App Store, Microsoft contro il marchio Apple

La domanda di registrazione di Cupertino ostacolata da Redmond. Troppo generica la definizione del marketplace. La sfida per emergere nel mobile passa anche dal dizionario

Roma – Microsoft ha depositato un memoriale di opposizione alla domanda con cui Apple ha chiesto all’USTPO l’esclusiva sul termine “App Store”.

Secondo Redmond il problema sarebbe che il termine per cui Apple chiede la registrazione come marchio è “quello generico” per identificare un rivenditore di applicazioni e servizi correlati.

App è un nome comune generico per il bene offerto nel negozio di Apple, come dimostrano le definizioni di vari dizionari – spiega Microsoft – mentre Store è il generico per rivenditore di servizi per cui Apple cerca registrazione”.

A riprova della genericità del termine, Microsoft porta anche una citazione dello stesso CEO di Apple Steve Jobs, il quale, riferendosi ai negozi di applicazione dei concorrenti e in particolare a quelli di Amazon Verizon e Vodafone parla in generale di “app store per Android”.

Secondo Redmond, Cupertino avrebbe ingiustamente impedito alle altre aziende di riferirsi ai loro store digitali di applicazioni come “app store”, costringendoli, sotto la minaccia di denunce per violazione di marchio, a scegliere invece termini più lunghi come Application Store e App Marketplace .

Claudio Tamburrino

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  • banca scrive:
    flash
    mah tutte le pagine myspace le ho sempre evitate perchè pesantissime..
    • XavierTNT scrive:
      Re: flash
      Non ho un computer ninja, ma il sito è veramente pesantissimo anche senza video: ma a cosa gli servono tutte quelle risorse?Comunque peccato: secondo me è un'ottima piattaforma social per chi fa musica, avrebbero potuto focalizzarsi su questo e altro, ad es per i film maker o altre arti.Io l'ho sempre considerato non un'alternativa a FB ma un'altra cosa
  • Ace Gentile scrive:
    Rilancio...
    "A poco è valso il tentativo di rilancio in grande stile che prevedava una grafica innovativa"Più che rilancio è stata una definitiva e colossale zappa sui piedi, sono riusciti a rendere inutilizzabile la piattaforma come nemmeno il peggior detrattore avrebbe osato sperare.
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Rilancio...
      Più che altro, essendo finito in mano ad un australiano, il Governo americano (o chi per esso)ormai aveva già scelto un altro cavallo su cui puntare e che ha fatto gonfiare come sappiamo, quindi qualunque cosa avesse fatto non ne avrebbe cambiato il destino (magari stava un po' meglio, ma non certo più quello che era a suo tempo e cioè il ruolo che ora è di Facebook)
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