Aosta, dissequestrato un sito

Due rimangono per ora offline ma il sito commerciale che era stato sottoposto al provvedimento sarà nuovamente attivo a momenti. I gestori: paghiamo caro l'incertezza del diritto
Due rimangono per ora offline ma il sito commerciale che era stato sottoposto al provvedimento sarà nuovamente attivo a momenti. I gestori: paghiamo caro l'incertezza del diritto


Roma – Quanti avranno seguito con interesse la vicenda del singolare sequestro di tre siti legati alla Valle d’Aosta saranno felici di apprendere che uno di questi è ora stato dissequestrato per ordine dei magistrati che si occupano dell’inchiesta.

La Polizia Postale ha notificato ai gestori di aostashop.com il provvedimento di dissequestro, che accoglie una delle istanze dei legali della società che lo gestisce assieme agli altri due portali, aostrafiere.it e turismovda.it, che continuano invece ad essere sequestrati. Al momento aostashop.com risulta ancora inaccessibile ma è questione di ore prima che venga riattivato.

“Il portale www.aostashop.com – spiegano a Punto Informatico i gestori del sito – è stato dissequestrato completamente senza oscurare nessun contenuto. A questo punto una riflessione su quanto sta accadendo è necessaria. Noi siamo convinti che nei portali sequestrati il 19 Maggio non vi era nulla di illegale e non è stato violato nessun diritto d’autore. Il dissequestro, senza nessuna pagina oscurata, di aostashop.com dimostra che il portale non conteneva nessuna pagina che violava la legge sul diritto d’autore”.

I gestori si dicono amareggiati da quanto accaduto. “La nostra immagine – affermano – è stata messa in seria difficoltà da una home page inserita dalla polizia postale, che non spiega per quale motivo il sito è oscurato. I nostri clienti hanno perso giorni di visibilità in rete. Servizi web di prenotazione per alberghi disattivati e infine perdita di posizionamento nei motori di ricerca”.

A loro parere, dunque, “lavorare in un mondo che non ha ancora certezze giuridiche ci crea disagio e mette a dura prova la voglia di continuare a investire e a crescere. Ma le numerose email e telefonate di solidarietà che riceviamo ogni giorno ci fanno sperare che qualche cosa, forse, un giorno cambierà”.

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26 05 2005
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