Alice è il nome di una chimera?

Questo sospetta un lettore che attende da più di tre mesi l'installazione del servizio ADSL di Telecom Italia. Inutile ricorrere ad altri operatori


Roma – Egregia redazione di Punto Informatico, vi scrivo per mettervi a conoscenza dell’odissea in cui sono rimasto coinvolto lo sventurato giorno in cui ho deciso di sottoscrivere un abbonamento di prova a Broad Band Box di Telecom Italia e dei conseguenti, incredibili disservizi dell’ex monopolista, che perdurano tuttora e mi impediscono da mesi di avere accesso al servizio ADSL.

Tutto iniziò il primo ottobre del 2001, quando un operatore Telecom mi chiamò per propormi l’offerta Broad Band Box. Accettai, e dopo una settimana di ritardo rispetto a quanto concordato giunse un “tecnico” Telecom che tentò di installare modem e software. Purtroppo, nonostante gli sforzi di questo “qualificato operatore” il modem sembrava non funzionare, e mi fu comunicato che si trattava di un “guasto temporaneo del server”. Più tardi scollegai il modem dallo Hub cui era stato allacciato per collegarlo direttamente alla porta ethernet del PC scoprendo che invece tutto funzionava alla perfezione. Ma soprassediamo.

Dopo aver dovuto attendere un’ulteriore, intera settimana per avere solamente una password momentanea eccomi infine on line. Ma solo dopo un mese, e cioé con un mese di anticipo rispetto al termine del periodo di prova, ecco che la password smette inavvertitamente di funzionare. A quel punto, dato che in ogni caso ero insoddisfatto della resa del Broad Band Box (scollegamenti e terribile lentezza nel caricare le pagine web fra gli altri problemi) decido di non inoltrare ulteriori lamentele e di aspettare la fine del periodo di prova in attesa che, come da contratto, un operatore Telecom giungesse a ritirare tutto il package. Ma nulla di questo accade. Telecom è totalmente latitante e, mancando meno di una settimana dalla fine del periodo di prova, devo precipitarmi a consegnare di persona il modem a un centro 187 prima che l’abbonamento momentaneo si trasformi, alla faccia di tutte le clausole contrattuali, in un abbonamento annuale definitivo. Dopo la consegna del modem arriva anche la lettera della Telecom con user name e password definitivi…

Dopo diversi mesi decido di non poter fare a meno dell’ADSL, e tuttavia, dopo aver ascoltato le scoraggianti vicende dei miei amici impelagati in annosi problemi di attivazione con altri operatori decido di sottoscrivere “Alice”, l’offerta di Telecom, sperando che, almeno con i propri clienti, le attivazioni della portante da parte di Telecom non avessero tempi, per così dire, geologici. Mi sbagliavo di grosso.

Sottoscrivo l’ADSL di Telecom Italia nel 5 aprile di quest’anno, il giorno seguente una signorina dell’E-commerce di Telecom mi comunica che Telecom Italia non può evadere l’ordine in quanto la portante ADSL, attivata all’epoca del Broad Band Box, era stata disattivata il giorno precedente (a ben quattro mesi di distanza dal termine del periodo di prova di BBB!) complicanza, a mio vedere, a dir poco paradossale dato che l’attivazione della portante, che di default è ovviamente disattivata, rientra nelle normali mansioni del fornitore del servizio, che nello specifico è anche il proprietario della linea.

Dopo aver atteso un altro mese chiamo nuovamente il 187, dove l’operatore mi parla di generici “problemi tecnici” e mi invita a pazientare per un’altra settimana.

In questo modo, di settimana in settimana, sono ormai passati tre mesi e mezzo da quando ho richiesto l’attivazione del servizio ADSL e ogni volta che ho chiamato il servizio 187 per avere spiegazioni su questo incredibile disservizio l’operatore ha addotto non meglio identificate problematiche tecniche rimandando di volta in volta la consegna del modem. Ormai sono esausto e completamente sfiduciato, vorrei gettare tutto alle ortiche e mi abbonerei volentieri ad un altro operatore, se non sapessi che anche in questo caso dovrei scontrarmi con quel muro di gomma chiamato Telecom Italia. Mi domando come faccia l’ex monopolista a parlare di futuro delle telecomunicazioni quando è incapace di offrire un servizio già rodato come l’ADSL.

Cordiali saluti,

Stefano Sacconi

Caro Stefano, la tua testimonianza è simile a numerose altre giunte in redazione in queste settimane. Abbiamo segnalato la tua lettera a Telecom Italia e speriamo di potere nei prossimi giorni ospitare una risposta dell’azienda. In bocca al lupo, la Redazione

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  • Anonimo scrive:
    Sognio o son desto?
    Se, a giudicare dall'articolo, L'ADSL e' un sogno perfino per il boss della British Telecom, allora devo ammettere di sentirmi varamente fortunato, o, comunque di vivere in un sognio: infatti io l'ADSL ce l'ho e devo eire che ne sono veramente soddisfatto!Certo 55 euro a bolletta non sono pochi per chi ha un comune impiego ma, del resto si sa, al mondo nulla e' veramente gratis, e come tutte le cose, anche (e soprattutto) quelle di alta tecnologia si pagano (eccome)!
  • Anonimo scrive:
    Zi Zi Telecozza sei sempre l'unica!
    Piero Angela in una puntata di "Super Quark" ha attaccato (indirettamente) i sistemi politici sulle telecomunicazioni, affermando che da studi, un paese avanza tecnologicamente e si crea più pil (quindi più ricchezza) in proporzione ai mezzi di comunicazione disponibili. La classica imposizione politica italiana non ha permesso uno sviluppo tecnologicamente avanzato... ADSL For Problem
    • Anonimo scrive:
      Re: Zi Zi Telecozza sei sempre l'unica!
      ADSL ? Ma guarda meglio ... la fibbra ottica è quella che serve non l'adsl.
      • Anonimo scrive:
        Re: Zi Zi Telecozza sei sempre l'unica!
        - Scritto da: fix
        ADSL ? Ma guarda meglio ... la fibbra ottica
        è quella che serve non l'adsl.Zi Zi ancora meglio, visto che il mondo della fibra ottica sta cambiando e deve cambiare in futuro in maniera differente e straordinariamente più veloce, con la reale probabilità di sviluppare TV on demand via cavo a prezzi familiari. Sono riusciti a modulare un segnale tramite laser e trasmesso su fibra ottica migliaia di volte più veloce di quella tradizionale, si tratta di aspettare che i prezzi siano più bassi.
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