AltaVista.it: cancelliamo i siti offensivi

La directory della versione italiana del motorone spera di eliminare dalle proprie liste certi contenuti. Quali? Non si sa
La directory della versione italiana del motorone spera di eliminare dalle proprie liste certi contenuti. Quali? Non si sa


Roma – Si chiama “Segnalazione di pagine con contenuti offensivi” il servizio realizzato da AltaVista Italia per azzoppare il proprio indice e avviare un maldestro tentativo di censura.

La pagina serve allo scopo dichiarato nel titolo, cioè porre all’attenzione della divisione italiana dell’azienda che controlla uno dei più celebri motori di ricerca, dei siti web “sconvenienti” o “offensivi”. In modo tale che questi, pur essendo perfettamente legali, siano però rimossi dagli indici di AltaVista, con la conseguenza per gli indici di una riduzione nel numero e nella qualità dei siti segnalati.

In particolare, sulla pagina si legge che: “Se nei risultati della tua ricerca compare una pagina con contenuti offensivi, puoi inviare ad AltaVista un messaggio di e-mail per richiedere il blocco manuale della pagina. Completa il seguente modulo e includi l’indirizzo della pagina ed eventuali commenti personali.”

Chiunque può inviare qualunque segnalazione, bisogna solo premere un “Invia”; non è richiesto l’invio di dati personali, di un nome finto o magari di un’email inesistente: prendono per buono quello che gli si manda. Ieri pomeriggio Punto Informatico ha provato a mettere fuori gioco sé stesso su AltaVista.it ma, mentre scriviamo, il sito risulta ancora inserito negli indici del motorone nonostante i suoi contenuti, che sicuramente risultano offensivi almeno a qualcuno. Chissà se rimarrà accessibile da AltaVista ancora a lungo…

Non è chiaro cosa AltaVista voglia dimostrare con questa discutibile iniziativa, salvo probabilmente continuare a puntare sulla propria immagine di “motore di ricerca per famiglie”, dopo aver introdotto per primo il celebre “family filter”, quello che dovrebbe consentire ai genitori di evitare che i propri figli in navigazione solitaria arrivino su siti o immagini “inadatte”.
Sempre che non cerchino su uno qualsiasi degli altri centinaia di motori di ricerca disponibili in rete. O non si rechino direttamente su xxxqualcosa.

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04 10 2001
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