Accessibilità multipla in Parlamento

Un elenco ufficioso ma curioso dimostra che all'attenzione del Legislatore ci sono (almeno) dieci diverse proposte di legge in tema di accessibilità tecnologica


Roma – La curiosa ricerca l’hanno svolta i frequentatori della mailing list pdl3486 dedicata ad uno dei progetti di legge sull’accessibilità portati all’attenzione del Parlamento. Una ricerca che dimostra, appunto, come tale progetto, il pdl 3486, sia in buona compagnia.

“Mi pare di vedere – scrive Ilaria D., che ha svolto la ricerca – quasi una corsa di tanti progetti concorrenti (vince chi arriva primo?) e una gara fra schieramenti politici a chi ne propone di più”. Il tutto condito dal fatto che alcuni dei progetti sembrano clonati l’uno sull’altro.

Forse dovranno mettersi d’accordo ma, dopo gli annunci del ministro Stanca e gli appoggi alla Campa-Palmieri, c’è solo da sperare che questo “forking” dei progetti di legge non si traduca in un ritardo strutturale delle riforme in favore dell’accessibilità.

Oltre alla proposta Campa-Palmieri di cui si occupa la mailing list in questione (“Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei cittadini diversamente abili”) sono state depositate, nell’ordine:

Progetto di legge Labate ( c. 3713 )
“Disposizioni in materia di diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche per i cittadini diversamente abili”

Progetto di legge Lauro ( S. 2114 )
“Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei cittadini diversamente abili”

Progetto di legge Iovene ( S. 2073 )
“Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse info-telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei disabili e per favorire la loro integrazione attraverso le nuove tecnologie”

Progetto di legge Zanella ( C. 3845 )
“Norme per favorire l’accesso alle nuove tecnologie da parte delle persone diversamente abili”

Progetto di legge Giaretta ( S. 2163 )
“Norme di accesso ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei cittadini diversamente abili”

Progetto di legge Folena ( C. 3259 )
“Istituzione del programma per la lotta al divario nell’accesso alle nuove tecnologie a livello internazionale”

Progetto di legge Jannone ( C. 2950 )
“Disposizioni per consentire l’ accesso ai siti INTERNET della pubblica amministrazione ai soggetti portatori di handicap”

Progetto di legge Bono ( C. 494 )
“Disposizioni per consentire l’ accesso ad INTERNET ai soggetti portatori di handicap”

Progetto di legge Piscitello ( C. 232 )
“Disposizioni per consentire l’ accesso ad INTERNET ai soggetti portatori di handicap”

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  • Anonimo scrive:
    Vi tracceremo con i codici a barre!
    -------------------------------------------------------Per velocizzare le procedure di pagamento verranno applicati ad ogni capo Benetton dei codici a barre plastificati a vista.In questo modo grazie ai lettori di codice a barre laser della portata di 5 metri sarà possibile tracciare qualunque cliente Benetton e seguirlo nei suoi spostamenti per negozi....-------------------------------------------------------Capite? E' già possibile fare oggi ciò che i paranoici paventano, ma nessuno si è mai posto il problema perchè una volta acquistato il capo il codice a barre viene strappato e buttato.La stessa cosa che avverrebbe con i tag RFID ma ormai la psicosi è degenerata.Allora dove sta il problema? Risposta: nel fatto che un ottimo sistema per risparmiare soldi nella logistica(RFID) è stato urlato dalle PR Benetton a tal punto da divenire un boomerang e trasformarsi in una inesistente minaccia per il cliente. Se avessero gestito la cosa in modo diverso da un punto di vista della comunicazione spiegando che il tag RFID non veniva incastonato nell'abito ma solo applicato all'etichetta con il prezzo allora tutti avrebbe sostenuto l'idea davvero innovativa senza assurde paranoie.Occhio allora paranoici, se avete qualche codice a barre in vista potete essere tracciati da un lettore laser (esistono ormai da una decina d'anni).Tamerlano
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi tracceremo con i codici a barre!
      Veramente, e il richiamo al progetto di Merloni per la lavatrice intelligente lo spiega bene, l'idea è che il chip accompagni il prodotto per tutta la vita, affiancando in elettronico l'etichetta con composizione del capo, consigli per il lavaggio e la stiratura, ecc.Se poi questo consenta davvero di violare la privacy, tracciando i miei spostamenti, è tutta un'altra storia...
      • Anonimo scrive:
        Re: Vi tracceremo con i codici a barre!
        - Scritto da: Anonimo
        Veramente, e il richiamo al progetto di
        Merloni per la lavatrice intelligente lo
        spiega bene, l'idea è che il chip accompagni
        il prodotto per tutta la vita, affiancando
        in elettronico l'etichetta con composizione
        del capo, consigli per il lavaggio e la
        stiratura, ecc.
        Con questa impostazione in mente, che è quella che è stata promozionata violare la privacy è un gioco da ragazzi, tracciare ogni singolo spostamento di ogni singolo utente da un negozio all'altro può essere fatto con un semplice codice univoco. E poi si aggregano i dati raccolti per fare analisi di mercato sulle abitudini dei clienti Benetton... Tamerlano
  • Root5 scrive:
    Benetton é grande? beata massa
    una delle tante :UNITED DOLORS OF BENETTON============================================PER FARE IL TUO MAGLIONE. BENETTON SFRUTTA IL LAVOROMINORILE, ESPROPRIA LE TERRE AI MAPUCHES, RICATTA ACOTTIMO I LAVORATORI DEL SUD, BOICOTTA BENETTON !Benetton nell'immaginario collettivo è "il capitalismodal volto umano" : merito delle campagne pubblicitarie"etiche" con denunce sociali "griffate" Oliviero Toscani.Non tutti sanno però che secondo molti esperti dimarketing caricare una merce di un valore aggiunto etico oideale è solo un modo bizzarro ma efficiente per venderedi più, spacciando al consumatore un motivo di ipocritagratificazione morale.Eh si, perché dietro la facciata progressista si nascondela solita realtà: avidità e sfruttamento, come e peggioche per i padroni meno "illuminati". Pronti ad unfantastico giro nelle meraviglie della globalizzazioneneoliberista ?! Partiamo!Si comincia in Patagonia, da secoli terra degli indigeniMapuches. Benetton ha deciso che la tenera erbetta dellaPatagonia ben si presta agli allevamenti di pecore etvoilà : niente di più semplice che espropriare gliindigeni (da sempre alieni al concetto di proprietàprivata) e prendersi la terra : oggi, tramite la Companiade tierras Sud Argentino SA, il nostro mecenate possiedetenute per 900.000 ettari dove vengono allevati circa280.000 bovini, che coprono parte del fabbisogno di lanadel gruppo.Insomma una sana politica di sapore coloniale che hadevastato l'economia mapuche. Per gli indigeni èassicurato un futuro di lavoro sottopagato nelle aziendeBenetton per la produzione di lana, come più voltedenunciato dall'organizzazione mapuche-tehuelche "11 deoctubre".Si continua in Turchia : è uno scoop giornalistico delCorriere della Sera a rivelare il sistematico sfruttamentodi bambini, spesso kurdi, nelle aziende del fornitoreBenetton in Turchia. Il buon Luciano ha reagito con unacampagna di immagine in Italia e Turchia, ha comprato isindacalisti -non senza aver licenziato quello che più siera esposto- ed ha lanciato un accordo di facciata per nonutilizzare i bambini in produzione. Certo poi l'aziendalavora in rete coi subappalti e se i fornitori piùconvenienti guarda caso sono quelli che sfruttano illavoro minorile di nascosto, che cosa ci si potrà maifare. !?Il nostro giro finisce in uno dei tanti Sud del mondo :quello di casa nostra !Già l'Osservatorio Benetton (che non è di proprietà diBenetton.) aveva denunciato il vero e proprio sfruttamentopresente nei tanti laboratori del nostro centro-sud chelavorano a cottimo per questa e per le altre grandi firmedella moda italiana. Si va dalle gravi carenze igienicheal vecchio fenomeno del "fuoribusta", al licenziamentodelle ragazze incinte, agli incentivi prodottivi che, inpratica, costringono le lavoratrici a turni sempre piùmassacranti. Il tutto sotto il ricatto di quello cheLuciano Benetton chiama "decentramento produttivo", ossiail trasferimento della produzione nei paesi dell'Europaorientale, dove un lavoratore costa meno, molto meno di100 dollari al mese.Ora ne abbiamo avuto un piccolo esempio alle porte di casa: siamo a Pignataro Maggiore, provincia di Caserta, eBenetton prende circa 50 miliardi di finanziamenti dallaregione Campania come incentivo per realizzare un sitoproduttivo ( è così trend dare incentivi senza veregaranzie.): l'Olimpias . Dopo due anni Benetton non hamantenuto gli impegni sul terreno dell'occupazione. Incompenso chi lavora conosce condizioni di sfruttamentodurissime : 18 macchine da controllare per corridoio (seipiù che a Treviso!), ferie trasformate in giorni di"fermo macchina" gestite dall'azienda e ciclo continuo(compresa la notte). Ma ecco che uno dei reparti dilavoranti alza la testa e osa rifiutare il ciclo continuo! Che fa allora il nostro mecenate?:prendi i soldi escappa. se non accettano le sue condizioni minaccia ditrasferire tutto a Gorizia!BOICOTTA BENETTON !
  • Anonimo scrive:
    Allora Benetton non è così miope...
    ...per non dire qualcosa di censurabile!! :PE chi, con 'ste etichette, lamenta una futura violazione della privacy ha perfettamente ragione!!!Max M
    • Anonimo scrive:
      Re: Allora Benetton non è così miope...
      ... oppure è solo molto intelligente e si è fattoun po' di pubblicità sollevando un polveroneper poi uscirne come paladino dei dirittiricordati che questa è sempre la solita"Italietta" dopo tutto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Allora Benetton non è così miope...
      La violazione della privacy ci sarebbe se volessero impiantarmi il chip sotto-pelle.Fino a quando lo mettono su un maglione al massimo può servire pe evitare di lavare il maglione di flanella a 90 gradi, a meno che non si debba lavare la flanella proprio a 90 gradi.Vedi che non lo so, il chippetto me serveeeeeeeeeeee!!!!!!
    • avvelenato scrive:
      Re: la benneton è grande!
      dai... ma proprio della benetton si parla male?l'azienda che con le sue campagne pubblicitarie shock ha scandalizzato, offeso, e preso concrete posizioni eticheper esempio, vi siete dimenticati della campagna pubblicitaria che aveva come oggetti i detenuti nei bracci della morte? ha scatenato un clamore tremendo.l'unica cosa che mi dispiace è che proprio i capi benetton non mi piàcciono per nulla. altrimenti li comprerei volentieri, nonostante i prezzi per me cari.tra l'altro ne approfitto per segnalare una bella rivista, colors ( www.colorsmagazine.com ), che è in qualche modo legata con le cause a cuore dell'azienda benetton, e tratta di problemi etici nel mondo.cmq: non sono d'accordo con le paranoie di chi asserisce la pericolosità dei chippetti in questione... purchè possano essere rimossi facilmente. (in fondo, una volta acquistato il capo, i problemi di gestione dei magazini non sono più importanti, no?)avvelenato che ammira il lavoro etico e di denuncia della benneton, un po' meno i loro capi :)
      • Anonimo scrive:
        Re: la benneton è grande!

        l'azienda che con le sue campagne
        pubblicitarie shock ha scandalizzato,
        offeso, e preso concrete posizioni etichesi ho capito, ha avuto un bel ritorno di immaginenon credi ? poi un conto è parlarne male, un contoè insinuare dei dubbi (che abbia fatto tutto peraumentare il ritorno)
        l'unica cosa che mi dispiace è che proprio i
        capi benetton non mi piàcciono per nulla.
        altrimenti li comprerei volentieri,
        nonostante i prezzi per me cari.te credo.... sono stato a Serravalle Scriviaall'Outlet, quando sono uscito avevo le retinebruciate
        • avvelenato scrive:
          Re: la benetton è grande!
          mah, come ama spesso ricordare l'amico santos dumont , è un retaggio della cultura cattolica cercare di sminuire i fatti di un "avversario" (da quando in quando la benetton ti è diventata ostile? che ti ha fatto?) cercando l'utilitarismo in qualsiasi azione. Ma è l'azione in sè che ha importanza, dei motivi che spingono la benetton a compierle non ce ne deve fregare.cmq, voglio darti retta, e assecondare la tua seconda illazione. Affermi che lo fanno per un ritorno d'immagine. Io dico: sicuramente hai ragione... l'azienda vuole incoraggiare il cliente all'acquisto dei prodotti, evitando che si faccia tristi sensi di colpa, che per esempio possono invece venire acquistando prodotti nike, cocacola, o nestlè (tanto per citarne qualcuno).tuttavia questo non dimostra per niente la mancanza di buona fede dell'azienda; è chiaro che la loro fama di "azienda etica" è motivata anche da un ritorno in pubblicità, ma questo non significa certo che la dirigenza non creda nelle cause che sponsorizza. Anzi, io sono più portato a pensare che siano tutti convinti e contenti di ciò che fanno, anche quando costa a loro un decremento delle vendite. (la campagna pubblicitaria palesemente contro la pena di morte ha ricevuto tali denuncie che è dovuta essere sospesa.. e in america di sicuro non li ha messi in buona luce... più della maggioranza degli americani è favorevole alla pena di morte.)
        • Anonimo scrive:
          [OT] spiegazione Outlet
          -
          te credo.... sono stato a Serravalle Scrivia
          all'Outlet, quando sono uscito avevo le
          retine
          bruciatepiccola spiegazione se qualcuno non ne ha sentito parlare: Io ci abito a poche centinaia di metri, dall'OutletCosè?È una specie di paese, con tanto di strade, piazze, fontane, bar, ristoranti etc tutto finto e tutto pieno di negozi di abbigliamento monomarca (quindi il negozio Nike, il negozio Benetton etc, ormai abbiamo passato il centinaio!) che "dovrebbero" vendere a prezzi più bassi rimanenze dell'anno prima.E stato impressionante la velocità con cui è stato costruito dal nulla in pochi mesi. Insomma un tempio del consumismo più sfrenatoE adesso di fronte si sta preparando un mega-centro commerciale !Già adesso tutte le domeniche ci sono code di ore per passare da quelle parti!
          • avvelenato scrive:
            Re: [OT] spiegazione Outlet
            sì, oltretutto agli outlet spesso si vende roba di 2° scelta, ovvero capi con lievi difetti di fabbricazione: macchie di ruggine, parti strappate o scucite...io sono soddisfatto degli outlet, anche perchè trovo che la roba di 2° scelta abbia + personalità (in quanto unica), e costa davvero poco... siamo a livelli dei prezzi da mercato rionale.. con la sola differenza che la qualità è su tutt'altri livelli... e nonostante i difetti di lavorazione!avvelenato felice dei suoi jeans macchiati levis
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