Anonymous, il DDoS e le manette spagnole

Colpito il sito ufficiale della polizia iberica, in seguito all'arresto di tre hacker collegati agli attacchi al PlayStation Network. Il collettivo minaccia altre ritorsioni
Colpito il sito ufficiale della polizia iberica, in seguito all'arresto di tre hacker collegati agli attacchi al PlayStation Network. Il collettivo minaccia altre ritorsioni

“Non perdoniamo i vostri attacchi alla libertà. Non perdoniamo la vostra ignoranza. Attendete la rivoluzione”. Così è terminato un recente messaggio inviato dall’ormai noto collettivo hacker degli Anonymous ai vertici del corpo nazionale di polizia spagnolo. Una vera e propria dichiarazione di guerra informatica, lanciata dal gruppo di cyberattivisti e subito denominata Operation Policia .

In sostanza , un nuovo attacco DDoS ha colpito la Página Oficial del Cuerpo Nacional de Policía policia.es – rendendola inaccessibile per diverse ore nella scorsa giornata di sabato. “Questo attacco è in diretta risposta agli arresti di venerdì – si può leggere tra le righe del comunicato diramato da Anonymous – delle tre persone associate ad atti di cyberdisobbedienza civile a noi attribuiti”.

Appena 24 ore prima un gruppo formato da tre hacker era stato catturato dalla stessa polizia spagnola, accusato di aver partecipato attivamente alla recente ondata di attacchi nei confronti del PlayStation Network (PSN) di Sony. Stando ai dettagli rilasciati dagli agenti, i tre hacker avrebbero inoltre cercato di rubare e pubblicare online numerose informazioni su politici ed ufficiali di polizia spagnoli .

Gli stessi agenti iberici – in collaborazione con alcuni tecnici informatici – sarebbero riusciti ad analizzare milioni di singole frasi, scambiate via chat dai tre presunti membri di Anonymous. Nell’agguerrito messaggio alla polizia è stato però sottolineato come i suddetti hacker non possano in alcun modo rappresentare degli esponenti del collettivo . “Non esistono leader in Anonymous – si legge ancora – Anonymous non è basato sulla distinzione personale”.

Nel frattempo , pare che i principali account social della cosiddetta Operation India – altra iniziativa DDoS del gruppo degli Anonimi – siano all’improvviso stati cancellati. Spariti nel nulla, sia la relativa pagina Facebook che l’account su Twitter . Proprio sui social network era montata la protesta popolare dopo l’arresto dei tre hacker legati ai cyberdissidenti.

Mauro Vecchio

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13 06 2011
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