Adobe BrowserLab, il compara-browser

Adobe ha lanciato l'anteprima di un nuovo servizio web che permette, utilizzando un solo browser, di comparare il rendering di una pagina web effettuato con più browser e su più sistemi operativi

Roma – L’ultima aggiunta di Adobe alla propria suite di servizi web si chiama BrowserLab , ed è stato pensato per semplificare la vita degli sviluppatori web che devono testare la compatibilità delle proprie applicazioni su tutti i più diffusi browser in circolazione.

browserLab Il servizio, attualmente disponibile come anteprima pubblica gratuita , permette di vedere come la stessa pagina web venga visualizzata da differenti browser e sistemi operativi, questo senza la necessità che tali browser siano effettivamente installati nel proprio sistema.

Lato server, BrowserLab utilizza la tecnologia di virtualizzazione, lato client utilizza invece Flash Player 10: la tecnologia Flash viene impiegata visualizzare, all’interno di una finestra suddivisa in due parti, il risultato del rendering di una pagina web eseguito su due differenti browser. Le due sotto finestre possono essere affiancate o sovrapposte per consentire di confrontare al meglio le eventuali differenze tra un browser e l’altro.

Attualmente i browser supportati sono Internet Explorer 6/7, Firefox 2/3 e Safari 3 sulle piattaforme Windows XP e Mac OS X, ma Adobe ha già annunciato che la versione finale del proprio servizio fornirà un ventaglio di browser e OS più ampio, che comprenderà probabilmente anche Opera e Linux.

Il tool resterà gratuito fino alla fine del programma di testing pubblico, che in questa prima fase si concluderà al raggiungimento di un massimo di 5000 utenti registrati. La versione finale di BrowserLab sarà invece a pagamento: i prezzi del servizio non sono ancora stati resi noti.

Tra i servizi alternativi a quello di Adobe c’è BrowserShots , che genera screenshot di una pagina web in più di 80 versioni dei più diffusi browser su Windows, Linux, BSD e Mac. Unico neo, la lentezza: il processo può infatti richiedere decine di minuti o anche più per essere completato.

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  • Emanuele Silinbergh i scrive:
    OnClassical
    E ci dimentichiamo onclassical.com che nasce credo ben prima delle succitate?? Nel 2004 se non erro!!!! :)
  • bilop scrive:
    www.magnetune.com
    Segnalo www.magnetune.com nella lista dei siti di musica che si possono usare nei locali pubblici. Pagando, senza esagerare. Anche per privati.
  • Funz scrive:
    Abolire la SIAE
    E' un inutile carrozzone parassitario, che si mangia i proventi per far funzionare una burocrazia pazzesca e bizantina, e ridistribuire quello che resta tra gli associati con criteri opachi e slegati dal reale andamento degli acquisti e ascolti. Il tutto in regime di monopolio-o-quasi sancito dalla legge, pur essendo una società privata.Sarebbe ora di chiudere la baracca e passare ad un vero mercato. E ridurre la durata del copyright a tempi decorosi.
    • pikk scrive:
      Re: Abolire la SIAE
      - Scritto da: Funz
      E' un inutile carrozzone parassitario, che si
      mangia i proventi per far funzionare una
      burocrazia pazzesca e bizantina, e ridistribuire
      quello che resta tra gli associati con criteri
      opachi e slegati dal reale andamento degli
      acquisti e ascolti.Concordo. Ora mi aspetto un intervento dei soliti fanatici pro-SIAE per dire che chi non si rivolge a questi sciacalli in realtà ruba.
  • Roberto Valiani scrive:
    Geniale.
    Quindi:La societa' di collecting incassa meno della META' della SIAE.Ai musicisti viene corrisposto il 30 percento del ricavato.Quindi:Se la societa' incassa 100 all'artista va 30mentre con la SIAE i 200 incassati, davano all'artista 200 il 20 percento di aggio, cioe' 200-40=160NEL caso che la siae "sbagliando" desse all'artista UN QUARTO del dovuto , avremmo quindi 160/4=40Dove sarebbe questa "rivoluzione"?Nel fatto che l'artista guadagna MOOOLTO MENO e le coop si risparmiano dei soldi?Ma li sapete fare i conti?SEMPRE DUE PESI E DUE MISURE VEDO:..
    • Il Castiglio scrive:
      Re: Geniale.

      Nel fatto che l'artista guadagna MOOOLTO MENO e
      le coop si risparmiano dei
      soldi?Nella tua "brillante" analisi hai dimenticato il fattore piu' importante:la SIAE non paga direttamente gli artisti, ma le case discografiche ... che si trattengono la maggior parte degli introiti.Invece con i nuovi gestori l'artista non ha bisogno di nessun altro intermediario.Inoltre chi guadagna con la SIAE sono i soliti noti, Pausini, Vasco & Co., mentre dall'altra parte possono emergere nuovi musicisti slegati dalle major ...
    • r1348 scrive:
      Re: Geniale.
      Non hai centrato il problema, ovvero che SIAE redistribuisce i soldi dei diritti in base a dati statistici che sostanzialmente premiano i grandi nomi della musica.Se applicasse invece una redistribuzione effettivamente basata sul numero di riproduzioni, il tuo discorso allora non farebbe una piega.
      • XYZ scrive:
        Re: Geniale.
        - Scritto da: r1348
        Non hai centrato il problema, ovvero che SIAE
        redistribuisce i soldi dei diritti in base a dati
        statistici che sostanzialmente premiano i grandi
        nomi della
        musica.
        Se applicasse invece una redistribuzione
        effettivamente basata sul numero di riproduzioni,
        il tuo discorso allora non farebbe una
        piega.Senza contare che lo fà su dati statistici "ideali", settimana per settimana. Se siete davvero convinti che esista una "chart" che identifichi le vendite di dischi in italia (come d altronde all estero.. questo nel tempo è stato uno degli zoccoli duri del profondo odio dei sostenitori del mondo Indie & DIY, verso le major e i loro sottoposti istituzionali..), beh vi sbagliate di grosso!La lista dei dischi piu venduti viene stilata dalla SIAE insieme a meno di una decina di negozi convenzionati, molti dei quali situati a Roma e Milano.. Metodo, neanche a dirlo, che si presta benissimo a una facile alterazione.. In altre parole l'album no.1 delle classifiche, è tale gia mesi prima della sua uscita.. Tutto viene deciso a priori insomma. E non mi venissero a dire che vanno in giro "a fare le interviste"... Anche le classifiche, ricordo, sono un prodotto da vendere! (vedi convenzioni televisive/radiofoniche/internettiane/sanremesi..)La vera Musica comprata, è sempre stata ben altra. E nella maggior parte dei casi, nelle charts, non ci è neanche mai arrivata. Allora , li vogliamo cancellare dalla faccia della terra Si o No? :)
        • Marcolino scrive:
          Re: Geniale.
          se per questo esistono le classifiche ufficiali su Itunes e sono in tempo reali corrispondenti ai brani piu scaricati; e li non c'e siae che c'entri.
        • Gino scrive:
          Re: Geniale.

          "Allora , li vogliamo cancellare dalla faccia della terra Si o No?"Siiiiiiiiiiii! :)
    • Gino scrive:
      Re: Geniale.
      Hai solo mostrato che sai calcolare le percentuali. Tutto il resto del ragionamento, invece, è quantomeno troppo generico.Il perchè sta nei vari post che ti hanno risposto.
    • sergio scrive:
      Re: Geniale.
      Hai perfettamente ragione, non c'è nessuna rivoluzione: non c'è per il commerciante che paga meno ma prende anche musica più scadente, non c'è per l'artista che guadagnerebbe più con siae.Chi ci guadagna è solo la netlabel che sta nel mezzo.
    • little magpie scrive:
      Re: Geniale.
      Scusa ma proprio non ho capito:tu dove l'hai letto che ne usufruiscono le coop,io ho letto di una gelateria, parlavano delle sale d'aspetto ecc.
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