Algoritmi e dipendenza: il processo che potrebbe cambiare i social

Algoritmi e dipendenza: il processo che potrebbe cambiare i social

Al via il processo contro i giganti del mondo social, accusati di averli progettati per creare dipendenza, soprattutto tra i giovani.
Algoritmi e dipendenza: il processo che potrebbe cambiare i social
Al via il processo contro i giganti del mondo social, accusati di averli progettati per creare dipendenza, soprattutto tra i giovani.

Le notizie inerenti al mondo social rischiano di passare sottotraccia nel momento storico in cui il focus è sull’intelligenza artificiale, ma quella riguardante il processo al via questa settimana in California merita attenzione. Vede i big del settore doversi difendere dall’accusa di aver progettato le piattaforme con l’obiettivo di creare una forma di dipendenza nei loro utenti.

Social in tribunale per un processo storico

Meta, ByteDance e Alphabet (Google) saranno chiamate a rispondere. Sono le realtà che hanno in gestione Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, a volte veri e propri buchi neri dentro i quali finisce il nostro tempo, tra post e scrolling infiniti.

L’iter legale prevede che in questa prima fase sia selezionata la giuria incaricata di esprimersi. Poi, la prossima settimana, la giudice Carolyn Kuhl darà il via al processo vero e proprio. È attesa anche la testimonianza di Mark Zuckerberg.

Un eventuale esito di condanna potrebbe costituire un precedente e gettare le basi per un cambiamento radicale delle dinamiche e degli algoritmi che regolano la composizione dei feed sui social network.

Accuse gravi, ma che andranno dimostrate

Le accuse mosse sono molto gravi e proprio per questo non semplici da sostenere: dovranno essere supportate da prove concrete per collegare il tempo speso sulle piattaforme a problematiche come depressione, disturbi alimentari, disagi mentali e casi di suicidio. I più giovani sarebbero maggiormente esposti a questi rischi.

Il riferimento è a strategie non tanto diverse rispetto a quelle che l’industria del tabacco ha attuato decenni fa per creare milioni di dipendenti, legando i clienti ai loro prodotti, con tutto ciò che ne è conseguito anche in termini di impatto negativo sulla salute.

È bene precisare che l’attenzione del procedimento non è rivolta alla tipologia dei contenuti ospitati, né alle politiche adottate per la moderazione. Va a puntare la lente d’ingrandimento sul design dei social, sul come sarebbero stati concepiti con l’obiettivo di tenere agganciati il più possibile gli utenti. Il motivo? Maggiore è il tempo trascorso scorrendo il feed, maggiori sono gli introiti per chi li gestisce.

Fonte: The Journal
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Pubblicato il
26 gen 2026
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