Un po’ come il Suicide Booth di Futurama, Sarco è un pod in cui sdraiarsi e premere un pulsante per passare a miglior vita. Una macchina per il suicidio, come l’hanno battezzato in molti. È l’invenzione dell’australiano Philip Nitschke, già utilizzata nel settembre 2024 in Svizzera da una donna americana per morire in pochi secondi a causa dell’azoto rilasciato al suo interno. Ora sta per implementare l’intelligenza artificiale. Cosa potrebbe andare storto?
Sarco è il pod per il suicidio supportato dall’AI
Ciò che sembra uscire da un episodio di Black Mirror è invece realtà. Nel corso di un’intervista appena rilasciata al Daily Mail, il creatore ha affermato che il ruolo dell’AI sarà quello di sottoporre l’aspirante suicida a un test per valutare quanto sia determinato a procedere, compito fino a oggi svolto da uno psichiatra in carne e ossa. Il confronto è previsto online e con un avatar.
Una delle parti del dispositivo che non era stata completata, ma che ora è completata, è l’intelligenza artificiale

In caso di via libera da parte dell’algoritmo, il pod si accende e rimane pronto a entrare in azione per le successive 24 ore, finestra durante la quale è possibile togliersi la vita. Una volta trascorse, sarà necessario ripetere il test. Il sistema sarà integrato anche in Double Dutch, la versione di Sarco per i suicidi di coppia.

L’intero progetto ha connotati che oscillano tra il distopico e il grottesco. Potrebbe essere etichettato come una provocazione (nel 2019 è diventato un’opera d’arte a Venezia), se non fosse per quell’utilizzo già avvenuto che lo rende terribilmente reale. E l’aggiunta di un’intelligenza artificiale a stabilire se qualcuno è pronto per togliersi la vita non fa altro che rendere il tutto ancora più inquietante. A che pro? Per sollevare uno specialista dalla responsabilità di prendere la decisione?
Considerando gli enormi danni che l’AI ha già dimostrato di saper fare interagendo con chi ha intenzioni autolesioniste o suicide, forse non è la migliore delle idee. Questo senza voler in alcun modo denigrare qualsiasi opinione a proposito di temi seri e delicati come l’eutanasia e la libertà di scelta personale.