ACLU, megacampagna contro Echelon

La storica associazione che si batte per i diritti civili si impegna in una battaglia che sembra impossibile vincere: convincere gli americani che il monitoraggio sistematico delle comunicazioni è un problema
La storica associazione che si batte per i diritti civili si impegna in una battaglia che sembra impossibile vincere: convincere gli americani che il monitoraggio sistematico delle comunicazioni è un problema


Washington (USA) – La potente organizzazione per la difesa dei diritti civili, l’associazione americana ACLU (American Civil Liberties Union), ha lanciato una delle più massicce campagne nella propria storia, quella per sensibilizzare l’opinione pubblica americana sui rischi del monitoraggio sistematico delle comunicazioni personali da parte delle autorità pubbliche.

Alla fine del mese, ACLU farà partire la campagna “invadendo” a tutta pagina il New York Times Magazine e il New Yorker, pubblicazioni che “fanno opinione”, spiegando agli americani cosa sono i sistemi “Echelon” e “Carnivore” e appellandosi al Quarto emendamento della Costituzione americana, quella che attribuisce ai cittadini il diritto di non essere sottoposti a “sorveglianza governativa non garantita”.

Stando a quanto dichiarato dai responsabili ACLU, la campagna si svolgerà anche su Internet con una serie di annunci mirati. Lo scopo è portare la questione tra le priorità del Congresso, un obiettivo estremamente ambizioso visto il poco o nullo interesse fin qui dimostrato dagli americani per la propria privacy.

“Stiamo chiaramente cercando – hanno spiegato quelli della ACLU – di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla reale portata delle capacità governative di intercettazione. Stiamo cercando di focalizzare sulla questione l’attenzione della leadership repubblicana e dell’amministrazione Bush”.

Come si ricorderà, “Carnivore” è un sistema di intercettazione che l’FBI vuole far implementare ai provider americani per poter “sniffare” le comunicazioni dei “sospetti”. “Echelon”, invece, è il sistemone di intercettazione globale gestito da cinque potenze (USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna), oggetto di numerose inchieste in Europa ma la cui esistenza è sempre stata ufficialmente negata dai paesi coinvolti.

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12 04 2001
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