Alla Chrysler il Pinguino fa crash

Sono i crash simulati dei test Chrysler, produttore di automobili che ha commissionato a IBM un supercomputer basato su oltre un centinaio di workstation Linux
Sono i crash simulati dei test Chrysler, produttore di automobili che ha commissionato a IBM un supercomputer basato su oltre un centinaio di workstation Linux


Boston (USA) – La simulazione dei crash test in ambienti 3D simulati è qualcosa che il gruppo automobilistico Chrysler ha iniziato a fare dai primi anni ’90, quando per lo scopo venivano impiegati costosissimi supercomputer. Oggi la divisione DaimlerChrysler, che nel frattempo era passata a cluster di server Unix, affiderà l’ingente mole di calcoli richiesta dai crash test simulati ad una batteria di 108 workstation grafiche bi-processore su cui gira Linux.

Le macchine, i sistemi di archiviazione e l’infrastruttura di rete la fornirà IBM, un colosso che ha iniziato a commercializzare cluster di server Linux fin dal 1999. La distribuzione di Linux che equipaggia ogni macchina è quella di Red Hat, un’azienda che recentemente ha consolidato i propri rapporti con Big Blue con l’obiettivo di spingere sempre più Linux all’interno del mercato enterprise.

Il sistema di Chrysler si basa su Beowulf , un’architettura aperta specificamente progettata costruire reti di computer in parallelo basati su componenti hardware di comune reperibilità e sistemi operativi free come Linux e FreeBSD. I supercomputer basati sull’accoppiata Linux/Beowulf stanno divenendo sempre più popolari non solo in ambito accademico – dove sono già stati impiegati in diversi campi della ricerca scientifica – ma anche in quello commerciale, dove hanno trovato recente impiego in Boeing e in studi cinematografici come Industrial Light and Magic , DreamWorks e Pixar.

IBM sostiene che il grande vantaggio dato dei cluster Linux-based è dato dal basso costo del software e dell’hardware, quest’ultimo generalmente basato su architettura Intel.

Il cluster che verrà installato presso Chrysler sarà costituito da 108 workstation IntelliStation M Pro 6850 di IBM, ognuna con due processori da 2,2 GHz e un adattatore di rete da 1 Gbit/s.

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21 10 2002
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