Ad ognuno il suo zapping

Dai laboratori Intel, il telecomando che sa chi lo brandisce. Riconosce l'utente identificando i suoi piccoli movimenti. Un tassello per la personalizzazione da salotto

Roma – Ricercatori dell’Università statale dell’Arizona e dei laboratori Intel hanno modificato un telecomando standard di un televisore in modo da renderlo capace di identificare l’utente che lo impugna attraverso dei lievi e personalissimi movimenti delle mani.

Per identificare l’utente (con una precisione, secondo i test , compresa tra il 60 e il 90 per cento), il telecomando modificato effettua rilevamenti ogni 100 nanosencodi tramite un accelerometro. Dopo una prima fase in cui i diversi telespettatori devono inserire un codice per identificarsi, il dispositivo memorizzerà abitudini, preferenze e movenze per distinguere nelle successive sessioni i singoli utenti.

Il sistema potrebbe essere utilizzato come sistema di parental control , per offrire pacchetti di canali personalizzati, ma anche per scodellare pubblicità tagliata su misura degli interessi del telespettatore. Ma potrebbe essere impiegato anche in sistemi che esulano dall’ home entertainment .

Claudio Tamburrino

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  • gay fox scrive:
    blah blah blah il titolo è obbligatorio
    non basterebbe avvalersi di prodotti come meraki o open mesh?
    • styx scrive:
      Re: blah blah blah il titolo è obbligatorio
      - Scritto da: gay fox
      non basterebbe avvalersi di prodotti come meraki
      o open
      mesh?si, coi byte che fluttuano nell'etere (a 90gr) o nel subspazio
  • ephestione scrive:
    Connettività autonoma senza cavo
    Quando queste realtà di condivisione nascono e/o crescono hanno come unico, immancabile tallone d'achille il doversi affidare ad un fornitore di connettività, che ha i suoi interesse d'azienda e quindi non potrà rifiutarsi di interrompere il servizio al sito "problematico" se gli viene chiesto in modo piuttosto "convincente".Per evitare questo punto debole, manca la possibilità di connettersi tramite apparecchiatura wireless in maniera autonoma, in un'architettura di connettività distribuita un po' come accade per il DHT per i torrent, o per fare un esempio, come fa il Nabucodonosor per entrare in Matrix :DIn questo modo non si potrebbe colpire il punto d'ingresso, visto che l'ingresso lo si sceglie in qualunque momento in maniera trasparente.
    • styx scrive:
      Re: Connettività autonoma senza cavo
      - Scritto da: ephestione
      Quando queste realtà di condivisione nascono e/o
      crescono hanno come unico, immancabile tallone
      d'achille il doversi affidare ad un fornitore di
      connettività, che ha i suoi interesse d'azienda e
      quindi non potrà rifiutarsi di interrompere il
      servizio al sito "problematico" se gli viene
      chiesto in modo piuttosto
      "convincente".
      Per evitare questo punto debole, manca la
      possibilità di connettersi tramite
      apparecchiatura wireless in maniera autonoma, in
      un'architettura di connettività distribuita un
      po' come accade per il DHT per i torrent, o per
      fare un esempio, come fa il Nabucodonosor per
      entrare in Matrix
      :D
      In questo modo non si potrebbe colpire il punto
      d'ingresso, visto che l'ingresso lo si sceglie in
      qualunque momento in maniera
      trasparente.se bonanotte :)piuttosto sarebbe ora che dei simpatici paesi come la svizzera o il lussemburgo, che hanno creato la loro economia su imbrogli finanziari, si decidessero ad entrare anche nel mondo digitale alla stessa (e migliore) maniera... tanto e' un "crimine" percepito come tale da qualche migliaio di persone nel mondo, gli altri miliardi lo considerano una feature... ed e' certo molto meglio che accumulare $$ della ndrangheta..
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