ADSL in cerca di nuove vie

Banda più larga, guerra delle tariffe, caccia ai servizi: si apre una nuova stagione di offerte su cui si giocherà il futuro dell'ADSL italiana. Ma non tutti ne fruiranno. Punto Informatico anticipa le novità
Banda più larga, guerra delle tariffe, caccia ai servizi: si apre una nuova stagione di offerte su cui si giocherà il futuro dell'ADSL italiana. Ma non tutti ne fruiranno. Punto Informatico anticipa le novità

Roma – Alla festa dell’ADSL italiana , a servire le pietanze più originali saranno i piccoli provider, sebbene sia stata Telecom Italia a spedire gli inviti al buffet. Arriverà in questi giorni, entro la metà di febbraio, il grosso delle loro nuove offerte, rimpinzate a generosi bocconi di banda garantita e di upload.

Il problema adesso è differenziarsi dai giganti quali Telecom, Wind e Tiscali; e da chi, come Tele2, ha fatto dei canoni ridotti all’osso il proprio vangelo. Tutti costoro hanno buttato nel roveto le Adsl 640 flat e partono da 1.280/256 Kbps, che Tele2 ora è arrivato a vendere a 28,95 euro mensili. Era il taglio preferito dai provider, il loro marchio distintivo; come faranno ora a distinguersi dal gregge degli operatori?

Insistendo su quegli aspetti che i provider di massa tendono a trascurare, chissà ancora per quanto tempo: banda garantita e di upload, appunto. Non solo: alcuni, quali MC-link , NGI e Telvia , estenderanno le novità alle ADSL 2 Megabit, riducendone il canone. Così risulterà nei loro nuovi listini, i cui dettagli Punto Informatico è oggi in grado di anticipare (vedi immagine a lato). Clicca per ingrandire

Le novità sono anche il frutto del recente accordo stipulato tra i provider e Telecom Italia: sconto sul costo della banda e sul prezzo dell’accesso 2 Megabit, come comunicato in anteprima da Punto Informatico la settimana scorsa. La novità adesso è che “l’accordo è ormai ufficiale”, spiega Paolo Nuti , presidente di Aiip , l’associazione dei provider. “È stato raggiunto un punto di incontro tra noi e Telecom. Alcuni provider potranno così, anche se a costo di qualche sacrificio economico, comprare più banda e rendere effettivo l’upgrade delle prestazioni ADSL”.

Lo confermano, in molti, a Punto Informatico: “noi stiamo raddoppiando la banda allocata nelle varie parti della rete”, dice Luca Spada , amministratore delegato di NGI. “L’aumento è maggiore nei Virtual path piccoli, mentre è del 40 per cento in quelli grandi, che si giovano di economie di scala nell’uso della banda”.
Il nuovo listino di NGI dovrebbe arrivare già da stasera, ma lo pubblichiamo qui in anteprima. Ci sono alcune offerte in contro tendenza: 640/128 Kbps, a 25 euro al mese (IVA esclusa) e 50 Kbps di MCR (Minimum cell rate, banda minima garantita, in questo articolo se ne spiega il significato e l’importanza). “Tutti i valori MCR di NGI sono stati aumentati di pari passo con la banda di picco, in modo da rendere effettivo l’upgrade”, dice Spada. “Puntiamo molto sulla nuova ADSL 2.048/256 Kbps, pensiamo di venderne molte”, aggiunge. Costa 49,75 euro al mese IVA esclusa, con 150 Kbps di MCR. Ci saranno tre tagli con 512 Kbps in upload: avranno 1.280, 1.600 e 2.048 Kbps in download, con MCR di 200, 300 e 400 Kbps.
Rispetto al listino precedente, a parità di prezzo sono aumentati insomma sia l’MCR sia la banda di picco. L’ADSL 2.048/512 invece ora costa di meno: 93,75 euro, contro 118 euro al mese; e prima l’MCR era la metà: 200 Kbps. I vecchi utenti potranno scegliere se accettare l’upgrade (da 640 a 1.280/256, da 800 a 1.280/512 e da 1.600 a 2.048/512 Kbps) o, come sarà per quelli che già avevano l’ADSL 2 Megabit, pagare un canone ridotto di circa il 20 per cento.

Arriveranno invece la settimana prossima le novità di MC-link; l’upgrade per i vecchi utenti sarà da 640 a 1.280/256 e da 1.280/512 a 2.048/512 Kbps. Le nuove offerte saranno sei. Due per l’utente residenziale: a 1.280/256 Kbps (32 euro al mese IVA esclusa) e a 2.048/384 Kbps (45 euro). Tre per il business, a 2.048/512 Kbps e con canoni di 65, 84 e 140 euro al mese IVA esclusa. Si differenzieranno per gli MCR, che ancora non possono essere rivelati.
“Aumenteremo del 20-30 per cento le risorse di banda allocate”, dice però Cesare Veneziani , amministratore delegato di MC-link. L’offerta più costosa del nuovo listino (300 euro al mese IVA esclusa) sarà a 4/1 Mbps, formata da due ADSL 1.280/512 Kbps associate in un unico circuito.

A potenziare in queste settimane le risorse di banda saranno pure Elitel e Telvia, come dicono a Punto Informatico i rispettivi direttori marketing, Marco Veneziano e Massimiliano Lauricella . L’upgrade sarà del 30-40 per cento per Elitel e del 30 per cento per Telvia, a quanto affermano. Elitel ha ora un’ADSL a 29,95 euro al mese, a 1.280/256 Kbps, velocità cui saranno portati i vecchi utenti residenziali. Le offerte business partono invece da 1.280/512 Kbps. Telvia, che da febbraio ha aumentato la copertura ADSL (ora è pari a quella di Telecom), non ha ancora un listino definitivo che possa essere comunicato; “è già certo però che raddoppieremo la banda di picco sia delle 640 sia delle 1.280 e ne aumenteremo l’MCR, a parità di prezzo”, dice Lauricella. Telvia ha lanciato a febbraio anche un’ADSL 1.280/256 con 32 Kbps di MCR, a 30 euro al mese IVA inclusa; ma è disponibile solo con l’offerta VoIP di Parla.it . “La nostra offerta base a 1.280, nel listino normale, costerà però un po’ di più”. Non cambiano invece gli MCR dichiarati da Elitel, a parità di canone. Com’è possibile, visto che le risorse di banda per gli utenti invece aumenteranno? Il punto è che Elitel, come altri provider, per MCR intende il valore di minimo garantito configurato sulla singola linea, così come l’ha acquistato all’ingrosso da Telecom. Altri provider, invece, come NGI, intendono per MCR il rapporto tra banda allocata nel Virtual Path (VP) e numero di utenti che la condividono. “L’MCR sulla singola linea scatta solo quando il VP si satura e serve a dare a ciascun utente connesso almeno quel minimo garantito”, spiega Spada.

Per cambiare l’MCR della singola linea bisognerebbe chiedere una nuova configurazione a Telecom (un fastidio che sarebbe in molti casi inutile). Invece, comprando più banda nel VP (o in altre sezioni della rete, per il trasporto interurbano tra nodi ATM o nel kit di interconnessione, per esempio) migliora l’MCR reale e sostanziale, ma non quello a tutti gli effetti configurato sulla linea. Il secondo è più oggettivo; il primo oscilla a ogni nuovo acquisto di utenti o di banda, ma è il valore che nei fatti si dimostra più importante e più rivelatore della qualità dell’offerta.

A comprare più banda sarà anche SìAdsl : “la aumenteremo del 20-25 per cento circa, oltre a portare le 640 a 1.280/256 Kbps”, dice Gaetano Piazza , il responsabile commerciale. Crescerà l’MCR (da 32 a 40 Kbps, per l’offerta base), che però è un valore non comunicato al pubblico. SìAdsl infatti pubblica una banda minima garantita tout court, calcolata statisticamente: se la velocità scende oltre quel valore, l’utente ha diritto a rescindere il contratto in anticipo.

Tutti i provider italiani, insomma, hanno preso il volo verso l’ADSL Megabit , accogliendo l’offerta di Telecom Italia; già infatti “gli upgrade, come al solito, stanno provocando disservizi: alcuni utenti sono rimasti senza connessione per problemi di rete”, spiega Nuti. “Telecom ci aveva configurato gli utenti come Interleaved, dopo l’upgrade, mentre i nostri sono tutti Fast. Se ne sono accorti subito, scaldando di proteste i forum, finché Telecom non ha rimesso le cose a posto”, aggiunge Spada. Cose normali, problemi di prassi: finché durano poco.

Durerà invece a lungo il nuovo digital divide che colpirà l’Italia dopo questo upgrade: non tutti i doppini infatti possono arrivare a 1.280 Kbps (solo l’88 per cento, si dice nel sito di Telecom Italia Wholesale ). “Tutte le ADSL italiane diventano quindi best effort: i provider tenteranno di attivarle a 1 o 2 Megabit, ma alcune potranno andare al massimo a 640. E il canone sarà comunque lo stesso”, spiega Veneziani. I problemi sono i doppini usurati o magari troppo distanti dalla centrale, come avviene perlopiù nelle zone periferiche e rurali. Nel primo caso forse si potrebbe risolvere tramite un’ADSL cablata su doppino aggiuntivo. Nel secondo, niente da fare: bisogna arrendersi alla gabbia del 640, mentre gli altri potranno andare almeno a 1 Megabit.

Alessandro Longo

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07 02 2005
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