ADSL blindato anche in Italia

La segnalazione di una lettrice che sollecita l'informazione mainstream a prendere atto degli ostacoli italiani alla diffusione del broadband. Come accade in Gran Bretagna


Roma – Gentile redazione di Punto Informatico, in merito all’ articolo da voi pubblicato riguardo alla situazione in Gran Bretagna, purtroppo simile per carenza di copertura a quella italiana, vi segnalo che negli ultimi giorni uno dei principali telegiornali inglesi ha portato la questione all’attenzione del governo di Blair, trasmettendo servizi con interviste agli utenti, ai gestori, e ponendo la questione poi al Ministro dell’Industria in studio.

Pare che i problemi vissuti dalla maggior parte degli utenti internet italiani si verifichino anche in Inghilterra – la copertura manca non solo in aree rurali o fuori dalle grandi città, ma anche in pieno centro di Manchester o a soli 30 km da Londra. Proprio come avete sottolineato voi nell’articolo del 24 luglio scorso. Credo quindi possa interessarvi il link al servizio giornalistico di Channel 4 , completo di lettere dal pubblico e video del colloquio con il ministro.

Sarebbe davvero auspicabile che anche da noi i telegiornali, che sia estate o inverno, invece di occuparsi solo di cronaca nera o dei contratti dei calciatori, segnalassero una questione così importante che era peraltro parte delle promesse del governo sia attuale che precedente, nonché oggetto di finanziamenti pubblici.

Il ministro inglese sosteneva (con una certa insicurezza dietro l’ostentato ottimismo) che la competizione del mercato è l’approccio migliore per garantire la diffusione dei servizi a banda larga. Di fatto però gli investimenti pubblici sono minori che in Germania o Francia. Gli autori del servizio si auguravano quindi un maggiore intervento governativo per garantire quello che era stato promesso agli elettori – Blair ha sempre usato Internet e la banda larga come “cavallo di battaglia”, dichiarando senza dubbi che la Gran Bretagna sarebbe diventata il primo Paese al mondo con diffusione pressoché totale delle connessioni ADSL, per abbattere il “digital divide” e promuovere l’economia e lo sviluppo in tutte le regioni.

Non è forse un discorso sentito anche da queste parti?
E allora perché tanto silenzio da parte della stampa e dei media televisivi?
(Domanda retorica, si intende).

Chiedo dunque anche a voi, se possibile, di sollecitare una maggiore attenzione su questo argomento alle redazioni di quotidiani e telegiornali. Forse chiedere che si occupino della vergognosa situazione di monopolio di fatto ancora detenuta dall’intoccabile Telecom è troppo “audace”, ma è doveroso almeno parlare di quello che solo pochi mesi fa era il vanto e la promessa di ogni politico di facilitare le connessioni alla rete per ogni cittadino in ogni area.
Certamente la situazione italiana è peggiore di quella inglese nel semplice fatto che finché Telecom non pone le basi per l’ADSL, nessun altro provider può allacciare quella particolare zona.
Che competizione di mercato è? Sarebbe interessante sentire le risposte dei *nostri* ministri a proposito.

Grazie della vostra attenzione, e cordiali saluti
Monica Cainarca

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  • Anonimo scrive:
    ADSL sono in lotta pure io !
    attualmente uso libero&sogno di infostrada, ma me lo stanno tolgiendo piano pianoe non so come posso utilizare interent pagando molto di piu' rispetto a chi puo' stare in flat grazie ad ADSL.ADLS nella centrale di Vo' (PD) non e' coperta sto chiamando il 187 10 volte al giorno da un mese, invio FAX alla sede di Mestre (VE) mi hanno risposto con un semplice non e' prevista la copertura per il 2002sono andato a Liganano (UD) per le vacanze e mi trovo la promozione di ALice tutta la settimana blasonata con balletti e spettacoli serali, invogliando ad aderiremi inviano la bolletta del telefono con la publicita' di Alice delle meraviglie all'interno (e la boletta non e' anonima quindi la mettono di proposito a tutti nache ai non coperti)cosa devo fare io a questo punto ?sto inviando un fax al giorno pure a Venezia.. chissa'...
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