ADUC contro i sequestri dei siti

Il caso di Covoprieca spinge anche l'Associazione dei consumatori e degli utenti a protestare
Il caso di Covoprieca spinge anche l'Associazione dei consumatori e degli utenti a protestare


Roma – Con un comunicato stampa, anche l’Associazione degli utenti e dei consumatori, ADUC, ha protestato contro le iniziative giudiziarie che coinvolgono i siti “Covoprieca.com” e “digilander.iol.it/randagismo” di cui ha parlato oggi Punto Informatico.

Una iniziativa discutibile che porterà all’oscuramento dei siti. “Per intenderci – ha scritto il presidente di ADUC, Vincenzo Donvito – è come se un qualunque cittadino, sentendosi diffamato da quanto pubblicato, per esempio, sul Corriere della Sera, e con un magistrato che gli desse ragione, di fronte alla non-pubblicazione (anche qui volontaria o meno) della smentita sul quotidiano, facesse bloccare tutti gli archivi del giornale, nonché l’uscita del quotidiano stesso (chiudere un sito Internet è impedire qualunque comunicazione della quotidianità del mezzo).”
“E’ evidente – continua Donvito che alcun magistrato si sognerebbe di fare una cosa del genere al maggiore quotidiano italiano, e probabilmente neanche al più piccolo del più sperduto paesello, ma di fronte a Internet, apriti cielo… e codici: tutto è possibile! La “navigazione” nei codici avviene a vista senza rendersi conto di cosa si tratti e di cosa si metta sotto sequestro. E’ evidente che, senza neanche tanto estremizzare, ci aspettiamo a breve il sequestro del provider che ha consentito la pubblicazione di questi oggetti di criminalità, nonché dei motori di ricerca che ne avessero conservato traccia nella abituale memoria cache che viene fatta di ogni pagina web indicizzata nel loro data-base.”

ADUC ha inviato il comunicato stampa anche al ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli, “perché ne faccia l’uso che la sua autorità gli consente”.

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09 10 2001
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