Ai tecnici la si fa sotto il naso

di M. Daniele (Chartitalia) - Chi conosce in profondità le nuove tecnologie delega a politici spesso ignoranti della rete tutte le scelte: sulla proprietà intellettuale comandano le major. E i tecnici si girano dall'altra parte


Roma – “Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire “questo è mio” e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile.
Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!” ”

Così scriveva Jean-Jacques Rousseau nel 1755 nel suo “Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza fra gli uomini” , sollecitato dalla Accademia di Digione che nel 1745 aveva posto il tema: “Quale sia l’origine della disuguaglianza fra gli uomini e se sia fondata sulla legge naturale”. Beh, certo, erano temi squisitamente politici, adatti ad un ristretto circolo di intellettuali.

Ai giorni nostri, un dibattito simile sta avvenendo riguardo ad un altro tipo di proprietà, quella intellettuale.

Quotidianamente assistiamo a “recinzioni” di diverso genere: qualcuno prende pezzi di sapere che non sono di nessuno e dice “questo è mio”. Insieme a Rousseau, siamo curiosi di sapere se vi sono ancora persone abbastanza stupide da credergli. Solo per i citare i casi più famosi: brevettazione della barra di scorrimento, dei link ipertestuali, del clic e del doppio clic, e di altre amenità ( qui sono elencate alcune cose curiose che alcune aziende stanno tentando di togliere dal pubblico dominio e di far proprie).

Ma non è solo l’informatica ad essere terra di conquista: a chi appartiene il genoma umano? Di chi è la musica che si sta ascoltando sul proprio player? Di chi è il computer dal quale sto scrivendo? E di chi è quel video trasmesso dalla TV di Stato nel 1954 ed interamente finanziato dai contribuenti?

Beh, certo, sono temi squisitamente politici, adatti ad un ristretto circolo di addetti ai lavori. Solo che le conseguenze degli esiti della discussione intellettuale si traducono in sistemi economici, in leggi, in regole che finiscono per determinare le condizioni esistenziali di chiunque, anche di quelli che non hanno partecipato al dibattito, e forse neanche sanno che un tale dibattito è in atto. Già, perché esiste una vasta corrente di pensiero che continua a ritenere che di politica non occorre occuparsi. E questa corrente di pensiero sembra particolarmente diffusa tra i tecnici informatici che, così facendo, difendono e sono fieri della loro “obiettività”.

L’immediata, curiosa, deduzione che si ricava da un simile atteggiamento è che tali tecnici “apolitici” ritengono del tutto naturale che a normare le cose inerenti alla proprietà intellettuale – inestricabilmente intrise di sofisticati concetti scientifici e tecnologici – debbano essere i “politici”. Inviterei ad una banale riflessione: passate in rassegna tutti i politici di vostra conoscenza e scrivete da qualche parte l’elenco di quanti sono in grado di legiferare con cognizione di causa sui concetti tecnico-scientifici legati alla proprietà intellettuale. Beh, immagino che la superficie di un francobollo sia ampiamente sufficiente.

Temi squisitamente politici, dicevamo. Già, solo che di questi temi squisitamente politici i politici non ne parlano. Provate a cercare qualcosa a riguardo tra i temi in primo piano dei programmi elettorali dei due schieramenti, o in qualcuno delle centinaia di dibattiti politici televisivi. Niente. Il nulla assoluto. Però se andate a scartabellare tra gli atti parlamentari, di provvedimenti sulla proprietà intellettuale ne trovate a centinaia. La famigerata Legge 22 aprile 1941, n. 633 sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” è forse la legge che è stata maggiormente emendata di tutta la storia dello Stato italiano. E sempre a senso unico: ampliando i diritti di autori/editori/produttori e restringendo sempre più quelli di cittadini/consumatori.

Ma se i politici non sanno e non si interessano di proprietà intellettuale, chi le scrive le leggi ad essa relative? Sorpresa (ma mica tanto): i tecnocrati legati a precisi interessi di parte.

So di dare una delusione ai tecnici apolitici, ma le leggi, cui anche loro devono sottostare, in realtà vengono scritte da tecnici apolitici, e per di più di parte. Attraverso un meccanismo tanto diabolico quanto perfetto. Quello che passa attraverso i trattati sovranazionali. I processi di globalizzazione in atto hanno fatto sì che l’intera tematica legata alla proprietà intellettuale sia disciplinata da organismi quali il WIPO (World Intellectual Property Organization), noto anche come OMPI (Organizzazione Mondiale Proprietà Intellettuale, in italiano). Tutto ciò che viene deciso all’interno di tali organismi, dovrà essere prima o poi recepito nella legislazione nazionale. L’atipicità di tale meccanismo è che i funzionari di questi organismi non hanno alcuna investitura rappresentativa: insomma, vengono nominati e non eletti. Va da sé che la pressione delle varie lobby con interessi da difendere si concentri a livello di WIPO, prima ancora che a livello di singolo parlamento nazionale.

L’effetto combinato di politici tecnicamente ignoranti, oltre che distratti, e di tecnici distratti, oltre che politicamente ignoranti, è devastante. Ecco un piccolo florilegio delle mostruosità prodotte dalla nostra legislazione in materia di tecnologia:

– l’art. 615/ter del Codice Penale punisce “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da adeguate misure di sicurezza, ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni” . Ma cos’è la volontà “tacita”? E cosa sono le misure “adeguate”?

– l’art. 616 punisce “chiunque prenda cognizione del contenuto di corrispondenza chiusa a lui non diretta “. Una e-mail non cripata è chiusa?

– il decreto 7 febbraio 2006/4249/GIOCHI/UD grazie a cui sono stati censurati i siti di scommesse online, che implica l’affermazione del principio che “è tutto vietato tranne ciò che è ammesso”;

– il decreto Pisanu (Pacchetto sulla sicurezza), in nome della lotta al terrorismo, obbliga i fornitori di connettività alla conservazione obbligatoria dei dati di “traffico telematico”, mettendoci tutti sotto sorveglianza;

La citata legge 633 è una miniera di mostruosità:
– tassa sui supporti vergini per poter effettuare la copia privata, impedita di fatto dai dispositivi DRM che ne impediscono la copia; tale tassa va comunque pagata anche se su CD e DVD vengono depositate le foto delle vacanze;
– le modifiche introdotte dal decreto Urbani che equiparano lo scambio di file via internet alla pirateria commerciale;
– vessazioni e pene pecuniarie spropositate anche solo per aver scaricato un frammento di un’opera protetta da copyright;
– rischi per i webmaster per la semplice esposizione di link ad opere protette da copyright, con la conseguente uccisione dello strumento primario su cui si fonda il web;
– la Legge 15 aprile 2004, n.106 obbliga tutti i titolari di siti a depositarne una copia presso le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze: mostruosità tecnologica che, se attuata, farebbe soccombere i due istituti;
e via farneticando: l’elenco delle leggi con riflessi sulla tecnologia è lunghissimo e ben noto ai lettori di queste pagine.

Come si diceva, quello che sta succedendo è sì colpa della ignavia e della scarsa competenza tecnica dei legislatori, ma anche dalla scarsa voglia dei tecnici di “occuparsi di politica” in senso ampio (che non vuol dire tifare per questo o quello). Voi che leggete queste pagine siete i tecnici. E siete corresponsabili di quanto sta succedendo. Perché non ve ne interessate. Perché non fate pressione. Perché siete incapaci di fare lobby per difendere i vostri interessi. Perché non parlate presso i vostri rappresentanti politici e non fate loro capire il problema. Perché non avete rappresentanti politici. Ed infine perché, sebbene esperti di network, siete incapaci di fare networking. Cioè di utilizzare la rete per aggregarvi, per organizzarvi e difendere i vostri interessi. Sarebbe ora iniziare di a farlo. A partire dalle prossime elezioni politiche.

Michele Daniele
Chartitalia
chartitalia.blogspot.com

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  • Anonimo scrive:
    io metterei RFID sui cartellini
    di tutti gli impiegati pubblici .......che hanno il vizio di timbrare e poi andare a fare la spesa..... :D
  • Anonimo scrive:
    Politici
    Io infilerei un RFID nella testa di ogni politico per vedere che cosa combina e monitorare quanto tempo lavora in parlamento e quanto invece va a spasso, facendo votare qualcun altro al suo posto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Politici
      HAHAHA ... sono con te .. tanto lo spazio per infilare c'è;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Politici
      - Scritto da: Anonimo
      Io infilerei un RFID nella testa di ogni politico
      per vedere che cosa combina e monitorare quanto
      tempo lavora in parlamento e quanto invece va a
      spasso, facendo votare qualcun altro al suo
      posto...tranquillo che nel frattempo staranno studiando come impiantarne uno nella testa del loro "bestiame" per poterlo meglio catalogare, classificare, controllare.Le scuse per farci ingoiare la 'pillola amara' non mancherebbero. E la gente le beve così facilmente...
  • Anonimo scrive:
    l'uovo di colombo ?
    Acc come servono! Come possiamo fare a meno dei RFID ? Perchè non ci hanno pensato prima ? Ne voglio 2, anche a rate !!!"Quotidianamente assistiamo a fatti (o misfatti) che in una società moderna andrebbero ritenuti inaccettabili: i dati forniti dallo stesso CNIPA per l'ambito sanitario parlano di 52.000 errori clinici nel 2005 (il 60% dovuto ad inefficienze, il 27% ad errori di dosaggio o scambio di farmaci, e il restante a diverse cause tra cui l'errata individuazione del paziente);"se fossero inaccettabili basterebbe diminuire gli straordinari agli infermieri di ruolo e prenderne di più senza dare incarichi a cooperative che li pagano poco e li impiegano a rotazione prima che imparinopoi molti errori clinici vengono fatti nel settore pubblico dagli stessi medici che in regime libero-professionale stranamente non li fanno " molti casi di mense di caserme, scuole, ospedali dove sono serviti cibi di non sicura provenienza, scaduti o peggio adulterati;"se fossero inaccettabili basterebbe stabilire per legge delle verifiche cieche esterne e non affidarle al committente corruttibile" tempi biblici per l'elaborazione o la ricerca di una pratica;"se fossero inaccettabili basterebbe indicare i responsabili iter e il tempario ma questo toglierebbe ogni possibilità di arbitrio e quindi di potere ai funzionari di nomina politica" beni culturali che restano stipati in magazzini dimenticati nei sottoscala dei musei. "così scopriremo che sono stati rubati o si sono danneggiati col rfid e non spuntando l'inventario. utile.e adesso spendendo soldi in tecnologie senza prima ripensare il processo organizzativo andrà tutto bene, vero ?
    • Anonimo scrive:
      Re: l'uovo di colombo ?
      La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è l'occasione (dato che la sua applicabilità è necessariamente correlata ad una revisione dei processi) per rivedere i processi di comunicazione-elaborazione delle informazioni-lavorazione che attualmente vengono utilizzati nella PA.I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle asl di treviso hanno dato riscontri più che positivi.Delle volte basta non lasciarsi prendere dal pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di cambiamento per migliorarsi e migliorare.La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma i suoi benefici possono efficacemente migliorare la qualità del lavoro delle persone della PA, fornendo servizi di più alta qualità ed evitando grane sia ai cittadini che agli amministratori. Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o peggio .. per una fortuita ed occasionale sequenza di operazioni che non và a buon fine ... e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno risponderà per la tua morte .. ma per te non era meglio che venissero utilizzate tecnologie che evitassero in ultima istanza questa tragica fatalità? Non era meglio se all'infermiere qualche apparato avesse detto prima della somministrazione "stai sbagliando" ?CP
      • Anonimo scrive:
        Re: l'uovo di colombo ?
        - Scritto da: Anonimo
        La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è
        l'occasione (dato che la sua applicabilità è
        necessariamente correlata ad una revisione dei
        processi) per rivedere i processi di
        comunicazione-elaborazione delle
        informazioni-lavorazione che attualmente vengono
        utilizzati nella PA.appunto, quello che contestavo era che non si rivedono i processi prima
        I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del
        pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle
        asl di treviso hanno dato riscontri più che
        positivi.in altri posti (es: in un ospedale della versilia) no
        Delle volte basta non lasciarsi prendere dal
        pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di
        cambiamento per migliorarsi e migliorare.pensare di intervenire nella sanità impiegando risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti strutturali e gravi e poi in quelli marginali é un pregiudizio secondo te ?
        La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma i
        suoi benefici possono efficacemente migliorare la
        qualità del lavoro delle persone della PA,
        fornendo servizi di più alta qualità ed evitando
        grane sia ai cittadini che agli amministratori. gli rfid come ogni altra tecnologia possono introdursi facilitando le attività in un processo corretto presente a monte, se si progetta il processo attorno al rfid si importa una soluzione preconfezionata, non la si studiasul problema
        Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti
        un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o
        peggio .. per una fortuita ed occasionale
        sequenza di operazioni che non và a buon fine ...
        e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno
        risponderà per la tua morte .. ma per te non era
        meglio che venissero utilizzate tecnologie che
        evitassero in ultima istanza questa tragica
        fatalità? Non era meglio se all'infermiere
        qualche apparato avesse detto prima della
        somministrazione "stai sbagliando" ?

        CPsecondo te gli errori col rfid verranno annullati ?e dei problemi introdotti dai rfid non ne vogliamo parlare per una serena analisi costi/benefici ?
        • Anonimo scrive:
          Re: l'uovo di colombo ?
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è

          l'occasione (dato che la sua applicabilità è

          necessariamente correlata ad una revisione dei

          processi) per rivedere i processi di

          comunicazione-elaborazione delle

          informazioni-lavorazione che attualmente vengono

          utilizzati nella PA.


          appunto, quello che contestavo era che non si
          rivedono i processi prima
          ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non devono essere rivisti i processi prima di iniziare un discorso di innovazione?


          I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del

          pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle

          asl di treviso hanno dato riscontri più che

          positivi.

          in altri posti (es: in un ospedale della
          versilia) noEvidentemente, il progetto non aveva uno studio di fattibilità (analisi costi/benefici) idoneo.


          Delle volte basta non lasciarsi prendere dal

          pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di

          cambiamento per migliorarsi e migliorare.

          pensare di intervenire nella sanità impiegando
          risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti
          strutturali e gravi e poi in quelli marginali é
          un pregiudizio secondo te ?Non è quello che ho detto, ho detto che questa (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed amplificare gli aspetti che possono migliorare significativamente il lavoro e la vita quotidiana, si amplificano aspetti che non derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle stupidaggini fatte in fase di studio progettuale sulla sua applicazione (vedi ad esempio Metro in germania che s'è fatta cancellare i tag da un brufoloso ragazzino smanettone) ...


          La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma
          i

          suoi benefici possono efficacemente migliorare
          la

          qualità del lavoro delle persone della PA,

          fornendo servizi di più alta qualità ed evitando

          grane sia ai cittadini che agli amministratori.

          gli rfid come ogni altra tecnologia possono
          introdursi facilitando le attività in un processo
          corretto presente a monte, se si progetta il
          processo attorno al rfid si importa una soluzione
          preconfezionata, non la si studia
          sul problema
          Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che "in alcuni anni" orientano la stessa su uno studio serio ed orientato alla creazione di prototipi ex novo (non soluzioni preconfezionate).Sono contrario alle soluzioni preconfezionate, sopratutto nell'ambito Rfid, perchè dati i costi deve esservi una integrazione strutturata con la revisione di processo per ottenere i benefici necessari alla copertura dei costi di implementazione stessa.C'è anche da dire che una volta strutturato un prototipo funzionante (es x gli archivi) è inutile procedere con altri prototipi .. si struttura una soluzione customizzabile, ma comunque preconfezionata per tutti gli altri, così i costi scendono enormemente.

          Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti

          un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o

          peggio .. per una fortuita ed occasionale

          sequenza di operazioni che non và a buon fine
          ...

          e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno

          risponderà per la tua morte .. ma per te non era

          meglio che venissero utilizzate tecnologie che

          evitassero in ultima istanza questa tragica

          fatalità? Non era meglio se all'infermiere

          qualche apparato avesse detto prima della

          somministrazione "stai sbagliando" ?



          CP

          secondo te gli errori col rfid verranno annullati
          ?Se la tecnologia verrà usata correttamente, moltissimi errori potranno essere risolti. Altri sicuramente resteranno, perchè solo Dio è infallibile!
          e dei problemi introdotti dai rfid non ne
          vogliamo parlare per una serena analisi
          costi/benefici ?E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a fare.CP
          • Anonimo scrive:
            Re: l'uovo di colombo ?


            appunto, quello che contestavo era che non si

            rivedono i processi prima



            ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non
            devono essere rivisti i processi prima di
            iniziare un discorso di innovazione?ovviamente si' !per questo avrei visto meglio un discorso: ora che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x dell'amministrazione, velocizziamoli col rfide non approfittiamo del rfid per riprogettare


            Delle volte basta non lasciarsi prendere dal


            pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di


            cambiamento per migliorarsi e migliorare.



            pensare di intervenire nella sanità impiegando

            risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti

            strutturali e gravi e poi in quelli marginali é

            un pregiudizio secondo te ?

            Non è quello che ho detto, ho detto che questa
            (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di
            pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed
            amplificare gli aspetti che possono migliorare
            significativamente il lavoro e la vita
            quotidiana, si amplificano aspetti che non
            derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle
            stupidaggini fatte in fase di studio progettuale
            sulla sua applicazione il focus era: perché spendere nei dettagli quando aspetti fondamentali sono trascurati ?e invece di amplificare, considerare i pro ma anche i contro no eh ?

            gli rfid come ogni altra tecnologia possono

            introdursi facilitando le attività in un
            processo

            corretto presente a monte, se si progetta il

            processo attorno al rfid si importa una
            soluzione

            preconfezionata, non la si studia

            sul problema
            Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che
            svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che
            "in alcuni anni" orientano la stessa su uno
            studio serio ed orientato alla creazione di
            prototipi ex novo (non soluzioni
            preconfezionate).e se lo dicono loro che lo studio é serio, come non crederci ?

            e dei problemi introdotti dai rfid non ne

            vogliamo parlare per una serena analisi

            costi/benefici ?

            E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a fare.non vorrei che i benefici fossero più che altro alcuni movimenti dell'economia (che gira con noi)
          • Anonimo scrive:
            Re: l'uovo di colombo ?
            - Scritto da: Anonimo




            appunto, quello che contestavo era che non si


            rivedono i processi prima






            ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non

            devono essere rivisti i processi prima di

            iniziare un discorso di innovazione?

            ovviamente si' !
            per questo avrei visto meglio un discorso: ora
            che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x
            dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid

            e non approfittiamo del rfid per riprogettare
            Si vabbè ... io sono il primo che dice ai clienti "avete misurato l'efficenza dei vostri processi?, avete valutato la loro ottimizzazione anche con altre tecnologie prima dell'rfid?" ... poi ci sono quelli che cercano di vendere senza scrupoli .. lì oltre che combatterli con il buon lavoro non posso fare nulla ... Diciamo che il problema è "politico" ... è come se dicessi "fino ad oggi nella PA non avete fatto nulla, adesso iniziamo a lavorare" ... un concetto un po troppo pesante da far digerire alla politica non credi?




            Delle volte basta non lasciarsi prendere dal



            pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di



            cambiamento per migliorarsi e migliorare.





            pensare di intervenire nella sanità impiegando


            risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti


            strutturali e gravi e poi in quelli marginali
            é


            un pregiudizio secondo te ?



            Non è quello che ho detto, ho detto che questa

            (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di

            pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed

            amplificare gli aspetti che possono migliorare

            significativamente il lavoro e la vita

            quotidiana, si amplificano aspetti che non

            derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle

            stupidaggini fatte in fase di studio progettuale

            sulla sua applicazione

            il focus era: perché spendere nei dettagli quando
            aspetti fondamentali sono trascurati ?

            e invece di amplificare, considerare i pro ma
            anche i contro no eh ?
            Se si effettua un serio studio di fattibilità vengono considerati sia i pro che i contro, però il tutto deve essere "studiato" .. altrimenti si rientra in discorsi empirici che non portano a nessun risultato reale.


            gli rfid come ogni altra tecnologia possono


            introdursi facilitando le attività in un

            processo


            corretto presente a monte, se si progetta il


            processo attorno al rfid si importa una

            soluzione


            preconfezionata, non la si studia


            sul problema



            Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai
            che

            svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che

            "in alcuni anni" orientano la stessa su uno

            studio serio ed orientato alla creazione di

            prototipi ex novo (non soluzioni

            preconfezionate).

            e se lo dicono loro che lo studio é serio, come
            non crederci ?
            E quì si rientra sempre nel discorso politico ... o ti fidi dei tuoi amministratori .. o tutto quello che fanno è male.


            e dei problemi introdotti dai rfid non ne


            vogliamo parlare per una serena analisi


            costi/benefici ?



            E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a
            fare.

            non vorrei che i benefici fossero più che altro
            alcuni movimenti dell'economia (che gira con noi)
            politica .. politica !!CP
          • Anonimo scrive:
            Re: l'uovo di colombo ?



            ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non


            devono essere rivisti i processi prima di


            iniziare un discorso di innovazione?

            ovviamente si' !

            per questo avrei visto meglio un discorso: ora

            che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x

            dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid

            e non approfittiamo del rfid per riprogettare
            Si vabbè ... io sono il primo che dice ai clientiecco, siamo d'accordo : io parlo come cittadino e dico che vorrei vedere organizzazione a monte poi, forse, rfid, tu come venditore che cerca un modo produttivo e onesto e organizzato di far usare i rfid dato che così si é deciso, ma la domanda di fondo :perché spendere nei dettagli quando aspetti fondamentali sono trascurati ?che é una domanda da cittadino e non da venditore, resta (un commerciante serio cerca di vendere merce buona a prezzo giusto con cortesia e assistenza in maniera che soddisfi il più possibile i bisogni del cliente, ma non dirà mai: prima di questa roba hai esigenze più urgenti)


            Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che


            svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che


            "in alcuni anni" orientano la stessa su uno


            studio serio ed orientato alla creazione di


            prototipi ex novo (non soluzioni


            preconfezionate).

            e se lo dicono loro che lo studio é serio, come

            non crederci ?
            E quì si rientra sempre nel discorso politico ...
            o ti fidi dei tuoi amministratori .. o tutto
            quello che fanno è male.no, si rientra nel discorso che l'amministrazione deve essere trasparente e convincente e le sue decisioni possono essere oggetto di discussione e dissenso senza che tali discussioni/disaccordi possano essere criminalizzati o screditatiqualunquismo sarebbe dire che tutto quello che fanno le istituzioni é male senza specificare e motivare ( ma anche dire "lo studio é serio" senza dire perchè e come si svolge lo sarebbe altrettanto)mi sembra di essere stato specifico e di aver argomentato le critiche quando ho detto che avrei creduto di più a un impiego della tecnologia solo dopo riorganizzazione dei processi ed ho diritto a questa opinione...e con questo non voglio dire che si vogliano solo incassare contributi più o meno leciti per l'impiego di nuove tecnologie, magari é per dare impulso all' economia o fare un'operazione di facciata o trovare una scusa per NON riorganizzare i processi e quindi non toccare certi privilegi, o é stato fatto tutto in buona fede ma con un metodo che alla luce dell'attività di altri comitati (oltre a cnipa vedi consip ecc) non mi sembra che sia al di sopra di critiche anche pesanti sia come metodi che come risultati quindi sarò felice che gente preparata e coscienziosa come te si occupi di questa innovazione che certo avrà anche i suoi effetti positivi, ma resto dell'opinione che le priorità e i modi sarebbero stati gli altri sopra esposti e mi sembra che questa opinione sia fondata quanto l'entusiamo nell'uso del rfid ed abbia pari dignità e non debba esser bollata come come conservatorismo, tutto qui
          • Anonimo scrive:
            Re: l'uovo di colombo ?
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Anonimo

            secondo te gli errori col rfid verranno
            annullati ?

            Se la tecnologia verrà usata correttamente,Se.
            moltissimi errori potranno essere risolti. Altri
            sicuramente resterannoQuali saranno risolti e quali resteranno?
            perchè solo Dio è infallibile!Dunque né il CNIPA nè gli enti che usino RFID sono infallibili. Ciò può essere un problema soprattutto per le applicazioni delicate (esempio: la gestione di dati sensibili). Se i dati vengono letti da soggetti non autorizzati, la frittata è fatta! Ma alle onde radio non glie ne importa nulla di chi è autorizzato e chi no; loro funzionano a prescindere, hanno sempre funzionato e sempre funzioneranno.
          • Anonimo scrive:
            Re: l'uovo di colombo ?
            - Scritto da: Anonimo
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            secondo te gli errori col rfid verranno

            annullati ?



            Se la tecnologia verrà usata correttamente,

            Se.
            Ma.

            moltissimi errori potranno essere risolti. Altri

            sicuramente resteranno

            Quali saranno risolti e quali resteranno?Dovranno essere definiti in fase di analisi e prototipo. Come in qualunque progetto industriale.


            perchè solo Dio è infallibile!

            Dunque né il CNIPA nè gli enti che usino RFID
            sono infallibili. Ciò può essere un problema
            soprattutto per le applicazioni delicate
            (esempio: la gestione di dati sensibili). Se i
            dati vengono letti da soggetti non autorizzati,
            la frittata è fatta! Ma alle onde radio non glie
            ne importa nulla di chi è autorizzato e chi no;
            loro funzionano a prescindere, hanno sempre
            funzionato e sempre funzioneranno.Mi sembrano cose troppo ovvie
  • Anonimo scrive:
    Re: Traduzione:
    - Scritto da: Anonimo
    Metteranno mai una legge che si possa ottenere di
    avere i propri affari in un buon vecchio cassetto
    in un buon vecchio archivio chiuso con una buona
    vecchia chiave?E' una domanda retorica?
  • Anonimo scrive:
    Traduzione:
    "Ad esempio, in futuro potrebbe diventare finalmente possibile conoscere lo stato delle altrui pratiche semplicemente visitando un certo sito web."Metteranno mai una legge che si possa ottenere di avere i propri affari in un buon vecchio cassetto in un buon vecchio archivio chiuso con una buona vecchia chiave?
  • Anonimo scrive:
    Re: Dipende dall'uso che se ne fa
    - Scritto da: Anonimo
    Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona
    o cattiva.
    Se i RFID venissero usati per i motivi riportati
    nell'articolo,sarebbe una buona cosa.
    Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li
    ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e
    spiati piu' di quello che non siamo gia'...Ovviamente con il grande fratello dappertutto... Ma va va, studiati come funzinano gli RFID e poi torna qui a parlare!(Minchia, ci fosse stata gentaglia come te nel passato saremmo tutti a zappare la terra con le pietre).
    • Anonimo scrive:
      Re: Dipende dall'uso che se ne fa
      - Scritto da: Anonimo

      Ovviamente con il grande fratello dappertutto...
      Ma va va, studiati come funzinano gli RFID e poi
      torna qui a parlare!
      (Minchia, ci fosse stata gentaglia come te nel
      passato saremmo tutti a zappare la terra con le
      pietre).(Proprio perchè gentaglia come te abbondava in passato si è dovuti passare attraverso eventi traumatici come la rivoluzione americana o la sua fotocopia francese per avere un po' di libertà. Minchia).
    • Anonimo scrive:
      Re: Dipende dall'uso che se ne fa
      - Scritto da: Anonimo
      studiati come funzinano gli RFIDPerché non ci illumini? Sono curioso...
      • leobo scrive:
        Re: Dipende dall'uso che se ne fa
        Beh, un RFID passivo funziona solo quando passi abbastanza vicino ad un'antenna, diciamo a meno di un metro. Per sapere dove ti trovi è molto più semplice localizzare il tuo telefono....
        • Anonimo scrive:
          Re: Dipende dall'uso che se ne fa
          - Scritto da: leobo
          RFID passivo funziona solo quando passi
          abbastanza vicino ad un'antennaLe antenne si possono mettere anche sugli RFIDe se gli RFID saranno dappertutto...* * / / * / / * *THE INTERNET OF THINGS :|No more privacy, no more anonymity. Game Over.Restart Game On Another Planet.
          Per sapere dove ti trovi è molto più
          semplice localizzare il tuo telefono....Quello chi non vuol essere tracciato può evitare diportarselo appresso...
          • leobo scrive:
            Re: Dipende dall'uso che se ne fa
            Beh, anche gli RFID li puoi lasciare a casa o semplicemente incartare nella carta stagnola...
          • Anonimo scrive:
            Re: Dipende dall'uso che se ne fa
            - Scritto da: leobo
            anche gli RFID li puoi lasciare a casai vestiti con rfid non puoi lasciarli a casa...più che altro basta 'zapparli' e ciaohttp://www.schneier.com/blog/archives/2006/01/rfid_zapper.htmlhttp://www.gizmodo.com/gadgets/gadgets/household/rfid-zappers-will-save-us-036039.phpfine del problema, il mercato crea i problemi ma anche le soluzioni
            o semplicemente incartare nella carta stagnola...si adesso ci mettiamo a incartare tutto... meglio 'zappare' (sovraccaricare) gli rfid, vedi sopraal max incartiamo nella stagnola la carta d'identità elettronica (e gli Euro cartacei già che ci siamo)http://www.eetimes.com/story/OEG20011219S0016gli rfid possono migliorare la logistica oppure essere usati come un network di informatori segreto, silenzioso e invisibile da chi vuole... conoscerci megliomagari boicottiamo chi non disattiva gli rfid se non addirittura tutte le aziende che usano rfidogni riferimento a gillette tesco e benetton è puramente casuale
          • leobo scrive:
            Re: Dipende dall'uso che se ne fa

            gli rfid possono migliorare la logistica oppure
            essere usati come un network di informatori
            segreto, silenzioso e invisibile da chi vuole...
            conoscerci meglioEsatto.. ritorniamo al problema iniziale:dipende dall'uso che se ne fa....

            magari boicottiamo chi non disattiva gli rfid se
            non addirittura tutte le aziende che usano rfiddovrei boicottare me stesso...Anche se per ora gli rfid li applico solo a cose che non si interessano di essere spiate (scrivanie)

            ogni riferimento a gillette tesco e benetton è
            puramente casualeAh menomale.....
  • Anonimo scrive:
    Re: Dipende dall'uso che se ne fa
    - Scritto da: Anonimo
    Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona
    o cattiva.
    Se i RFID venissero usati per i motivi riportati
    nell'articolo,sarebbe una buona cosa.
    Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li
    ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e
    spiati piu' di quello che non siamo gia'...
    :'(
    J.J.Aggiungi poi che sara' introdotto un nuovo modulo per ottenere il tuo RFID obbligatorio, con tasse e diritti di sportello e poi ovviamente il costo del chip ivato.
  • Anonimo scrive:
    Dipende dall'uso che se ne fa
    Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona o cattiva.Se i RFID venissero usati per i motivi riportati nell'articolo,sarebbe una buona cosa.Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e spiati piu' di quello che non siamo gia'... :'( J.J.
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