Activision cancella l'avventura creata dai fan

Activision-Blizzard ha deciso: il nuovo King's Quest sviluppato da uno studio amatoriale non si farà. Anche se il precedente detentore dei diritti del gioco aveva concesso un licenza apposita
Activision-Blizzard ha deciso: il nuovo King's Quest sviluppato da uno studio amatoriale non si farà. Anche se il precedente detentore dei diritti del gioco aveva concesso un licenza apposita

Non pochi giocatori di vecchia data vi scorgevano speranze di rivalsa per il desueto genere degli adventure game , ma la decisione ufficiale di Activision (sussidiaria del gigante Activision Blizzard ) di non permettere più la pubblicazione di The Silver Lining si abbatte su tali speranze come un’imposizione a cui non resta che arrendersi e cancellare tutto il lavoro di sviluppo compiuto negli ultimi otto anni .

The Silver Lining sarebbe dovuto essere il seguito non ufficiale della saga di King’s Quest, caposaldo storico dei videogame su personal computer che ha rappresentato, in un sol colpo, la serie più popolare della “golden age” delle avventure grafiche, l’avvio dei successi dello sviluppatore Sierra Entertainment e l’inizio della consacrazione del talento creativo di Roberta Williams .

Insoddisfatti della conclusione della serie con l’episodio action-adventure King’s Quest 8: Mask of Eternity (pubblicato nel 1998), un gruppo di volenterosi si è riunito sotto il vessillo dei Phoenix Online Studios e ha cominciato a rimodellare, prima nel 2000 e poi ripartendo con un approccio maggiormente professionale due anni dopo, quello che per i fan sarebbe dovuto essere il degno finale di una delle più importanti saghe del genere adventure .

Nel 2005 gli sforzi di sviluppo di POS hanno calamitato l’attenzione di Vivendi, allora proprietario della proprietà intellettuale di Sierra Entertainment, che ha investito lo studio con una lettera di cease and desist chiedendo l’immediata cessazione dei lavori sul fangame. Ma tale è stato l’affetto dimostrato dai fan nei confronti di The Silver Lining che Vivendi ha dovuto infine concedere, sotto il peso di migliaia di mail di giocatori appassionati, una “non commercial fan license” per la continuazione dello sviluppo a patto che venisse tolto il riferimento “King’s Quest” dal titolo del gioco.

I personaggi, le ambientazioni, la grafica, tutto sarebbe rimasto inalterato secondo i nuovi accordi presi tra Vivendi e POS. Il futuro sembrava roseo, tanto che il gioco era cresciuto sino a diventare una serie a episodi per cui si prospettava un prosieguo commerciale dopo la prima uscita freeware. A mettere ancora una volta i bastoni fra le ruote del tentato revival è però arrivata Activision, attuale proprietaria di Vivendi (e quindi delle licenze Sierra) che dopo uno scambio di comunicazioni con il team di sviluppo ha tassativamente deciso di cancellare TSL una volta per tutte .

Sulla homepage-necrologio del progetto, POS spiega la situazione e ringrazia i fan di tutto l’affetto concesso gratuitamente in questi anni. Le competenze e le capacità accumulate dal 2002 in poi non verranno sprecate, promette lo studio, ma la decisione irrevocabile di Activision ha posto una pietra tombale su The Silver Lining costringendo il team a cancellare persino il forum a parte un affollato thread che raccoglie le proteste e il disappunto dei giocatori. Paradossalmente, chiosano quelli di POS, all’inizio Activision aveva assicurato di non essere interessata a rilasciare nuove “fan license” pur mantenendo in essere quelle già stipulate da Vivendi.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

03 03 2010
Link copiato negli appunti