ADSL slitta ancora nel buio

TIN annuncia tra gli equivoci che ritarda le prime attivazioni a dopo il prossimo 26 gennaio. E intanto, tra i fornitori ADSL, c'è chi inizia a lamentarsi per i ritardi Telecom


Roma – Telecom Italia Net aveva annunciato in pompa magna che dal 10 gennaio avrebbe iniziato a trasmettere i contratti agli utenti interessati ad attivare una connessione ADSL nelle 25 principali città italiane. Il 10 non è successo granché e si è saputo, solo in questi giorni, che TIN.it ha spostato al 26 la data dell’inizio delle “danze”.

Sulle pagine dedicate all’offerta TIN , è apparso infatti un messaggio secondo cui “il nuovo servizio di Tin.it sarà attivo nelle principali città italiane e, su disposizione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non sarà commercializzato prima del 26 gennaio 2000”.

Ciò che colpisce è che nella delibera dell’Authority, che risale al 21 dicembre e in base alla quale TIN fece i suoi annunci sul 10 gennaio, non c’è traccia di alcuna disposizione che preveda uno “slittamento” al 26. Probabilmente, invece, ci sono problemi di tempistica e di tipo “tecnico”, visto che, secondo qualcuno, soltanto adesso Telecom avrebbe iniziato ad adeguare le infrastrutture alle necessità dell’ADSL.

Il punto chiave è capire se il 26, finalmente, TIN partirà. E questo perché anche gli altri fornitori ADSL, gli operatori che da tempo hanno investito in strutture per arrivare a poter definire proprie offerte, devono attendere che Telecom Italia sia pronta, ovvero che centraline e infrastrutture siano state “aggiornate” per “ospitare” l’ADSL.

Questo è il caso di Telvia , l’operatore romano con cui abbiamo parlato e che è intenzionato a lanciare ADSL su Roma e nelle più grandi città italiane. Nella chiacchierata con Salvatore Privitera, IT Manager dell’azienda, sono emersi alcuni dei punti nodali e dei problemi relativi all’offerta ADSL.


“Ad oggi, ha spiegato Privitera, esistono due soluzioni di collegamento ADSL, quella chiamata Bridged e quella PTPP. La prima permetterà un collegamento Always On cioè sempre attivo, a prescindere dello stato del PC del cliente. La connessione in PTPP (o VPN) sarà invece come una normalissima connessione via modem: l’utilizzatore dovrà, come ha fatto fino ad oggi, andare su accesso remoto ed attivare il collegamento”.

In questo ambito ci sono rischi per la qualità di determinate offerte ADSL come quella di TIN, offerte che alla fine dei conti potrebbero consistere in una connessione dalle prestazioni simili ad una ISDN tradizionale. Una situazione peggiorata dai limiti di traffico previsti proprio da TIN, che rischiano di mandare all’aria anche i vantaggi della connessione a costo fisso: superata la soglia di traffico massimo, ogni 100 megabyte partirebbe una tariffazione in grado di rendere il servizio ben più caro delle promesse.

“Per chiarire un po? le cose, ha spiegato Privitera, ad oggi esiste una sola offerta Telecom ADSL verso i provider, una offerta che si configura con un collegamento ATM su ADSL con terminazione lato utente con la sola configurazione 640K/128K. Altre velocità non ce ne sono (ad eccezione dei primissimi, tra cui appunto Telvia, n.d.r.). La cosa importante da considerare è che questi valori sono solo nominali. Telecom infatti affitta il collegamento fisico lato utente a 640K/128K solo tra l’utente e la centrale ADSL Telecom e non verso il provider ADSL. La rete “ADSL” è costituita da molti strati tecnici di cui il collegamento reale ADSL è solo la fine (il cosiddetto ultimo miglio)”.

In altre parole esistono una serie di “punti” sui quali gli operatori, Telecom in testa, devono lavorare per dimensionarli e adeguarli alle nuove necessità. Da qui, con ogni probabilità, i ritardi di Telecom. In particolare sono quattro i “nodi” da affrontare: il collegamento ADSL, cioè il collegamento fisico tra l’utente e la centrale Telecom; la rete ATM, cioè la rete che trasporta i dati di tutti i collegamenti ADSL di un provider; il raccordo tra rete ATM e provider; il raccordo tra provider e la rete internet.

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