ADSL, tempesta sull'Authority

I provider della AIIP annunciano guerra sui vantaggi concessi a Telecom Italia che, con il suo boss, corre a difendere l'Autorità che lei stessa aveva criticato


Roma – ADSL soap opera, 133esima puntata. Ieri i provider dell’associazione AIIP hanno protestato vigorosamente contro la decisione dell’ Authority per le TLC di consentire a Telecom Italia la commercializzazione dei servizi ADSL. Commercializzazione che non riguarda soltanto la fornitura agli altri operatori, ma anche il lancio dei servizi ADSL di Telecom Italia Net .

L’AIIP sostiene che la decisione dell’Autorità rafforza la posizione già dominante di Telecom Italia sul mercato ai danni di qualsiasi ipotesi di concorrenza anche sul terreno dell’ADSL. La durissima nota dell’AIIP afferma che “al momento non esistono le condizioni per garantire a tutti gli operatori una libera e leale concorrenza, con gravi danni sull’intero sistema paese e per lo sviluppo di tutta l’imprenditoria emergente e futura”.

Una condanna condita da una richiesta all’Autorità per una revisione dell’intera politica commerciale di Telecom Italia rispetto all’ADSL e rispetto alle condizioni imposte agli stessi provider per la fornitura di quei servizi alla propria clientela. Secondo AIIP, infatti, i prezzi imposti da Telecom sarebbero troppo elevati e renderebbero impossibile concorrere con il proprio fornitore (sic!) per i servizi alla clientela finale.

AIIP, che in passato ha accettato la sudditanza a Telecom Italia ancorando a sé una parte dei profitti della Tariffa urbana a tempo, si è così mossa in modo nuovo, affermando che “la mancanza di un sistema di libera concorrenza reale produrrà danni al paese nei confronti dell’imprenditoria emergente e futura, ben più grave del fatto che ADSL sia introdotta con qualche mese di ritardo ma in conformità alle esigenze di un libero mercato”.


Fino a due giorni fa il boss di Telecom Italia, Roberto Colaninno, aveva usato parole di fuoco contro l’Authority per le garanzie nelle comunicazioni. Colaninno considerava il tempo delle decisioni su ADSL in seno all’Autorità “tempo perso” per la propria azienda ed era addirittura arrivato ad ipotizzare di chiedere i danni se l’organismo non avesse al più presto concesso tutti i permessi. Una posizione in parte condivisa addirittura dal sottosegretario Franco Bassanini che aveva spinto l’Autorità “a fare presto”.

Ora la decisione è arrivata e sotto il fuoco di fila dei provider, indignati dal fatto che l’Authority possa consentire a Telecom Italia di acquisire un ruolo dominante anche nel mercato emergente dell’ADSL, a soccorrere l’Autorità arriva proprio Colaninno.

Con una dichiarazione che non può che sorprendere, anche perché arriva a poche ore dal comunicato della AIIP, Colaninno ha affermato: “credo che obiettivamente il passaggio sia molto delicato e credo che, nel rispetto di tutti, l’Authority abbia svolto il lavoro che poteva svolgere”.

Il capo di Telecom ha anche affermato di essere “soddisfatto” per la decisione dell’Autorità: “abbiamo raggiunto questo risultato molto importante che creerà grande valore a Telecom Italia. Eravamo pronti da mesi, tra i primi in Europa ad offrire questa tecnologia e ora possiamo realizzare il nostro progetto”.

E mentre la tempesta monta, il boss dell’Authority, Enzo Cheli, per mettere le mani avanti su altri possibili fronti si è affrettato a dichiarare: “ritengo accuse ingiuste quelle di eccesso di regolamentazione. I provvedimenti adottati sono richiesti da leggi nazionali e da normative comunitarie. Ora che la disciplina fondamentale posta all’attività regolatoria è realizzata, l’Authority deve progressivamente ridurre la sua attività e lasciare libero spazio al mercato. Un fenomeno naturale che accade, è accaduto negli altri paesi europei”.

A breve la 134esima puntata.

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