Addomestichiamo il P2P selvaggio

Lo propone un webmaster italiano che ha lanciato un progetto in rete per il quale cerca adesioni: sostiene che un P2P redditizio è possibile e che bisogna dimostrarlo anche alle major
Lo propone un webmaster italiano che ha lanciato un progetto in rete per il quale cerca adesioni: sostiene che un P2P redditizio è possibile e che bisogna dimostrarlo anche alle major

Spett.le Punto Informatico, mi chiamo Lorenzo M. e vi scrivo perché da sempre avete avuto un occhio di riguardo per la tecnologia P2P. Dai tempi di Napster sono sempre stato affascinato da questa nuova tecnologia dalle potenzialità illimitate.

Ne abbiamo visti tanti di software, alcuni diventati dei compagni insostituibili, altri ci hanno lasciato indifferenti, altri ci hanno fatto arrabbiare per aver distorto il concetto di P2P. Credo che la tecnologia P2P sia sul punto di affermarsi anche se da molte parti del mondo ci giungono segnali opposti: utilizzo massiccio
dei DRM, leggi sempre più severe per chi utilizza software P2P senza scopo di lucro, denunce penali verso cittadini ed amministratori di siti, chiusura di software storici come WinMX, Bearshare.

Siamo ad un bivio, una svolta: i detentori dei diritti di copyright stanno perdendo, ogni giorno, milioni di dollari inseguendo i mulini a vento. Di contro il P2P selvaggio senza nessun controllo non porta a nulla.

Proprio per questo sto cercando di raccogliere un po’ di persone (siamo già in due) che credano in un nuovo progetto: creare un “nuovo” software BitTorrent che da un lato racchiuda tutte le caratteristiche di quelli attuali ma che si differenzia dalla gestione dei download in modo tale da essere “sicuri” che chi scarica abbia pagato un giusto prezzo (molto inferiore dei prezzi degli odierni DVD da negozio) senza sorprese di sorta (DRM, Bassa Qualità, Poca Scelta).

Il Blog ufficiale è qui (lo stiamo traducendo tutto in inglese per avere maggiore visibilità).

Per rompere il muro di scetticismo di tutti i detrattori della tecnologia P2P, bisogna dimostrargli, con i fatti, che il nuovo modello economico che il P2P impone è vincente e redditizio.

Il settore che storicamente ha sempre sperimentato le nuove tecnologie (come il videoregistratore e le videocassette VHS) è il porno. Se questo settore capirà ed attuerà il nuovo modello e dimostrerà di guadagnare cifre importanti, tutto il sistema si capovolgerà ed il vecchio concetto di copyright sarà solo un brutto ricordo. Ho già contattato alcune case di produzione, ricevendo poche risposte e molta indifferenza (come era prevedibile) ma se riuscissi a creare qualcosa di concreto tutto sarebbe visto con occhi diversi.

Spero che questo mio piccolo progetto possa aiutare tutta la comunità peer-to-peer ad utilizzare questa fantastica tecnologia senza timori di essere considerati dei ladri.

Cordiali saluti,
Lorenzo M.

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31 05 2006
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