Anonymous contro il pedoporno

Stavolta per gli hacktivisti non è il potere l'obiettivo da colpire, ma l'underground criminale online che si cela nelle darknet
Stavolta per gli hacktivisti non è il potere l'obiettivo da colpire, ma l'underground criminale online che si cela nelle darknet

Il gruppo di hacktivisti Anonymous ha dichiarato guerra a quello che definiscono “Dark Net”: quella parte oscura della Rete, dove si nascondono anche pedofili per scambiare informazioni e immagini di abusi sui minori.

Gli hacktivisti avrebbero trovato tracce di questo circuito quando sono incappati su Hidden Wiki , servizio nascosto di Tor, in una pagina denominata “Hard Candy” e contenente, fra l’altro, una lista di siti dediti alla pedofilia .
In seguito a questa scoperta gli hacker hanno provveduto a seguire queste tracce e hanno trovato un minimo comun denominatore nel servizio di hosting comune Freedom Hosting .

Fra i primi obiettivi del gruppo vi è ora il forum chiamato Lolita City e, appunto, l’hosting Freedom Hosting : gli hacktivisti hanno promesso di costringere il sito offline, insieme agli oltre 100GB di materiale pedopornografico che gli hacker dicono contenga.

In quella che è stata chiamata “Operation Darknet” (OpDarkNet), uno dei membri del collettivo hacktivista, Arson, dice di aver puntato il forum già da tempo (cercando insomma di comprometterne l’attività dei server). Il gruppo, spiega Arson, avrebbe già mandato offline più di 40 siti impiegati per la condivisione di questo tipo di contenuti e avrebbe diffuso informazioni su oltre 1500 loro utenti. Secondo una fonte , gli Anonymous sarebbero riusciti ad ottenere anche le identità reali di alcuni di questi utenti, passate all’FBI per le indagini .

Ora gli Anonymous sono venuti allo scoperto con OpDarkNet essenzialmente per racimolare nuove risorse (in hacker e fondi, presumibilmente) per perseguire efficacemente la loro strategia e abbattere per sempre server, siti e forum che danno spazio alla pedopornografia.

Claudio Tamburrino

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