Achtung! Nuova webtruffa sulle flat-rate

Lo schema è identico a simile a quello già rivelato da Punto Informatico per internetflat.net. Gli autori sono probabilmente gli stessi, ma al danno si aggiunge la beffa contro uno dei maggiori provider italiani

Web – Questa volta i truffatori di internetflat.net sono riusciti a farla ancora più grossa, a danno degli utenti internet a caccia di una connettività flat che funzioni ma anche a danno di un provider internet italiano.

Già, perché questa volta per raccattare dati e numeri di carte di credito, gli autori non si sono limitati a creare pagine web per un provider che non esiste ma hanno coinvolto anche Lorenzo Podestà, fondatore di Galactica, intestatario del dominio linkflat.com sul quale si appoggia il “sito pirata” da dove parte questa truffa. Non solo, persino il sito Tariffe.it è cascato nella “trappola”, e ora propone ai suoi utenti il link a linkflat.com come ad uno dei fornitori di “flat-rate italiane”. Invece non è facile sapere, a questo punto, quanti sono i dati riservati, come i numeri di carte di credito, di cui questi “artisti della truffa” si sono impossessati.

Podestà, fondatore di Galactica, ha ieri dichiarato a Punto Informatico di aver denunciato gli autori di questa truffa nei giorni scorsi e ha confermato che anche l’azienda ha attivato un’azione legale. Eh già, perché anche questa volta, proprio come accadde con internetflat.com, i poco originali autori del sito truffa hanno tirato in ballo il primo provider italiano ad offrire connettività a canone forfetario, ricopiando nelle pagine del “chi siamo” intere porzioni di testo prese dal sito di Galactica .

Una volta inseriti i dati in un modulo online che sostiene di “girare” su server protetto e che invece è una comune pagina web, le informazioni vengono spedite al “fantomatico indirizzo” di posta elettronica che ormai tutti stanno iniziando a conoscere: katia.molinari@tin.it. Lo stesso indirizzo che caratterizzava la truffa di internetflat.net, e che inutilmente Punto Informatico ha cercato di contattare.

Il modulo online è identico, d’altra parte, a quello che era presente su internetflat.net, così come risulta del tutto simile il “movie” in Flash che accoglie che arriva sul sito truffa. Anche le pagine del sito (a lato si può leggere una parte del “Chi siamo?”) sono del tutto simili nella loro strutturazione a quelle del precedente sito-truffa.

A questo punto rimangono aperti alcuni interrogativi sui quali le indagini dovranno far luce: chi utilizza l’indirizzo su TIN “katia.molinari@tin.it”?; come mai quell’indirizzo, già coinvolto in una precedente truffa denunciata su queste pagine, è ancora attivo?; l’autore della truffa come ha ottenuto di utilizzare a proprio piacimento il dominio linkflat.com?; quanti sono gli utenti gabbati da questa truffa e da quelle precedenti?.

Per il momento è evidente che chiunque abbia inserito i propri dati e numeri di carte di credito dovrebbe provvedere all’immediato blocco della carta.

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  • Anonimo scrive:
    Oh, per una volta sono davvero d'accordo.
    Bonsaikitten, netsrike, vittime innocenti diuna legge fatta malissimo.Però, anche se non c'era certo bisogno diuna legge del genere, e sarebbe ANCORA beneche quella legge ce la levassero dai cosidetti,però...stavolta non posso che essere d'accordo.M perdoni lo "spirito" della libertà di parolae di espressione con ogni mezzo, ma anche se ilprincipio di chiudere un sito è sbagliato,cacchio, questa volta gli sta davvero bene.
  • Anonimo scrive:
    siti jihad
    veramente questa è solo la punta dell'iceberg, è pieno in rete di siti della jihad che inneggiano ai propri martiri.Io ne ho visto uno di recente in italiano con tanto di foto recenti sulle azioni di guerriglia in cecenia.Che fare??Se tanta attenzione c'è sull'argomento basterebbe usare un pò di motori di ricerca per bene e leggere in giro per la rete.cmq ognuno sa distinguere propaganda e fanatismo anche senza censura almeno in questo paese
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