ACS:Law, le email dello scandalo

Continua l'emorragia di imbarazzanti rivelazioni scaturite dalle email degli avvoltoi del copyright britannici. ACS:Law affonda mentre 4chan promette di calcare ancora di più la mano contro le organizzazione antipirateria

Roma – Sta dando i suoi frutti la “breccia” nella sicurezza dei server di ACS:Law , lo studio legale britannico specializzato nell’invio di minacce via posta ai presunti pirati del file sharing. Caduti vittima degli attacchi DDoS organizzati dal collettivo Anonymous/4chan, i succitati server hanno prima disvelato le discutibili strategie e il “modello di business” dello studio e portano ora a conoscenza di nuovi, imbarazzanti retroscena dell’arrembante antipirateria in salsa britannica.

L’antipirateria britannica non rispetta le dovute cautele quando tratta le informazioni personali degli utenti, ad esempio, come successo nel caso della sussidiaria di British Telecom PlusNet . Una corte aveva ordinato all’ISP di spifferare i dati personali dei suoi utenti ad ACS:Law, e il provider ha spedito i dati sotto forma di foglio di calcolo in formato Excel non protetto.

Come conseguenza quei dati sono ora finiti nel tritatutto del file sharing , ovvero nel pacchetto di email rese pubbliche dalla breccia dei server di ACS:Law. PlusNet dice di essere impegnata in un’indagine interna per verificare cosa sia realmente accaduto, ma il dato di fatto è che quel file Excel non protetto è stato inviato in spregio sia del Data Protecion Act britannico che dell’ordine espresso del tribunale, il quale stabiliva l’obbligo di cifrare il documento prima della consegna ai “professionisti” di ACS:Law.

PlusNet è tra l’altro coinvolta anche in un altro procedimento giudiziario, aperto da Gallant Macmillan il quale, ispirato dalle imprese di ACS:Law, vuole mettere le mani su un “gran numero” identità di presunti utenti condivisori forniti dall’ISP. La speranza è che almeno questa volta PlusNet usi maggior prudenza nel trattare le informazioni personali di cui è in possesso.

E parlando di prudenza, il boss di ACS:Law Andrew Crossley dimostra di non averne alcuna per quel che concerne il suo rapporto con “professionisti” della sua stessa risma. Le email condivise online rivelano che lo studio legale Tilly, Bailey and Irvine si era rivolto a Crossley per avere consigli e aiuto su come approntare le missive minatorie da spedire agli utenti.

TB&I voleva insomma entrare nello stesso, lucroso business di ACS:Law, e per entrarci dalla porta d’ingresso non ha esitato a copiare la struttura delle lettere di minaccia ideate da Crossley. Il quale si lamenta veementemente, anche se lui stesso ha ereditato quelle strutture dagli ex-impiegati di un altro ben noto avvoltoio del copyright, lo studio legale Davenport Lyons .

In un mondo in cui l’antipirateria copia l’antipirateria e i provider non si curano della privacy dei clienti, anche la “fibra morale” di 4chan acquista un suo bizzarro senso compiuto: i promotori degli attacchi DDoS contro le organizzazioni pro-copyright dicono di non volersi fermare e portare avanti la cosiddetta Operation Payback fin quando la rabbia non si sarà placata.

Dopo le statunitensi RIAA ed MPAA, le britanniche ACS:Law e BPI, la australiana AFACT e altri potentati dell’industria nuovi obiettivi si preparino al contraccolpo del massiccio fuoco telematico dei cannoni ionici di 4chan , mentre un esponente dell’organizzazione di attaccanti descrive se stesso e i suoi compari come un moderno Robin Hood dei contenuti digitali e qualcun altro pensa bene di integrare gli attacchi DDoS con i falsi allarmi bomba contro Dunlap, Grubb & Weaver (un altro avvoltoio del copyright britannico preso di mira).

Alfonso Maruccia

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  • ljcCZOTZbdV JEulZn scrive:
    IJmmfsIUCZhTx
    2, http://med-comparison-online-guidance.info/#5895 doxycycline,
  • Sottovaluta tore scrive:
    Il valore della comunicazione?
    Perché nove persone su dieci (e sono ottimista) tendono a sottovalutarlo?Maledetti babbei! Ma lo sapete che noi vediamo una mela perché il nostro cervello la vede e la capisce, altrimenti non la vedremmo affatto? La vediamo perché ci crediamo! Se non ci credessimo non la vedremmo!La donna piu' bella del mondo, sigillata in una capsula nello spazio dove nessuno la vedra' mai, e' davvero la donna piu' bella del mondo?
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Il valore della comunicazione?
      - Scritto da: Sottovaluta tore
      Perché nove persone su dieci (e sono ottimista)
      tendono a
      sottovalutarlo?

      Maledetti babbei! Ma lo sapete che noi vediamo
      una mela perché il nostro cervello la vede e la
      capisce, altrimenti non la vedremmo affatto? La
      vediamo perché ci crediamo! Se non ci credessimo
      non la
      vedremmo!

      La donna piu' bella del mondo, sigillata in una
      capsula nello spazio dove nessuno la vedra' mai,
      e' davvero la donna piu' bella del
      mondo?stai mischiando due cose comunicazione e pubblicità forse erano assieme solo ai tempi di carosello, ora pubblictà significa solo ed esclusivamente vendere fumo cosi' tanto fumo che il cliente non si ricorda neppure piu' cosa comprare...
  • Surak 2.0 scrive:
    Batte cassa?
    Il titolo lasciava immaginare chissà quali analisi sui massimi sistemi ed alla fine, leggendo il resto, invece si tratta delle lamentele dell'autrice che facendosi vari convegni ed incontri di vario tipo vorrebbe monetizzare il tempo dedicatogli.Probabilmente 'sti, spesso inutili convegni dove la gente si parla e si loda fra loro, sono finanziati da sponsor o peggio ancora da fondi pubblici, se non sono specifici per un lancio di un libro e quindi pagati dalla casa editrice.Non male la coerenza con una rubrica, se può essere definita così, intitolata "NoLogo".Chiaramente ognuno ha il suo punto di vista ed il suo personale "interesse economico", ma mi sembrava piuttosto fuoriluogo questo articolo per non sottolineare quanto detto (molto brevemente, perchè si potrebbe dire di più e di peggio)
    • W.O.P.R. scrive:
      Re: Batte cassa?
      E' la stessa sensazione che ho avuto io leggendo l'articolo.Ho spesso apprezzato gli articoli di Mafe, ma questo mi sembra un po' una lamentela dettata da un a situazione personale.Anche qualche ragione all'articolo non la si può negare, si leggerebbe con un altro spirito se chi scrive l'articolo non ha un interesse personale in ballo.
      • Wolf01 scrive:
        Re: Batte cassa?
        Infatti io ho letto "ho partecipato a dei convegni dando il mio contributo e non mi hanno pagata".IMHO questo articolo è una lamentela.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Batte cassa?
      e se invece si discettasse di ipertrofismo da ipercomunicazione? ;)
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Batte cassa?
        - Scritto da: Luca Annunziata
        e se invece si discettasse di ipertrofismo da
        ipercomunicazione?
        ;)Se fossi il suo medico, le consiglierei di prendersi un po' di riposo e soppesare meglio a quale interventi partecipare o meno, magari poi potrebbe attrezzarsi per videoconferenze e simili, così evita che una cosa di due ore le prenda una giornata (e salva pure quel cavolo di un panda viziato).Ciao!
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Batte cassa?
          il problema potrebbe non essere lei, ma qualcun altromettiamola così: Mafe ha come buttato un sasso nello stagno, per vedere dove si sarebbe increspato maggiormente...
          • panda rossa scrive:
            Re: Batte cassa?
            - Scritto da: Luca Annunziata
            il problema potrebbe non essere lei, ma qualcun
            altro

            mettiamola così: Mafe ha come buttato un sasso
            nello stagno, per vedere dove si sarebbe
            increspato
            maggiormente...Facile: dove l'acqua e' piu' bassa.
    • JPSar scrive:
      Re: Batte cassa?
      in qualche modo deve arrivare a fine mese pure lei... logo o nologo che tenga.
      • embe scrive:
        Re: Batte cassa?
        - Scritto da: JPSar
        in qualche modo deve arrivare a fine mese pure
        lei... logo o nologo che
        tenga.Può sempre lavorare, come fanno tutti...
  • exsinistro scrive:
    Grande, questa donna mi piace.
    Come da titolo.
  • sentinel scrive:
    Oggi, è tutto un business...
    ...anche le varie "presentazioni di libri, convegni, dibattiti o workshop".;-(
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Oggi, è tutto un business...
      - Scritto da: sentinel
      ...anche le varie "presentazioni di libri,
      convegni, dibattiti o
      workshop".

      ;-(pubblicitari ....servono ancora o e' una immensa perdita di tempo ?per sentire perlare delle persone che ti dicono dove devi andare ? e magari pure pagarle ?ma mi facciano il piacere come avrebbe detto Toto'.....
      • panda rossa scrive:
        Re: Oggi, è tutto un business...
        - Scritto da: Picchiatell o
        - Scritto da: sentinel

        ...anche le varie "presentazioni di libri,

        convegni, dibattiti o

        workshop".



        ;-(

        pubblicitari ....servono ancora o e' una immensa
        perdita di tempo ?Il pubblicitario e' essenzialmente un truffatore o, nella migliore delle ipotesi (ovvero quando il prodotto e' buono) solo un parassita.Se il prodotto e' buono non serve pubblicizzarlo.Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e perche' la concorrenza e' ormai superata (la pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per denunciare i difetti della concorrenza).Se il prodotto invece non e' buono, allora la pubblicita' e' una truffa.Questo in un mondo ideale.Nel mondo reale purtroppo, l'XXXXXXXXX costituisce la stragrande maggioranza della specie umana, e quindi per colpa dell'XXXXXXXXXta' di molti, paghiamo tutti, e ci tocca subire la categoria del pubblicitario!
        per sentire perlare delle persone che ti dicono
        dove devi andare ? e magari pure pagarle
        ?
        ma mi facciano il piacere come avrebbe detto
        Toto'.....
        • vituzzo scrive:
          Re: Oggi, è tutto un business...
          - Scritto da: panda rossa
          Il pubblicitario e' essenzialmente un truffatore
          o, nella migliore delle ipotesi (ovvero quando il
          prodotto e' buono) solo un
          parassita.

          Se il prodotto e' buono non serve pubblicizzarlo.
          Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e
          perche' la concorrenza e' ormai superata (la
          pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e
          sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per
          denunciare i difetti della
          concorrenza).Il pubblicitario è in grado di modificare i simboli con i quali la gente comune rappresenta la realtà. E' in grado di cambiare i significati delle parole.Coca cola e nike non sono solo marchi. Sono uno stile di vita, un messaggio che il consumatore decide di veicolare acquistando dei prodotti.Sottovalutando i pubblicitari fai solo il loro gioco. Sono pericolosi quanto i politici.
          • panda rossa scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: vituzzo
            - Scritto da: panda rossa

            Il pubblicitario e' essenzialmente un truffatore

            o, nella migliore delle ipotesi (ovvero quando
            il

            prodotto e' buono) solo un

            parassita.



            Se il prodotto e' buono non serve
            pubblicizzarlo.

            Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e

            perche' la concorrenza e' ormai superata (la

            pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e

            sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per

            denunciare i difetti della

            concorrenza).

            Il pubblicitario è in grado di modificare i
            simboli con i quali la gente comune rappresenta
            la realtà. La gente che ragiona con la testa degli altri.
            E' in grado di cambiare i significati
            delle parole."Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa" anche con un altro nome avrebbe il suo profumo." (cit.)
            Coca cola e nike non sono solo marchi. Ah no?
            Sono uno stile di vita, un messaggio che il consumatore
            decide di veicolare acquistando dei prodotti.Come Apple. Vedi risposta un paio di righe piu' su.
            Sottovalutando i pubblicitari fai solo il loro
            gioco. Io non li sottovaluto mica, io li respingo: e' diverso.
          • vituzzo scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: panda rossa

            La gente che ragiona con la testa degli altri.Sicuramente. Ma sai meglio di me che sono la stragrande maggioranza.


            E' in grado di cambiare i significati

            delle parole.

            "Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa"
            anche con un altro nome avrebbe il suo profumo."
            (cit.)Ottima citazione! :) Scusa l'ignoranza, ma chi è? Sa di poeta inglese...Comunque se cambi nome agli oggetti fisici non ottieni niente. Ma se fai diventare "comunista" un insulto, "democrazia" un sinonimo di "comanda chi è il più acclamato", "essere felici" un sinonimo di "comprare", hai cambiato una intera cultura.


            Coca cola e nike non sono solo marchi.

            Ah no?Prova chiedere cosa sia la nike ad un adolescente è probabile che vedrai i suoi occhi illuminarsi...


            Sono uno stile di vita, un messaggio che il
            consumatore

            decide di veicolare acquistando dei prodotti.

            Come Apple. Vedi risposta un paio di righe piu'
            su.Putroppo sono in pochissimi ad essere in grado di giudicare la qualità intrinseca di un prodotto. E poi per molti se va di moda bisogna avercelo.Hai mai visto le magliette con scritto sopra "de puta madre"?


            Sottovalutando i pubblicitari fai solo il loro

            gioco.

            Io non li sottovaluto mica, io li respingo: e'
            diverso.Magari pensi che a causa del fatto che abbiano poco potere su di te, non possano avere tanto potere sulla maggioranza delle persone.
          • KaysiX scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: vituzzo
            - Scritto da: panda rossa



            "Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa"

            anche con un altro nome avrebbe il suo profumo."

            (cit.)

            Ottima citazione! :) Scusa l'ignoranza, ma chi è?
            Sa di poeta
            inglese...Ma no, è di un certo Guglielmo Scuotilancia, e secondo uno studio recente pare che fosse siciliano... ;)
          • Picchiatell o scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: vituzzo
            Il pubblicitario è in grado di modificare i
            simboli con i quali la gente comune rappresenta
            la realtà. E' in grado di cambiare i significati
            delle
            parole.
            Coca cola e nike non sono solo marchi. Sono uno
            stile di vita, un messaggio che il consumatore
            decide di veicolare acquistando dei
            prodotti.
            Sottovalutando i pubblicitari fai solo il loro
            gioco. Sono pericolosi quanto i
            politici.Un tempo forse quelli di oggi (pubblicitari) tenndono solo a riperete mesaggi gia' "riportati" da quelli di 10-20 anni fa... da qui l'inutilità di fondo di quasi tutta la categoria.Certo poi e' difficile reperire un nuovo prodotto o un nuovo bisogno o crearlo dallo 0....
          • vituzzo scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: Picchiatell o
            Un tempo forse quelli di oggi (pubblicitari)
            tenndono solo a riperete mesaggi gia' "riportati"
            da quelli di 10-20 anni fa... da qui l'inutilità
            di fondo di quasi tutta la
            categoria.
            Certo poi e' difficile reperire un nuovo prodotto
            o un nuovo bisogno o crearlo dallo
            0....Secondo me la pubblicità ha più lo scopo di proporre un sogno, una utopia, un paradiso in terra. Sono pochi a dirti "avrai bisogno del mio prodotto". La maggior parte dice "sei invitato nel regno del Bengodi, non far sfuggire l'opportunità".
          • Picchiatell o scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: vituzzo
            Secondo me la pubblicità ha più lo scopo di
            proporre un sogno, una utopia, un paradiso in
            terra. Sono pochi a dirti "avrai bisogno del mio
            prodotto". La maggior parte dice "sei invitato
            nel regno del Bengodi, non far sfuggire
            l'opportunità".La "pubblicità" or come ora dovrebbe servire a far vendere di piu'a indirizzare e dare un senso alla spesa che sta per effettuare quelle che una volta era considerato un cliente ora e' solo un pollo da spennare.C'e' un piccolo problema nel nostro paese non ci sono tutti i polli deviderati non perche' non ve ne siano ma per intere classi di "ggiovani" nno hanno piu'denaro da spendere come i loro genitori ... oramai quasi tutti ( tranne i pubblcitari) hanno capito che investire in pubblicità nel nostro paese e' deleterio....la fa soltanto chi o e' in situazione di "cartello" (telefonia ?) tanto per tenere buono il popolino ... e sempre con le solite non procati ragazze...
        • Picchiatell o scrive:
          Re: Oggi, è tutto un business...
          - Scritto da: panda rossa

          Se il prodotto e' buono non serve pubblicizzarlo.
          Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e
          perche' la concorrenza e' ormai superata (la
          pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e
          sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per
          denunciare i difetti della
          concorrenza).

          Se il prodotto invece non e' buono, allora la
          pubblicita' e' una
          truffa.Fino ad un certo punto diciamo secondo la liberalità del mercato ( o settore) e della potenza di concorrenza dei tuoi concorrenti , se hai un buon prodotto ma loro saturano il mercato pubblicitario e non commercializzando a costi irragiungibili rischi di fallire con un buon prodotto. Diciamo che ancora nell'H.T. hanno qualche margine di manovra in altri settori no....

          Questo in un mondo ideale.

          Nel mondo reale purtroppo, l'XXXXXXXXX
          costituisce la stragrande maggioranza della
          specie umana, e quindi per colpa
          dell'XXXXXXXXXta' di molti, paghiamo tutti, e ci
          tocca subire la categoria del
          pubblicitario!
          Diciamo solo che non hanno realizzato che gran parte di loro sono attualmente fuori mercato e che il mercato si sta sempre piu' restringendo e non andrà bene da qui ai prossimi 10-20 anni...ormai i tempi in cui si spendeva 90 per la pubblicita a 9 per i manager e 1 per il prodotto ( tutto il resto) sta finendo...
        • ca zate scrive:
          Re: Oggi, è tutto un business...
          - Scritto da: panda rossa[...]

          pubblicitari ....servono ancora o e' una immensa

          perdita di tempo ?i pubblicitari non si chiamano più così... sono esperti di comunicazione e a tutti i vari poteri (politici, economici ecc,) servono eccome...tu stesso vieni qui a postare (gratis) le tue opinioni perché in qualche modo (diretto o, soprattutto, indiretto) qualche esperto di comunicazione ti ha indotto a farlo: sei anche tu (magari meno di molti altri, ma anche tu comunque, come tutti del resto) una loro "vittima", in questo modo stai facendo guadagnare a PI con la pubblicità e stai dando modo agli "organi" di sicurezza di migliorare il tuo profilo che (stanne certo) già hanno nei loro database...

          Il pubblicitario e' essenzialmente un truffatoreè un comunicatore, un venditore, uno che ti convince ed orienta: è cioé uno che rende ai poteri di cui sopra il migliore dei servigi possibile...
          o, nella migliore delle ipotesi (ovvero quando il
          prodotto e' buono) solo un parassita.secondo la vigente religione mondiale (capitalismo finanziario, liberismo ecc.) è una specie di eroe, un qualcuno che contribuisce molto più di tanti altri al mercato, ai consumi ed al controllo dei servi/schiavi consumatori (che un buon comunicatore chiama "felici e liberi cittadini democratici")...
          Se il prodotto e' buono non serve pubblicizzarlo.mah... dipende tutto da cosa vuol dire "buono": ad esempio per moltissime persone un macbook è il computer più "buono" che ci sia e gnu/linux fa schifo, per tanti altri ladygaga è una "buona" artista e mozart una palla terribile...dunque, mi suona più vero l'esatto contrario di quello che hai detto...
          Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e
          perche' la concorrenza e' ormai superata (la
          pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e
          sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per
          denunciare i difetti della concorrenza).davvero credi alla favola che esistano il libero (sic!) mercato e la concorrenza, soprattutto fra granzi aziende e multinazionali?
          Se il prodotto invece non e' buono, allora la
          pubblicita' e' una truffa.stiamo al punto di prima: cosa vuol dire "buono"?e inoltre: cosa è un prodotto? è una cosa che nel sedicente libero mercato della crescita infinita si deve vendere quanto più possibile, ed allora la sua bontà (intendendola come livello qualitativo) è un aspetto del tutto irrilevante...
          Questo in un mondo ideale.eh?
          Nel mondo reale purtroppo, l'XXXXXXXXX
          costituisce la stragrande maggioranza della
          specie umana, e quindi per colpa
          dell'XXXXXXXXXta' di molti, paghiamo tutti, e ci
          tocca subire la categoria del pubblicitario!credere di essere immuni è il peggiore degli errori: pensare di essere a priori più "forti" della pubblicità vuol dire essere come i XXXXXni che lasciano entrare il cavallo pensando di essere forti e furbi...

          per sentire perlare delle persone che ti dicono

          dove devi andare ? e magari pure pagarle ?

          ma mi facciano il piacere come avrebbe detto

          Toto'.....eh già... ma siccome la gente è come un gregge di pecore...
          • panda rossa scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: ca zate
            - Scritto da: panda rossa
            [...]


            pubblicitari ....servono ancora o e' una
            immensa


            perdita di tempo ?

            i pubblicitari non si chiamano più così... sono
            esperti di comunicazione Anche lo spazzino si chiama operatore ecologico.
            e a tutti i vari poteri
            (politici, economici ecc,) servono
            eccome...Quindi non servono a noi. Quindi sono una categoria da combattere.
            tu stesso vieni qui a postare (gratis) le tue
            opinioni perché in qualche modo (diretto o,
            soprattutto, indiretto) qualche esperto di
            comunicazione ti ha indotto a farlo: Io non sono nessuno pero'.E non sono certo qui a spingere per un prodotto commerciale.
            sei anche tu
            (magari meno di molti altri, ma anche tu
            comunque, come tutti del resto) una loro
            "vittima", Si, certo, come no...
            in questo modo stai facendo guadagnare
            a PI con la pubblicità Spiegando come installare adblock?
            e stai dando modo agli
            "organi" di sicurezza di migliorare il tuo
            profilo che (stanne certo) già hanno nei loro
            database...Si, non ho dubbi. Sono l'unico ad avere nello user agent che uso lynx su ubuntu.


            Il pubblicitario e' essenzialmente un
            truffatore

            è un comunicatore, un venditore, uno che ti
            convince ed orienta: E io che ho detto? Usando una parola sola, per altro.
            è cioé uno che rende ai
            poteri di cui sopra il migliore dei servigi
            possibile...Erbacce da estirpare...

            o, nella migliore delle ipotesi (ovvero quando
            il

            prodotto e' buono) solo un parassita.

            secondo la vigente religione mondiale
            (capitalismo finanziario, liberismo ecc.) è una
            specie di eroe, un qualcuno che contribuisce
            molto più di tanti altri al mercato, ai consumi
            ed al controllo dei servi/schiavi consumatori
            (che un buon comunicatore chiama "felici e liberi
            cittadini democratici")...


            Se il prodotto e' buono non serve
            pubblicizzarlo.

            mah... dipende tutto da cosa vuol dire "buono":Buono vuole dire buono.
            ad esempio per moltissime persone un macbook è il
            computer più "buono" che ci sia Ma non sono persone qualificate per giudicare un computer.Quindi il loro "buono" non ha alcun significato.
            e gnu/linux fa schifo, Chi ritiene "buono" il macbook, al massimo lo paragona con un macintosh: non esiste altro nel loro universo, altro che linux.
            per tanti altri ladygaga è una "buona"
            artista e mozart una palla
            terribile...Il che dice tutto sulla competenza musicale di questi tanti altri.
            dunque, mi suona più vero l'esatto contrario di
            quello che hai detto...Cioe'? Che la maggioranza e' una massa di incompetenti e che i pubblicitari approfittano?

            Basta un tecnico che spieghi perche' e' buono e

            perche' la concorrenza e' ormai superata (la

            pubblicita' comparativa e' stata legalizzata e

            sarebbe ora di cominciare a sfruttarla per

            denunciare i difetti della concorrenza).

            davvero credi alla favola che esistano il libero
            (sic!) mercato e la concorrenza, soprattutto fra
            granzi aziende e
            multinazionali?Quando mai ho detto questo?

            Se il prodotto invece non e' buono, allora la

            pubblicita' e' una truffa.

            stiamo al punto di prima: cosa vuol dire "buono"?Buono vuol dire buono, che funziona, che svolge la sua fuzione e costa il giusto prezzo.
            e inoltre: cosa è un prodotto? è una cosa che nel
            sedicente libero mercato della crescita infinita
            si deve vendere quanto più possibile, No, e' una cosa che serve a migliorare.Se la sua unica funzione e' quella di essere venduto, allora e' una truffa in partenza.

            Nel mondo reale purtroppo, l'XXXXXXXXX

            costituisce la stragrande maggioranza della

            specie umana, e quindi per colpa

            dell'XXXXXXXXXta' di molti, paghiamo tutti, e ci

            tocca subire la categoria del pubblicitario!

            credere di essere immuni è il peggiore degli
            errori: pensare di essere a priori più "forti"
            della pubblicità vuol dire essere come i XXXXXni
            che lasciano entrare il cavallo pensando di
            essere forti e
            furbi...In che senso? Ti pare che io mi metta ad acquistare qualcosa solo perche' l'ho vista in TV?


            per sentire perlare delle persone che ti
            dicono


            dove devi andare ? e magari pure pagarle ?


            ma mi facciano il piacere come avrebbe detto


            Toto'.....

            eh già... ma siccome la gente è come un gregge di
            pecore...Beeeeee'!
          • Aleph72 scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: panda rossa
            Chi ritiene "buono" il macbook, al massimo lo
            paragona con un macintosh: non esiste altro nel
            loro universo, altro che
            linux.Io ho un MacBook, due pc con Ubuntu e un netbook con Ubuntu remix.La mia ragazza usa un altro pc con Ubuntu.A mia madre ho installato Ubuntu.Uso windows solo al lavoro (e poco, visto che anche li se posso uso una Ubuntu installata su un pendrive con persistenza attiva.Mi piacciono molto i prodotti Apple e li uso, ma mi piace tanto anche Ubuntu.Sono un caso strano?
          • panda rossa scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: Aleph72
            - Scritto da: panda rossa


            Chi ritiene "buono" il macbook, al massimo lo

            paragona con un macintosh: non esiste altro nel

            loro universo, altro che

            linux.

            Io ho un MacBook, due pc con Ubuntu e un netbook
            con Ubuntu
            remix.
            La mia ragazza usa un altro pc con Ubuntu.
            A mia madre ho installato Ubuntu.
            Uso windows solo al lavoro (e poco, visto che
            anche li se posso uso una Ubuntu installata su un
            pendrive con persistenza
            attiva.
            Mi piacciono molto i prodotti Apple e li uso, ma
            mi piace tanto anche
            Ubuntu.
            Sono un caso strano?No. Tu usi i computer, non usi Apple. (notare la sottile sfumatura)
          • ca zate scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: Aleph72
            - Scritto da: panda rossa


            Chi ritiene "buono" il macbook, al massimo lo

            paragona con un macintosh: non esiste altro nel

            loro universo, altro che

            linux.

            Io ho un MacBook, due pc con Ubuntu e un netbook
            con Ubuntu remix.
            La mia ragazza usa un altro pc con Ubuntu.
            A mia madre ho installato Ubuntu.
            Uso windows solo al lavoro (e poco, visto che
            anche li se posso uso una Ubuntu installata su un
            pendrive con persistenza attiva.
            Mi piacciono molto i prodotti Apple e li uso, ma
            mi piace tanto anche Ubuntu.
            Sono un caso strano?mac, ubuntu, windows... non c'è tanta differenza... mae e win sono sistemi completamente proprietari, che supportano ampiamente quasi solo formati non liberi, zeppi di DRM (soprattutto apple), per nulla rispettosi della privacy e (di conseguenza) anche insicuri... ubuntu è la meno libera tra le distribuzioni gnu/linux (ha un kernel non proprio libero, installa applicazioni e plugin proprietari, usa apiamente formati non liberi) e (non a caso) quella che più si sforza di "somigliare" a mac e win...quindi: non sei un caso strano... sei perfettamente coerente nell'uso di sistemi e formati non liberi
          • ca zate scrive:
            Re: Oggi, è tutto un business...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: ca zate

            - Scritto da: panda rossa

            [...]credo che alla fine abbiamo una visione di fondo abbastanza simile: "vediamo" il mercato, i prodotti, il "buono", i pubblicitari, il marketing ecc. in modo simileil problema è che quello che "vediamo" io, tu e pochi altri non coincide con quello che percepisce la massa belante...
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