nessun altro paese al mondo.
  • Anonimo scrive:
    Nella PEC c'è una gabella per la SIAE?
    Se non c'è presto i LADRONI della SIAE ce la faranno infilare.
  • Anonimo scrive:
    Petrucci è parte del problema.
    Claudio Petrucci del CNIPA non ha diritto di scagliarsi contro la burocrazia e le lentezze della pubblica amministrazione, in quanto il suo ufficio è parte del problema descritto.Il CNIPA è tristemente noto agli addetti ai lavori per essere fortemente viziato da interessi economici di grandi aziende. E' inutile ergersi a paladino della libertà quando si è pervasi da quel clientelarismo che ha fatto della nostra pubblica amministrazione lo zimbello dell'europa occidentale.La PEC è una buona idea, ma il CNIPA per arrivare a chiudere questo progetto ci ha messo CINQUE ANNI. Alla faccia della snellezza delle procedure.
    • Anonimo scrive:
      Re: Petrucci è parte del problema.
      Il CNIPA ha comunque il merito di avere normato in maniera efficace un sistema innovativo che non ha eguali in altri paesi. Sicuramente il processo ha richiesto anno ma cio' non toglie che la PEC c'e' e gli altri paesi non ce l'hanno ancora. Accusare di ritardo chi arriva primo non e' contraddittorio?
      • Anonimo scrive:
        Re: Petrucci è parte del problema.
        Negli altri Paesi non si usa perchè è un servizio immaturo e se sei sicuro che prima o poi puoi avere qualche problema ti guardi bene dal rinunciare alle tutele legali che ti danno altri strumenti.
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