Alla Campania 38,5 mln per l'innovazione

Stanziamenti


Roma – Come già previsto, sono stati destinati 38,5 milioni di euro per la diffusione dell’ICT in Campania, in particolare nella pubblica amministrazione e nella sanità.

I fondi, approvati grazie ad un accordo Governo-Regione Campania, si inserisce nel programma per le aree sottoutilizzate del Mezzogiorno “Per il Sud e non solo”, approvato dal CIPE nel 9 maggio scorso.

L’intesa, che prevede un finanziamento del Ministro per l?Innovazione e le Tecnologie di 21,5 milioni di euro e di oltre 17 milioni di euro da parte della Regione Campania, realizzerà tra l?altro Centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati, una rete di medici di medicina generale, distretti digitali a supporto della filiera produttiva del tessile nel Mezzogiorno e Centri Servizio Territoriali per l?e-Government nei piccoli e medi comuni.

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  • dancipi scrive:
    dopo armani.it cade gente.it ilprossimo?
    le info sul sito www.ilcarnevale.it/sentenzao il mio commento su p.i http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=855327
  • Anonimo scrive:
    A proposito di sentenze...
    Eccone una che sembra in perfetto contrasto con quella appena citata.http://www.consulentelegaleinformatico.it/approfondimentidett.asp?id=70e ora che si fa?
  • Anonimo scrive:
    Bisogna prima leggere la sentenza
    Certo che detta cosi', come l'abbiamo letta, sembra davvero una assurdita'.Pero' ho gia' visto da qualche parte che il maintainer in oggetto aveva l'abitudine di indicare una propria persona come ADMIN-C per i domini registrati, e non un nominativo del registrante.Non so se questo sia il caso, ma se cosi' fosse ... beh, forse si spiega il coinvolgimento del maintainer (che sarebbe comunque stato scorretto nei confronti del cliente registrante il dominio).
  • Anonimo scrive:
    Una precisazione per PI
    Cito dall'articolo: I fatti: nel febbraio del 2003 Banca Intesa s.p.a. - titolare dei marchi Banca Intesa, Intesaci, Carialo, Bci e dei nomi a dominio Intesaci, Bancaintesa, Carialo e BciIntesa è nata dalla fusione di Banca commercila Italiana, Banca Intesa, e Cariplo.La prima ragione sociale data al nuovo istituto era IntesaBCI (frutto di accordi con la banca commerciale che non voleva perdere la propria identità). Credo dunque ci siano due errori nella citazione dei nomi a dominio e nei marchi: che dovrebbere essere: Banca Intesa, Intesa BCI e Cariplo.Mi scuso subito se fosse un mio malintendimento.
  • Margherita scrive:
    CHE BASTARDI
  • Anonimo scrive:
    Inammissibile ignoranza
    Pregherei Punto Informatico di riferire al Ministro di Grazia e Giustizia la notizia di questa sentenza frutto di una ignoranza becera non ammissible in un giudice di un paese civile.Che figura per il nostro ordinamento giudiziario!don Ilario Rolle
  • Anonimo scrive:
    Io l'ho già detto...
    ...e lo ripeto.Se un giudice è ignorante in una data materia tale giudice deve essere sollevato e sostituito da un giudice COMPETENTE ed INFORMATO.È ridicolo che un giudice che non solo non sa nulla della materia su cui sta decidendo, ma dalle affermazioni che fa risulta essere evidentemente tecnofobo (pericolosità di Internet??? ma dove ha studiato questo giudice? in Afganistan al tempo dei Talebani?) sia chiamato a decidere in materia di tecnologia e internet in particolare.Basta!Queste persone stanno causando danni a TUTTI NOI! Vanno rimosse e vanno rimosse infretta!Bye, Luca
    • Margherita scrive:
      Re: Io l'ho già detto...
      magie della "giustizia italiana", in particolare a Napoli, pietoso, dovrebbe essere tirato in ballo il nic allora, è lui l'ente che registra i domini. W IL GIUDICE DI NAPOLI!!! che giudica i vivi e i morti... ma sa leggere?
  • Anonimo scrive:
    oggettiva pericolosità del fenomeno inte
    l'immaterialità, cui è correlata la mancanza di definitività temporale, la costante inesorabile mutevolezza..Sembra una delle definizioni del codice delle leggi italiane. :D :D :D
    • Anonimo scrive:
      Re: oggettiva pericolosità del fenomeno inte
      - Scritto da: Anonimo
      l'immaterialità, cui è
      correlata la mancanza di definitività
      temporale, la costante inesorabile
      mutevolezza..

      Sembra una delle definizioni del codice
      delle leggi italiane. :D :D :DGuarda che la sentenza andrebbe letta nella sua interezza. Una sola frase separata dal contesto in cui è inserita assume un significato completamente diverso (basta ricordare l'infelice espressione "jeans anti stupro").Detto questo, per quanto ho letto nell'articolo, anche io sono piuttosto perplesso riguardo alla sentenza.
      • Anonimo scrive:
        Re: oggettiva pericolosità del fenomeno inte

        Guarda che la sentenza andrebbe letta nella
        sua interezza. Una sola frase separata dal
        contesto in cui è inserita assume un
        significato completamente diverso (basta
        ricordare l'infelice espressione "jeans anti
        stupro").
        Detto questo, per quanto ho letto
        nell'articolo, anche io sono piuttosto
        perplesso riguardo alla sentenza.Si, vabbhe! era una battuta :D :D :DPero anche le leggi italiane sono immateriali, senza una collocazione precisa nel tempo e supratutto mutevoli.Questo puo' portare a commettere illeciti anche senza saperlo overo essendo fonte di illeciti sono pericolose e quindi occorre abolirle. :D :D :DPS:Ci sono due piccoli errori di ortografia per non toglierti il piacere di sentirti "maestrino". Riuscirai a trovarli?
  • Anonimo scrive:
    oggettiva pericolosità del fenomeno...
    Internet va abolito.Come, sulla scia di questa sentenza, andrebbero aboliti:L'immigrazione anch'essa pericolosa.Le carte di credito come fonte di parecchie truffe.La liberta' di stampa e di opinione pensate a come sarebbe semplice la vita.Tutte le liberta' in genere, cosi' ci togliamo ogni pensiero.Occorrerebbe comunque leggere la sentenza per intero
  • Anonimo scrive:
    Il vero problema
    ,credo, è che il giudice ha dovuto (non so se un giudice si possa dichiarare da solo incompetente a giudicare su qualcosa che non conosce) emettere una sentenza su qualcosa di cui non ha assoluta idea. (se si fosse trattato che so, di una sentenza sulla fabbricazione a norma o meno di un missile, avrebbe chiamato dei periti o no?)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il vero problema
      - Scritto da: Anonimo
      ,credo, è che il giudice ha dovuto
      (non so se un giudice si possa dichiarare da
      solo incompetente a giudicare su qualcosa
      che non conosce) emettere una sentenza su
      qualcosa di cui non ha assoluta idea. (se
      si fosse trattato che so, di una sentenza
      sulla fabbricazione a norma o meno di un
      missile, avrebbe chiamato dei periti o no?)Il giudice sarebbe in malafede oltre che incompetente nel momento in cui si rendesse conto di non essere in grado di emettere un giudizio e lo facesse comunque, la cosa sarebbe gravissima e delegittimerebbe (che schifo di parola) completamente la magistratura.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il vero problema


        sulla fabbricazione a norma o meno di un

        missile, avrebbe chiamato dei periti o no?
        Il giudice sarebbe in malafede oltre che
        incompetente nel momento in cui si rendesse
        conto di non essere in grado di emettere un
        giudizio e lo facesse comunque, la cosa
        sarebbe gravissima e delegittimerebbe (che
        schifo di parola) completamente la
        magistratura.Giudici, avvocati.... chissà costoro cos'hanno a che fare con la scritta "La legge è uguale per tutti" che capeggia nei tribunali.(non sono Berlusconiano, anzi!)
  • Anonimo scrive:
    E se il dominio non e' .IT ?
    Ho visto che si parla molto di eventuali responsabilita' del NIC (che secondo me non ci sono cosi' come non ci sono quelle del provider, in questo caso cunsultingweb).Supponiamo che i domini in questione fossero registrati con estesione, per sempio .TW ..... sottomettiamo il re di tuwalu alla legge italiana ?E se il tizio avesse usato un provider del costa rica (che non ha accordi di reciprocita' con l'italia) per registrare il famoso dominio .TW il giudice come avrebbe motivato ?.....bisogna stare molto attenti a 'sputtanare' internet in questo modo, il mercato italiano gia' stenta a decollare se 'consigliamo' tutti di andare a comprare all'estero per evitare grane e' proprio finita...
    • ryoga scrive:
      Re: E se il dominio non e' .IT ?
      se registrava un .com, per la banca era MOLTO DIFFICILE entrare in possesso del dominio.
      • Anonimo scrive:
        Re: E se il dominio non e' .IT ?
        - Scritto da: ryoga
        se registrava un .com, per la banca era
        MOLTO DIFFICILE entrare in possesso del
        dominio.Diciamo pure impossibile se non pagando per averlo.
  • Anonimo scrive:
    VOGLIO UNA LETTERA DEL NIC SU P.I.
    Che scriva un responsabile, spieghi e si assuma le responsabilità di questa oscenità giuridica.Il NIC non può latitare difronte a questo obbrobrio.Saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: VOGLIO UNA LETTERA DEL NIC SU P.I.
      - Scritto da: Anonimo

      Che scriva un responsabile, spieghi e si
      assuma le responsabilità di questa
      oscenità giuridica.
      Il NIC non può latitare difronte a
      questo obbrobrio.

      Saluti.

      Perchè la REDAZIONE di PI non chiede un commento al NIC su questa vicenda ? sarebbe interessante vedere cosa rispondono e se rispondono....:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: VOGLIO UNA LETTERA DEL NIC SU P.I.

        Perchè la REDAZIONE di PI non chiede
        un commento al NIC su questa vicenda ?
        sarebbe interessante vedere cosa rispondono
        e se rispondono....Perchè quelli del NIC sono dei fantasmi: ci sono solamente quando devono prendere i soldini del dominio.MAI PIÙ .IT
  • Anonimo scrive:
    ci mancava il giudice tecnofobo
    giudice,non fermarti al sitarello, internt è più grande di così!!!
  • Anonimo scrive:
    Perchè il NIC è stato lasciato fuori?
    Premetto che non ho alcuna simpatia per Consultingweb e del modo in cui si "propongono" sul mercato ed erogano servizi troppo spesso convergenti verso quella tipologia di hoster che "illude", però in questo caso hanno subito un torto abnorme. Giudice prevenuto, arrogante e ignorante? sicuramente! Giudice che dimostra scarsa conoscenza anche dei meccanismi dell'età della pietra che regolano gli uffici delle camere di commercio e dei vari uffici a cui occorre rivolgersi per conoscere la registrabilità di marchi e brevetti? sicuramente!Giudice che dimostra di non avere la minima idea di come venga erogato un servizio di hosting a cui pare si faccia indirettamente riferimento citando la sentenza di Roma (credo)? molto probabile!Queste sono constatazioni, la vera domanda è:perchè il NIC-IT o meglio, il Registro del ccTLD ".it", che in ultima analisi è l'ente responsabile per l'assegnazione dei nomi di dominio .it non è stato nemmeno coinvolto?Del resto ricordo a tutti che il NIC-IT già invia una raccomandata a tutti coloro che registrano un dominio con nome e cognome (es. mariobianchi.it) in cui si intima di produrre documentazione adeguata a giustificare la titolarità del dominio, pena la cancellazione. Richieste di motivazioni vengono inoltre inviate sempre dal NIC al richiedente per alcuni particolari domini (es. obbligazioniparmalat.it) se, a loro giudizio, meritano una "particolare tutela" (che non hanno mai esplicitato). Forse il NIC, potrebbe ribattere che per i domini sottratti alla nota banca, la tutelabilità non era evidente (considerando la quantità di clienti della nota banca mi riesce difficile crederlo).Sicuramente se qualcuno doveva essere coinvolto (il che è già discutibile) questo è il Registro dei domini ".it" e non il maintainer.Il maintainer non è altro che un'interfaccia tecnica, tra richiedente e NIC-IT.Se ogni maintainer dovesse dotarsi di strumenti per effettuare ricerche approfondite per ogni dominio i costi degli stessi andrebbero alle stelle, mentre se a farlo fosse il Registro ".it" con una partnership con il Registro di marchi e brevetti i costi subirebbero un incremento decisamente più contenuto (sempre che il legislatore o la giurisprudenza non intervengano a ribaltare questa discutibilissima sentenza).Personalmente proporrei una commissione di tecnici a cui affidare il tentativo di conciliazione (ovviamente on-line) con alcune regole molto molto MOLTO semplici: se viene prodotta, entro 15gg, visura camerale o registrazione di marchio o brevetto che giustifichi la riassegnazione del dominio la pratica si chiude. E' chiaro che la commissione non può avere i costi ed i tempi che ora avrebbe l'arbitrato irrituale.Non ritengo inoltre corretto che per la negligenza di pochi (che non hanno provveduto a registrare una manciata di domini per anni), il costo dei nomi di dominio debba aumentare.Sì, esatto, c'è anche questo aspetto ... nessuno si è domandato perchè una grande banca per anni si sia disinteressata dei domini che riteneva legati al proprio nome? semplicemente per ignoranza e negligenza di qualche dirigente che ha pensato bene di "far causa" per far pagare ad altri le proprie "sviste".In un libero mercato "chi sbaglia paga" (e si potrebbe anche dire chi sbaglia "chiude") purtroppo per le grandi aziende (in primis le banche) e spesso per la PA questo non avviene!Altro che riflettere...
  • Margherita scrive:
    Quant'è bbello lu primo amore
    Vorrei vedere questo giudice davanti a un computer e chiedergli di accenderlo, direbbe "ma io schiaccio il pedale (il mouse) ma il computer non si accende, perchè?",d'altronde banca intesa da qualche parte deve prendere i soldi...sposto il conto per principio
    • Anonimo scrive:
      [OT] Re: Quant'è bbello lu primo amore
      - Scritto da: Margherita
      d'altronde banca intesa da qualche parte
      deve prendere i soldi...sposto il conto per
      principioIo già l'ho fatto, ma per altri motivi. In BI se non hai qualche decina di migliaia di euro ti trattano come l'ultima delle me..e
  • sangennarino scrive:
    A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZZA
    I napoletani si sa, non sono cime di tecnologia,dovrebbero fare la pizza e lasciare che internet venga gestita da chi ci lavora, non da giudici che ho idea che internet la confondono per INTERDET. ma per favore, allora è colpa del NIC! E'IL NIC CHE HA REGISTRATO I DOMINI... ma è un ente statale...
    • Anonimo scrive:
      Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZ
      - Scritto da: sangennarino
      I napoletani si sa, non sono cime di
      tecnologia,dovrebbero fare la pizza e
      lasciare che internet venga gestita da chi
      ci lavora, non da giudici che ho idea che
      internet la confondono per INTERDET. ma per
      favore, allora è colpa del NIC! E'IL
      NIC CHE HA REGISTRATO I DOMINI... ma
      è un ente statale...Non sono napoletano, ma non mi piacciono queste generalizzazioni idiote (tipo Lega) per nessuno.Tra l'altro non sai nemmeno se il giudice e' napoletano o meno.Detto questo sono un maintainer e ritengo questa sentenza senza senso. Se applichiamo questo concetto a tutte le categorie chi vende coltelli da cucina dovrebbe prima verificare la fedina penale del cliente, perche' se questo poi sgozza la moglie o la suocera e' responsabile anche il commerciante!Purtroppo sull'articolo di P.I. non ci sono link per poter scaricare l'intera sentenza e leggerla nella sua interezza (cosa che bisogna sempre fare per capire meglio tutto il percorso logico o illogico e la situazione che ha generato quella sentenza).
      • Anonimo scrive:
        Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZ

        [CUT] Se applichiamo
        questo concetto a tutte le categorie chi
        vende coltelli da cucina dovrebbe prima
        verificare la fedina penale del cliente,
        perche' se questo poi sgozza la moglie o la
        suocera e' responsabile anche il
        commerciante!stavo per scrivere la stessa cosa;il responsabile è solo chi decide di registrare il dominio secondo me, tutti gli altri, che materialmente glielo consentono, sono innocenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZ
      - Scritto da: sangennarino
      I napoletani si sa, non sono cime di
      tecnologia,Beh! questa è nuova...
    • Anonimo scrive:
      Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZZA
      - Scritto da: sangennarino
      I napoletani si sa, non sono cime di
      tecnologia,dovrebbero fare la pizza e
      lasciare che internet venga gestita da chi
      ci lavora, non da giudici che ho idea che
      internet la confondono per INTERDET. ma per
      favore, allora è colpa del NIC! E'IL
      NIC CHE HA REGISTRATO I DOMINI... ma
      è un ente statale...mah i napoletani saranno anche poco "tecnologici" come dici tu......tra l'altro assolutamente falso!ma tu con l'italiano "non c'azzecchi", mi spieghi cosa vuol dire:"non da giudici che ho idea che...???"
    • Anonimo scrive:
      Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZZA
      Se nel 2004, su un sito di informatica e comunicazioni, sono costretto a leggere simili banalità e luoghi comuni, mi sorge il lecito dubbio che forse il problema non è dei napoletani o dei giudici (siano essi napoletani o no), ma della mentalità delle persone come lei che usano il computer e la rete, ma sono culturalmente fermi al medioevo. Cordialmente la disprezzo.P.S. Che lei ci creda o meno, sono torinese dalla nascita e non ho alcun amico o parente nella città partenopea.
    • Bombardiere scrive:
      Re: A NAPOLI DOVREBBERO FARE SOLO LA PIZZA
      - Scritto da: sangennarino
      I napoletani si sa, non sono cime di
      tecnologia,dovrebbero fare la pizza e
      lasciare che internet venga gestita da chi
      ci lavora, Prima di tutto chi ti ha detto a te che i napoletani non sono cime di tecnologia? Lo affermi tu? Probabilmente tu ne sei l'esempio vivente. Eh si! Con la tua apertura mentale farai sicuramente strada! Io sono di Napoli e con internet ci lavoro, e magari se ti incontro ti do una pizza al purgante!! E come si dice a Napoli: SALUTAMI A SORETA
      non da giudici che ho idea che
      internet la confondono per INTERDET. ma per
      favore, allora è colpa del NIC! E'IL
      NIC CHE HA REGISTRATO I DOMINI... ma
      è un ente statale...==================================Modificato dall'autore il 28/02/2006 11.25.45
    • Anonimo scrive:
      Re: 'I K STRUNZ......
      ....
  • Anonimo scrive:
    Ma questo giudice ....
    Si renderà conto di fare la figura del perfetto ignorante ?E sopratutto, il suo atteggiamento chiaramente ostile, deriva forse dalla sua ( sicura ) totale incapacità di affrontare lo strumento internet ??Ma come può un uomo con tali mancanze, ed evidentemente incapace di supportarsi con capaci assistenti, permettersi di giudicare in tali termini ?Direi che questa è l' esemplificazione dell' arroganza di un certo potere costituito, scevro dai dubbi dell' errore .....PS : non stò giudicando i giudici, ma QUESTO giudice.....
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma questo giudice ....

      Direi che questa è l'
      esemplificazione dell' arroganza di un certo
      potere costituito, scevro dai dubbi dell'
      errore .....


      PS : non stò giudicando i giudici, ma
      QUESTO giudice.....Sottoscrivo in pieno!!!Mi chiedo se prima di mettere il c**o altrui sulla graticola questo "signore con toga" abbia avuto l'umiltà di consultarsi con un SERIO consulente informatico....Cattiveria gratuita: o forse la banca DOVEVA per forza vincere e fare "capotto"?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma questo giudice ....
      - Scritto da: Anonimo
      PS : non stò giudicando i giudici, ma
      QUESTO giudice.....Se i giudici fossero chiamati a RISPONDERE ai danni che causano in prima persona staresti sicuro che casi di questo tipo sarebbero ben molto meno comuni.Un giudice è responsabile delle decisioni che prende, se un architetto progetta male una casa e la casa cade ed uccide gli occupanti egli va in galera, allo stesso modo un giudice che sbaglia e causa danni deve pagare!Bye, Luca
      • CalicoJack scrive:
        Re: Ma questo giudice ....
        - Scritto da: Segfault

        Un giudice è responsabile delle
        decisioni che prende, se un architetto
        progetta male una casa e la casa cade ed
        uccide gli occupanti egli va in galera, allo
        stesso modo un giudice che sbaglia e causa
        danni deve pagare!Concordo ed aggiungo lo stesso deve valere anche per i politici
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma questo giudice ....

          Concordo ed aggiungo lo stesso deve valere
          anche per i politiciMuzio Scevola si bruciò il braccio perché con quel braccio non era riuscito ad uccidere re Porsenna. Viste le cazzate che continuano a fare i nostri politici (e, aggiungo io, tutti i funzionari dello stato), cosa dovrebbero bruciarsi? ;)(La battuta originale è di Roberto Benigni)
  • Anonimo scrive:
    E' folle
    Non si può demandare ai mantainer la possibilità di sindacare se un dominio è accettabile oppure no.
    • Alessandrox scrive:
      Re: E' folle
      - Scritto da: Anonimo
      Non si può demandare ai mantainer la
      possibilità di sindacare se un
      dominio è accettabile oppure no.Purtroppo di mezzo c'e' una banca... il diritto, il buon senso, la giustizia vanno a farsi benedire
  • Anonimo scrive:
    anacronismo
    la sentenza ha proprio un sapore anacronistico... quello che mi spiace è che:1. probabilmente chi ha emesso la sentenza nn sa nemmeno di cosa stia parlando2. per colpa di un cliente ci va di mezzo un fornitore che nn c'entra nulla in termini di scelta del dominio3. la sentenza è casualmente sempre a favore del più forte4. il Nic latita, eppure le regole di naming sono chiare Che roba brutta...
  • Anonimo scrive:
    Inoltre...
    whois intesaci.itNo entries found in the IT-NIC database.whois carialo.itNo entries found in the IT-NIC database.whois bancaintesaspa.itNo entries found in the IT-NIC database.Che pretendono quando i domini non se li registrano?
  • Anonimo scrive:
    Si appunto il NIC...
    ...deve controllare invece di intascare solo i soldi. Comunque siamo innanzi all'ennesima sentenza frutto dell'ignoranza dei legislatori e di chi fa applicare le leggi. Quelli di ConsultingWeb non mi stanno simpatici, ma questa sentenza è completamente sballata nei loro confronti e porta sottozero la credibilità della giustizia italiana per quanto riguarda la capacità di giudicare fatti riguardanti il mondo di internet.
  • Anonimo scrive:
    Finché tocca a loro...
    La sentenza è un po' strampalata, ma finché tocca a loro, difficilmente ci sarà qualcuno a piangerci sopra:http://groups.google.it/groups?q=group%3Ait.news.net-abuse+consultingweb
    • wup scrive:
      Re: Finché tocca a loro...
      Però il fatto che CW non sia il massimo degli ISP quanto a etica professionale, e io ne so qualcosa, non signica che deve essere considerata responsabile in solido con chi registra un dominio che poi si scopre violi marchi registrati... Pensa se ogni maintainer dovesse preoccuparsi di fare ricerche per scoprire eventuali violazioni su marchi e quant'altro per ogni dominio che viene registrato. E' pazzesco. A parte tutto, quanto dovrebbe farla pagare la procedura di registrazione?Sono sentenze che sembrano fatte apposta per creare caos, o forse questo giudice si vuol fare un pò di pubblicità...Se questa sentenza dovesse essere confermata e io fossi un maintainer, mi tirerei fuori dalla registrazione dei domini .it- Scritto da: Anonimo
      La sentenza è un po' strampalata, ma
      finché tocca a loro, difficilmente ci
      sarà qualcuno a piangerci sopra:

      groups.google.it/groups?q=group%3Ait.news.net
      ==================================Modificato dall'autore il 20/12/2004 6.33.17
      • Anonimo scrive:
        Re: Finché tocca a loro...

        Sono sentenze che sembrano fatte apposta per
        creare caosCaos a parer mio non è la definizione esatta. Queste sentenze, come molte altre passate alle cronache ed altre migliaie che si sono svolte nell'assoluto silenzio, servono a creare il mercato, a stabilire nuove regole non scritte di comportamento. Peccato che queste notizie si limitano semplicemente ad un semplice articolo, ma nessun giornalista si è mai interessato veramente oltre la notizia, nessuno a mai voluto guardare oltre il bordo della vasca e tutto poi finisce nel più classico stile italiano.Siamo bravissimi a sparare opinioni, ad indignarci, a criticare a volte il giudice o a volte uno dei due contendenti, ma tutto finisce in quel modo. Domani si parlerà di qualcosa di nuovo.Il caos, l'incertezza e il non comprendere esattamente le vicende, crea nuovi casi e crea occupazione. Peccato che ci guadagnano solo gli avvocati.Buone feste
      • Anonimo scrive:
        Re: Finché tocca a loro...
        Se questa sentenza facesse giurisprudenza sarebe una rovina. Scordiamici registrazioni di dominio a 10 euro o hosting gratuiti tipo altervista o simili. Il manteiner dovrebbe fare una visura marchi internazionale, con costi di centinaia di euro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Finché tocca a loro...
          Signori, all'estero se uno chiede la registrazione di un marchio, l'organo competente provvede a controllare che quel marchio o uno troppo simile non sia già stato registrato.E, se del caso, chi ha registrato prima o l'organo competente può opporsi alla registrazione del nuovo marchio.Poi si procede a discuterne la pre esistenza, l'uguaglianza o la differenza fra i due marchi.In Italia "te lo concediamo senza ricerca ma, occhio, sono belin tuoi!"Saluti
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