Angelina, l'IA che programma videogiochi

Un progetto universitario sperimenta l'autocomposizione di meccaniche di gameplay per la generazione di un videogioco quasi totalmente gestito dall'intelligenza artificiale
Un progetto universitario sperimenta l'autocomposizione di meccaniche di gameplay per la generazione di un videogioco quasi totalmente gestito dall'intelligenza artificiale

Nato dall’idea dello studente dell’Imperial College di Londra Michael Cook, il progetto Angelina mira a creare una intelligenza artificiale sufficientemente complessa e rifinita da progettare e creare videogiochi tutta da sola.

Angelina è capace di sintetizzare diversi aspetti del design di un videogioco – layout dei livelli, comportamento dei nemici, bonus e quant’altro – simulando le partite e ricombinando i vari pezzi di gameplay che si dimostrano essere più efficienti.

La “creazione videoludica procedurale” di Angelina viene poi ripetuta per ben 400 volte , selezionando quelli che dovrebbero idealmente rappresentare gli elementi di maggior efficienza dal punto di vista del gameplay e quindi il videogioco perfetto – almeno dal punto di vista della IA programmata da Cook.

Limitate al momento le effettive capacità creative di Angelina: il coder britannico deve fornire gli asset videoludici fondamentali (grafica a 8-bit e audio) da usare per le ricombinazioni successive messe in campo dalla IA, mentre non è prevista la possibilità di misurare il livello di difficoltà di un livello e quindi di far eventualmente morire il protagonista del gioco. In compenso le “creazioni” di Angelina si possono giocare a questo indirizzo .

Alfonso Maruccia

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09 03 2012
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