Adolescenti online, dati in libertà

Adolescenti online, dati in libertà

Uno studio statunitense sostiene che i ragazzi sopra i 13 e sotto i 19 anni rilasciano facilmente in rete dati e informazioni sulla famiglia che i genitori si guarderebbero bene dal dare a terzi
Uno studio statunitense sostiene che i ragazzi sopra i 13 e sotto i 19 anni rilasciano facilmente in rete dati e informazioni sulla famiglia che i genitori si guarderebbero bene dal dare a terzi


Web – Ci sarebbe un nuovo pericolo per la privacy delle famiglie nell’era digitale: lo sostiene uno studio dell’ Annenberg Public Policy Center dell’Università della Pennsylvania. I figli adolescenti in rete, infatti, dinanzi alla possibilità di vincere un premio o partecipare ad una estrazione non esiterebbero a cedere i propri dati personali e quelli della propria famiglia ai siti che visitano.

Secondo gli esperti che hanno redatto lo studio, ci vuole poco a convincere un adolescente tra i 13 e i 19 anni a “consegnare” informazioni riservate, come dati sul reddito della famiglia, sulle automobili possedute, sull’abitazione e via dicendo. Informazioni che, forse, i loro genitori si guarderebbero bene dal fornire facilmente a siti commerciali online.

Negli States è vietato, alle attività online, raccogliere dati personali da bambini sotto i 13 anni, ma nessun divieto è pensato per i ragazzi al di sopra di quell’età.

Secondo gli studiosi del Center l’unico modo per evitare che accadano queste cose è parlare a lungo con i propri figli, spiegare loro il significato della privacy e l’importanza della riservatezza. Quando sono piccoli, ricordano gli esperti, è bene girare su internet assieme a loro, per consentirgli di imparare ad utilizzare la rete in modo responsabile e maturo.

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Pubblicato il
18 lug 2000
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