Anche il gioco si fa cloud

Il servizio di gaming on demand OnLive avvia la fase dei test pubblici. Chiama a raccolta i gamer statunitensi e spera nel successo del videogioco in streaming

Roma – Il web partecipa all’evoluzione del settore videludico entrando nel vivo del cosiddetto gaming on demand: un po’ quanto è successo all’home video nell’era di Hulu o YouTube. A far parlare di sé è OnLive , servizio di videoludico multipiattaforma, entrato in fase di beta pubblica: la risposta yankee agli esperimenti sudamericani di Zeebo.

Il servizio, disponibile al momento solo negli Stati Uniti, ha chiamato a raccolta tutti i volontari che vorranno testarlo e conferire il proprio feedback. Come già detto, si tratta di un sistema di gioco multipiattaforma, che può essere utilizzato via PC – purché vi sia installato Windows Vista – o sui Mac dotati di processori Intel, nonché utilizzando una micro-console sviluppata dall’azienda.

Trattandosi di un servizio offerto via web, è indispensabile avere una connessione broadband per poter usufruire a pieno delle sue potenzialità. Altro requisito fondamentale richiesto dal team di OnLive – che chiede ai vari beta tester di giocare a più non posso ai titoli che verranno messi a disposizione sulla piattaforma – è quello di essere maggiorenni.

In Rete l’interesse intorno al progetto sembra essere elevato, dal momento che rappresenta una novità del settore e che, soprattutto, non richiede l’acquisto di nuovo hardware. Di sicuro è ancora presto per fornire un giudizio concreto sul servizio che, sulla carta, ha le potenzialità per affermarsi nel panorama videoludico: ancora da definire, inoltre, il business model, che potrebbe tradursi nella sottoscrizione di un abbonamento mensile utile a soddisfare le necessità dell’utente.

Vari e di sicuro interesse i titoli proposti, che vanno da Tomb Raider Underworld a Mirror’s Edge , passando per classici come Prince of Persia e Unreal Tournament 3 .

Nonostante i molti dubbi che gli osservatori sollevano sull’esperimento, il team di OnLive si dimostra fiducioso, sperando di ricevere un feedback positivo dal periodo di test: “Il responso degli utenti registrati al servizio sarà utile a dettare l’evoluzione delle feature a disposizione e l’esperienza garantita dal servizio” spiega Steve Perlman, CEO e founder di OnLive.

Vincenzo Gentile

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  • ercolinux scrive:
    Re: Cosi la SIAE si fara' il suo bel gruppo
    beh avrebbero anche ragione...se vuoi vedere un film o ascoltare della musica o la compri o la noleggi o ti rivolgi ai produttori che rilasciano secondo Creative Commons. Idem per i programmiSe scarichi un programma craccato rubi 2 volte: rubi allo sviluppatore che scegliendo la strada del closed source ha la vendita come unica fonte di reddito e "rubi" al settore opensource, visto che molte volte esistono alternative free che così facendo non riescono a guadagnare quote di mercato e quindi affermarsi come meriterebbero
  • Nome e Cognome scrive:
    FTP+SSL?
    Hummm, ma fare un sito FTP protetto in SSL non e' la stessa cosa, o molto simile? fai un account per persona, e le pass le dai a chi vuoi tu ...Hanno invento il p2p via ssl? lol ....
    • ercolinux scrive:
      Re: FTP+SSL?
      E la banda ce la metti tu per gestire magari 2-300 download simultanei di un DVD?Io sono uno sviluppatore linux e abbiamo la nostra distro su un server molto veloce, ma con l'ultima release abbiamo dovuto metterla anche su torrent: così più gente si collega più si scarica velocemente, sul server (nonostante i 100MB di banda) a volte gli scaricamenti si bloccavano perchè la linea era satura....
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