ADSL da 4 megabit al secondo?

Un lettore parla di una fantomatica offerta Telecom. E accenna anche dei problemi dell'ultimo upgrade Tiscali. Domande e risposte sullo shared access
Un lettore parla di una fantomatica offerta Telecom. E accenna anche dei problemi dell'ultimo upgrade Tiscali. Domande e risposte sullo shared access


Roma – Sono un utente Tiscali, e da una settimana il mio provider ha upgradato la banda ai famosi 2 megabit. Meraviglia: 2 megabit come promesso, al prezzo della vecchia “640”. Magie dello shared access. Vi illustro come ho vissuto tale upgrade.

Martedì 24 novembre 2004: ero alle prese con il mio collegamento ad internet ancora con la “vecchia banda”. Improvvisamente crollano tutte le connessioni, si chiude l’accesso remoto, successivamente il modem perde la portante (inconsueto, tiscali non mi ha mai dato problemi rilevanti: buona velocità ed ottima stabilità di connessione). Alzo il telefono di casa (per la telefonia sono ancora legato a telecom): linea muta.

Per prima cosa chiamo il 187 (Telecom) dal cellulare, e segnalo il guasto sul numero di casa all’operatore. Nemmeno il tempo di finire la telefonata, che il telefono riprende la linea. L’operatore mi avverte che dovevano “riavviare” la linea telefonica. Benissimo, il telefono funziona. Provo il collegamento ad internet, funziona. Le pagine si aprono ad una velocità nuova: controllo la classe di IP, controllo il software monitor che gestisce il modem, e scopro la novità: 2 megabit. Entusiasta metto alla prova la banda, ed il racconto potrebbe finire qui.

Ma non finisce. Nei giorni successivi è un susseguirsi di disconnessioni, e successive perdite della portante del modem. Chiamo il 130 (tiscali), l’operatore mi avverte che hanno installato una nuova centrale per la mia zona, necessaria appunto per l’upgrade del circondario. I lavori nella centrale sono affidati a terzi (l’operatore non si sbilancia) e si limita a comunicarmi che la consegna della nuova centrale (e quindi teoricamente anche per la 2 megabit) è prevista per Lunedi 29 novembre. Dopo quella data, nel caso in cui i problemi si fossero ripresentati, avrei dovuto chiamare. Segnalazione aperta.

Lo ammetto, da lunedì le cose vanno molto meglio, le disconnessioni, anche se in minor quantità, continuano. Di solito sono tollerante, capisco gli inconvenienti tecnici per l’installazione di nuove tecnologie, e sopporto il tutto con molto spirito di partecipazione. Tolleranti sono anche le mie successive chiamate al 130 (tiscali) per avvisare che continuo ad avere problemi di stabilità, e chiedendo se possono fare delle previsioni sul completamento dell’opera. L’operatore, avendo la cronistoria delle segnalazioni, mi avvisa che la consegna della centralina, benchè ultimata, necessita di ulteriori verifiche e di “controlli incrociati con telecom”. Mi chiedono di pazientare. Tali controlli sono la causa dei miei problemi.

Coincidenza (?) ha voluto che proprio Lunedi ricevessi una telefonata promozionale da parte di Telecom: nuova offerta adsl, la nuova linea digitale copre la mia zona (sarà la fantomatica centralina ?), contratto a consumo con 640 k/s garantiti (4 megabit se non sbaglio) in virtù di un rapporto utenti/risorsa di 1/1, contro i 20/1 degli altri competitor.

Considerando le mie ore di connessione declino l’offerta (vorrei un contratto flat), avviso che attualmente mi collego con Tiscali 2 megabit, e chiedo cosa offre telecom allo stesso prezzo: l’operatrice abbandonando l’enfasi delle prime spiegazioni, ribadisce la proposta della adsl digitale a consumo, e la telefonata si chiude con un nulla di fatto. Successivamente mi richiama Telecom, l’operatore di turno sospinto da una segnalazione aperta, mi chiede cosa non funziona sulla mia linea. Non ricordo di aver aperto nessuna segnalazione, forse lo fecero quando chiamai il 187. Tacendo del mio contratto con Tiscali, mi confermano i lavori sulla nuova centrale, successivamente uscendo allo scoperto, mi si dice che se il telefono funziona non è tenuto a rendermi conto dei disagi con la connessione Tiscali. Tutto nella norma.

Questa lettera non l’ho composta sperando di risolvere i miei problemi di connessione (confido nella sistemazione della centrale in tempi brevi), più che altro mi domandavo sulla realtà dello shared access. Ed ho potuto constatare i seguenti fattori:

Telecom, nonostante lo shared access e l’affitto di parte della banda, continua ad essere il detentore reale delle infrastrutture necessarie al collegamento su vasta scala. La mia connessione di fatto rimane legata ai lavori eseguiti da Telecom, anche se poi, avendo Tiscali, nessuno mi renderà conto di ciò. Consapevole che tale impostazione solleva Tiscali da determinate spese, intuisco le future mosse commerciali. Il rapporto utenti risorse credo sia rilevante. Tiscali offre la banda in subaffitto, senza minimi garantiti, a prezzi inferiori. Telecom, reale detentore, si prepara ai 4 megabit garantiti, sono curioso di vedere a quali prezzi. Credo che ne vedremo delle belle. Multe antitrust comprese.

Cordiali Saluti
Lorenzo Pifferi

Di seguito la risposta di A. Longo di Punto Informatico


Gentile Lorenzo
Tiscali è nel mezzo di un upgrade molto importante e, come ci conferma, questo ha comportato alcuni disservizi a carico degli utenti che stanno migrando verso i 2 Mbps. “Per ridurre al minimo i disservizi causati dalla migrazione, Tiscali ha implementato una procedura che prevede il costante monitoraggio delle segnalazioni dei clienti “migrati” e l’immediato intervento finalizzato al tempestivo ripristino del servizio”, comunica l’ufficio stampa di Tiscali.

Si tratta, quindi, a quanto pare, di avere un po’ di pazienza e di continuare a fare sentire le proprie lamentele presso Tiscali nel caso i disservizi dovessero prolungarsi (sarebbe segno che l’upgrade tecnologico della rete non è andato a buon fine). A quanto ci viene detto, Tiscali sta dedicando un’attenzione speciale a questi casi di migrazione difficile, quindi è possibile che le proteste verranno ascoltate con tempestività.

Possiamo considerare questi disservizi la faccia nascosta della medaglia che racconta delle felici sorti progressive della rete di Tiscali. E’ comprensibile che in un upgrade così massiccio ci possano essere problemi, soprattutto in questo caso, che coinvolge un operatore terzo (Telecom Italia). Tuttavia, almeno nella comunicazione con i clienti, se non con la stampa, Tiscali avrebbe potuto raccontare entrambe le facce della medaglia, se non altro per preparare gli utenti a possibili disservizi.

Ben più grave sarebbe, se fosse vero, quanto ci racconti riguardo all’offerta di Telecom Italia.

Vogliamo credere che tu abbia sentito male o che ci sia qualche equivoco: è impossibile che Telecom offra adesso un’Adsl a 4 Mbps. Come ci conferma Paolo Nuti, presidente dell’associazione dei provider, non c’è adesso un’offerta all’ingrosso di Telecom sull’Adsl a 4 Mbps. E, secondo le norme, Telecom non può lanciare un’offerta al pubblico(nemmeno “sotto banco”, tramite telemarketing) prima che quell’offerta sia replicabile dai provider concorrenti.

Quello che è certo e pubblico è quando detto da Riccardo Ruggiero, responsabile della rete fissa di Telecom Italia, in un’intervista a Repubblica, a fine novembre, dalla quale si evinceva che c’era interesse a lanciare un’offerta a 4 Mbps nel 2005, ma ancora non si poteva dire una data. Ruggiero ricordava, com’è giusto, che l’offerta poteva nascere solo grazie a un accordo tra le parti: gli altri provider, Telecom e il Garante Tlc.

A Punto Informatico è comunque noto che i provider si stanno già preparando all’arena dei 4 Mbps. Luca Spada, amministratore delegato di Ngi, ha detto che crede di poter lanciare quest’offerta nei primi mesi del 2005.

Alessandro Longo

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05 12 2004
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