Altro che amici, meglio la keyboard

Gli utenti di computer italiani passano più tempo alla tastiera che non con gli amici o alla guida della propria auto. Lo dice una ricerca Logitech/eMORI


Roma – La tastiera del computer è uno dei migliori “amici” dell’italiano medio. Lo afferma una ricerca presentata da Logitech, uno dei maggiori produttori del settore, ed eMORI, centro studi e rilevazioni internazionali.

Stando alla ricerca, il 32 per cento degli utenti di computer in Italia utilizza la tastiera, si presume dunque anche il computer (!), per più di tre ore al giorno, un dato superiore di mezz’ora rispetto alle 2,5 ore passate mediamente alla tastiera da utenti di computer di sei altri paesi europei, coinvolti nella ricerca.

Gli esperti sottolineano come significativo il fatto che solo il 6 per cento degli intervistati abbia dichiarato di passare un tempo altrettanto lungo ogni giorno alla guida della propria automobile. Viene da chiedersi quanti siano gli utenti di computer tra i tanti intrappolati nel traffico automobilistico ogni giorno. E infatti la ricerca evidenzia che il 68% degli intervistati trascorre in auto “solo” un’ora, o poco meno, della propria giornata.

Tra i risultati significativi anche il fatto che gli utenti di computer italiani trascorrono davanti all’elaboratore o, per dirla con la nota diffusa da Logitech , alla tastiera, il doppio del tempo speso davanti alla televisione. Ancora, solo il 6% ha dichiarato di guardare la TV per oltre tre ore.

“La tastiera – ha affermato Carlo Altichieri, Country Manager di Logitech Italia – occupa ormai una fetta importante della vita degli italiani, più della televisione e dell’automobile messe insieme. Gli italiani quindi, dovrebbero scegliere la tastiera con la stessa attenzione con la quale scelgono l’auto”.

Stando all’indagine, gli utenti di computer italiani trascorrerebbero a letto meno di sette ore al giorno. Generazioni di stressati per mancanza di sonno? Forse, se si considera che in Francia, invece, gli utenti informatici passano a letto più di otto ore al giorno. Lo stress aumenta, se si considera che questa fetta della popolazione italiana passa con il proprio o la propria partner non più di cinque ore al giorno, contro le sette ore dei britannici… Ma anche gli amici sarebbero mediamente frequentati ogni giorno mezz’ora in meno di quanto vengano digitati i tasti della keyboard dagli italiani.

Nonostante l’uso intensivo della tastiera, interfaccia pressoché indispensabile per l’uso del computer, solo il 22 per cento degli utenti italiani ha dichiarato di sentire l’esigenza di migliorare il design delle tastiere rendendole più adatte alla battitura, mentre un quarto degli intervistati ha espresso il desiderio di apportare miglioramenti alle funzioni di navigazione Internet. Per contro, ben il 96% dei tedeschi ha evidenziato la necessità di rendere le tastiere più adatte alla battitura e due terzi ne modificherebbe il design per navigare in rete.

Stando alla nota diffusa da Logitech, MORI ha intervistato in Italia un campione proporzionale di 360 adulti dai 15 anni in su. “Gli intervistati contattati per telefono fra il 5 e l’8 luglio scorso – si legge nella nota – sono un campione rappresentativo dell’universo nazionale di italiani adulti che usano sistemi PC/MAC o laptop al lavoro o a casa. Questa indagine sul pubblico italiano si inserisce nell’ambito di un programma di ricerca a livello europeo condotto in Francia, Germania, Svezia, Italia, Gran Bretagna, Olanda e Spagna. Sono state intervistate 4.105 persone. Le interviste, condotte con indagini omnibus in ciascun mercato, hanno coinvolto un campione di adulti che utilizzano, a casa oppure al lavoro, sistemi PC/MAC o laptop”.

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  • Anonimo scrive:
    e chi certifica gli esperti?
    Cosi' ha lo stesso valore di una certificazione data da de gheims mascine... pensate che figata , mettere sul curriculum inter.net certified linux.. fico, un domani potrete mettere anche le ore mese certified...
    • Anonimo scrive:
      Re: e chi certifica gli esperti?
      A me pare un buon segno, invece, che si parli di certificazione Linux.
    • Anonimo scrive:
      Re: e chi certifica gli esperti?

      Cosi' ha lo stesso valore di una
      certificazione data da de gheims mascine...
      pensate che figata , mettere sul curriculum
      inter.net certified linux.. fico, un domani
      potrete mettere anche le ore mese
      certified... speriamo che negli anni che seguono diventera qualcosa di rispettabile, visto anche le conoscenze di quelli che esaminano...intanto voi supermasterizzati ridete pure...
    • Anonimo scrive:
      Re: e chi certifica gli esperti?
      - Scritto da: Ciao
      Cosi' ha lo stesso valore di una
      certificazione data da de gheims mascine...
      pensate che figata , mettere sul curriculum
      inter.net certified linux.. fico, un domani
      potrete mettere anche le ore mese
      certified... Difficile controbattere se il piano di discussione viene portato a simili bassi livelli. Da quello che si è potuto leggere sulla certificazione di Inter.net si sono compiute scelte trasparenti, le persone definite "saggi" sono qualificate (..o meglio, la loro storia parla e conferma questo aspetto) e vi è pure un ritorno alla stessa comunità italiana del Free Software. Sempre da quanto trasposto sembra che in ballo ci siano editori rilevanti come Apogeo e HOPS.. e questo mi pare un'ulteriore garanzia. Lasciamo perdere il costo che paragonato ad altre certificazioni per Linux è iniquo. Non posso che riconfermare la mia opinione positiva sull'iniziativa.
  • Anonimo scrive:
    Il valore aggiunto
    Tutti o quasi sanno che il software libero offre valore aggiunto proprio per le caratteristiche che lo rendono tale. Bisogna anche capire che il sistema non è un oggetto che termina con l'installazione, ma un sistema che cresce attorno a delle precise esigenze e si sviluppa grazie ai propri esperti, coloro che "mettono le mani" nel sistema (amministratore e altri). Come valutare il valore degli esperti? ...come garantire alle persone esperte un titolo che non sia regalato, ma frutto di impegno e dedizione? Una certificazione. Se a qualcuno non piace questo aspetto mi dispiace per lui. La qualità non è data da un pezzo di carta (una storia vecchia), ma i tempi ridotti e i rapporti sempre più esternalizzati alle aziende prevedeno una condizione di fiducia ("trust") e persone certificate sono un indicatore di fiducia per una determinata professionalità. Pensatela come volete.. rifiutate la VISION2000 e altre cose simili. Saluti e Buone Feste
  • Anonimo scrive:
    certificazione il primo passo per portare linux
    a diventare un prodotto commerciale.(in mS ci sono le certificazioni, in oracle in cisco ecc..)meditate gente
    • Anonimo scrive:
      Re: certificazione il primo passo per portare linux
      - Scritto da: meditate
      a diventare un prodotto commerciale.
      (in mS ci sono le certificazioni, in oracle
      in cisco ecc..)
      meditate gentedimenticavo poi la competenza dei cosidetti uomini certificati a raga me vien da ridere.
      • Anonimo scrive:
        Re: certificazione il primo passo per portare linux
        - Scritto da: meditate2


        - Scritto da: meditate

        a diventare un prodotto commerciale.

        (in mS ci sono le certificazioni, in
        oracle

        in cisco ecc..)

        meditate gente

        dimenticavo poi la competenza dei cosidetti
        uomini certificati a raga me vien da ridere.Finche' conoscevo solo le certificazioni M$, in cui sei certificato con scadenze moolto brevi (appena esce la release successiva di VStudio non sei + certificato) sarei stato d'accordo con te, ma vatti a vedere, ad esempio, i programmi x le certificazioni di societa' piu' serie (Sun x es.)
        • Anonimo scrive:
          Re: certificazione il primo passo per portare linux

          Finche' conoscevo solo le certificazioni M$,
          in cui sei certificato con scadenze moolto
          brevi (appena esce la release successiva di
          VStudio non sei + certificato) sarei statoChe mi sembra il minimo visto che si suppone che il personale certificato sia sempre aggiornato.
          d'accordo con te, ma vatti a vedere, ad
          esempio, i programmi x le certificazioni di
          societa' piu' serie (Sun x es.)Ahaha...si come no.
          • Anonimo scrive:
            Re: certificazione il primo passo per portare linu
            - Scritto da: Ciao

            Che mi sembra il minimo visto che si suppone
            che il personale certificato sia sempre
            aggiornato.Peccato solo che da una versione all'altra cambi solo il colore e la disposizione dei bottoni...
          • Anonimo scrive:
            Re: certificazione il primo passo per portare linu
            - Scritto da: Ender
            - Scritto da: Ciao



            Che mi sembra il minimo visto che si
            suppone

            che il personale certificato sia sempre

            aggiornato.

            Peccato solo che da una versione all'altra
            cambi solo il colore e la disposizione dei
            bottoni...Se ti certifichi su notepad sicuramente... se usi qualcosa di piu' serio dovresti prima leggerne il manuale.
          • Anonimo scrive:
            Re: certificazione il primo passo per portare linu

            Se ti certifichi su notepad sicuramente...
            se usi qualcosa di piu' serio dovresti prima
            leggerne il manuale.dhcp sara lo stesso, da una versione all'altra o no ???? conoscendo le idee di m$ forse no...inutile dire che chi sa gia lavorarci sopra non ha tanto bisogno di ri-leggere i libri...
      • Anonimo scrive:
        Re: certificazione il primo passo per portare linux

        dimenticavo poi la competenza dei cosidetti
        uomini certificati a raga me vien da ridere.Io non capisco la gente che afferma cose di questo genere senza dar prova di quello che sta affermando. Hai provato a certificarti ? A quanto capisco no, pero' non hai impiegato molto tempo ad affermare che i certificandi non saranno competenti. Scusa, ma non riesco a capire chi tu sia per affermare tutto questo. O sei Stevens (spero si scriva cosi') o sei la solita persona che parla giusto perche' non riesce a stare zitta.
        • Anonimo scrive:
          Re: certificazione il primo passo per portare linux
          - Scritto da: anonimo

          dimenticavo poi la competenza dei
          cosidetti

          uomini certificati a raga me vien da
          ridere.

          Io non capisco la gente che afferma cose di
          questo genere senza dar prova di quello che
          sta affermando. Hai provato a certificarti ?
          A quanto capisco no, pero' non hai impiegato
          molto tempo ad affermare che i certificandi
          non saranno competenti. Scusa, ma non riesco
          a capire chi tu sia per affermare tutto
          questo. O sei Stevens (spero si scriva
          cosi') o sei la solita persona che parla
          giusto perche' non riesce a stare zitta.sospettiamo tutti la seconda..
          • Anonimo scrive:
            Re: certificazione il primo passo per portare linu
            - Scritto da: scorpionkkk

            Scusa, ma non riesco

            a capire chi tu sia per affermare tutto

            questo. O sei Stevens (spero si scriva

            cosi') o sei la solita persona che parla

            giusto perche' non riesce a stare zitta.



            sospettiamo tutti la seconda..Se non altro perché il buon Steven è passato a miglior vita (pace all'anima sua).
  • Anonimo scrive:
    Perplessita'
    Mah... Personalmente rimango scettico sulla Linux University.E il dubbio non e' legato alla serieta' della Systems,che ho conosciuto sviluppando Linux Espresso.Cio' che mi lascia dubbioso e' la vera utilita' di un simile esame:non e' certo solo la lettura degli howto e delle manpages che rendeuna persona esperta di linux. In un sistema caratterizzato dalla filosofiadell'opensource e' secondo me necessario avere una campo di conoscenzeche spaziano dalla mera conoscenza dei programmi alla programmazioneper potersi sistemare eventuali problemi e alla conoscenza delle rfc persapere cosa effettivamente si stia facendo.Non credo che in un solo esame si possa dimostrare tutto questo. E comunque non lo si impara preparando un solo esame.Come rimango perplesso dell'utilita' degli esami M$ rimangodubbioso anche dell'utilita' di questi esami. Conosco ottimi sistemisti che non hanno nessuna di queste certificazioni eche fanno egregiamente il loro lavoro lo stesso. Non vorrei che questa storia della Linux University sia solo uno sfruttamento di uninteresse sempre maggiore da parte della gente per Linux.Preferisco dimostare sul campo quello che so.E poi, per finire, 155 Euro mi sebra veramente un prezzo assurdo.Piuttosto mi compro una serie di manuali e studio. Con quei soldimi comprerei:Computer NetworksModern Operating Systemsil K&RUsare SambaTutti e quattro assieme mi costano la stessa cifra e pensoimparerei di piu'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perplessita'
      - Scritto da: Ottavio Campana
      ...
      Computer Networks
      Modern Operating Systems
      il K&R
      Usare Samba

      Tutti e quattro assieme mi costano la stessa
      cifra e penso
      imparerei di piu'.barattare "usare Samba" con lo Stevens?
  • Anonimo scrive:
    Inter.Net: rivista seria
    La rivista tratta Linux come nessuna in Italia.La qualità degli articoli è superiore a quella di Linux&C così come il sito.Date un'occhiata al sito di Linux&C è pietoso, non è presente nessun articolo apparso sui numeri precedenti (alla faccia dell'open source) e inoltre scarso di contenuti.Inter.Net inoltre specifica chiaramente che con parte dei soldi dell'iscrizione FINANZIA linux.E' poi è un'ottima idea in linea con la filosofia del pinguino, perchè devono essere certificate solo le professionalità microsoft?Inoltre i 'saggi' sono abbastanza conosciuti nel settore.
    • Anonimo scrive:
      Re: Inter.Net: rivista seria
      A me piacerebbe sapere quali saranno i progetti che finanzieranno e quale sara' la parte di soldi dedicata a questi progetti. Perche' un conto e' destinare 1euro ed un conto e' destinarne 100.Per la serieta' della rivista non vi e' nulla su cui discutere. Una delle piu' serie.
      • Anonimo scrive:
        Re: Inter.Net: rivista seria
        - Scritto da: ziobudda
        A me piacerebbe sapere quali saranno i
        progetti che finanzieranno e quale sara' la
        parte di soldi dedicata a questi progetti.
        Perche' un conto e' destinare 1euro ed un
        conto e' destinarne 100.
        Per la serieta' della rivista non vi e'
        nulla su cui discutere. Una delle piu'
        serie. Ho riletto la mia missiva e mi sono accorto che ai piu' potrebbe sembrare un modo per far si che inter.net sponsorizzi ziobudda.net. Be', nulla di piu' falso e stupido. Ben venga una collaborazione, ma non un finanziamento. Almeno per il momento.
    • Anonimo scrive:
      Re: Inter.Net: rivista seria

      La rivista tratta Linux come nessuna in
      Italia.
      La qualità degli articoli è superiore a
      quella di Linux&C così come il sito.
      Date un'occhiata al sito di Linux&C è
      pietoso, non è presente nessun articolo
      apparso sui numeri precedenti (alla faccia
      dell'open source) e inoltre scarso di
      contenuti.ma dai! si sta parlando dei contenuti tecnici o cosa altro?Linux&C. ha collaboratori che inter.net se li sogna. Mai vista tanta competenza in ambito kernel o cluster o sicurezza.Sono i numeri uno, altroche'.
      Inoltre i 'saggi' sono abbastanza conosciuti
      nel settore.conosciuti da chi? esperienza di cosa?dai, su, di che stavi scherzando anche tu...metà di quelli li' sono studentelli...ma hai visto lo zip sul sito? ci sono i manuali dei comandi linux... e la chiami certificazione? Apache, sendmail, qmail, squid, postfix, LVS, direwall dove sono? Conosci i comandi della shell, e poi? Da li' a conoscere Linux, ci manca e ci corre parecchio.IMHO sempre, ovviamente.Ma per una rivista che da 4 mesi ha cambiato rotta su Linux di brutto (anche il sottotitolo della testata adesso...) mi pare un po' troppo presentare una certificazione. O no?E il database delle domande dov'e'? Non è che si pagano 300 carte per poi rispondere a 200 domande in tutto? Fatecele vedere!
      • Anonimo scrive:
        Re: Inter.Net: rivista seria

        ma dai! si sta parlando dei contenuti
        tecnici o cosa altro?Contenuti del sito.....
        Linux&C. ha collaboratori che inter.net se
        li sogna. Mai vista tanta competenza in
        ambito kernel o cluster o sicurezza.
        Sono i numeri uno, altroche'.Ma fammi il piacere
        conosciuti da chi? esperienza di cosa?
        dai, su, di che stavi scherzando anche tu...
        metà di quelli li' sono studentelli...Quì hai dimostrato la tua ignoranza nel settore, fatti una bella ricerca poi ne parliamo.
        ma hai visto lo zip sul sito? ci sono i
        manuali dei comandi linux... e la chiami
        certificazione? Apache, sendmail, qmail,
        squid, postfix, LVS, direwall dove sono?Forse hai un problema nel leggere, la certificazione è sull'Amministrazione di sistema, poi vengono le altre.
        Ma per una rivista che da 4 mesi ha
        rotta su Linux di brutto (anche il
        sottotitolo della testata adesso...) mi
        un po' troppo presentare una certificazione.Ma perchè allora Linux&C non ci hà pensato con tutti quelli esperti? Inter.Net è stata la prima in italia che ha parlato di Linux, da anni e non quattro mesi, non puoi parlare se non segui la rivista.
        E il database delle domande dov'e'? Non è
        che si pagano 300 carte per poi rispondere
        200 domande in tutto? Fatecele vedere!E' tutto scritto nel sito, rileggi è meglio
        • Anonimo scrive:
          Re: Inter.Net: rivista seria


          tecnici o cosa altro?
          Contenuti del sito.....Mi pareva fosse una rivista, non un sito web.

          ambito kernel o cluster o sicurezza.

          Sono i numeri uno, altroche'.
          Ma fammi il piacerechissà che fenomeno che sei allora. Ricordo gli articoli sul cluster, divulgativi, scritti da sistemisti con 20 anni di esperienza.

          metà di quelli li' sono studentelli...
          Quì hai dimostrato la tua ignoranza nel
          settore, fatti una bella ricerca poi ne
          parliamo.non ho visto nessuno con una autorità cosi' grande da poter elevarsi tanto da poter certificare qualcuno.A parte qualcuno gli altri sono bimbetti, l'hardware più grosso che hanno visto potrebbe essere giusto un pentium 3 o un athlon. Lavorare in azienda è un'altra cosa.
          Forse hai un problema nel leggere, la
          certificazione è sull'Amministrazione di
          sistema, poi vengono le altre.Amministrare un sistema vuol dire sapere come si copia un file? Wow.Infatti c'e' pieno di box linux con nessun servizio attivato.

          un po' troppo presentare una
          certificazione.
          Ma perchè allora Linux&C non ci hà pensato
          con tutti quelli esperti? Saranno problemi loro. Ma visto tutte le riviste al mondo di linux, se ognuna dovesse fare una certificazione, sai che festa.E perchè non fa anche pcprofessionale la certificazione?E poi anche pcmagazine.Massiiiiiiiiiiii tutti a fare una certificazione diversa.
          la prima in italia che ha parlato di Linux,
          da anni e non quattro mesi, non puoi parlare
          se non segui la rivista.L'essere stata la prima vuol dire poco.Contenuti (e pagine di linux) alla mano, non c'e' concorrenza.

          E il database delle domande dov'e'? Non è

          che si pagano 300 carte per poi rispondere

          200 domande in tutto? Fatecele vedere!
          E' tutto scritto nel sito, rileggi è meglio600 domande? wow. Mi ci metto da solo con i manuali dei programmi a fare 600 domande.Sai che ci vuole...E poi posso certificare anche io cosa?Bah, gonzi chi ci crede...
      • Anonimo scrive:
        Re: Inter.Net: rivista seria
        - Scritto da: linuxrulez

        Linux&C. ha collaboratori che inter.net se
        li sogna. Mai vista tanta competenza in
        ambito kernel o cluster o sicurezza.Linux & Co può contare sul "kernel god" Luigi Genoni e su Salvatore "antirez" Sanfilippo (che tra l'altro, da qualche numero mi pare scomparso). Bravissimo il primo, bravino il secondo, ma forse 6 paginette tra alate considerazioni sul kernel che potrebbe essere ma che non sarà e la pedissequa ripetizione degli advisories del CERT non sono abbastanza per qualificare l'intera rivista: Linux Journal offre molto di più, giusto per dire, con uno sguardo serio e concreto al panorama enterprise ed approfondimenti degni di tale definizione.Interpuntonet può vantare di essersi occupata per prima di linux in Italia, da oltre 5 anni. Ed ha scelto di parlarne in maniera ampiamente comprensibile al suo pubblico target, che non sono i kernel wizards nè i superesperti paranoici della sicurezza (che si contano sulle punte delle dita) nè i loro tanti epigoni wannabe e piccoli amministratori fai-da-te, ma più comuni utenti "avanzati" in grado di migrare verso linux per gli usi desktop e SOHO. Ovvero la massa su cui linux vuole far presa per diffondersi. Gli articoli, pur generici (ricordo una prima presentazione di QNX RTP nella quale non apparivano neppure UNA volta espressioni come hard real time e microkernel... vabbè), non contengono svarioni bestiali, come invece capita su altre riviste più "tecniche", e sono scritti in italiano: qualità rara e semisconosciuta a molti autori di riviste informatiche.
        • Anonimo scrive:
          Re: Inter.Net: rivista seria


          Linux&C. ha collaboratori che inter.net se

          li sogna. Mai vista tanta competenza in

          ambito kernel o cluster o sicurezza.
          Linux & Co può contare sul "kernel god"
          Luigi Genoni e su Salvatore "antirez"
          Sanfilippo (che tra l'altro, da qualche
          numero mi pare scomparso). Bravissimo il
          primo, bravino il secondo, ma forse 6
          paginette tra alate considerazioni sul
          kernel che potrebbe essere ma che non sarà e
          la pedissequa ripetizione degli advisories
          del CERT non sono abbastanza per qualificare
          l'intera rivista: Linux Journal offre molto
          di più, giusto per dire, con uno sguardo
          serio e concreto al panorama enterprise ed
          approfondimenti degni di tale definizione.mi pare che siano ben + gli esperti che dici.Io ricordo con piacere Italo Lisi e Davini (il nome non mi ricordo) per il cluster, Benvenuti per il traffic shaping (nessuna delle riviste che leggo aveva trattato cosi' questo argomento, e ne leggo tante), marco ivaldi e matteo falsetti per la sicurezza.Mi pare che gli esperti fissi che collaborano con quella testata siano un bel po'.E da quello che vedo in giro, è un bel riferimento.Poi mi sbaglierò anche, ma questa è la mia opinione.
          • Anonimo scrive:
            Re: Inter.Net: rivista seria
            - Scritto da: linuxrulez
            Mi pare che gli esperti fissi che
            collaborano con quella testata siano un bel
            po'.Non mi pareva che la serie sul cluster avesse carattere permanente. Tant'è, due sistemisti coi controfiocchi vi hanno scritto dei buoni articoli; così come un sistemista di Arcetri, anche lui come il sottoscritto (e molti altri) con 4 lustri d'esperienza, scrisse un'ottimo case study per embedded linux su LJ. Ribadisco, non è questo che faccia o meno il "peso" di una rivista: si sicuro L&Co e I.net parlano due linguaggi diversi, destinati a pubblici diversificati e solo marginalmente sovrapposti.
            Poi mi sbaglierò anche, ma questa è la mia
            opinione.Giustappunto, siamo qui a scambiarci opinioni, non dogmi incontrovertibili o teoremi rigorosamente dimostrati.Il punto è che le riviste, nel nostro settore, vanno lette più o meno tutte, italiane e straniere, escludendo semmai quelle che proprio non rasentano il fondo: come l'attuale PCpro, il cui numero di pagine è direttamente proporzionale all'inutilità ed alla superficialità dei contenuti (IMHO, of course) o altri fogliacci per newbies allegati ad uno o più CDROM zeppi di shareware inutile e giochini in demo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Inter.Net: rivista seria (ERRATA CORRIGE)
            - Scritto da: *BSD Rulez !
            ...escludendo semmai
            quelle che proprio non rasentano il fondo:Deve ovviamente leggersi "escludendo quelle che proprio rasentano...". Chiedo scusa per la distrazione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Inter.Net: rivista seria
          - Scritto da: *BSD Rulez !
          l'intera rivista: Linux Journal offre molto
          di più, giusto per dire, con uno sguardo
          serio e concreto al panorama enterprise ed
          approfondimenti degni di tale definizione. No grazie, le traduzioni col traduttore automatico me le posso fare da solo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Inter.Net: rivista seria
            - Scritto da: A.C.
            - Scritto da: *BSD Rulez !

            l'intera rivista: Linux Journal offre
            molto

            di più, giusto per dire, con uno sguardo

            serio e concreto al panorama enterprise ed

            approfondimenti degni di tale definizione.

            No grazie, le traduzioni col traduttore
            automatico me le posso fare da solo...Se non ti piace l'edizione italiana, e pensi che valga la pena di rinunciare a quei due o tre articoli originali (ed ai commenti editoriali), puoi sempre leggere l'originale, in english.D'altronde, ad esempio, Progetto Elektor campa da vent'anni proponendo solo traduzioni e progetti scopiazzati dalla consorella olandese... non per questo la gente smette di leggere, di sperimentare e d'imparare.
  • Anonimo scrive:
    Mi pare esagerato
    A me pare esagerato il giudizio negativo su inter.net. Non dimentichiamoci che e' stata la prima rivista a parlare di Linux in Italia in modo massiccio. Se non erro, ha iniziato 3 anni fa. E sempre se non erro, proprio parlando di serieta', e' un'altra la rivista di Linux che, seppur ben fatta, e' fatta da un editore di riviste diciamo ose'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi pare esagerato
      - Scritto da: Decimo
      A me pare esagerato il giudizio negativo su
      inter.net. Concordo. Ovvio che tutto dipende da cosa uno si aspetta da una rivista. Anche se approfondisce alcuni argomenti e' pur sempre abbastanza generalista...
      E sempre se non erro,
      proprio parlando di serieta', e' un'altra la
      rivista di Linux che, seppur ben fatta, e'
      fatta da un editore di riviste diciamo ose'.Beh questo che vuole dire? Basta che non facciano confusione tra i contenuti delle varie riviste pubblicate dal gruppo e che pubblichino cose legali.... (oltretutto io difendo ma non ho capito di chi si tratta... chi e'?)
  • Anonimo scrive:
    zip
    Per pura curiosita' sono andato a vedere la pagina, compare un link al file con tutta la documentazione in formato zip. Dico: non sarebbe stato piu' serio utilizzare il gz accompagnato magari da un bel tar ? A volte mi pare che la gente usi Linux solo per "dare contro" ad altri sistemi o perche' fa "cool" usarlo, anziche' per la sua vera innovazione: l'open source.
    • Anonimo scrive:
      Re: zip
      - Scritto da: fifinghettu
      Per pura curiosita' sono andato a vedere la
      pagina, compare un link al file con tutta la
      documentazione in formato zip. Dico: non
      sarebbe stato piu' serio utilizzare il gz
      accompagnato magari da un bel tar ? Vabbe'... pero' bisogna essere un po' elastici :)Supponi che un semplice curioso (ma utente Windows... visto che inter.net parla anche di Windows) volesse scaricarsi la documentazione? Perche' tarpargli le ali in partenza? :)Uhm... ma l'algoritmo di compressione *.zip e' "aperto"? Per aperto intendo che sia possibile almeno vedere il codice sorgente (quindi non mi riferisco a software Free, etc...)
      A volte
      mi pare che la gente usi Linux solo per
      "dare contro" ad altri sistemi o perche' fa
      "cool" usarlo, anziche' per la sua vera
      innovazione: l'open source.Non sottovalutare l'aspetto economico... una azienda non lo adotta perche' e' open source ma perche' puo' dimezzare le spese (anche se i 2 concetti sono, in ogni caso, legati)CIAO
      • Anonimo scrive:
        Re: zip
        - Scritto da: Unzip


        - Scritto da: fifinghettu

        Per pura curiosita' sono andato a vedere
        la

        pagina, compare un link al file con tutta
        la

        documentazione in formato zip. Dico: non

        sarebbe stato piu' serio utilizzare il gz

        accompagnato magari da un bel tar ?

        Vabbe'... pero' bisogna essere un po'
        elastici :)
        Supponi che un semplice curioso (ma utente
        Windows... visto che inter.net parla anche
        di Windows) volesse scaricarsi la
        documentazione? Perche' tarpargli le ali in
        partenza? :)non l'avrebbero fatto per la semplice ragione che winzip decomprime tranquillamente anche i tar.
        Uhm... ma l'algoritmo di compressione *.zip
        e' "aperto"?scaricati i sorgenti di zip/unzip per linux e lo scopri da solo :)
        Per aperto intendo che sia
        possibile almeno vedere il codice sorgente
        (quindi non mi riferisco a software Free,
        etc...)a quanto ne so, l'algoritmo di compressione e' esattamente lo stesso sia per gzip che per zip, il Lempel-Ziv.maggiori dettagli li trovate quihttp://www.sct.gu.edu.au/~anthony/info/misc/tgz_vs_zipsul perche' abbiano scelto zip invece di tgz, non ne ho idea. Forse usano windows... o forse per rendere piu' veloce l'estrazione dei singoli file... (c'e' anche gente che puo' avere il 486).Ad ogni modo, il karchiver di kde produce per default dei .zip.
  • Anonimo scrive:
    Buonanotte...
    Livello di serieta' di questa certificazione? Nessuna... almeno suppongo... Chi e' l'entita' che certifica? Chi sono le persone che hanno ideato i test, che decidono se un candidato e' "idoneo" oppure no? Ok, i nomi sono sul sito, va bene, ma a me suonano come illustri sconosciuti, ache se sono chiamati "saggi" dalla rivista stessa. Insomma, mi sembra una di quelle tante cose fatte solo per ricavarci un po' di immagine (gli organizzatori, intendo, non certo chi vi partecipera' come "esaminando") e non dare nulla di reale alla comunita' Linux o al mondo del lavoro...
    • Anonimo scrive:
      Re: Buonanotte...
      - Scritto da: Markino
      Livello di serieta' di questa
      certificazione? Nessuna... almeno
      suppongo... Chi e' l'entita' che certifica?
      Chi sono le persone che hanno ideato i test,
      che decidono se un candidato e' "idoneo"
      oppure no? Ok, i nomi sono sul sito, va
      bene, ma a me suonano come illustri
      sconosciuti, ache se sono chiamati "saggi"
      dalla rivista stessa. C'è da dire che la rivista in questione è una delle più serie in Italia, in campo informatico.
      • Anonimo scrive:
        Re: Buonanotte...

        C'è da dire che la rivista in questione è
        una delle più serie in Italia, in campo
        informatico.hai davvero uno strano concetto di serieta', nn c'e' che dire...se inter.net e' una rivista SERIA allora previti non ha mai pagato tangenti e riina non e' mafioso... ;o)Linux and Co. e' seria.PCprofessionale e' seria (anche se ultimamente sta proprio scadendo... ;o)Inter.net....no dai, stavi scherzando, di' la verita'!!!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Buonanotte...
          - Scritto da: Cirio
          hai davvero uno strano concetto di serieta',
          nn c'e' che dire...
          se inter.net e' una rivista SERIA allora
          previti non ha mai pagato tangenti e riina
          non e' mafioso... ;o)Che????????????????????
          Linux and Co. e' seria.Senz'altro.
          PCprofessionale e' seria (anche se
          ultimamente sta proprio scadendo...Mi è capitato poche volte di leggerla, e non mi pare male, anche se la giudico inferiore a Inter.net.
          Inter.net....

          no dai, stavi scherzando, di' la verita'!!!!!Non so se lei stesse scherzando. Io lo dico sul serio: Inter.net è una delle riviste migliori del settore.Anche se gli ultiminumeri mi sembrano un po' calati, in qualità, e anche se ho beccato un clamoroso svarione in un articolo (peraltro segnalato e per cui mi hanno risposto immediatamente).
        • Anonimo scrive:
          Re: Buonanotte...
          - Scritto da: Cirio

          C'è da dire che la rivista in questione è

          una delle più serie in Italia, in campo

          informatico.

          hai davvero uno strano concetto di serieta',
          nn c'e' che dire...
          se inter.net e' una rivista SERIA allora
          previti non ha mai pagato tangenti e riina
          non e' mafioso... ;o)

          Linux and Co. e' seria.
          PCprofessionale e' seria (anche se
          ultimamente sta proprio scadendo... ;o)
          Inter.net....

          no dai, stavi scherzando, di' la verita'!!!!!Non voglio sollevare polemiche pero' anche secondo me Inter.net e' seria; linux & co. era seria: esce quando hanno voglia. Inter.net esce regolarmente e raramente ci sono errori negli articoli che tra l'altro sono sempre di ottima qualita'
        • Anonimo scrive:
          Linux & Co., Pc Professionale..
          L'inziativa di Inter.net secondo me non è poi così male. Quel prescindere dalla distribuzione magari può fornire un input interessante al problema delle differenze tra le diverse distro. Motivo a mio avviso di rallentamento nella diffusione di Linux (per alcuni aspetti). Per quanto riguarda le riviste "serie" è apprezzabile il tentativo di Linux & Co. dovrebbero tuttavia controllare meglio ciò che scrivono, come grammatica intendo. Mi dispiace dirlo ma è piena di errori di sintassi e..Pc Professionale era seria ma è caduta vittima dei suoi stessi contenuti, vi assicuro che oramai le riviste del settore "dipendono" dagli sponsor (tranne rare eccezioni, vedi Dev) e le scelte di parlare di un prodotto sono fortemente dettate da regole di marketing. Il mio giudizio per Pc Pro è da molto tempo negativo.Se rimaniamo nel campo di Linux, Linux Journal è interessante e si avvale della collaborazione di ottimi consulenti.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Buonanotte...
      Be penso che sia anche interesse loro fare in modo che questi esami siano seri......per 2 motivi...!!1) Perchè ne va della loro immagine e se questi esami diventano una buffonata dopo chi li farà??2) Se questi esami sono facili tutti riusciranno a certificarsi e dopo nessuno trarrà nessun beneficio da questa certificazione......(neanche loro quindi...)E poi per i ragazzi sxo che questi esami siano difficili altrimenti avranno buttato 300 carte giù per il cesso!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Buonanotte...

        1) Perchè ne va della loro immagine e se
        questi esami diventano una buffonata dopo
        chi li farà??Certified chicken ne trovi sempre.
        2) Se questi esami sono facili tutti
        riusciranno a certificarsi e dopo nessuno
        trarrà nessun beneficio da questa
        certificazione......(neanche loro quindi...)400K a botta e' gia un bel beneficio.
        E poi per i ragazzi sxo che questi esami
        siano difficili altrimenti avranno buttato
        300 carte giù per il cesso!!!Spero di no ,visto il valore nullo ci manca solo la bocciatura.
    • Anonimo scrive:
      Re: Buonanotte...
      - Scritto da: Markino
      Livello di serieta' di questa
      certificazione? Uguale a quello che possono avere i vari "MS iper ultra legacy imperor NOTEPAD.EXE administrator certified"
      Nessuna... almenoVale per coloro che ci credono. Se ci credesse un'azienda??
      suppongo... Chi e' l'entita' che certifica?
      Ok, i nomi sono sul sito, va
      bene, ma a me suonano come illustri
      sconosciuti, Basta vedere chi sono. "Bravo" non vuol dire "Famoso". Anzi, spesso è il contrario.
      ache se sono chiamati "saggi"
      dalla rivista stessa. Insomma, mi sembra una
      di quelle tante cose fatte solo per
      ricavarci un po' di immagineInvece è il primo esempio di un interesse per la comunità verso Linux.Un primo passo per entrare in campo aziendale con un qualche cosa riconosciuto in qualche modo per Linux.Probabilmente è perfettibile. Probabilmente conterà poco (ma il costo è irrisorio, se confrontato con gli altri...). Ma l'importante è che è stato fatto il primo passo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Buonanotte

      Livello di serieta' di questa
      certificazione? Nessuna... almeno
      suppongo... Chi e' l'entita' che certifica?Inter.net non la leggo piu` da un bel po', a suo tempo i CD delle distribuzioni che allegava erano orrendamente mutilati.
      Chi sono le persone che hanno ideato i test,
      che decidono se un candidato e' "idoneo"
      oppure no? Ok, i nomi sono sul sito, va
      bene, ma a me suonano come illustri
      sconosciuti, ache se sono chiamati "saggi"
      dalla rivista stessa.Eugenia Franzoni e gli altri sono il nucleo storico di linux in Italia, vedi www.linux.it , se hai partecipato a qualche Linux Meeting li avrai incontrati di sicuro.
      Insomma, mi sembra una
      di quelle tante cose fatte solo per
      ricavarci un po' di immagine (gli
      organizzatori, intendo, non certo chi vi
      partecipera' come "esaminando") e non dare
      nulla di reale alla comunita' Linux o al
      mondo del lavoro... E` possibile, del resto sull'utilita` delle certificazioni il discorso e` aperto, spesso le aziende le considerano un'utile scorciatoia.Se questo puo` esser vero in ambito tradizionale, ritengo che in campo Free Software/Open Source la misura reale del proprio valore stia in quanto e come si e` contribuito ai vari progetti.Se invece si e` per lo piu` lavorato con tecnologie Open Source, ma a progetti proprietari, oltre a essere una perdita per tutti, diventa difficile mostrare il prodotto del proprio lavoro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Buonanotte...
      - Scritto da: Markino
      Livello di serieta' di questa
      certificazione? Nessuna... almeno
      suppongo... Chi e' l'entita' che certifica?Non esiste una valutazione oggettiva di "serietà" in questo campo. Altrimenti, dovremmo considerare "seria" solamente la verifica accademica: falso come una banconota da tremila lire (ormai in estinzione).Se le aziende prendono in considerazione questo tipo di test, ben venga la certificazione di Interpuntonet per i giovani. Il mercato richiede punti di riferimento standard e valutabili rapidamente: i direttori del personale e gli headhunters non hanno la palla di cristallo, nè possono perdere giornate con un singolo candidato, e quindi devono piantare una serie di paletti. Altrimenti, c'è sempre la libera professione, nella quale le certificazioni hanno cmq un altro peso nei confronti del cliente. Che poi non esistano metodologie semplici in grado di valutare tutte le sfaccettature e le capacità "artistiche" che ognuno si sente di attribuirsi, o di valorizzare certe esperienze esotiche su progetti fuori orbita, ai confini dell'utilità ma terribilmente concettose, questo è un altro paio di maniche. Ed appartiene ad un mondo col quale nè linux, nè i sistemi MS, nè le tecnologie consumer hanno qualcosa a che vedere.
      Ok, i nomi sono sul sito, va
      bene, ma a me suonano come illustri
      sconosciutiMalissimo. Michele Sciabarrà è titolare della rubrica Linux sulla rivista in oggetto, ed ha scritto un simpatico testo su linux e programmazione web. Eugenia Franzoni è una presenza venerabile nel comitato di coordinazione di Pluto.it ed ha tradotto decine di testi su Linux. Daniele Medri era presidente del "mio" LUG: ERLUG, gli altri sono tutti coinvolti nella linux community a vario titolo e da tempo più o meno lungo...
      • Anonimo scrive:
        Re: Buonanotte...
        a mio parere il costo è davvero irrisorio: io sto seguendo il primo step di certificazione CISCO CNAP ed il costo è di 3000000ca !!
        • Anonimo scrive:
          Re: Buonanotte...

          certificazione CISCO CNAP ed il costo è di
          3000000ca !!Io sto seguento "BSD: Zen and the TAO of Make-fu" e solo per il viaggio in Tibet mi hanno pelato 6 milioni!!
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